Idee di viaggio

Da Marsiglia ad Aix en Provence - parte II

Alla scoperta di Aix en Provence tra il quartiere Mazarin, la Fontaine d'eau chaude, Place des 4 Dauphins e tanto altro

Aix-en-Provence VIAGGI URBANI Shutterstock
5/5

Periodo: febbraio

Aix-en-Provence

La mattina del 14 febbraio ci svegliamo sotto un cielo plumbeo, la pioggia che preannunciava il meteo è arrivata. Dopo una rapida colazione ci avviamo verso la metro e da lì alla Gare Routière, situata proprio sul retro della Gare St.Charles.

Prendiamo il bus direzione Aix-en-Provence per 5€ a testa (si paga direttamente al conducente con i soldi precisi, non ha resto da dare) e in mezzora siamo nel centro città di Acquae Sextiae. I bus tra Marsiglia ed Aix partono ogni dieci minuti (cinque all'orario di punta) e sono rapidi e comodi. Forse il modo migliore per spostarsi da una città all'altra.

Arrivati alla Gare Routière di Aix-en-Provence (da dove partono tutti i bus di linea, compresa la navetta per l'aereoporto) ci incamminiamo verso il Cours Mirabeau, il viale principale della città, lo percorriamo tutto e in 15 minuti circa siamo in hotel. Ho prenotato all'Hotel des Arts, un hotel a una stella con stanze piccoline, ma per 21 euro a testa è un ottima soluzione. Il rapporto qualità/prezzo è infatti favorevole, così come la posizione dell'hotel stesso, a due passi dal centro storico.

Il tour inizia proprio dal Cours Mirabeau, con i suoi bei palazzi borghesi del XVII e XVIII sec. e le sue celebri fontane. La Fontaine du Roi René (1819), la Fontaine d'eau chaude (1734) che deve il suo nome proprio al fatto di zampillare acqua calda (i romani avevano fondato la città proprio per via delle sue falde acquifere calde che potevano alimentare un complesso termale) e la Fontaine des neuf cannons (1691) sono proprio nel mezzo della carreggiata di quello che una volta era un viale destinato alle carrozze e che per via del progresso si è dovuto riadattare al traffico di automobili e motociclette, senza per questo perdere la sua vocazione originaria.

Il Corso è infatti ancora un viale pieno di negozi per lo shopping, di café e ristoranti dove fermarsi anche per un semplice aperitivo, inoltre lo status di città universitaria fa sì che il Corso venga utilizzato anche dagli studenti come punto di incontro o luogo di sosta tra una lezione e l'altra. Al lato opposto del Mirabeau si trova La Rotonda, fontana monumentale con tre statue rappresentanti la Giustizia, l'Agricoltura e l'Arte. 

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Il cielo inizia ad annuvolarsi sul serio, per questo decidiamo di anticipare i tempi e di rivedere i nostri piani. Prendiamo due baguette ripiene al chioschetto di fronte l'Ufficio del Turismo (fornitissimo di materiale, vi consiglio di farci un salto) e decidiamo di dedicare il resto della mattinata alla parte sud di Aix, il quartiere Mazarin.

Percorrendo la Rue Cardinale arriviamo alla Place des 4 Dauphins, dove l'omonima fontana (1667) fa bella mostra di sé. Duecentro metri più avanti ci aspetta la Chiesa di St.Jean de Malte e... l'ennesima messa. Finita la celebrazione mi siedo in prima fila ad ammirare la vetrata gotica che sovrasta l'altare, finché la sagrestana non viene a chiamarmi. "On doit fermer". Mi scuso per averli fatti attendere, infatti la chiesa è vuota, le luci sono tutte spente e sono tutti andati via, la sagrestana sorride e mi dice di non preoccuparmi.

