Idee di viaggio

Cosa vedere in Camargue

L’altro volto della Provenza fatto di pace, poesia, luce e acqua

Cosa vedere in Camargue WEEKEND Shutterstock
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Una terra delimitata da fiumi, laghi, paludi e mare, completamente circondata dall’acqua, che la fa assomigliare a un’isola. La Camargue è la zona umida a sud di Arles, in Francia, tra il mar Mediterraneo e i due bracci del delta del Rodano, il Grand Rhône e il Petit Rhône. 

È un'area di oltre 930 km² che appartiene al dipartimento delle Bocche del Rodano, che vanta il più grande delta fluviale dell'Europa occidentale. Una pianura prevalentemente occupata da acqua e grandi distese di sabbia, popolata da fenicotteri rosa, tori e cavalli bianchi che vivono allo stato brado. Borghi di pescatori e villaggi di campagna tramandano antiche tradizioni e folcloristiche feste. La Camargue è l’altro volto della Provenza, al di fuori dei rinomati percorsi della lavanda e della patinata Costa Azzurra. Ha il fascino di una terra libera e selvaggia, ancora autentica, da scoprire, lentamente, a piedi, in bici o a cavallo. Un universo di pace, poesia, luce e acqua. 

Cosa vedere in Camargue

  • Arles
  • Saint-Gilles
  • Les Saintes-Maries de la Mer
  • Le Grau-du-roi
  • Aigues-Mortes 
  • Saint Martin de Crau
  • Parco naturale regionale della Camargue
  • Parco ornitologico di Pont de Gau
  • Riserva naturale del Marais du Vigueirat

Arles 

La città d’arte e storia alle porte della Camargue. Adagiata sulle rive del Rodano, Arles sembra riposare sotto la luce del sole mediterraneo da più di 2500 anni di storia. Il comune più grande della Francia metropolitana e il più popolato della Camargue ha origini che risalgono al 550 a.C. Dichiarata patrimonio mondiale dell'Unesco, la città conta più di 100 monumenti nel centro storico. Tra questi non bisogna perdere l’anfiteatro romano, oggi chiamato semplicemente l’arena di Arles. Costruito alla fine del I secolo d.C, è il più grande anfiteatro romano della Gallia, nonché uno dei monumenti romani meglio conservati della Provenza. Ma vedete anche il criptoportico, le terme romane di Costantino, i resti del circo romano, il chiostro e il portale Saint-Trophime, e gli Alyscamps, per citare solo i più importanti. Ma Arles è anche la città in cui Vincent Van Gogh arriva nel febbraio 1888 alla ricerca della luce, quindi visitate la Fondation Vincent Van Gogh che rende omaggio alla sua opera facendola dialogare con l'arte contemporanea. Ripercorrete poi l’itinerario a piedi attraverso i luoghi che hanno ispirato le tele più famose del pittore olandese: dalla place du Forum immortalata nel Le café le soir, al quai del Rodano dove ha dipinto La nuit étoilée fino alla place Lamartine dove si trovava La maison jaune. Vale la pena visitare poi il Museo Dipartimentale dell'antica Arles, situato in un edificio moderno sulle rive del Rodano, progettato da Henri Ciriani. 

A 2 km da Arles si trova l’abbazia di Montmajour, patrimonio Unesco, costruita nel XII secolo su un isolotto roccioso. È una straordinaria opera di architettura romanica, gotica e classica. Due complessi monastici costruiti dall'XI al XVIII secolo costituiscono l'abbazia di Montmajour, il cuore della vita di una comunità di monaci benedettini. Oggi, durante l'estate, l'abbazia ospita mostre nell'ambito del Festival della Fotografia di Arles.

