Idee di viaggio

Sette giorni a Berlino

Ripercorriamo con nottegiorno una intesa settimana nella moderna capitale tedesca. La Porta di Brandeburgo, il Reichstag, Alexanderplatz, la cucina tedesca e tanti utili consigli

Sette giorni a Berlino VIAGGI URBANI Shutterstock
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L’estate scorsa, di ritorno da Praga avevo già deciso: l’anno prossimo si va a Berlino! E così finalmente ho soddisfatto una mia vecchia voglia con 7 giorni nella capitale tedesca, dal 13 al 20 agosto. Ci si è mossi con easyJet tra Napoli e Berlino Shonefeld (circa 150 € a persona a/r) e pernottato all’Aletto Jugendhotel Kreuzberg in camera doppia, per 55€ a notte colazione inclusa. A conti fatti, l’abbonamento e la vicinanza alla metro sono essenziali ed i mezzi puntuali, tant’è che nonostante i disguidi con i voli (andata anticipata di 40 min e ritorno riprotetto alle 6.00), grazie al journey planner della bvg non abbiamo avuto problemi. 


Giorno 13 agosto
La sveglia suona presto ma come sempre sono cosciente da un pezzo, così arriviamo a Napoli Capodichino con i check-in aperti da poco ed affollati dato che la easyJet ha disposto una fila unica per tutti i voli. Tuttavia si va veloci, quindi biglietti, sigaretta, controlli e siamo già sull’aeromobile: partiamo ed arriviamo puntuali. Sbarcati a Shonefeld, mentre attesto la bruttezza dell’aeroporto (piccolo, basso e spoglio) finiamo dietro due italiani che si mummificano cercando di fare i biglietti del bus.

All’esterno troviamo altre macchinette automatiche (soltanto monete o carte di credito) ed in circa 20 minuti tra bus X7 e metro U7 siamo alla U Mockernbrucke, a circa 300 metri dall’Aletto Jugendhotel. Lasciati i bagagli ci dirigiamo sulla Mehringdamm, dove all’uscita dell’omonima metro (civico 36) c’è il chiosco Mustafa’s Gemuse Kebap. Dopo una lunga coda (circa 20 minuti), gustiamo un fantastico kebab (circa 3.00 € a testa) e torniamo all’ostello, dove prendiamo possesso della camera: è da 6 ad uso doppia, con bagno in stanza (leggermente angusto) ed asciugamani e lenzuola già forniti e cambiati su richiesta.

Dopo tè e caffè (gratis nella hall a tutte le ore), iniziamo un lungo giro a piedi per Kreuzberg passando dalla vicina Mehringplatz, un po’ anonima e fatiscente; belli invece i murales dei porticati più avanti, coloratissimi ed enormi. Vagando giungiamo al Checkpoint Charlie, che colpisce per il suo squallore: nonostante i tanti turisti, è solo un gabbiotto al centro di un incrocio trafficato, circondato da venditori ambulanti e figuranti in costume militare per foto a pagamento. Meglio la mostra fotografica gratuita sulle recinzioni dei cantieri limitrofi (leggerla tutta richiederebbe almeno un’ora).

 

Proseguendo sulla Zimmerstrasse raggiungiamo la Topographie Des Terrors, mostra anch’essa gratuita sugli orrori nazisti, con numerose foto, documenti e reperti audio/video originali davvero appassionanti. Risaliamo allora alla metro in Kochstrasse, dove al chioschetto ci muniamo di abbonamenti settimanali per le zone A e B al prezzo di 26.20 € l’uno, pagando in contanti. Timbriamo e sbarchiamo alla U Mockernbrucke, dove ci coglie un diluvio che i nostri ombrellini mal sopportano. Cercando di cenare in zona, approdiamo al 90 della Yorckstraße, dove evitiamo un Burger King entrando nello scalcagnato Yorck Imbiss accanto, minuscolo locale di un surreale signore turco molto simpatico. Prendiamo un mezzo polletto con patate e verdure, un falafel con verdure e una Berliner Pilsner grande, accomodandoci sotto un gazebo illuminato dall’insegna del locale e da una luce in stile arabo sul tavolo, con la pioggia a rendere il tutto perfino romantico. Le pietanze sono ottimamente speziate e gustose e ne usciamo con soli 9€ in due! Risaliamo lungo la Yorckstrasse e la Grossberenstrasse (illuminate solo da piccoli lampioni in stile anteguerra) ed andiamo a dormire.

