Idee di viaggio

Monaco di Baviera a maggio

Se pensate che la città bavarese sia solo l'Oktoberfest, seguiamo i consigli di IreAle per scoprire il Deutsches Museum, il Nynphenburg, l'Altes Rathaus e tante altre attrazioni

Monaco di Baviera Shutterstock
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autore:IreAle
periodo:
maggio

Questo viaggio è nato per merito del mio compagno (di vita e di viaggi) che ad un mesetto dal mio compleanno mi ha chiesto se mi andava di svolazzare un po’ sull’Europa per una delle mete non ancora esplorate disponibili da Pisa. “Pago tutto io”, mi ha detto, “Ma organizzi tutto tu”. Così mi sono messa all’opera più contenta che mai e, schivando nubi di cenere e scioperi aeroportuali, siamo riusciti a stare a cinque giorni a Monaco di Baviera.

MERCOLEDÌ 28 APRILE
L’aeroporto di Memmingen-Allgau, poco ad ovest di Monaco di Baviera, è persino più piccolo di quanto immaginassi, perciò dalla scaletta dell’aereo al sedile del pullman non possiamo aver percorso più di cento metri. Il volo è stato altrettanto breve, ma puntuale ed economico: puro stile Ryanair. Non ho fatto in tempo a finire il mio tradizionale tè high-cost che il pilota già annunciava l’atterraggio. 

Un comodo pullman ci ha scaricati alla fermata nr. 4 di Arnulfstrasse, proprio all’ingresso ovest della stazione centrale dei treni, la Hauptbahnhof. E qui ammetto la prima avvisaglia di “imbradipimento”, poiché abbiamo impiegato più di mezz’ora ad orientarci nel complesso, anche se capillare ed efficiente, sistema di trasporto pubblico di Monaco di Baviera. Fortunatamente nei giorni seguenti è andata meglio!

A tutti consiglio di fare alle biglietterie elettroniche la Wochenkarte, cioè la carta settimanale, per spostarsi su tutti i mezzi pubblici (u-bahn, s-bahn, tram e bus, sia diurni che notturni), perché è persino più economica della carta 3-giorni per turisti, ma ha l’inconveniente di essere valida solo da lunedì a domenica (quindi dipende dai giorni di permanenza). Tutte le informazioni sono reperibili molto chiaramente ed esaustivamente sul sito www.mvv-muenchen.de (anche in italiano).

L’albergo si trovava nel secondo anello dell’Inneraum (centro) di Monaco, a non più di 50 metri dall’uscita della U6 (metro) di Harras in Albert-Rosshaupterstrasse 18. L’Hotel Rivoli (www.booking.com) è stato una piacevolissima sorpresa: rinnovato di recente, stanza grande e confortevole, silenzioso e una colazione a buffet degna di un 5 stelle, che ci ha permesso di saltare sempre il pranzo in favore di una merendina a metà pomeriggio.

Poiché il pranzo era ormai un lontano ricordo, dopo aver indossato una maglia più pesante, siamo tornati in centro per la cena. Non avendo ancora le idee molto chiare ci siamo diretti nella Piazza del municipio, Marienplatz. La scelta del ristorante è da sempre prerogativa del mio compagno e lui ha un solo criterio: il locale con la più alta concentrazione di “autoctoni” dai 50 anni in su. Abbiamo cenato benissimo all’Augustiner di Neuehausenstrasse (ce ne sono diversi a giro per la città – € 20 in due). In verità mangiare fuori a Monaco è stato sempre molto economico e le porzioni sono sostanziose: basta andare in una brauhaus e sedersi negli accoglienti garten, se il clima lo consente (noi abbiamo trovato belle giornate e temperatura mite, ma può fare anche molto freddo).

Se conoscete il tedesco Monaco offre molteplici possibilità per il dopocena: opera, teatri, cinema, spettacoli, concerti. Se come noi, invece, riuscite a malapena a dire "dankeschen" e "bitte" allora fate come i monacensi e restate a bere birra nei biergarten chiacchierando e osservando il viavai di persone intorno a voi: fare amicizia con i vicini di tavolo sarà semplice, soprattutto se fingete di tifare Bayern!

GIOVEDì 29 APRILE
Prima tappa obbligata è stata ovviamente il Deutsches Museum, l’immenso museo della scienza, che occupa tutto il piccolo isolotto in mezzo all’Isar. Prendetevi un intero giorno per visitarlo bene o qualche ora se siete interessati ad una o due sezioni. Gli spettacoli cambiano ad ogni ora e bisogna programmarli all’ingresso, altrimenti rischiate di perderverli. Le uniche pecche sono le scolaresche ad ogni angolo e il fatto che tutte le spiegazioni siano soltanto in tedesco.