Saint-Gilles

Nel dipartimento del Gard si trova la città di Saint-Gilles, a 19 km da Nîmes e 18 km da Arles, tra la Linguadoca e la Provenza, le Costiere di Nîmes e la Camargue. Uno dei comuni più grandi del dipartimento, Saint-Gilles è una cittadina dalle antiche origini. Già occupata in epoca romana, alla fine del VII secolo l'eremita Gilles fondò una chiesa e un monastero benedettino. Nel IX secolo, i miracoli compiuti da Saint Gilles fecero della città un importante luogo di pellegrinaggio sul Cammino di Santiago. Ma la storia della città fu tumultuosa, subì la crociata contro gli albigesi, le devastazioni delle guerre di religione e la rivoluzione. Oggi vale la pena visitarla per il suo ricco patrimonio, di cui la chiesa abbaziale è senza dubbio il sito più interessante. Capolavoro dell'arte romanica, la chiesa superiore del XII secolo con le tre porte monumentali è iscritta al patrimonio mondiale dell’Unesco. La chiesa inferiore o cripta, altrettanto bella, risale all'XI secolo e contiene la tomba di Saint Gilles. Meritano una visita anche i resti del chiostro, il tempio protestante, della fine del XIX secolo, in stile neogotico, la casa romanica del XII secolo che ospita un museo. Nei dintorni di Saint-Gilles si trova il castello di Espeyran, a 5 km. Un tempo residenza degli abati, il castello fu rimodellato nel XIX secolo. Oggi ospita mobili d'epoca, diverse carrozze nella scuderia e un sito per la conservazione di microfilm e immagini digitali. Saint Gilles, inoltre, è anche un comune produttore di vini AOC Costière-de-Nîmes e conta una ventina di produttori e una cooperativa vinicola. I suoi vini erano molto apprezzati dai papi, in competizione nel Medioevo con quelli di Beaune.

Les Saintes-Maries de la Mer

Il villaggio di Les Saintes-Maries-de-la-Mer, o più comunemente "Les Saintes", si affaccia sul mare nel cuore della Camargue. Rinomata stazione balneare, Les Saintes-Maries-de-la-Mer è particolarmente vivace d’estate. Ma nonostante il turismo, il villaggio ha conservato il suo fascino autentico e le sue tradizioni. D’inverno si respira tutta un'altra atmosfera sulle lunghe spiagge sabbiose e deserte, tra amanti del surf e il grido dei gabbiani. Le origini della città sono curiose. Secondo la leggenda, verso il 45 d.C., dopo aver navigato sul Mediterraneo, Maria Maddalena, Maria Salome e Maria Jacobé, accompagnate da Marta e Lazzaro il "risorto", sbarcarono in questo luogo del delta del Rodano. Lì, si dice che Sarah la Nera li abbia accolti e sia diventata la loro serva. Costruirono un piccolo oratorio dedicato alla Vergine prima che Maria Maddalena andasse alla Sainte-Baume, Marta a Tarascon e Lazzaro diventasse il primo vescovo di Marsiglia. 

Marie Salome, Marie Jacobé e Sarah sono rimaste nella zona e il luogo dove furono sepolte, Saintes-Maries, divenne un importante luogo di culto e di pellegrinaggio, oltre che una tappa nel cammino verso Santiago di Compostela. Visitate dunque la chiesa Notre-Dame-de-la-Mer, costruita nel IX secolo e ristrutturata dai monaci di Montmajour nel XII e XIV secolo per incorporare le fortificazioni della città. La torre offre bei panorami sulla città e sulla Camargue. La cripta è dedicata a Sarah e ogni anno gli zingari di tutta Europa onorano la statua della loro patrona, la Vergine Nera, con una grande processione e la benedizione in mare, accompagnate da musiche e danze. Due volte l'anno, infatti, alla fine di maggio e alla fine di ottobre, la chiesa delle Saintes Maries de la Mer è meta dei pellegrinaggi gitani. Se volete approfondire questa storia visitate il Museo e la Casa del Marchese de Baroncelli, ospitata nel municipio del XIX secolo, che racconta le tradizioni agro-pastorali della Camargue e la storia del comune. Inoltre, anche Saintes Maries de la Mer ha le sue arene, costruite vicino alla spiaggia nei primi anni ’30, che ospitano corride, gare e spettacoli equestri. Saintes-Maries-de-la-Mer, infine, vanta una dozzina di chilometri di spiagge, dove fare bellissime passeggiate a cavallo o dedicarsi ad attività acquatiche come il kite-surf e il windsurf. Sul lungomare, vedrete le cabanes des Launes, tipiche capanne della Camargue dal tetto di canna. Le paludi circostanti ospitano infine meravigliosi fenicotteri, non dimenticate la macchina fotografica. 

