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Canal du Midi: in bici o in barca alla scoperta del Sud della Francia

Il capolavoro d’ingegneria realizzato dal Re Sole che collega il mar Mediterraneo all’oceano Atlantico

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La costruzione di un canale che unisse il mar Mediterraneo all’oceano Atlantico è un antico sogno di numerosi imperatori come Augusto, Nerone, Carlo Magno e diversi re di Francia, tra cui François Ier. 

Ma fu solo durante il regno di Luigi XIV che il progetto di unire le due coste del sud della Francia divenne realtà, grazie ad un abile ingegnere, Pierre-Paul Riquet. Con la sua tenacia portò a termine l’idea folle di creare e alimentare un grande canale artificiale collegando il fiume Garonna all'oceano Atlantico e al Mediterraneo con i mezzi tecnici del XVII secolo. 

Dopo 15 anni di lavori, nel 1681 fu inaugurato il Canal du Midi, che si estende per 241 chilometri tra le città di Toulouse e Sète. Considerato il più grande cantiere francese del XVII secolo, il Canal du Midi rimane ancora oggi un’opera di ingegneria tra le più importanti d’Europa, dichiarata nel 1996 patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. 

Oggi navigare lungo l’antico canale voluto dal Re Sole, o percorrerlo a piedi o in bicicletta, è un modo originale per scoprire una parte della Francia del Sud e dell’Occitania. 

Canal di Midi: Un po’ di storia 

Immaginato dal Re Sole, Luigi XIV, per collegare il mar Mediterraneo all’oceano Atlantico, il Canal du Midi fu costruito sulla base del progetto dell'ingegnere Pierre-Paul Riquet, sotto il controllo di Jean-Baptiste Colbert, tra il 1666 e il 1681. Chiamato inizialmente "Canal Royal en Languedoc", fu ribattezzato "Canal du Midi" nel 1789 dai rivoluzionari. Più di 12.000 operai lavorarono per 15 anni per costruire il costoso e difficile canale, che all’epoca era il più grande cantiere del XVII secolo ed è ancora considerato un capolavoro dell’ingegneria. È un canale artificiale che con i suoi 241 km e 328 strutture, tra ponti, chiuse, acquedotti e tunnel, collega Tolosa e Sète, e congiungendosi al canale della Garonna, arriva a Bordeaux, attraversando così la Francia dal Mediterraneo all’Atlantico. 

Luigi XIV riuscì, dunque, nell’impresa auspicata da molti altri reggenti prima di lui. Il Canal du Midi rappresentava una vera sfida politica ed economica. La costruzione di una tale opera, infatti, avrebbe evitato alle barche di mercanti e alle galere del re di aggirare la Penisola Iberica, permettendo quindi di navigare in Francia in tutta sicurezza. Bisogna ricordare che a quell’epoca il trasporto marittimo era minacciato da briganti, pirati e corsari barbareschi.

Ma non furono pochi gli ostacoli alla costruzione del canale. Il primo grande problema fu quello dell’approvvigionamento dell’acqua, a cui il padre di Riquet aveva già tentato ma invano di trovare una soluzione. Infine, Pierre-Paul Riquet mise in pratica un sistema di raccolta dell’acqua proveniente dalla Montagne Noire (a sud del Massiccio Centrale) e dal Lac de Saint-Ferréol grazie a numerosi fossati che alimentavano un grande deposito d'acqua, di circa 6,5 milioni di m³. Questa quantità superava il fabbisogno del canale stesso, garantendo così l'approvvigionamento anche nei periodi di siccità.

Grazie a questa nuova via d'acqua che si snodava tra i vigneti, ai piedi della Montagna Nera, nel XVII secolo si sviluppò il trasporto di merci e con esso anche il commercio del vino nella Francia meridionale. Lo attestano alcuni villaggi lungo il canale come Le Somail che deve il suo nome alla parola francese sommeil, che significa sonno, poiché questo piccolo borgo offriva ai commercianti di una volta una sosta per la notte. 

Il canale, dunque, veniva utilizzato per trasportare passeggeri, merci e posta attraverso barche che venivano tirate dai cavalli lungo le strade parallele al corso d’acqua. Era un tipo di trasporto moderno per l’epoca che permetteva di collegare Tolosa a Sète in quattro giorni. Intorno al 1930 poi le barche a motore sostituirono quelle a trazione animale. Infine, negli anni ’70, il canale perse la sua funzione commerciale per iniziare una nuova vita come attrazione turistica. 