Risalendo Rue d'Italie torniamo al Mirabeau, da lì passiamo per il Passage Agard che collega il Corso alla Place de Verdun, sede del Palazzo di Giustizia. È il 14 febbraio e il mercato della piazza oggi vende solo e soltanto fiori di ogni tipo e colore. Vorrei visitare la Chiesa de la Madeleine, ma è chiusa per restauri, allora mi dirigo direttamente verso il Municipio passando per Place d'Albertas, un misto di barocco e roccocò, datata 1745

Sono le 13:20 quando arrivo davanti l'Hôtel de Ville e decido di attendere le 14 per sentire i rintocchi del Belfroi, orologio astronomico che segna i ritmi cittadini dal lontano 1661. Ci sediamo a prendere un caffè in piazza, gustandoci la vista del Municipio, sulla fontana del Chastel (sormontata da una colonna di epoca romana) e l'Ancienne Halle aux Grains.

Ascoltati i rintocchi decidiamo di dedicarci all'acquisto di souvenirs prima di tornare in hotel. Proprio lì nella piazza del Municipio c'è un negozietto molto grazioso e particolare che vende saponette artigianali dai mille profumi, sacchetti di lavanda, prodotti tipici della Provenza e liquori artigianali alla lavanda e timo, fatti appositamente da loro e venduti in piccole boccette da 4cl (passano quindi tranquillamente i controlli in aereoporto): La Picholine.

Consigliatissimo sia a chi vuole risparmiare, sia a chi vuole fare regalini particolari. Il cielo nel frattempo si è fatto davvero nerissimo e si sta per preparare un temporale di quelli epici. Decidiamo di rientrare in hotel e di riposarci un pò nella speranza che spiova. Sfrutto a dovere la tv in camera per allenare il mio francese. Guardo prima un telefilm idiota su France5 e poi facendo zapping trovo su Arte un documentario davvero interessante.

Si parla delle città portuali che affacciano sul mar Baltico; vengono trattate quindi in sequenza Tallinn, Riga, Klapeida, Gdansk, Rostock e Amburgo. Uno spunto di viaggio molto interessante su cui riflettere per l'estate. Il tempo non accenna a placarsi ma non mi lamento, dei tre giorni pieni di pioggia previsti alla fine ha piovuto solo tre ore in totale, quindi riscendiamo in strada per le ultime visite culturali: la Cattedrale del S.Salvatore e le Terme Romane.

Una volta usciti dalla Cattedrale (che avrebbe bisogno di un bel pò di restauri interni) andiamo verso la Tourreluque, unica sopravvissuta delle mura di cinta intorno alla città medievale. Il problema è che la pioggia è davvero troppa, siamo bagnati fin dentro le ossa, decidiamo quindi di bypassare le Terme Romane (vivo a Roma e le Terme di Caracalla sono a venti minuti di macchina) e di andarci a ristorare da qualche parte al caldo per asciugarci.

Torniamo al Cours Mirabeau dove facciamo un aperitivo presso un pub irlandese finché la pioggia non cessa. Torniamo verso il Municipio e ci dirigiamo verso quello che nel Medioevo era il quartiere ebraico. Ora è una zona piena d ristoranti di ogni tipo, di pub, di locali, di boutique. Solo a Rue de la Verriere ci sono tre pub irlandesi che dalle 17 alle 20 propongono l'happy hour con birre alla spina in offerta tra i 3 e i 4 euro. Optiamo per Le Manoir perchè ci sembra il più adatto ai giovani dei tre.

È vuoto, del resto è S.Valentino e le coppiette staranno preparandosi per le cenette romantiche, ma dando un'occhiata al programma del locale mi rendo conto che forse è uno dei migliori del centro storico. Ogni giorno dalle 17 alle 20 aperitivo con birre in offerta, ogni sera dj set con ingresso gratuito, in occasione di eventi sportivi come calcio e rugby proiezione in diretta delle partite e subito dopo djset, ogni giovedì serata universitaria, un gran bel posto dove divertirsi insomma.

Mi ha ricordato vagamente il Celtica di Bruxelles, pub irlandese che propone la stessa formula (partite escluse). Quello che c'era da vedere ad Aix en Provence lo abbiamo visto (tranne i vari luoghi legati a Cezanne), decidiamo quindi di mangiare qualcosa di rapido ed economico (una baguette al salmone presso il chioschetto già citato) e di tornare in albergo.

