Idee di viaggio

Viaggio a Parigi (senza uscire di casa)

Consigli di film, libri, musica e cucina per una fuga nella Ville Lumière senza uscire di casa propria

Parigi VIAGGIO DA CASA Shutterstock
4.5/5

Evadere tra parole, immagini, suoni e sapori di Parigi e così ritrovarsi tra maestosi boulevards, stradine di Montmartre, mitici caffè della Rive gauche, leggendari cabaret e iconici scorci della Ville Lumière

Perché se l’attuale pandemia ci ha confinati a casa niente può impedirci di partire per Parigi. Non serve alcun biglietto, solo un buon libro, una serie tv avvincente, una canzone evocativa o una scatola di macarons. Et voilà! 

Parigi è ai vostri piedi, senza neanche essere usciti di casa. In questo lockdown quindi possiamo capire più che mai Xavier de Maistre che durante i suoi giorni di confinamento in casa, nel 1794, scrisse Voyage autour de ma chambre. Oggi nella nostra camera possiamo esplorare gli sconfinati mondi della letteratura, del cinema, della musica o della cucina quando il mal di Parigi si fa più forte. Ma attenzione, non esiste una cura valida, se non tornare nella Ville Lumière.

Allora in attesa di tornarci davvero, ecco qualche suggerimento per immaginarsi a Parigi.

Viaggio a Parigi senza uscire di casa 

Sprofondare nel divano, accendere la televisione e in un clic ritrovarsi a Parigi. Basta imbarcarsi su una delle piattaforme streaming, da Netflix ad Amazon prime video, e scegliere il tipo di viaggio da intraprendere, comico, drammatico, thriller. Quel che conta è vedere la Ville Lumière sullo sfondo, lasciare entrare i volti noti del cinema francese a casa vostra e ascoltare il loro sublime accento. 

Tra le serie francesi del momento quella che vi farà sentire immediatamente a Parigi è Dix pour cent, arrivata alla sua quarta stagione. La serie di France 2, disponibile su Netflix, meglio conosciuta come Call my agent, scritta da Fanny Herrero con la direzione artistica di Cédric Klapisch, riesce a far entrare il grande pubblico in quel mondo chiuso, snob e apparentemente dorato che è il cinema parigino. Attraverso la storia di un’agenzia di attori e le storie dei suoi agenti, ogni episodio vi farà conoscere un attore francese che gioca a interpretare la caricatura di se stesso. Cécile de France, Juliette Binoche, Monica Bellucci e Jean Dujardin sono solo alcuni nomi delle star che si affideranno ai loro agenti, veri protagonisti della serie. Tra caprici di attori e colpi di scena, questa seducente serie dai dialoghi brillanti, vi porterà di set in set tra i luoghi più iconici della capitale francese. 

I fan del ladro gentiluomo sicuramente non avranno perso, invece, la serie Netflix, Lupin, All’ombra di Arsenio, scritta da George Kay, che reinventa il mito creato dalla penna di Maurice Leblanc per conquistare il grande pubblico. Omar Sy veste brillantemente i panni di un moderno ammiratore del famoso ladro gentiluomo, nonché del figlio di un immigrato senegalese in cerca di riscatto e verità in una Parigi da cartolina. Nonostante alcune inverosimiglianze e qualche stereotipo, la serie rivisita con leggerezza la storia del mitico Arsène Lupin, strizzando l’occhio al passato coloniale francese. Lasciatevi conquistare dal contemporaneo maestro della truffa e dei travestimenti tra inseguimenti sui treni, corse sui tetti di Parigi e notti adrenaliniche al Louvre. Fortunatamente i nuovi episodi sono previsti per l’estate 2021.

Se poi volete fare un viaggio nella più bella, romantica e molto romanzata Ville Lumière, guardate Emily in Paris se finora l’avete snobbata. Mettete da parte lo spirito critico da cinefilo e la vostra conoscenza della vera Parigi e imbarcatevi per la capitale francese, vista attraverso lo sguardo di un’americana che atterra per la prima volta in Europa. La nuova e molto chiacchierata serie di Darren Star, ideatore di Sex and the City, è stata una delle più viste su Netflix. È la storia di Emily Cooper (Lily Collins), una ventenne americana, che si trasferisce a Parigi per lavorare in un’azienda di marketing ma non parla francese, non conosce la cultura né lo spirito parigino. Dalla chambre de bonne che assomiglia piuttosto a un elegante loft americano, al vicino di casa seducente, ai colleghi che arrivano in ufficio alle 11, agli uomini poligami e le donne dalla sobria eleganza, alle feste con l’immancabile Tour Eiffel sullo sfondo, e infine, a Sylvie, il capo inflessibile e snob che ricorda Anna Wintour de Il diavolo veste Prada. Tutti sappiamo che questa non è la realtà e allora ci rilassiamo guardando sfilare un cliché dopo l’altro su Parigi e i parigini. La capitale francese di Emily in Paris sembra piuttosto quella delle pubblicità dei profumi, una cartolina patinata quanto irreale, eppure necessaria per quella sua dose di leggerezza di cui abbiamo bisogno in certi periodi più che in altri. 