Nei dintorni di Saintes-Maries de la Mer non perdete lo château d’Avignon che offre visite guidate e ospita diversi eventi.

Foto: © Domstock / Shutterstock.com

Le Grau-du-roi

Graziosa stazione balneare della Camargue, Le Grau-du-roi affascina per il suo mercato provenzale, i suoi piccoli ristoranti, il porto di pesca, i 18 km di spiagge sabbiose e le belle casette nella natura selvaggia. Ha una storia abbastanza recente rispetto alle altre città della Camargue. Alla fine del XVI secolo, un torrente del Rodano aprì una breccia (chiamata grau) nella costa. Questo canale fu chiamato "Grau Henry", poi "Grau-du-Roi" perché Enrico IV lo aveva sistemato costruendo due moli di pietra per proteggerlo dall'insabbiamento. Fu solo nel XVIII secolo che il canale fu aperto (l'unico sbocco marittimo del Gard) fino a Aigues-Mortes. La città di Grau-du-Roi si è sviluppata intorno a questo canale. Gli immigrati italiani vi si stabilirono nel XIX secolo e l'attività principale è la pesca. Da allora, la città è diventata il secondo porto di pesca francese del Mediterraneo. Nel vecchio porto vedrete ancora il balletto dei pescherecci tra il ponte girevole, le banchine disseminate di reti e fiancheggiate da ristoranti, le facciate pittoresche. Il turismo si è sviluppato solo alla fine del XIX secolo. La villa Parris vicino al faro, rimane un bell'esempio della Belle Époque. Notate poi di fronte alla chiesa, la casa conosciuta come il Delfino. La costruzione di Port-Camargue, recuperata dal mare tra il 1967 e il 1985, ha dato al Grau-du-Roi una marina e un porto turistico, oggi il primo in Europa. Il comune, inoltre, è interamente circondato dall’acqua, con le sue quattro grandi spiagge sul Mediterraneo, la selvaggia punta Espiguette, il Vidourle e tutto il complesso di stagni, canali, saline e paludi circostanti. Non dimenticate di visitare il Palais de la Mer che ospita il piccolo museo del mare e il Seaquarium, dove vedere 2000 pesci mediterranei e tropicali.

Aigues-Mortes 

A soli 7 km da Le Grau-du-roi si trova Aigues-Mortes, la città medievale circondata da stagni e paludi. Potete andarci anche in bicicletta, seguendo il canale marittimo. A poca distanza dal mare, Aigues-Mortes è una città fortificata immersa in uno dei più bei siti naturali della Camargue. In origine era un piccolo borgo di pescatori e raccoglitori di sale, in un golfo sabbioso, circondato da paludi fino al Mar Mediterraneo e bagnato da un clima malarico. Nel medioevo venne protetta da imponenti fortificazioni. La città segnata successivamente dalle crociate e dai Templari, poi dalle guerre di religione, oggi è una piacevole cittadina turistica. Passeggiate nella città vecchia per scoprire la sua storia e cultura. I bastioni, le porte e le torri, dai nomi evocativi, risalgono all’epoca di Luigi IX che iniziò con la costruzione della Torre di Costanza sui resti della Torre di Matafère, opera di Carlo Magno. Visitate la Tour Carbonnière, in mezzo alle paludi e non lontano dalla città di Saint-Laurent d'Aigouze, che rappresentava l’avamposto della cinta muraria, e serviva per proteggere la città dalle invasioni via terra. Poi la cappella dei Penitenti Grigi con gli stucchi di Jean Sabatier e la cappella dei Penitenti Bianchi, che ospita un magnifico affresco monumentale rappresentante lo Spirito Santo e dipinto all'inizio del XIX secolo da Xavier Sigalon. La piccola marina poi è una tappa pittoresca, collegata al mare dal Grau-du-Roi e a Sète dal canale del Rodano. 

