Idee di viaggio

Montmartre, il quartiere degli artisti di Parigi

Una guida al quartiere che ha creato il mito di Parigi per rivivere gli anni d’oro tra mulini, cancan e cabaret

Montmartre WEEKEND iStock
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Montmartre è uno dei quartieri che ha contribuito a creare il mito di Parigi. Montmartre è sempre stata una città nella città. Da villaggio di campagna dove si macinava il frumento a centro della bohème parigina alla fine dell’Ottocento, oggi Montmartre è uno dei quartieri più amati della città.

Sebbene abbia perso parte della sua autenticità, Montmartre rimane un pittoresco quartiere da girare a piedi tra antiche chiese, atelier di artisti e passaggi segreti. Seguiteci in un itinerario che vi farà rivivere lo splendore della Butte tra mulini, cancan e cabaret. 

Montmartre

Cosa c'è da vedere a Montmartre? Ecco la guida alle attrazioni del quartiere parigino

  • Basilique du Sacré Coeur 

Sulla cima della collina di Montmartre, la Basilica del Sacro Cuore domina l’intera città ai suoi piedi. Consacrata nel 1919, la basilica fu costruita grazie alle offerte dei cattolici parigini come atto di penitenza dopo l’umiliante guerra franco-prussiana del 1870-1871. In stile romanico-bizantino, il Sacro Cuore risplende nella sua pietra bianca. Una volta entrati, notate sul soffitto il mosaico più grande di Francia che misura 475 m2. Così salite i 234 gradini della scala a chiocciola che porta alla cupola, da cui potrete ammirare uno dei panorami più belli di Parigi. La Basilique du Sacré Coeur è il secondo punto panoramico più alto della città dopo la Tour Eiffel. Nel campanile poi vedrete la Savoyarde, la campana più grande di tutta la Francia. Per arrivare alla basilica potete arrivare con la metropolitana ad Abbesses e di lì passeggiare per le stradine di Montmartre fino al Sacré Coeur, oppure prendere la funicolare con lo stesso biglietto della metro o ancora salire la scenografica scalinata di fronte la basilica, di solito affollata di persone sedute sul prato della collina più alta di Parigi.

In un angolo a ovest di place du Tertre a Montmartre si nasconde il Dalì Espace, un museo dedicato al genio del surrealismo. La collezione comprende 300 opere che raccontano Salvador Dalì pittore, scultore, autore di stampe e poliedrico artista catalano. Quindi tra orologi molli e cassetti aperti vedrete anche bizzarre sculture che sono riproduzioni degli originali progetti di Dalì come l’Elefante Spaziale o la serie della Danza del Tempo, litografie, disegni e mobili tra cui il celebre sofà Mae West a forma di labbra, il divano vis-à-vis e la sedia Leda. 

  • Musée de Montmartre

Il Musée Montmartre è situato nell’edificio più antico del quartiere, una residenza seicentesca che domina le vigne. Scoprirete dipinti, litografie, documenti e affiches firmate da Modigliani, Kupka, Steinlen, Toulouse-Lautrec, Valadon e Utrillo che vi faranno rivivere i tempi della bohème artistica di Montmartre, l’atmosfera dei suoi celebri cabarets, il passato ribelle del quartiere. Il museo inoltre organizza mostre temporanee sulle avanguardie artistiche del Novecento tra cui il Bateau-Lavoir e la “bande à Picasso”. Ma soprattutto non perdete gli affascinanti giardini, ricreati nel 2012 a partire dai dipinti di Renoir come il Bal du Moulin de la Galette e La Balançoire. Fate un giro anche alla libreria del museo che vende tra l’altro il vino prodotto con le uve del Clos Montmartre, una piccola vigna coltivata dal 1933. 

Inaugurato nel 1986, questo museo e galleria d’arte è situato nel vecchio mercato coperto di San Pietro, davanti a square Willette e ai piedi della funicolare. Dedicato all’arte primitiva e all’Art Brut, il museo non ha una collezione permanente ma organizza interessanti mostre temporanee. La Halle Saint-Pierre ospita inoltre una libreria, un auditorium e un caffè. 

Itinerario a piedi nel quartiere di Montmartre 

Per secoli Montmartre è stata un semplice villaggio rurale costellato di numerosi mulini che rifornivano Parigi di farina. Provate a immaginare la collina piena di locande, capanne e fienili. Nel 1860 quando il quartiere venne incorporato nella capitale, iniziò ad attrarre pittori e scrittori per il fascino del borgo di campagna e gli affitti bassi, diventando così terre libre des artistes. Ma è sul finire dell’Ottocento che Montmartre visse i suoi anni d’oro: Toulouse-Lautrec dipingeva le ballerine di cancan, Picasso e Braque davano vita al cubismo.

Se volete rivivere quel momento di splendore di Montmartre seguiteci in questo itinerario a piedi.