Infine, allontanatevi dalla Parigi più famosa per esplorare quella meno conosciuta, tra quartieri periferici e ambientazioni cupe. The Eddy è la serie scritta da Jack Thorne e diretta nei suoi primi due episodi da Damien Chazelle ( regista di film come Whiplash e La La Land). È un musical drama incentrato sulle vicende di un jazz club parigino di proprietà di Elliot Udo (André Holland) e del socio e amico Farid (Tahar Rahim), che si ritroveranno a fronteggiare difficoltà artistiche, personali e lavorative sullo sfondo di un sottomondo criminale. La multiculturalità di dialoghi in inglese, francese e arabo, lo stile realistico e la ricerca musicale fanno di The Eddy una serie raffinata che vi farà conoscere un’altra Parigi, più problematica, più vera. 

Se invece preferite vedere un film sono infiniti i titoli ambientati a Parigi, ma eccone alcuni tra i più recenti ora disponibili sulle piattaforme streaming. 

Tra i tanti, Mignonnes vi porta a nord di Parigi, tra comunità senegalesi, scontri culturali e problemi adolescenziali. La commedia francese scritta e diretta dalla franco-senegalese Maimouna Doucouré, al debutto alla regia, racconta della vita della piccola Amy, undicenne senegalese che si unisce alla scuola di danza della scuola, soprannominata 'cuties', 'carine' (in francese 'mignonnes'), prendendo confidenza con la sua femminilità e entrando in conflitto con una famiglia dai valori tradizionali musulmani. Il film è diventato subito noto per aver fatto scandalo con una locandina sessualizzata per il mercato internazionale, che rappresenta delle bambine in pose provocanti e abiti succinti. Anche le scene di twerk delle giovani protagoniste in top e shorts sono state ritenute offensive, ma Netflix ha spiegato che questo è un “racconto sociale contro la sessualizzazione dei bambini”. Polemiche a parte, vale la pena di vederlo. 

Allontandosi ancora dal centro di Parigi, si arriva nelle banlieues parigine abbandonate al loro destino, che vedrete in Les Misérables, il primo lungometraggio di Ladj Ly, disponibile su Mio Cinema e Sky. Attraverso i codici del genere action-thriller, il regista racconta la dura realtà delle periferie di una multietnica Francia contemporanea in cui fervono la rabbia e la collera, ma la sola risposta sembra essere la violenza e l’abuso di potere della polizia locale. Attraverso una storia di baby gang nella banlieue di Montfermeil, dove Victor Hugo scrisse il suo grande romanzo storico, Ladj Ly offre un ritratto fedele dei contemporanei miserabili e della vita nelle periferie parigine. Inevitabile il ricordo delle rivolte di strada di Parigi che abbiamo visto in La Haine di Kassovitz. 

Quando, invece, avete proprio voglia di un feel-good movie francese non vi resta che vedere un film di Olivier Nakache e Éric Toledano. Il duo comico si è fatto conoscere in Italia con Intouchables, Quasi amici in italiano, film di enorme successo in Francia, venduto in 40 paesi e vincitore di ben 16 premi. Ricorderanno tutti la storia di amicizia tra Philippe, nobile, colto e ricco tetraplegico parigino, interpretato da François Cluzet, e il suo assistente personale Driss, un giovane nero di banlieue, dal volto di Omar Sy. Tra la casa borghese di Philippe e la casa disagiata di periferia di Driss, si estende una meravigliosa Parigi da ammirare in passeggiate notturne e corse in macchina. Tra gag comiche e scene strappalacrime, il duo riesce sempre ad offrire commedie che riscaldano il cuore, dallo humour impertinente e una profonda sensibilità. Intouchables è disponibile su Netflix, se invece volete vedere gli altri titoli di Nakache e Toledano, troverete Samba, C’est la vie – Prendila come viene e il recente The Specials – Fuori dal comune sulle altre piattaforme come Rakuten, Chili o Apple tv. Il duo recentemente ha firmato En Thérapie, la serie che mette in scena uno psicanalista all’indomani degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, ma al momento è disponibile solo su Arte tv Francia e purtroppo non è prevista una data di uscita italiana. 