Da non perdere, a sud della città, le Salins du Midi d’Aigues-mortes, un ambiente eccezionale di 9000 ettari dove scoprire la produzione del sale e il paradiso di migliaia di uccelli. Le saline producono 500.000 tonnellate di sale ogni anno, il che ne fa un riferimento mondiale. Visitate il museo del sale per saperne di più su una delle principali attività della Camargue fin dall’antichità. Le saline oggi sono aperte al pubblico e vengono organizzate visite in trenino, macchina elettrica o mountain bike. 

Saint Martin de Crau

Alle porte della Camargue, tra la catena delle Alpilles e la pianura della Crau, si trova l'ultima steppa protetta d'Europa e il settimo comune più grande della Francia. Saint Martin de Crau è una città di campagna che ha saputo conservare l'autenticità dei villaggi provenzali. Nel centro della città visitate l'Ecomuseo della Crau, ospitato in un vecchio fienile, che vi farà scoprire il territorio. Il Rétromusée, una collezione privata della famiglia Avis, invece vi permetterà di conoscere gli strumenti e i mestieri del passato. Si trova vicino alla chiesa, l'ingresso è gratuito tutto l'anno. Per un bagno nel verde, l'Arboretum "le Jardin de Gaston" si estende su più di 4 ettari e offre lo scenario ideale per passeggiate e relax. 

La cittadina, inoltre, è immersa in un meraviglioso paesaggio provenzale. A sud, si trovano la Crau secca e i Coussouls (pascoli estesi), un deserto di ciottoli depositati dalla Durance nel suo antico delta. Nel 2001, più di 7000 ettari di Coussouls de Crau sono stati classificati come riserva naturale. Dopo aver ottenuto un pass obbligatorio dalla Maison de la Crau, i visitatori possono percorrere il "Sentier d'interprétation de la Draille des Coussouls", un percorso di quasi 5 km in un ambiente protetto. Al centro, la Crau umida e i suoi paesaggi di prati, paludi e siepi alle porte delle Alpilles. Oltre al fieno di fama internazionale, questi prati offrono abbondanti pascoli per le pecore durante l'inverno. Inoltre, Saint Martin de Crau è il primo comune in Francia per l'allevamento di pecore merinos e il primo produttore di pesche in Francia. Con il 90% del suo territorio protetto dal punto di vista ambientale, Saint Martin de Crau è una mecca del turismo verde. 

Parco naturale regionale della Camargue

L'isola di Camargue è una vasta pianura, delimitata dai due bracci del Rodano e del Mar Mediterraneo. Tra la Petite Camargue a ovest e La Crau a est, nessun punto del delta raggiunge più di 4,50 m di altitudine. Il fiume, il mare e l'azione dell'uomo hanno creato nel corso dei secoli un mosaico di paesaggi di eccezionale ricchezza. Nel nord della zona l’uomo ha sviluppato attività agricole, una diga, vigneti e coltivazioni intensive di riso. Ma per scoprire l'autentica Camargue bisogna andare a sud, tra stagni e paludi. Gran parte del territorio rientra nel Parco naturale regionale della Camargue, creato nel 1970 per proteggere gli ambienti e le specie animali e vegetali. Si estende su 86300 ettari nei comuni di Arles e Saintes-Maries de la Mer. Le strutture allestite per i visitatori permettono loro di scoprire la fauna e la flora della Camargue. Il parco è inoltre un paradiso per chi ama il birdwatching. Qui abitano infatti più di 300 specie di uccelli. La Camargue è uno dei principali ritrovi di uccelli migratori in Europa. Tra queste vaste distese d'acqua vedrete, dunque, fenicotteri rosa, cavalli bianchi e tori della Camargue. 