In seconda battuta, nonostante i piedi ululanti (prima di lasciare il musei curatevi con le pedane vibro-massaggianti a soli € 0,50), siamo andati al Bayerisches Nationalmuseum, poiché il giovedì è aperto fino alle 20:00 (alcuni musei prolungano l’orario il mercoledì o il giovedì). La mostra del museo della Baviera si è rivelata una delusione: l’allestimento è disorganico, affatto folkloristico e il biglietto costoso (la domenica, però, costa solo € 1). Il palazzo in cui è ospitato, invece, è ricco di fascino sia dentro che fuori.

Per la nostra seconda cena siamo andati nella birreria più famosa di Monaco e forse del mondo intero: la Hofbrauhaus. La ex-fabbrica di birra è un enorme e articolato palazzo che ospita un mega-ristorante su più piani, con cucina a vista e camerieri allegri e solerti. Impossibile trovare un posto nel giardino, ma potete sedervi su uno dei tavoli accanto alle grandi finestre, come abbiamo fatto noi. Il menù contempla ogni specialità bavarese ed è in tutte le lingue, la qualità del cibo media e i prezzi un po’ elevati (€ 36,00 in due), ma il tutto è compensato dal pensiero che proprio in quel posto qualcuno, più di settant’anni fa, forse, ha tirato un paio di seggiolate e di boccali di birra addosso ad Hitler.

VENERDì 30 APRILE
È stato il giorno dedicato alla visita del centro pedonale. Abbiamo cominciato proprio dal tradizionale mercato delle vettovaglie, il Viktualienmarkt: una grande piazza nella quale sono ordinatamente disposti numerosi stands di frutta e verdura, succhi di frutta, miele, pane, carne, pesce, biscotti, fiori. Al suo centro si trova l’albero di Calendimaggio nei colori bianco e azzurro della Baviera. In zona ci sono anche due importanti chiese da vedere: la Frauenkirche, ovvero la cattedrale, e la Peterskirche. Sono entrambe gratuite, ma a dire il vero non ci hanno impressionato più di tanto forse perché per noi italiani le chiese nel resto del mondo non reggono il confronto con le nostre. Col bel tempo si può anche salire in cima al campanile della Peterskirche. Noi abbiamo desistito dopo aver scoperto che si tratta di 306 scalini: la vista sulla città la si gode anche dal tetto del Museo della Scienza.

Poiché alle 11:00 in punto è il momento dell’animazione del Carillon dell’Altes Rathaus, siamo tornati in Marienplatz e ci siamo seduti ad un caffè per stare comodi. L’animazione dura circa quindici minuti ed è piuttosto divertente: ve la consiglio, così come una visita al cortile interno del gotico vecchio municipio. Ne sarete incantati, soprattutto la sera.

Nella seconda parte della mattinata siamo andati al Museo Municipale, lo Stadtmuseum. Vale veramente i 6 euri del biglietto. Capirete la storia della città, la sua evoluzione e la straordinaria capacità dei monacensi di risorgere dalle proprie macerie: le foto del post-bombardamento sono impressionanti. Piccola chicca è stato il video del Trap, quando allenava il Bayern, con il suo maccheronico “strunz”. Abbiamo riso per mezz’ora insieme agli altri turisti italiani fra le occhiate sorprese dei non-italiani.

Poiché il museo si vede in un paio d’ore e il tempo era splendido siamo andati a Nynphenburg, la residenza reale ad ovest della città. Ci si impiega una ventina di minuti di tram per raggiungerla, ma non ve ne pentirete. Il parco è meraviglioso, l’architettura del palazzo affascinante e i padiglioni assolutamente imperdibili. Noi abbiamo visitato solo il ricco Badenburg (la piscina coperta e riscaldata, perché non si facevano mancare niente all’epoca), il modaiolo Amalienburg (il casino di caccia per i riposini e le merende) e il contemplativo Magdalenklause (la finta rovina). Se possibile, andateci con una bici e col pranzo al sacco, ma attenzione alle voracissime anatre!

Quasi stramazzanti al suolo per la scarpinata, siamo andati al Theresienwiese, l’enorme spazio dove si tiene la grande Oktoberfest, e dove a cavallo del 1° maggio si tiene la più piccola Festa della Birra di Primavera. Volevamo cenare fra una giostra e l’altra, ma è stato letteralmente impossibile trovare anche solo un angolino di tavolata già dalle 18:30. Il noto Hippodrome era pieno e il più giovanile (leggi: under 21) l'Augustiner addirittura inavvicinabile. Come ogni buon turista siamo andati allora a rendere omaggio all’enorme statua della Baviera e poi a cena in un’altra Augustiner lungo la strada. 