Oppure andate alla ricerca delle pepite meno note, ma altrettanto preziose, come i film di festival francesi online, tra cui il Myfrenchfilmfestival. Tra i tanti film interessanti dell’ultima edizione, si trova Tu mérites un amour, il primo lungometraggio della promettente regista Hafsia Herzi che, attraverso un racconto libero e pieno di vitalità, indaga il sentimento dell’amore con pudore e sincerità sullo sfondo di Parigi. Disponibile ora su Apple tv.

Se invece amate i cortometraggi non perdete il Mobile Film Festival che dal 2005 premia corti di un minuto, girati con lo smartphone. 

  • Viaggio tra i libri 

Si può girovagare per Parigi anche attraverso le pagine di un buon romanzo. Si dice però che con i libri scritti su Parigi si potrebbe costruire una nuova Tour Eiffel. Perciò vi consigliamo solo alcuni tra i più recenti, se nella vostra libreria ci sono già i grandi classici come Paris est une fête di Ernest Hemingway, Zazie dans le métro di Raymond Queneau, Les Misérables di Victor Hugo, À rebours di Huysmans, Au bonheur des dames di Émile Zola o La vie devant soi di Romain Gary. 

Dans le cafè de la jeunesse perdue di Patrick Modiano, premio Nobel della letteratura 2014, è il romanzo che vi farà venir voglia di vagare per le strade di Parigi tra caffè decadenti, ricordi e ossessioni. Quattro narratori (uno studente della scuola mineraria, un detective privato, l'eroina e uno dei suoi amanti) costruiscono il ritratto di Jacqueline Delanque o Louki. Una giovane donna che ha lasciato in fretta il marito e che vaga nella Parigi degli anni ’50-‘60 raccontando i suoi ricordi: un'infanzia difficile, un matrimonio fallito e qualche amicizia con i clienti di un caffè del quartiere Odéon: Le Condé. Difficile non farsi contagiare dalla malinconia dello scrittore definito dall’Accademia svedese il “Marcel Proust dei nostri tempi”.

Parigi poi viene raccontata da un’italiana dal nome altisonante, Lisa Ginzburg, figlia di Carlo Ginzburg e Anna Rossi-Doria, protagonista del femminismo italiano degli anni ’70, nonché nipote di Natalia Ginzburg. Il suo romanzo si intitola Cara Pace e racconta il rapporto tra due sorelle agli antipodi ma unite da un legame indissolubile, scavando nella fragilità della coppia, tra i calcinacci della famiglia e nella psiche femminile. Cascate di parole e messaggi WhatsApp collegano Parigi a New York, riportando sempre le due sorelle a Roma. 

E ancora Parigi vista dalla periferia nel romanzo rivelazione di Fatima Daas, scrittrice francese di origine algerina che a soli 25 anni si fa conoscere per il suo primo romanzo La petite dernière, premiato dal giornale Les Inrockuptibles nel 2020. È un’autobiografia che pulsa come il rap e incanta il lettore, mentre Fatima Daas racconta della sua famiglia di origine algerina, della sua omosessualità e dell’islam, in un continuo andirivieni tra Parigi e Clichy-sous-Bois. 

Ancora a Parigi è ambientato il discusso Sottomissione di Michel Houellebecq. Il romanzo fantapolitico, è ambientato in un futuro distopico, la Francia del 2022, in cui un partito musulmano tradizionalista riesce a vincere le elezioni presidenziali. Il libro pubblicato nel 2015 divenne un caso editoriale non solo perché scatenò il dibattito sulla tolleranza religiosa in Francia, ma anche a causa di una macabra coincidenza: fu pubblicato nel giorno dell’attentato alla sede di Charlie Hebdo, a seguito del quale l’autore sospese la promozione del romanzo in Francia. 

Infine, un consiglio per le parigine e i parigini incalliti che pensano di sapere già tutto sulla loro città del cuore, e per chi ha già letto l’intramontabile I segreti di Parigi di Corrado Augias. Serena Dandini vi stupirà con il suo Avremo sempre Parigi. Non è un romanzo ma un dizionario parigino in cui la scrittrice raccoglie le sue passeggiate sentimentali nella capitale francese, elencate in ordine alfabetico. Quindi dalla A di arrondissement alla Z di zinc, attraversando la G di gare e la V di Verne, vi ritroverete a decifrare questo alfabeto amoroso, passeggiando tra i bistrot in cui Hemingway e Fitzgerald si confessavano i loro crucci più intimi o nei giardini nati per il capriccio di una regina. 