Iniziate la passeggiata da place Blanche, così chiamata per la produzione dello stucco, ottenuto dalle miniere di gesso locali. Giratevi verso nord-ovest della piazza e vedrete il mitico Moulin Rouge, il cabaret più famoso del mondo, aperto nel 1889 e riconoscibile dalla famosa insegna con il mulino rosso. È qui che veniva Toulouse-Lautrec a ritrarre le ballerine per i suoi famosi manifesti. 

A destra del Moulin Rouge vedrete il Musée de l’Érotisme, un’istituzione con finalità educative che riecheggia il passato di Montmartre delle maisons closes e delle belles de jour.

Iniziate a salire sulla collina lungo rue Lepic e a metà strada sulla sinistra vedrete il Café des Deux Moulins, dove lavorava la protagonista del film Il favoloso mondo di Amélie. 

Fate una deviazione a sinistra se volete vedere il Cimetière de Montmartre, uno dei più piccoli cimiteri di Parigi ma anche il più famoso dopo il Père Lachaise, dove si trovano le tombe di personaggi illustri come Émile Zola, Alexandre Dumas figlio, Stendhal, Jacques Offenbach, Edgar Degas e François Truffaut tra gli altri. 

Continuando a salire lungo rue Lepic, al n. 54 vedrete l’appartamento al terzo piano di Théo Van Gogh, dove il fratello Vincent soggiornò per due anni a partire dal 1886. 

Proseguendo lungo la salita vedrete una ripida scala privata soprannominata Passage de la Sorcière, perché in una delle case visse una vecchia signora chiamata dai bambini del quartiere la strega. Proprio di fronte alla roccia della strega oggi troverete l’elegante Hôtel Particulier Montmartre. 

Negli ultimi decenni dell’Ottocento Montmartre era piena di mulini, oggi ne rimangono solo due, il Moulin Blute-Fin e il Moulin Radet. La famiglia Debray, proprietaria di entrambi, li trasformò in una popolare sala da ballo all’aperto chiamata Le Moulin de la Galette. Renoir la immortalò nel suo dipinto Le Bal du Moulin de la Galette del 1876. 

A 100 metri si trova il secondo mulino, il Moulin Radet, dove oggi vedrete il ristorante chiamato Le Moulin de la Galette. La galette era il pane di segale. Svoltate a destra su rue d’Orchampt, al n. 11 bis vedrete quella che fu la casa di Dalida per ben 25 anni e dove si suicidò il 3 maggio 1987.

Proseguite verso piazza Suzanne Buisson dove si trova la statua di San Dionigi, il vescovo di Parigi che nel III secolo fu decapitato dai romani. 

Prendete rue Girardon e oltrepassate l’Allée des Brouillards, così chiamata per via dell’adiacente Castello delle Nebbie, abitato alla fine del XIX secolo da diversi artisti. Renoir visse al n. 8 della via per sette anni. Scendete le scale da place Dalida fino a rue Saint Vincent e dall’altra parte del muro troverete il Cimetière Saint-Vincent dove è sepolto Maurice Utrillo, il “pittore di Montmartre”. 

Subito dopo vedrete un altro famoso cabaret, Au Lapin Agile, all’inizio del Novecento frequentato da artisti e intellettuali. Ancora oggi il locale dà spettacoli di canzoni e poesie, ma è chiaramente diventato un posto turistico. Provate a immaginare i tempi in cui Guillaume Apollinaire si sedeva a quei tavolini. 

Girando a destra in rue des Saules vedrete il Clos Montmartre, storica vigna di Montmartre. Di fronte vedrete la Maison Rose che ha ispirato i dipinti di Utrillo. Oggi è stata trasformata in ristorante. 

Proseguite per rue Cortot dove troverete il Musée de Montmartre. Al n. 6 invece c’è la casa del famoso compositore Eric Satie, che qui visse dal 1890 al 1898. In fondo alla via svoltate a destra in rue du Mont Cenis e vedrete il serbatoio per l’acqua che risale ai primi anni del Novecento. 

Arrivate così alla Basilique du Sacré Coeur che spicca luminosa sulla collina di Montmartre. Se poi dalla basilica prendete rue Azaïs in direzione ovest, svoltate a nord e raggiungete l’Église Saint-Pierre de Montmartre. La chiesa fu costruita dove prima si trovava un tempio romano dedicato a Marte. Alcuni credono infatti che il nome di Montmartre derivi da Mons Martis, che in latino significa Monte di Marte, mentre altri ritengono che il nome derivi da Mont Martyr, Monte dei Martiri. 

Davanti alla chiesa si trova la pittoresca place du Tertre. La piazza principale di Montmartre quando era ancora un villaggio oggi è diventato il luogo più turistico della capitale con caffè, ritrattisti e caricaturisti. Nell’angolo sud-occidentale vedrete il Dalì Espace. Al n. 15 della piazza invece troverete l’atelier di Serafedino, un artista di Skopje che vi mostrerà i suoi dipinti espressionisti. 