SABATO 1 MAGGIO
Essendo giorno festivo ce la siamo presa un po’ più comoda dormendo un poco di più, però alle 10:00 eravamo a Mariahilfplatz per l’annuale Auer Mai Dult, il mercatino delle pulci che si tiene per la festa di primavera. Si tratta di un piccolo mercatino nei cui stands si vendono soprattutto cose per la casa, nuove o usate, ingegnose o completamente inutili. È veramente molto frequentato, perciò andateci sul presto.

Non appena la folla ha reso impossibile continuare a spulciare le bancarelle siamo tornati in centro per la visita alla Residenz, che è durata la bellezza di 6 ore! Il palazzo è certamente bellissimo anche se è stato ricostruito in buona parte dopo i bombardamenti, ma l’audioguida la tira veramente per le lunghe, senza contare che la visita attraversa 90 sale (più un’altra ventina che erano chiuse per lavori). Molto bello e tipicamente barocco è il Teatro Cuvilliès: fateci un salto. Assai deludente, invece, è stata la stanza del tesoro, costituita principalmente da copie in vetro e oro placcato (ma tanto è compresa nel biglietto).

Il sole era praticamente tramontato quando siamo usciti dalla residenza cittadina e la fame si faceva sentire così ci siamo fermati alla Swirthaus am Sendlinger, una accattivante ceffetteria in stile provenzale che serve dolci bavaresi tipici straordinariamente buoni. Ci si può anche cenare, ma noi abbiamo preferito l’Andechser am Dom, una birreria dietro la Frauenkirche, frequentatissima poiché il proprietario conosce un sacco di vip tedeschi e non (guardate foto nel sottoscala): si mangia bene e si spende il giusto

DOMENICA 2 MAGGIO
È stata la giornata dedicata alle gallerie d’arte, poichè il biglietto d’ingresso, piuttosto costoto durante la settimana, è offerto a solo € 1,00 ognuna. In più sono tutte vicine e richiedono visite dalle due alle tre ore ciascuna. Se però non siete cultori di arte moderna la Pinakothek der Moderne è veramente difficile da comprendere. Le Alte e Neue Pinakothek, invece, valgono la pena nonostante l’affollamento domenicale.

Il quartiere universitario di Schwabing dove si trovano le tre pinacoteche è ricco di caffè alla moda, ma vi sconsiglio il Cafè Altschwabing: i camerieri sono gentili e l’ambiente gradevole, ma i prezzi troppo alti in rapporto alla qualità dei prodotti.

Poiché il tempo era mediamente buono abbiamo costeggiato una parte degli Englisher Garten e siamo incappati in una delle attività preferite dai giovani monacensi: il surf! Proprio così. In uno dei canali di decompressione dell’Isar si crea un particolare moto ondoso che permette si surfare. Più a sud, ci hanno detto, si può fare anche rafting.

L’ultima cena è stata anche la migliore. Non fatevi mancare un pasto alla Waiss Brauhaus, storica birreria dove si serve una birra chiara forte (tipicamente primaverile) molto buona, in un ambiente tipicamente bavarese e a prezzi veramente contenuti.

LUNEDÌ 3 MAGGIO
Giorno di rientro. Il nostro volo, sfortunatamente, partiva alle 10:00 perciò ci siamo svegliati prima dell’alba, per poi aspettare in fila alla fermata dell’autobus sotto una delicata pioggerellina primaverile, ma è stato un bene poiché circa una ventina di persone sono rimaste a terra e hanno dovuto provvedere diversamente. All’aeroporto abbiamo scoperto poi che due voli partivano in concomitanza e perciò un solo pullman non era stato sufficiente.

Vorrei solo aggiungere qualche piccola nota: il periodo del ponte del 1° maggio è il migliore per vedere Monaco, se non desiderate l’affollamento e i prezzi dell’Oktoberfest; i bagni a disposizione sono sempre perfettamente puliti e va lasciata una piccola mancia; nei musei e nei palazzi sono a disposizione (gratis!) numerosi stipetti per borsoni, giacche e altro, ma serve una cauzione di € 1,00/2,00; non perdete il pin che vi danno insieme al biglietto di ingresso o altrimenti ogni custode vi chiederà di mostrarglielo: io ho concluso la visita sventolando il ticket in qua e là; i siti web delle varie attrazioni sono molto esaustivi: consultateli per orari e costi; i negozi chiudono alle 18:00, al sabato pomeriggio e la domenica; non camminate nelle corsie riservate alle bici, né attraversate col rosso: ne va della vostra vita, sul serio.