Cosa vedere lungo il Canal du Midi oggi

Navigando lungo il Canal du Midi a bordo di una chiatta o di una barca, scoprirete tanti luoghi affascinanti che il corso d’acqua unisce come un filo di perle. Platani, cipressi e pini che costeggiano il fiume offrono una piacevole frescura e proteggono dal sole del sud. L’ingegnere Pierre-Paul Riquet aveva pensato a tutto. Così attraversando la natura rigogliosa del sud, scoprirete pittoreschi borghi ricchi di storia. Tra questi, ecco cinque gemme del Canal du Midi da non perdere. Una di queste è sicuramente la città medievale di Carcassonne, dichiarata patrimonio mondiale dall'Unesco. Narbonne, a lungo capitale della Gallia meridionale, offre poi numerosi tesori storici di epoca romana, come l'Horreum o la Via Domitia, e di epoca medievale, come la Cattedrale di San Giusto e il Palazzo degli Arcivescovi. Poi le nove chiuse di Fonséranes, vicino Béziers, sono il terzo sito turistico più visitato in Languedoc-Roussillon, dopo la città di Carcassonne e il Pont du Gard. Dalle dimensioni insolite, queste chiuse costituiscono una "scala d'acqua" sul Canal du Midi, permettendo a barche e chiatte di attraversare una pendenza di quasi 22 metri. Inoltre, vedrete Le Somail, considerato uno dei più bei villaggi tipici del Canal du Midi, dove ancora si respira l’atmosfera del XVII secolo. Ma fermatevi anche in altri suggestivi villaggi come Villefranche-de-Lauragais, un’antica cittadina fortificata che risale al XIII secolo o Castelnaudary, la capitale del cassoulet, famosa specialità culinaria di origine medievale del sud-ovest della Francia. Chiaramente prendetevi tutto il tempo per esplorare Toulouse, l’incantevole città rosa e centro culturale dell’Occitania. 

 

Infine, alcuni luoghi in particolare vi daranno un’idea della prodezza tecnologica che costituì all’epoca il Canal du Midi. Un’opera che ha richiesto al suo ingegnere molta immaginazione per rifornire il canale d'acqua, per garantire la navigabilità in tutte le stagioni e per aggirare gli ostacoli naturali. Perciò merita una visita il Seuil de Naurouze, a 189 metri di altitudine, il punto più alto del Canal du Midi in cui le acque scorrono da un lato verso il Mediterraneo (Canal du Midi), dall’altro verso l’Atlantico (Canal de Garonne), formando quello che viene chiamato il canale dei due mari. 

Vale la pena vedere anche il tunnel du Malpas, scavato nel 1679 sotto la collina di Ensérune nell’Hérault. È stato il primo tunnel realizzato per un canale navigabile d’Europa e un monumento alla determinazione di Pierre-Paul Riquet. Dopo il tunnel du Malpas potrete raggiungere a piedi Oppidum, uno dei villaggi gallici più importanti del sud della Francia e prestigioso sito archeologico. Costruito su un promontorio roccioso, Oppidum offre una vista a 360° sulle pianure viticole e lo stagno di Montady, una zona umida drenata dai monaci nel XIII secolo che assomiglia a una ruota di bicicletta.

Numerose cantine, caseifici artigianali e deliziose chambres d'hôtes offriranno piacevoli soste lungo il Canal du Midi per scoprire l’Occitania e godersi il cosiddetto savoir vivre francese. 

Il Canal du Midi in barca 

Il modo migliore per scoprire il Canal du Midi e il territorio circostante è sicuramente lasciandosi portare dall’acqua. Potreste quindi noleggiare una barca per una settimana o una barchetta per una gita di un giorno, o ancora una houseboat senza bisogno di avere la patente, a meno che non abbiate la vostra imbarcazione personale. Se non volete preoccuparvi di niente, potreste partecipare a una crociera di una giornata o mezza giornata lungo il canale. Altrimenti chi vuole scoprire il canale a ritmo lento in più di qualche giorno può prenotare un posto su uno dei tanti péniche-hôtel. 

Per crociere e noleggio di barche rivolgetevi alle diverse compagnie come Le Boat, Nicols o Locaboat Holidays. 

Il Canal du Midi a piedi o in bicicletta

I sentieri che una volta venivano usati dai cavalli per tirare le barche oggi sono perfetti da percorrere a piedi o in bicicletta. Sono percorsi pianeggianti e adatti a tutti. I sentieri, inoltre, sono dotati di numerosi servizi per i ciclisti, situati a meno di cinque chilometri dal canale e segnalati dal cartello Accueil Vélo, dove si trovano alloggi con spazio per riporre biciclette, kit di riparazione e uffici turistici per informazioni sui percorsi. Il marchio Accueil Vélo, inoltre, fornisce un elenco di società di noleggio biciclette autorizzate, che garantiscono un servizio di assistenza come Le Petit Cyclo a Tolosa. Altre società come La Bicyclette Verte offrono, oltre al noleggio, anche gite organizzate lungo diversi percorsi. E se volete pedalare leggeri potete affidare i vostri bagagli ad alcune compagnie come BagaFrance, France Vélo e Cyrpeo. 

Autore: Francesca Ferri

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