Proseguite per la place Émile Goudeau, dove al n. 11bis si trova il famoso Bateau Lavoir, la residenza di artisti come Max Jacob, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso che qui vissero in miseria ma dipinsero i loro grandi capolavori. 

Infine, scendete a place des Abbesses dove troverete la metropolitana e in un angolo il famoso Mur des je t’aime, un’opera murale di 40 m² in cui è scritto ti amo in tutte le lingue del mondo. 

Cosa fare la sera a Montmartre?

Quando a fine giornata i turisti riscendono verso Pigalle, Montmartre si riempie di parigini e abitanti del quartiere. La sera è il momento più bello per vivere la zona come i locali.

Se dopo tanto camminare vi è venuta fame prendete posto a tavola. Montmartre non vanta una vasta offerta gastronomica ma ecco qualche posto da tenere a mente. 

Se cercate un tipico bistrot parigino dall’atmosfera informale e un’autentica cucina regionale andate al Relais Gascon, a pochi passi da place des Abbesses, famoso anche per le sue insalate giganti. il patron probabilmente si siederà a tavola con voi per fare due chiacchiere, anche in italiano. À la cloche d’or poi è il bistrot storico. Aperto nel 1928, vicino al Moulin Rouge, e appartenuto ai genitori dell’attrice Jeanne Moreau, questo ristorante tradizionale continua ad accogliere clienti ed artisti prima e dopo gli spettacoli fino alle 4 del mattino. Se volete ritornare alla Montmartre di fine Ottocento andate a Le Moulin de la Galette. Per rivivere i folli anni ’20 direzione La Renaissance, dove Tarantino ha girato diverse scene di Inglourious Basterds. 

Le Refuge des Fondus, invece, è il posto in cui riscaldarvi in una sera d’inverno con la fonduta savoyarde (fonduta di Emmental, Beaufort e Comté) o la fonduta bourguignonne (fonduta con carne), da accompagnare a una buona birra o vino rosso servito in un biberon.

Vicino place du Tertre troverete Le Tire Bouchon, una minuscola e buona crêperie dall’atmosfera accogliente e le pareti tappezzate da post-it. Se siete in vena potreste anche esibirvi al pianoforte.

Bijou è l’indirizzo per la pizza gourmet dello chef pizzaiolo Gennaro Nasti, Le Coq Rico dello chef Antoine Westermann quello per gli amanti dei volatili. 

Da non perdere, per cena ma anche per un tè nel pomeriggio o un cocktail la sera, Le Très Particulier, ristorante bistronomico, nel lussuoso Hôtel Particulier Montmartre, guidato dallo chef Louis Ricard che si ispira ai suoi viaggi in Asia per reinventare la cucina francese. Accomodatevi nel giardino d’inverno per una cena estiva tra la vegetazione lussureggiante o nel Grand Salon per una cena tra divani in velluto e luci soffuse. 

Scegliete il Terrass Hotel per la sua terrazza panoramica, ideale d’estate per un aperitivo al tramonto mentre contemplate Parigi ai vostri piedi e la basilica del Sacré Coeur alle vostre spalle.

Se amate gli speakeasy scendete a Pigalle solo per il tempo di un cocktail al Bar de la Maison Souquet, un’antica casa di piacere della Belle Époque trasformata in hotel a 5 stelle dalla fantasia moresca. Elisa, Louise, Valtesse, Manon, Loulou, i cocktails portano i nomi delle cortigiane che frequentavano questa maison close. 

Se, invece, volete provare l’ebbrezza di assistere a uno spettacolo nei leggendari teatri di Montmartre e Pigalle prenotate dei biglietti per il celebre Moulin Rouge. In alternativa il Trianon è un altro teatro emblematico della Belle Époque che ha accolto tanti artisti e ispirato Jacques Brel. Se volete restare sulla Butte di Montmartre guardate l’agenda del Théâtre de l’Atelier che accoglie spesso grandi nomi della scena teatrale francese. 

Se siete più cinefili non potete perdere l’occasione di vedere un film al Ciné 13 Théâtre, l’intimo cineteatro del regista Claude Lelouch, ora diretto dalla figlia Salomé. Oppure passateci anche solo per bere qualcosa nel bar anni ’20. 

Sapete qual è il più piccolo teatro di Parigi? Il Petit Théâtre du Bonheur al n. 6 di rue Drevet, a metà di una scaletta che porta verso la Butte di Montmartre. 

Foto

Video

Di seguito trovate il video del quartiere più bello di Parigi

Mappa

La mappa con le attrazioni da non perdere a Montmartre

Autore: Francesca Ferri

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