Idee di viaggio

Tre giorni a Parigi

Il nostro Paolo, alias pbtravel ci porta in giro per Parigi, tra gallerie e mostre d'arte, ma soprattutto tra emozioni e musica. Una colonna sonora della città e i grandi cantatutori francesi.

Tre giorni a Parigi VIAGGI URBANI Shutterstock
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Ciau ragazzi sono tornato da pochi giorni da un altro viaggio carico di emozioni e degno di essere a mio giudizio raccontato, potrebbe essere uno spunto d’interesse economico e di esperienza. Racconti su viaggi a Parigi ce ne sono, film che ne decantano lo splendore, libri che ritraggono la città come una perla nel cuore francese, ecc.. Ognuno alla fine dopo il viaggio trova le proprie parole e credo che sia la cosa meravigliosa che rende i viaggi differenti.

Il motivo di tornare a Parigi dopo 7 anni? beh sicuramente il lungo tempo passato, ma anche perchè... un pomeriggio vedo una replica di Passepartout il programma di Philippe Daverio. Racconta di una fiera a Parigi la FIAC (Fiera Internazionale di Arte Contemporanea). Il suo programma è una replica del 1998. Sono coinvolto a vedere la trasmissione e il cosa è la FIAC.

Mi connetto a internet a vedere se ancora viene fatta questa fiera.. Wow il FIAC si svolge ogni anno. Quest’anno, il 2011, è dal 20 al 23 ottobre, manca un mese. Cerco un volo, easyjet è il più conveniente: 88€ wow un affare!!

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Partenza da Milano venerdì 21 ottobre 2011 8.55, arrivo a Parigi alle 10.25 e il ritorno lunedì 24 alle 16.10.
Compro i biglietti! Il problema ora è la sistemazione. Provare a fare l’azzardata di andare a Parigi senza un posto per dormire è un rischio che non posso concedermi. Parigi è molto cara. Quattro giorni sono pochi inoltre per cercare un hotel economico.... Il rischio poi è magari trovarli ma costosi o assurdi. Sempre internet è d’aiuto. Ok vada per l’Ostello.. Ce ne sono un’infinità.. ok quale prendere? o meglio quale commento è il meno distruttivo?

Tripadvisor è un aiuto notevole, ragazzi di tutto il mondo raccontano le loro esperienze negli ostelli..
Sono commenti utili ma così deprimenti. Decido su uno alla fine: Ostello d’Artagnan.  81.00€ per 3 notti..
Sembra come qualità /prezzo quello accettabile, anche perchè molti altri per il periodo erano occupati. Mi sono dilungato a scrivere perchè era la prima volta per me andare a dormire in un ostello. Leggere così tanti commenti differenti mi ha un po’ depistato sulla scelta.


Gli hotel erano già scartati a priori, troppo costosi. E poi volevo provare qualcosa di nuovo, è importante sapere che per andare negli ostelli, occorre guardare che questi siano iscritti ad un circuito. Questo per esempio fa parte de hostelling international. Ne è coinvolta anche l’Italia. Quindi richiedere qua http://www.aighostels.com/ la tessera: 3€ e leggendo le info vedrete che conviene molto. Solo così potrete avere il prezzo scontato. Se no dovrete pagare u' altra cifra, che non so. Quello che è certo è che la richiedono quando arrivi.

Ho versato la caparra di 5€ per l’Ostello. Ho preso biglietti per l’aereo, ero a posto.. Rimaneva solo il biglietto del treno da Finale Ligure a Milano.. Compro anche questo con largo anticipo, spesa andata e ritorno: 21€, risparmio 21€  avendolo comprato molto prima. wow fico!!


Finalmente arriva il giorno 20 ottobre, partenza ore 18.00, arrivo a Milano 22.00. Mi fermo a dormire da un amico.
Un grazie Luca è doveroso. Nella serata giro per i navigli milanesi. Mi piace tutto questo. Uno scenario differente.
Non essendo mai stato sui navigli, mi è piaciuto. Un ambiente nuovo che mi prepara alla Francia. Alla mattina prendo la metro per Cadorna da lì treno per Malpensa Terminal 1.