Giorno 14 agosto
Dopo la colazione nell’accogliente sala dell’hotel, raggiungiamo sotto la pioggia lo Judiches Museum, dove insieme al biglietto intero (5 €, sconto studenti solo con ISIC) prendiamo  l’audioguida (2 €) e seguendo le frecce rosse per non perderci, ci godiamo la visita: la prima parte è anche la più particolare, con la via dell’olocausto ed il gardino dell’esilio davvero toccanti, mentre ai piani superiori è possibile ripercorrere la storia degli ebrei nei secoli. Ne usciamo dopo circa 3 ore esausti, non prima di aver visitato anche la suggestiva installazione in cui si cammina su un letto di volti di piombo.

Per il pranzo ci affidiamo a Curry36 dove la lunga fila scorre rapida ma nessuno parla inglese e per un’incomprensione finiamo con un currywrust in due, squisito ma misero. Ci ripariamo affianco, al Beer Express, dove prendiamo due pinte di Berliner Pilsner per 2,70 € l’una ed un dolce della casa e ci intratteniamo con una simpatica signora psicopatica tedesca. Rinfrancati ci dirigiamo ad Alexanderplatz, dove ci accolgono un cielo blu luminoso e la Fernsehturm avvolta nella nebbia: tutto intorno è un turbinare di gente, di bancarelle e chioschi di cibo e birra, mentre si svolgono numerosi spettacoli di artisti di strada strepitosi.

Restiamo in piazza fino a sera, incollati alle invenzioni di un simpatico signore spagnolo, giochi di abilità ricavati da oggetti in metallo dismessi. Sotto la nebbia sempre più fitta e una fastidiosa pioggerella gustiamo l’ottima musica suonata in strada dai Cafè Jazz, mentre col buio l’atmosfera si fa più suggestiva. Ceniamo ai bordi della piazza, ai tavolini all’aperto di in un chioschetto illuminato da deliziose lampadine in stile luna park: per 7,00 € mangiamo un hamburger nel panino ed uno spiedino di carne e verdure accompagnati dalla solita Berliner Pilsner a 3,50 € l’una. Un ultimo spettacolo di strada meraviglioso e concludiamo la giornata.

Giorno 15 agosto
E’ domenica e nonostante la pioggia alla reception ci confermano il mercatino al Mauerpark, ove ci dirigiamo dubbiosi. Sulla U2 ci sono lavori in corso e quando i vagoni si fermano seguiamo gli altri trovando fuori già il bus sostitutivo che ci porta alla Eberswalder Strasse. Da qui a piedi raggiungiamo il parco del mercatino, che si rivela davvero interessante, dati i tantissimi articoli diversi (dalle t-shirt con design originale, a vestiti, scarpe e fotocamere usati…). Il parco offre anche un’ampia zona verde con varie famiglie e gruppetti di musicisti, ove ci riposiamo prima di pranzare con un piatto misto di cucina turca (peperoni ripieni, verdure e quant’altro) in un chioschetto per 5,90 €. A fine giro ci incamminiamo lungo la Oderberger Strasse, piena di localini e negozietti e superiamo la Kulturbraueri prima di raggiungere la pasticceria Anna Blume, un posto stupendo che rimanda a tempi andati dall’ambiente raccolto ed elegante che invita a sedersi e rilassarsi, cosa che noi facciamo all’esterno con due ottime fettone di torta accompagnate da due caffè lunghi per 9,70 €.

Tornati alla metro raggiungiamo Rosa-Luxemburg Platz, da dove ci rechiamo agli Hackesche Hofe, molto belli ed eleganti, percorriamo la Sophienstrasse, passiamo il monumento agli ebrei berlinesi e raggiungiamo la Neue Synagoge, dove ci fermiamo per qualche foto con il sole che faceva nuovamente la sua comparsa. Da qui attraversiamo anche gli Heckmann Hofe, ancora più eleganti dei precedenti e data la giornata ancora lunga decidiamo di spostarci a Potsdamer Platz: all’uscita della splendida stazione troviamo il cielo coperto, la solita pioggerellina e qualche luce che si accende, grattacieli e strade enormi e un’atmosfera da grande città americana.

