Idee di viaggio

Cinque giorni a Corfù

Con Volerevolare ce ne andiamo a Corfù alla scoperta di spiagge, mare e ristoranti da provare.

MARE Shutterstock
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CINQUE GIORNI A CORFU'

Domenica 8 settembre:

Decollo da Roma Ciampino alle 6.20 con la mia amata Ryanair, compagna di numerosissimi viaggi estivi e non solo (in 3 con una valigia da stiva abbiamo speso circa 100 euro a testa prenotando non più di un mese prima) e alle 8.50, ora locale, eravamo già in aeroporto.

Dopo aver atteso pochi minuti per la valigia imbarcata, ci siamo recati al desk della Hertz per ritirare la nostra auto (135 euro per 5 giorni, cosa che si è rivelata decisamente una mano santa. Se non avete un tom tom o la possibilità di usare il navigatore sul cellulare consiglio di affittarlo direttamente in loco perché per alcune destinazioni è decisamente necessario) e poi direzione Benitses.

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Trovare il nostro appartamento è stato un'impresa (siamo anche finiti a casa di una signora inglese che vive in cima alla montagna e fortuna sua ha una bellissima piscina a terrazza che da direttamente sul mare... Signora fortunata!!!) ma alla fine dopo varie deviazioni e varie richieste di assistenza dagli abitanti del luogo siamo finalmente arrivati al nostro appartamento al Mary Apartaments, composto da 5 appartamenti, più o meno grandi, e da una piscina a nostro uso esclusivo. Fortunatamente l'appartamento ci è stato consegnato immediatamente e, dopo aver posato le valigie ed esserci cambiati, siamo andati direttamente in paese per trovare un posto dove mangiare, visto che eravamo affamati causa levatacca. Abbiamo lasciato l'auto sul lungo mare senza avere problemi di parcheggio e dopo un breve giro ci siamo fermati in una taverna che proponeva alcuni piatti tipici tra cui il classico Gyros al piatto.

 A quel punto è iniziata la nostra battaglia con le api: sfortunatamente Corfù è “infestata” dalle api e simili che ovviamente il più delle volte ti importunano mentre stai mangiando o dormendo; al confronto degli altri clienti sembravamo una manica di ragazzini impazziti. Il costo del pranzo è stato decisamente abbordabile (circa 13 euro a testa) ed abbondante; stanchi di lottare con le api ci siamo recati alla spiaggia davanti Connexion Bar dove per 3 lettini ed un ombrellone abbiamo speso 8 euro.

Per essere una spiaggia di “Serie B” è decisamente molto meglio di quelle a cui sono abituata in Italia: acqua pulita, fastidiosa ghiaietta per entrare (consiglio di portare le scarpette per la maggior parte delle spiagge dell’Isola) e simpatici pesciolini che, se disturbati mentre nuotano, ti pizzicano delicatamente sulle gambe. Verso le 18.00 siamo andati a fare un po’ di spesa per la colazione e dopo un bel aperitivo sul balcone del nostro appartamento siamo andati a cena da Paxinos, ristorante trovato su TripAdvisor, che fa cucina tipica: abbiamo preso del formaggio piccante e del formaggio fritto, entrambi ottimi, due grigliate di carne mista e un piatto tipico composto da un peperone e un pomodoro ripieni di riso e spezie.

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 Giretto veloce e poi finalmente letto.

Lunedì 9 settembre:

Decidiamo di non mettere la sveglia e quindi con molta calma organizziamo il tutto per andare all’Achilleion e fortunatamente, senza sbagliare strada neanche una volta, poco dopo riusciamo a parcheggiare vicino all’ingresso: ingresso ed audio guida 10 euro (consiglio di prenderla perché, sebbene in alcune sue parti possa sembrare una guida per ritardati, altre volte è veramente molto interessante).
 
Girando con molta calma ed ammirando lo splendido paesaggio e le meravigliose statue della terrazza la visita dura circa un’ora; da notare che all’ingresso c’è un “folle” con la macchinetta che senza avvisare ti fotografa, fotografia che abbiamo scoperto può essere acquistata alla fine del giro: potete immaginare che magnifica espressione esca fuori se non si è preparati al flash!!
Finito il giro verso l’una e mezza decidiamo di andare ad Agios Gordis a non più di 10 km da dove ci trovavamo (abbiamo dovuto rinunciare a Palaiokastritsa perché troppo distante), e, una volta arrivati, ci siamo seduti all’AloBar direttamente sulla spiaggia per un pranzo veloce a base di insalata e frittura di calamari; il bello di questo locale, oltre alla vista, è la possibilità di utilizzare lettini ed ombrelloni gratuitamente perché compresa nella consumazione: decisamente un’ottima cosa.