Dal Terminal 1 bus gratuito per il Terminal2. Arrivo poco prima dell’imbarco. La compagnia Easy jet richiede delle regole rigide per il trasporto del solo bagaglio a mano. Io ho voluto fare un viaggio economico, quindi le mie scelte sono state fatte per spendere il meno possibile. Da Decathlon ho comprato lo “Bp Arpenaz 30 noir” marca Quechua. Si prestava bene sul prezzo e sulle dimensioni consentite.


Kit dentifricio e spazzolino mini 4€ deodorante 8€ saponette prese in hotel, salviette. Cambi, asciugamani. Bene..
Mi imbarco, prima volta su easy jet.. Volo favoloso, nessun problema, anzi. Non tanto distante dalle montagne ho potuto godermi lo scenario, giornata splendida, non una nuvola. wow..ero al settimo cielo appunto..

Atterraggio perfetto
. Arrivo all’uscita dell’aereporto di Charles del Gaulle. Due dilemmi.. Uno nella fretta al metal detector ho lasciato la cintura a Malpensa.. L’altro: Rer o Bus pe raggiungere il centro? Opto per il bus essendo proprio davanti all’uscita del terminal. 10€ da pagare all’autista. 40 minuti per raggiungere la destinazione Galleries la Fayette.

Prendo la metro e devo raggiungere Porte de Bagnolet dove si trova l’Ostello. Devo andare per confermare l’arrivo e saldare la camera,  qua funziona così.. qualche ostello chiede pagamento all’arrivo, altri, pagamento anticipato.

Non è difficile muoversi tra gli incroci della metro. Per muovermi meglio faccio la Paris Visite per 3 giorni circa 20€ per le zone 1-3. Sono le zone massime che visiterò. E dove praticamente è concentrato tutto.
Arrivo all’ostello saldo il restante.

Esco.. Parigi  è mia..

La priorità era la Fiac ma mi sembrava giusto dedicare l’attenzione ad altre cose, luoghi. Iniziava il viaggio mentale, emotivo. Uscito dall’ostello ho acceso la musica.. Tra le note di Jean Ferrat  mi sono diretto subito a Montmartre.
Il mio obiettivo era il Museo Montmartre. Così importante ma così poco valutato turisticamente parlando.
Scendo a Pigalle e salgo su..un panino e via sulla collina. Girando tra gli artisti vado subito al museo.


Che cosa è il museo Montmartre? Wikipedia ed enciclopedie varie spiegheranno al meglio.
Ma le emozioni non si raccontano, si vivono.. Abbiamo una casa del XV secolo, dove la Società di Storia e Archeologia “Le Vieux Montmartre” verso la fine dell'800 decide di aprire il museo Montmartre per conservare l’edificio monumento.
Entrerete al museo e avrete modo di conoscere più da vicino la storia.. In inglese o in francese.. E’ importante questo posto, per vari motivi.. Uno dei più importanti.. Renoir ebbe il suo atelier in questo edificio.. Inoltre Suzanne Valadon ed il figlio Utrillo.. Personaggi che descrivono più da vicino l’epoca bohemienne, che vivono a stretto contatto dei grandi artisti come Picasso, Renoir, Toulouse-Lautrec, Modigliani per citarne alcuni.


Io credo che madre e figlio abbiano al meglio rappresentato cosa fosse l’arte in quel periodo. Forse perchè eternamente sfortunati in una Parigi che così prolifera di arte ma così poco compassionevole con gli sfortunati.
La storia dell’arte poi rende onore a quelli che hanno lasciato degli stili inconfondibili. Ma forse quelli minori sono stati più legati ad un tessuto davvero reale.


Un dibattito interno si crea.. Nel giardino del museo c’è un'altalena.. sembra irrilevante se non fosse che è la stessa dipinta da Renoir..”la Balançoire”. Arrivano i brividi.. Come ad Arlès, nel precedente viaggio, ho ritrovato un luogo intimo. Una forte emozione.. io, all’interno di un quadro reale, fatto di storia e natura.. di un tempo passato..
wow..