Ci godiamo uno splendido tramonto riflesso sulle vetrate del Sony Center e ci rifugiamo all’interno quando la pioggia si fa nuovamente battente: tutto è futuristico e scintillante, un concerto di rumori e di luci in cui a deludere un po’ è la fontana. Terminiamo la giornata con una cena comoda alla Brauhaus Mitte in Alexanderplatz, consigliata nella zingaGUIDA e dall’insegna enorme visibile dalla S-Bahn. Ordiniamo dal menù in italiano dalla sezione “le nostre specialità” delle polpette fritte con marmellata di mele e gli Spatzle, una sorta di pasta con pancetta, pomodoro e quant’altro. Le prime ci deludono, sono in pratica due omelette giganti, un po’ troppo fritte e dal sapore pesante, mentre gli Spatzle ci arrivano in una padellona bollente e sono davvero strepitosi! Innaffiamo tutto con due birre bionde e paghiamo 22,20 € uscendo soddisfatti e godendoci la vista della Torre della televisione e della stazione illuminate nella notte prima di raggiungere la metro che ci riporta all’Aletto.

Giorno 16 agosto
Ci dirigiamo tramite S-bahn verso la East Side Gallery, godendoci lo spettacolo delle case che sfilano sotto i nostri occhi sotto un inaspettato sole, tra vuoti urbanistici, lavori in corso e graffiti che coprono intere facciate di edifici, un vero spettacolo postmoderno. In questa zona l’arte urbana è presente ovunque, come nei pressi dell’Oberbaumbrucke, il ponte che unisce Kreuzberg e Friedrichshain e che con le sue arcate neogotiche sembra piombato sulla Sprea da un posto lontano nel tempo.

Lo sferragliare dei treni che lo percorrono, aggiunge un pizzico di follia e la capacità di stupire della città, come fa il panorama dal ponte con il Molecule Man all’orizzonte. Percorriamo quindi tutto il muro accompagnati da diversi turisti e da un inaspettato sole, ammirando i graffiti e rifugiandoci alla fine nel McDonald’s della Ostbahnof, dove un simpatico cassiere comunica a tutti con il fare di un agente segreto che il codice sullo scontrino apre la porta del bagno, mitico!

Pranziamo al solito chioschetto in Alexanderplatz con un rostbratwrust ed una kartoffel per 6,50 € e due bionde per 7,00 €, dopo uno spettacolo strabiliante di alcuni ragazzi kenyoti. Ripartiamo alla volta di Nikolaiviertel, fermandoci ad ammirare la Torre della Televisione, la Marienkirche (purtroppo la Danza della morte era in restauro), la Fontana di Nettuno (molto bella, nello stile di quelle romane) ed il Rothes Rathaus, accontentandoci di ammirare il Berliner Dom da lontano.

Giunti nel quartiere “medievale”, caratteristico per l’atmosfera fuori dal tempo, dopo una passeggiata e qualche souvenir prendiamo la metro che ci porta a Gendarmenmarkt, dove ci riposiamo un po’ ad ammirare l’enorme piazza con i due Dom “gemelli”. Da qui attraversiamo la Bebelplaz e pascoliamo in zona fino a fermarci in un bar arancione, con alcuni giovani e uno strambo tavolo da pingpong in cemento. Gustiamo due caffè in un’atmosfera rilassata e cercando la toilette scopriamo che siamo al bar dell’università. Da qui raggiungiamo la Freidrichstrasse, da dove la S-bahn ci porta all’imponente Hauptbanhof, un posto da ammirare per imponenza ed eleganza e che offre tanti spunti fotografici.

All’uscita ci accoglie la luce bassa del tardo pomeriggio che filtra tra grossi nuvoloni e ammaliati dallo spettacolo finiamo in fila al Reichstag, spuntandola con meno di un’ora di coda ed un’esperienza indimenticabile, grazie al panorama ed al tramonto rosso fuoco che esplode non appena usciamo dall’ascensore che porta i visitatori alla cupola di Sir Norman Foster. Seguiamo l’audioguida gratuita (in italiano) che ci illustra il panorama della città man mano che si sale la spirale che porta in cima alla cupola e dopo numerose foto scendiamo verso la vicina Porta di Brandeburgo. Come previsto non è imponente ma è comunque d’effetto grazie al colonnato ed alla quadriga illuminati. Per cena siamo sfiancati e riapprodiamo alla Brauhaus Mitte dove consumiamo una pinta di rossa ed un assaggio di birre, un piatto di polpette berlinesi, che ci portano con verdure annesse, ed uno di wurstel piccoli accompagnati da patate al forno, crauti ed insalata. Ne usciamo senza 22,20 € ma gaudenti e facciamo finalmente ritorno al campo base.