Parco ornitologico di Pont de Gau

Il parco ornitologico di Pont de Gau si trova a circa 5 km da Saintes-Maries de la Mer. Fondato nel 1949 da André Lamouroux, questo parco ha 60 ettari di sentieri per scoprire la fauna e la flora della Camargue, che possono essere percorsi liberamente o con una guida. Le torri di osservazione vi faranno ammirare da vicino i bellissimi uccelli del parco, tra cui i fenicotteri rosa. Gli eleganti trampolieri sono numerosi in Camargue, se ne contano diverse centinaia in inverno e diverse migliaia in estate. Il parco, inoltre, ospita da diversi anni una coppia di cicogne.

Riserva naturale del Marais du Vigueirat

A meno di un'ora da Avignone, Marsiglia, Nîmes e Montpellier, si trova la riserva naturale del Marais du Vigueirat che copre 1200 ettari nella Camargue Orientale, tra il Grand Rhône e la pianura stepposa della Crau. Il sito comprende incantevoli ambienti naturali, rappresentativi della Camargue e della crau umida, dove sono state identificate più di 2000 specie vegetali e animali, e più di 300 specie di uccelli, cioè più del 60% dell'avifauna francese, tra cui aironi, fenicotteri rosa, cicogne, gruccioni europei, rapaci e anatre. La riserva ospita inoltre tori e cavalli di razza e comprende il più grande canneto protetto della Camargue. È il posto ideale da scoprire con una passeggiata a cavallo. 

Cosa mangiare in Camargue 

Le ricette tradizionali della Camargue portano in tavola i prodotti di questa ricca terra. Prendete nota di queste pietanze: insalata della Camargue, l'anchoïade (salsa d’acciughe), cozze alla brasucado, anguille al forno, la barbouillade di carciofi, melanzane gratinate, ma anche l'emblematica gardiane di toro (carne di toro stufata con vino rosso), la rouille (maionese provenzale), la brandade di baccalà, formaggi a base di latte di capra come il Pélardon. La regione inoltre è rinomata per il fior di sale della Camargue, l’olio della vicina valle di Baux, ostriche e cozze di Thau e Bouzigues, il riso di Camargue che conta oltre trenta diverse varietà. Una specialità provenzale da non perdere poi è la bouillabaisse, zuppa di pesce con crostini di pane con aglio e rouille e patate. Da accompagnare al vin des Sables e ai vini della valle del Rodano e del Languedoc.

Come spostarsi in Camargue 

Il modo più veloce per spostarsi autonomamente in Camargue è in macchina, ma per chi vuole respirare appieno l’atmosfera di questa terra selvaggia l’ideale è esplorarla a piedi, in bicicletta o a dorso dei famosi cavalli bianchi della Camargue. Infine, non perdete una crociera lungo il Canal du Rhône. 

Quando andare in Camargue 

Il periodo migliore per andare in Camargue è sicuramente la tarda primavera quando il clima è piacevole ma non soffocante come d’estate. Le temperature, infatti, sono molto alte d’estate, con punte di 30° e livelli di umidità che raggiungono anche il 100%. La regione inoltre è caratterizzata dalla continua presenza del Mistral, il vento che soffia da nord-ovest, particolarmente intenso da marzo a maggio. Se poi volete visitare la Camargue durante le festività tradizionali ricordate che verso la fine di maggio si celebra la festa di Santa Sara la Nera, patrona dei gitani, a Saintes-Maries de la Mer. Nello stesso periodo si apre la stagione della Féria di Pasqua, durante la quale si svolgono corride non violente nelle arene della Camargue, come in quella di Arles, e spettacoli equestri nelle strade delle città. 

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

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