Il giardino regala altri scorci carichi di emozioni.. Proseguo all’interno e vivo Montmartre, tra foto e testi storici..
Per il tempo della visita vieni portato a sentirti più vicino al luogo.. Non sei più il turista che passa e vede il fine..
Ma vedi un inizio e comprendi il fine.. Uscito devo affrontare il problema della cinghia.. non trovando negozi in vicinanza, mi compro un foulard e lo lego in vita.. sembra una stupidata questo dettaglio, ma importante. .per smorzare un po’ il discorso..

La mattina sta finendo.. Cammino un po’ per le vie tra Montmartre e Pigalle..
E’ davvero un mondo a sè.. Un caffè e una brioches al cioccolato in un locale di Abbesses e metro per Châtelet.
Tappa a Notre-Dame.. Finalmente nessun lavoro di ristrutturazione. wow.. Il cielo è terso e la cattedrale è meravigliosa.. Entro, stanno celebrando una messa.. Giro per le navate. Un incanto..

Esco e giro per le zone del Louvre.. Nelle cuffie Jacques Brel - Mon Pere Disait, Claude François - Magnolias for ever, Jean Ferrat - Dingue.. Il mio interesse non è quello di visitare il museo.. Mi porterebbe via troppo tempo, e poi anni fa già lo avevo visitato.. Direzione Torre Eiffel.. Il tramonto stava avanzando.. La canzone di Jean Ferrat “Les Petites filles modèles” mi rendeva allegro..

Un italiano a Parigi tra arte, scorci meravigliosi, sulle rive della Senna nella città senza tempo.. Mi stavo avvicinando alla Torre Eiffel che usciva dal cielo infuocato del tramonto.. Ho cercato di immortalare questi cambiamenti di colore, ma le foto rimangono solo fredde riproduzioni di qualcosa di irripetibile. Nell’arrivare ai piedi della torre mi fermo ad un capannone tutto bianco con davanti un’enorme Monitor.

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Ero al Show Off Artfair Paris.. Dentro vedo gente elegante, casual un po’ di tutto..che parla e beve..
vedo che nessuno all’ingresso mi ferma proseguo con lo zaino.. Vedo in un angolo un tavolo con una frappeuse e dentro ghiaccio e bottiglie di birra.. Stavo per volare.. Con il portafoglio in mano mi avvicino, non voglio sapere altro che bere una birra ghiacciata. wow è gratis..

Via me la bevo con gusto..con più gusto.. Wow davanti a me dei musicisti con trombe, basso, tamburi ecc..
Iniziano a suonare.. Tutto questo mi prende, per poco non saltavo a tempo di musica.. ma lo zaino.. mi bloccava..
Finisco la birra.. a stomaco vuoto.. rendeva tutto più surreale.. Esco... la Torre mi aspetta..

Nelle cuffie Daniel Balavoine - Je Ne Suis Pas Un Heros.. Mi mette carica.. La Torre diventa sempre più grande..
e sempre più irraggiungibile. Le luci distinguono la città, un’altra pelle copre tutto.. altra atmosfera. Arrivo ai piedi della Torre Eiffel la suggestione è grande. Davanti a me il simbolo francese.. famoso nel mondo intero. In quel momento ero distante dal mondo ma vicinissimo ad ognuno. Al mondo tutti conoscevano la Torre Eiffel.. io ero sotto.. Molti ci sono passati, molti si sono commossi.. Le emozioni sono sempre personali.. la sensibilità ci rende ricchi.. Ero felice..ero lì..
Un forte coinvolgimento....

Mi lascio alle spalle tutto questo.. Tra le note di  Jacques Brel - J'arrive, Claude Francois - J'attendrai, Jean Cocteau en Chanson - L'Age Ingrat, Patrick Juvet - Faut pas rêver, Patrick Juvet - Ecoute-moi, Charles Trenet - Je Chante,
Jean Ferrat - L'homme à l'oreille coupée, Roxy Music - Love Is The Drug - arrivo all’ostello.