La mattina dopo prendiamo la colazione in hotel. Per 5€ ci viene servita una tazza di caffè, un succo di arancia, una baguette con varie marmellate e un croissant delizioso. Decisamente il più buono mai mangiato in vita mia! Alle 11:10 saliamo sul bus che ci porterà al MP2 in mezzora scarsa e ci accomodiamo in attesa del volo di ritorno...

Conclusioni finali su Marsiglia
Il fatto di essere pericolosa è solo una nomea che si porta dietro
. Pare che il mito di Marsiglia-Napoli o Marsiglia-Chicago nasca negli anni '30 e che i marsigliesi stessi ci abbiano marciato un pò sopra per darsi un tono. Non l'ho trovata più pericolosa di altre città che ho visitato, almeno per la mia esperienza. Magari sono stato fortunato io (anche perchè non sono certo andato ad addentrarmi nei quartieri nord), o forse sfortunati gli altri, resta il fatto che il giudizio che posso dare io di Marsiglia è positivo anche alla voce "ordine pubblico".

Tanto per fare un esempio, la Stazione centrale di Milano mi ha dato meno senso di sicurezza della Gare S.Charles e la zona intorno a Piazza del Gesù a Napoli mi ha dato meno sicurezza ancora della zona intorno a Belsunce. Non sono stato fermato, non sono stato aggredito, né scippato. Quando invece sono andato nella civilissima Parigi una sera un nordafricano alto due metri e largo altrettanto ci sbarrò la strada. E qualche sera dopo un gruppo di ragazzi (sempre nordafricani) ci ha fatto oggetto di un lancio di bottiglie e lattine da un lato della strada all'altro solo perchè eravamo bianchi.

A Marsiglia non ho trovato persone intolleranti, gente che ha cercato di fregarmi dandomi il resto sbagliato (sempre a Parigi), gente che se gli chiedi un'informazione fa finta di non capirti. A Marsiglia ho trovato persone sempre disponibili, sempre sorridenti, alla mano, vogliose di farsi due chiacchere.

A Marsiglia c'è molto da fare e devo ammettere che il tempo a disposizione non era tantissimo, ma è stato abbastanza per vedere le cose fondamentali con tutta calma, permettendomi anche svariate soste-birra. Se qualcuno volesse fermarsi un pò di più, ci sono molte altre cose da fare: la gita allo Chateaux d'If (reso celebre da "Il conte di Montecristo" di Dumas), visita al villaggio L'Estaque, gita alle Calanques, visita della Cité Radieuse, la Friche de la Belle-de-Mai. Ecco, magari non prenotate dieci giorni come il matto texano che ho conosciuto in ostello. Se poi ci andate da giugno e settembre, non snobberei del tutto l'idea di andare al mare...

E' vero che la città è tenuta male, ma non mi sembra più sporca di Roma. Forse l'unico vero dispiacere è aver trovato un pò di cantieri (al Fort S.Jean e vicino la Porte d'Aix). Marsiglia nel 2013 sarà Capitale Europea della Cultura (sito ufficiale) e quindi stanno gentrificando la zona del porto, costruendo anche cose nuove in vista proprio dell'atteso evento. Fatto sta che quello che Marsiglia ti offre, ti fa chiudere volentieri un occhio sia sulle cacchette dei cani che sulle cartacce in terra.

Penso che tornerò presto e volentieri. Un pò per vedere appunto quelle cose che in questo viaggio ho accantonato, un pò per gustarmi la città con un clima più decente (anche se devo ammettere che freddo vero non l'ha mai fatto).

"Ne era rimasto come abbagliato. Marsiglia, aveva pensato allora, è una donna che si offre a chi arriva dal mare. L'aveva perfino annotato sul giornale di bordo. Senza sapere che stava citando il mito fondatore della città: la leggenda di Gyptis, principessa ligure che si diede a Portis, marinaio focese,la notte in cui questo entrò nel porto" - J.C. Izzo, Marinai Perduti

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