Giorno 17 agosto

Ormai siamo abituati al tempo incerto e ci incamminiamo alla scoperta della Ku’damm sbarcando alla metro di Wittenbergplatz, che ci colpisce per il suo stile retrò. Qualche foto alla fontana nei giardinetti adiacenti e siamo nel KaDeWe ad ammirare giocattoli e dolci, che paradiso. All’uscita ci fermiamo ad guardare la Kaiser-Wilhelm-Gedachtnis-Kirche, il “dente cariato”, incorniciata dalla famosa scultura Berlin, che simboleggia la Berlino divisa. Più avanti ammiriamo la fontana all’esterno dell’Europa Center e più da vicino il dente cariato per poi lasciare la zona e giungere al Tiergarten, dove ci fermiamo nel parco vicino ad un laghetto pieno di anatre che giocano.

Vagando ci troviamo inaspettatamente nel Grosser Stern, dove il monumento ad Otto von Bismarck è di una imponenza e spettacolarità che incutono timore. Purtroppo, dopo lo stupore giunge la delusione: la vittoria alata è tutta impacchettata, quindi saltiamo sul bus n. 100 e scendiamo sulla Strasse des 17 Juni. Qui contempliamo la Haus der Kulturen der Welt, l’ostrica gravida, che si affaccia su specchi d’acqua artificiali che offrono tanti spunti fotografici.

A pochi passi c’è la torre nera del Carillon, che offre uno effetto particolare sotto il cielo coperto (peccato non averla sentita suonare). Pascolando sui soffici prati arriviamo al cospetto del Regierungsviertel, il distretto governativo, dall’architettura innovativa ed accattivante, posto sulla Sprea. Da qui passiamo la Porta di Brandeburgo (un po’ anonima di giorno) e visitiamo il vicino monumento agli ebrei. Camminare tra le steli di cemento è suggestivo ma l’esperienza si rivela deludente, forse per l’aria poco solenne che si respira in giro.

Dopo il solito pranzo ad Alexanderplatz ci intratteniamo in zona e vaghiamo un po’ prima di raggiungere Nikolaiviertel, dove ceniamo alla Brauhaus Georgbrau accomodandoci ad uno dei tavoli che danno sul fiume, con una bella vista del Berliner Dom illuminato dalla luce del tardo tramonto. Gustiamo un’ottima zuppa ed uno stinco stufato un po’ deludente, trangugiando due bionde di loro produzione. Ne usciamo con 24,70 € un po’ provati dal freddo, che ci lascia giusto la forza per godere dell’atmosfera fiabesca del quartiere illuminato di notte prima di ritirarci.

Giorno 18 agosto
E’ il giorno del Pergamon
, il museo delle antichità che deve il suo nome al maestoso altare di Pergamo ricostruito al suo interno. Arriviamo un po’ tardi e paghiamo dazio con una coda lunghissima di circa un’ora e mezza. Qui mi colpisce l’organizzazione poco tedesca: centinaia di persone in fila e solo due casse, i bagni sono due container minuscoli e abbastanza zozzi e gli armadietti sono pochi. Se non altro, ci fanno lo sconto studente senza battere ciglio e paghiamo solo 5,00 € a testa senza audioguida.

Ciononostante ci troviamo catapultati immediatamente in una stanza gigantesca al cospetto dello stupefacente altare e in un mondo di meraviglie da cui usciamo dopo 2 ore soddisfatti e stanchi morti. Vicino alla S-bahn in Friedrichstrasse ci coglie quindi un raptus mangereccio e compriamo da “Bagel Company” una greek bagel e una bagel’n’cheese, la prima con pane normale, la seconda con bagel jalapeno, con peperoncino dolce: per 6,50 € abbiamo acquistato due pezzi di pura goduria culinaria!!! Rigenerati, tiriamo dritto al cuore di Prenzlauerberg, dove cerchiamo miseramente di fare shopping.