Nella stanza un viaggiatore giapponese. Molto interessato a dialogare.. in inglese.. Titro fuori quell’ inglese arruginito e ci mettiamo a parlare di cartoni animati e il come comportarsi in Italia.. mi sono sentito un conduttore di Linea Verde.
Al mattino mi sveglio di buon ora.. è sabato. C’è un lavandino in camera.. e due bagni fuori.. Uno ha anche la doccia, entrambi i bagni sono in comune con tutte le stanze del piano.

Quindi accettare il fatto della pulizia molto varia.. Il mio letto non era proprio pulito, ma con il pigiama non ho dato importanza. Leggendo i commenti su internet ho notato che molto aspirano sempre a servizi migliori ecc..
A mio giudizio occorre ricordarsi che il prezzo è quello che va sempre valutato.. Cosa più importante è adattarsi..
Non ho avuto problemi ad accettare i compromessi.


La colazione Corn Flakes, baguette con marmellate.. frutta, succo di frutta.. caffè.. latte e cioccolato.. A mio giudizio perfetta.. Esco.. Nella stazione della metropolitana un chitarrista suona honky tonk, rockabilly. Mi dico wow..
Mi fermo, ascolto. Il tempo è mio.. Lo ringrazio per lo spettacolo e contribuisco a lasciargli una mia piccola generosità.
Prendo la metro..

Nelle orecchie  Jean Ferrat - La fête aux copains, Claude François - 04 francois, claude - Le Jouet Extraordinaire, Georges Brassens - J'Ai Rendez-Vous Avec Vous, Steve Lukather - Don't Say It's Over, mi sentivo sveglio! Destinazione Fiac. Arrivo, ma al pubblico apre alle 12.00.. sono le 9.00.. ok, decido di andare al Museo d’Orsay..
Chiuso.. per protesta sui tagli del governo.. ok subito al Centre Pompidou.. Da molto tempo volevo dedicare del tempo a questo museo. 4 ore passate dentro. Non serve raccontarlo ma viverlo.

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Dico proprio viverlo. Tra opere che si possono fotografare e soddisfare l’apparente gusto di appartenerle vi potete sentire come bambini in un parco di divertimento. Tra provocazioni, filosofia, concetti in questo museo avrete modo di viverlo anche in modo interattivo. Inoltre c’era anche una mostra di Munch annesso al museo.
Con lo stesso biglietto 12.00€ museo Centre Pompidou e Munch.. Una mostra di Munch legata al suo approccio con la fotografia. Notevole.. Inoltre studi sui suoi capolavori.. Ho visto tutto.. Esco...

Giro per la vie vicine ascoltando, Josephine Baker - Breezin' Along with the Breeze, Patrick Juvet - Je vais me marier; Marie, Jean Ferrat - Les jeunes imbéciles, Claude François - La ferme du bonheur, Jacques Brel - Le Gaz, Jean-Louis Murat - Mustang, Claude François - Y'a le printemps qui chante, Georges Brassens - La Mauvaise Réputation..

Non ho un obiettivo preciso.. solo girare per le strade e seguire le persone. Finisco in Via Rivoli.. wow arrivo al 59 rue Rivoli.. Un palazzo strano.. nella facciata scritte, lenzuola.. Gli artisti all’interno “urlano con le scritte” ai passanti..
Entrata libera.. 7 piani con atelier di artisti. wow. il mio mondo.. la provocazione fa da colore..

Allestimenti con Barbie e Ken inscenano l’Ultima Cena in veste pornografica. Una chiave molto diversa della crocifissione. Ma non è solo questo.. Ai piani superiori quadri, esperimenti con luci. Artisti che propongono molti modi di fare arte. Semplicemente meraviglioso.. Arte matura con temi profondi. Esco in strada e ascolto: Claude Francois - Eloise, Jean Ferrat - Federico Garcia Lorca. Sono le 18.00 per la Fiac è tardi.. ma non è un problema.. domani ci andrò..