  • Viaggio nella musica 

Mentre cucinate, riordinate la casa o semplicemente fate una pausa dallo smart working in queste lunghe giornate a casa, accendete la musica. Per danzare su note parigine provate ad ascoltare Cléa Vincent e farvi trasportare dalle sonorità pop del suo ultimo EP, Tropi-cléa 2, uscito nel 2020. Per i venerdì sera senza programmi in cui avete voglia di staccare un po’ dopo il lavoro provate ad ascoltare Jean-Michel Jarre, uno dei più grandi nomi della musica elettronica francese del momento, che lo scorso 31 dicembre si è esibito in un inedito concerto in una cattedrale di Notre-Dame virtuale. 

O cominciate la giornata con la grinta di Zaz, la cantante di Tours che combina il varietà francese con il folk e il soul. Paris si intitola il suo terzo album, che tra omaggi ai grandi della canzone francese come Charles Aznavour e sue canzoni, Zaz celebra la joie de vivre della capitale. Riascoltate poi per l’ennesima volta la hit Bye bye del ventiquattrenne parigino che rimbalza su tutte le radio italiane, o scoprite le star della scena rap e hip hop parigina tra cui spiccano i nomi di Youv Dee e Nadim Makhlouf. 

Se non avete ancora deciso che genere ascoltare fate un giro sul sito Culturebox, promosso da France Télévisions, dove ritrovare spettacoli, concerti e numerose pepite come l’ultima passaggio dei Bagarre al festival Rock en Seine o la performance tra danza e commedia musicale di Chris aux Vielles Charrues. O ancora potreste ascoltare le ultime novità della scena musicale francese grazie alla playlist di What the France del Bureau Export.  

Per ascoltare musica ma non solo, provate a fare un giro sull’incredibile sito di Radio Garden, che raccoglie le radio di tutto il mondo, tra cui quelle francesi. 

Infine, se in questo interminabile lockdown non sopportate più i numerosi trilli, squilli e vibrazioni di computer, smartphone e tutti i rumori di casa, provate per un momento ad ascoltare i suoni dell’esterno, soprattutto di un esterno parigino. My Little Paris ha raccolto in una straordinaria playlist i rumori di Parigi, Ambiances urbaines pour parisiens confinés: il vociare del mercato d’Aligre la mattina, il chiacchiericcio di una brasserie all’ora di pranzo, le grida di una manifestazione a République, il cinguettio degli uccelli del Bois de Boulogne, il tintinnio dei bicchieri a un aperitivo lungo la Senna, la telecronaca di una partita la sera allo stadio, il trambusto del traffico di Pigalle a mezzanotte o i saluti all’ora di chiusura dei bar a Oberkampf. 

  • Viaggio nella cucina 

Consegna a domicilio, risuona come un’espressione magica soprattutto se siamo confinati nelle nostre case a tempo indeterminato e costretti a cucinare mattina e sera. E se il pacco in consegna arriva da Parigi diventa ancora più allettante. Allora basta aprire la scatola per ritrovare profumi e sapori della capitale francese. 

Non sempre nelle città italiane si trovano le stesse viennoiseries, gli stessi formaggi o macarons che avete assaggiato a Parigi, perciò fateveli spedire. Sul sito della Grande Épicerie de Paris, per esempio, troverete tutto ciò che vi occorre per preparare un banchetto degno del Pranzo di Babette. Oppure se avete richieste specifiche ordinate online tutte le leccornie che desiderate. Per esempio i macarons di Ladurée che sul sito troverete in tutte le loro varianti, elegantemente adagiati in magnifiche scatoline dai colori pastello. O il tè che avete assaggiato nella storica boutique del Marais di Marriage Frères, la casa di tè fondata a Parigi nel 1854. O ancora il cioccolato caldo di Angelina, anche detto “l’africano”, da accompagnare a un delizioso Mont Blanc come se foste seduti a un tavolino del meraviglioso salone da tè di rue de Rivoli. Non dimenticate di ordinare un Ruinart Blanc de Blancs per una serata importante. 

In attesa di tornare a Parigi accontentatevi di questi consigli!

Autore: Francesca Ferri

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