A mie spese scopro che una felpa XL può andarmi strettissima, mentre la mia speranzosa metà è preda di una depressione via via crescente: purtroppo tutto si rivela molto bello ma non per le nostre tasche e finiamo con gli occhi pieni e le mani vuote, ma anche a testa scoperta, quando per 35 € non cedo alla tentazione del cappello dei miei sogni. Come ormai d’abitudine, torniamo ad Alexanderplatz, dove affogo il dispiacere in un ottimo quanto illegale hotdog da 1,20€ preso da uno di quei reietti che si portano addosso il barbecue. Optiamo per finire la serata permanendo in zona e per una cena anticipata ancora alla Brauhaus Mitte, così da vedere lo spettacolo degli acrobati keniani col fuoco. Per la solita ventina d’euro ingolliamo wurstel viennesi ed uno sformato di verdure, pancetta e formaggio fuso, accompagnati da una pinta di bionda ed una di rossa della casa.

Giorno 19 agosto
E’ il nostro ultimo giorno nella capitale tedesca ed essendo il tempo anche oggi incerto non ci avventuriamo nella gita a Potsdam, per cui ce la prendiamo comoda e raggiungiamo dapprima la Freidrichstrasse, dove vaghiamo per negozi vari e poi ci fermiamo di nuovo al bar dell’università a scrivere le cartoline e bere un caffè. Si fa presto ora di pranzo, per cui dividiamo una bagel classica (1,90 €) da Bagel Company prima di raggiungere Alexanderplatz via S-bahn. Purtroppo ho l’infelice idea di provare il chiosco di cucina turingia, dove prendiamo una rossa alla spina, una erdinger, un rostbratwrust ed un currywrust per 13,50 € e constatiamo che su quest’ultimo è stato messo dell’orrendo ketchup rancido al posto della solita salsa paradisiaca, uno schifo.

Eleggiamo allora la visita allo Schloss Charlottenburg come nostro ultimo atto a Berlino, quindi via metro U7 arriviamo alla Richard Wagner Platz, dalla quale dopo un po’ di cammino approdiamo allo Schlosspark, ove optiamo per una visita (gratuita) al solo parco, tralasciando il palazzo (a pagamento). Neanche a dirlo, il tempo è ballerino e alcune aree del parco sono in manutenzione, ma ciò non ne sminuisce la bellezza e la godibilità. Ci perdiamo quindi tra sentieri, prati, laghetti e ponticelli, fermandoci ad ammirare anatre e scoiattoli che corrono liberi e si avvicinano curiosi, per poi soffermarci nel parco del palazzo, godendone l’eleganza in stile francese.

Torniamo all’albergo poco dopo le 18, in tempo per bere un caffè e salire a mettere tutto a posto. Finiamo che è giusto ora dell’ultima cena, prevista al ristorante greco Taverna Athene, a pochi metri dall’hotel. Qui non riusciamo resistere ed ordiniamo impavidi una moussaka ed un’insalata greca, insieme all’ottima pita per accompagnare e la solita birra bionda. Il tutto ci viene servito dal simpatico gestore del locale che parla un po’ d’italiano, che ci offre anche due ouzo, salvo poi chiederci gentilmente la mancia. Paghiamo 24 € circa e andiamo a letto verso le 23, ma alle 2 siamo già strada con le valige per raggiungere la Mehringdamm, dove il nostro bus N7 -sostitutivo notturno della metro U7- passa alle ore 2.47 (piuttosto che 3.03, probabilmente abbiamo preso la corsa precedente) ed inizia così un viaggio della speranza in piedi, con un caffè bollente in mano, due tossici che puzzavano da morire in fondo al veicolo ed un bilancio finale di più di 20 fermate.

Tuttavia, arriviamo allo Shonefeld Flughafen prima dell’apertura dei checkin e con 5,60 € di bus piuttosto che 35,00 € di taxi. La sala dell’aeroporto è piccola e le sedie sono poche ed occupate tutte da persone che dormono, per cui ci arrangiamo sedendoci a terra, in attesa dell’apertura dei banchi, che avviene puntuale, mentre i controlli passano tranquilli. Da qui in poi sarà un ritorno all’orrore con le solite file scomposte tutte napolitaliane, persone che da sole occupano tre file sull’aereo, una giovane coppia con annesso infante pestifero e conseguente cacofonia di giochino elettronico per farlo tacere durante tutto il volo. Se non altro, il personale easyJet anche stavolta è stato efficiente e gentile ed il volo è partito ed atterrato puntuale. E’ stata dura risvegliarsi all’aeroporto di Capodichino!

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