E’ quasi l’ora del tramonto.. mi precipito alla Défense. Uscendo dalla metro quello che si vede è un tempo corso troppo in avanti, lasciando indietro una Parigi secolare. Non è la prima volta che ci vengo, ma ogni volta la tavolozza delle emozioni si arricchisce.. Così freddi sono i grattacieli, senti la forte differenza, il gelo.. Ma è bello. Vado in un cafè a prendermi un caffè espresso e un Cooke petite Choco, 2.10€. Biscotto stantiio ed espresso pessimo..
ok..non dovevo farlo..

Mi accorgo che se vuoi integrarti con i parigini, devi trascorrere l’80% del tuo tempo all’interno dei mille supermercati che ci sono.. il tramondo alla Défense è suggestivo.. il sole rispecchia in tutte le pareti del quartiere..
torno all’Ostello.. Tra le note di: Georges Brassens - Mourir Pour des Idees, Patrick Juvet - Magic, Roxy Music - Same Old Scene, Jean Cocteau en Chanson - Quand Tu Verras Mourras, Jacques Brel - Vesoul, Daniel Balavoine - Dieu Que C'est Beau, Harry Nilsson - Jump into the Fire, Jacques Brel - L'ostendaise. Una volta in ostello decido di controllare la posta elettronica.

2€ per mezz’ora.. Una scheda decide tutto.. Il computer è lentissimo..explorer 5.5 si fa sentire in tutta la sua vecchiaia.. Ma ci riesco.. esausto. Chiudo tutto.. in camera non c’è nessuno.. bene mi metto a dormire..
Nella notte arriva un tipo.. non l’avesse mai fatto.. la camera diventa un’area di lavori.. Inizia a russare.. spostando i mobili.. ma alla fine il sonno prende il sopravvento. Alla mattina di Domenica sveglia e scappo dall’orso.. Nelle orecchie
Patrick Juvet - Sonia, Claude François - Celui Qui Reste.

Sono le 8.. Decido di andare su consiglio di un amico, grazie Enrico, al Musée Marmottan. Il museo degli impressionisti.. Prezzo: 10€ Wow una cornice così fori dal tempo, una zona molto tranquilla, non lontano dal Bois de Boulogne davanti ai giardini Ranelagh c’è questa antica dimora di Paul Marmottan. Racchiude quadri impressionisti di Monet, Renoir , Pissaro, Caillebotte, Morisot e una mostra temporanea di Edmond Cross..

Inoltre quadri del primo impero. Straordinario.. Non ho voluto ascoltare musica per ascoltare il silenzio sacro del posto.
Sono uscito ho acceso il player, Jean Ferrat - Chante l'amour, Georges Brassens - Les Amoureux des Bancs Publics, Jean Ferrat - Les nomades, Roxy Music - Oh Yeah, Jean-Louis Murat - Au Mon Sans-Souci, Steve Lukather - Watching The World, Jacques Brel - Les paumés du petit matin, Jacques Brel - Zangra.

Direzione FIAC.. sono quasi le 12.00 Ci sono.. finalmente.. Ma devo aspettare.. in coda.. quanta gente.. Mi metto a leggere finalmente il libro del viaggio.. Angeli e desolazione di Jack Kerouac. Dalle prime righe  ritrovo la genialità dello scrittore. Ti prende... con lui senti la sua desolazione davanti al Monte Ozomeen. Finalmente entro. Ingresso 32€
Quello che ho davanti è indescrivibile..


Finalmente sono qua.. il motivo del mio viaggio.. Una fiera dove gallerie d’arte espongono le opere degli artisti che tengono.. Un insieme di provocazioni, a volte molto forti, altre volte fanno sorridere. Nulla è banale, tutto ha una logica a volte difficile altre volte molto evidente.. La Fiac è al Grande Palazzo delle Esposizioni presso le champ elysee clemenceau. Il tutto è distribuito su due piani.. Giri tra le opere facendo foto,  puoi parlare con i galleristi e comprare l’opera.

Ogni anno immagino possa essere un punto di riferimento per l’arte emergente.. Quindi una tappa che è da seguire..
Il periodo di ottobre è giusto, giornate molto belle, fresche. Uscito da questo mondo dentro un altro mondo
mi dirigo verso Saint Sulpice ascoltando.. Jacques Brel - Rosa, Jean Sablon - J'attendrai, Jacques Brel - Pourquoi faut-il que les hommes s'ennuient, Jean-Louis Murat - Belgrade, Jacques Brel - Je Suis Un Soir D'ete, Patrick Juvet - Toujours du cinéma, Georges Brassens - La Femme d'Hector, Jean Ferrat - A la une. Il mio obiettivo era fermarmi per un momento a contemplare un altro scenario.

Uno scenario tutto parigino.. Le Jardin du Luxembourg. Arrivando in questo posto mi sono sentito come uno spettatore arrivato ormai a spettacolo iniziato. Questo posto così fermo nel tempo. Sembrava che tutti i parigini fossero qua. Come una cosa naturale giocavano, camminavano, leggevano, parlavano, vivevano. Era meraviglioso..

Tutto era naturale, ai miei occhi no.. Una città così frenetica e distaccata, si trovava nella sua naturale forma qua in un parco. In questo giardino ho sentito il raccogliemento di molta gente. Come stanco di un viaggio anche io mi sono messo a sedere a perdere lo sguardo nel vuoto. Ero felice. Una semplice felicità. Genuina. Fermarsi in una città, nel parco di una città ti senti davvero parte di qualcosa di profondo.

La sera e il fresco arrivano.. è il mio ultimo tramonto parigino.. Attraverso il parco e mi dirigo a piedi a Montparnasse, mi infilo nella via Rue de la Gaité. Solo una lunga passeggiata.. La notte arriva ormai.. Torno in Ostello.. La camera per tutte le notti è sempre stata un po’ fredda, consiglio per chi viene ad ottobre in questo ostello è quello di organizzarsi con qualche maglia in più.

Coperte in più c’è, ma se non serve a qualcun altro... La notte procede con un altro inquilino notturno che non vedo nemmeno. Alla mattina di lunedì  sveglia molto presto.. Obiettivo Cimitere pere-lachaise! Nell’attesa di andare in areoporto. Quello che ho davanti è un cimitero sconfinato.C’è chi è mosso dal senso morboso di andare alla ricerca dei grandi artisti rendendo l’opera monumentale un parco turistico.

All’ingresso una mappa segna i personaggi sepolti. Voglio vivere il luogo con la solennità che gli appartiene.
Girarlo in silenzio e contemplare il posto. Quello che mi emoziona è passare vicino a tombe del 1700. Mi ritrovo a passare nella storia, l’architettura delle tombe è ben diversa da quelle più moderne. Luoghi leggermente abbandonati, anche se pochi, perchè il servizio pulizia è molto attivo. Questo cimitero in silenzio ti racconta la storia di persone che non ci sono più. Dovrebbe essere una tappa solo per contemplare del silenzio, un maestoso silenzio.
L’ora di andare ormai arriva..

Metro per Gare du Nord.. 9€ Tgv per areoporto Charles de Gaulle. Nelle orecchie.. Roxy Music - Dance Away, Jean Ferrat - Le grillon, Jean Ferrat - Mes amours, Steve Lukather - Brodie's, Daniel Balavoine - Rougeagevre, Daniel Balavoine - Video Serie Noire, Patti Page - Old Cape Cod, Jacques Brel - Comment Tuer L'amant De Sa Femme …
Patrick Juvet - Il est trop tard pour … Jean-Louis Murat - Les Gonzesses Et Les Pedes, Jean Ferrat - Bicentenaire

Arrivo all’areoporto.. nell’attesa vengo a sapere che Marco Simoncelli è deceduto il giorno prima. Non lo conoscevo molto, ma come italiano e come uomo il dispiacere è cresciuto.

Mi imbarco lasciandomi alle spalle un’altra esperienza durata così poco ma vissuta in ogni sfumatura. Un qualcosa che porterò con me come un arricchimento sotto molti punti di vista.. Ad oggi attingo a questi ricordi.. Le musiche sono state importanti, come sempre..

Quello che consiglio e regalarsi 3/4 giorni ogni tanto, come avete visto senza spendere molto si ha la possibilità di vivere momenti stupendi.

A presto un abbraccio,
paolo

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