Acqua pulita e spiaggia sabbiosa dove si trovano i lettini ma rocciosa per entrare in acqua; ennesimo problema con le api, tanto da coniare il termine Apibus per indicare un enorme calabrone che aveva deciso che tra tutti il nostro ombrellone era il migliore, ma posto decisamente da visitare. Per quanto riguarda il paese di Agios Gordis direi che si estende principalmente sul viale principale che porta alla spiaggia e che di turistico non ha moltissimo.
Una volta a casa doccia veloce e ci spostiamo per cena a Kerkyra. Dopo non aver trovato il ristorante scelto su TripAdvisor, optiamo per una taverna non proprio sulla via principale ma sotto la vecchia fortezza, e la scelta è stata egregiamente ripagata: il nostro cameriere parlava anche italiano e ci ha consigliato sia l’antipasto, delle ottime polpette di zucchine fritte da spalmare con del formaggio cremoso, sia le portate principali, un Souvlaki di pollo, una Pastitsada (carne di vitello cotta con pomodoro e cannella accompagnata da riso bianco) e un Sofrito (carne di vitello con salsa di vino, pepe bianco ed aglio, accompagnata da riso), ma soprattutto un ottimo yogurt con miele e il baklava, dolce tipico, con gelato.

Soddisfatti dell’ottima cena, circa 20 euro a testa compreso mezzo litro di vino e acqua, abbiamo fatto un giretto nelle vicinanze per poi tornare a casa.




Martedì 10 settembre:

Sveglia presto per andare a nord e raggiungere Sidari (i chilometri non sono moltissimi, circa 30, ma le strade sono per la maggior parte mulattiere o comunque strade di “montagna”) e dopo lungo peregrinare finalmente arriviamo al Canal d’Amour: spiaggia splendida e panorama spettacolare. Qui lettini ed ombrelloni sono un po’ più cari, 11 euro per i soliti 3 lettini ed ombrellone, ma comunque nella media ma poco più in là notiamo altri stabilimenti che con una consumazione offrono lettini ed ombrelloni: questa volta non siamo stati attenti.



Decidiamo di rimanere qui soltanto per la mattinata e, dopo un bel bagno, riprendiamo la macchina in direzione Agios Stefanos (quello ad ovest) e qui, dopo aver lasciato la macchina in spiaggia (non c’è un parcheggio vero e proprio e quindi consiglio di lasciare la macchina dove la sabbia è dura se non volete incappare in piccoli incidenti, quali automobili completamente affondate), rimaniamo completamente incantate dal Mango Beach Bar; visto il livello dello stabilimento, nonché spiaggia privata del sovrastante albergo extra lusso, eravamo un po’ preoccupati dei prezzi ma ne siamo rimasti piacevolmente sorpresi: 10 euro per lettini in vimini con materasso, ombrellone di palma e una bottiglia d’acqua!! Anche il pranzo è stato decisamente economico: solite due insalate (gustose ma quantitativamente non esagerate), un gyros, acqua e mezzo litro di vino 10 euro a testa.

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Pomeriggio a tutto relax, con annesso riposino di ben due ore, due passi sul bagnasciuga (alla destra di questo stabilimento, nascosti dietro al costone della montagna c’è anche uno stabilimento per nudisti) e finalmente spiaggia di sabbia anche in acqua; prima di andare via ci concediamo una mega regalo: frappe al cioccolato!!

Il viaggio di ritorno è stato un po’ più complicato perché abbiamo deciso di fare di testa nostra senza affidarci al navigatore: da non fare a meno che non dobbiate dirigervi direttamente a Kerkyra. Alle 7.30 siamo in appartamento e prima delle 9.30 non riusciamo ad essere a Moraitika, paese poco lontano da Benitses, e sfortunatamente il ristorante scelto per cenare, Caldera, aveva la cucina già chiusa, così abbiamo ripiegato su un altro poco distante, The Islands Restaurant: ottima cena! Abbiamo preso finalmente i Dolmades (involtini di foglie di vite) e un cocktail di gamberi eccezionale, e come portate principali Stifado, una Mussaka spettacolare e uno Stamna; per dolce abbiamo diviso una porzione di yogurt con il miele per una solita spesa intorno ai 15 euro a testa.

Ripresa la macchina torniamo in appartamento con qualche difficoltà vista la strada scarsamente illuminata e tortuosa: per fare neanche 5 chilometri abbiamo impiegato quasi 15 minuti!

Mercoledì 11 settembre:


Senza sveglia ci alziamo comunque presto e decidiamo di andare a Palaiokastritsa: strada non troppo tortuosa e dopo neanche 40 minuti siamo sul posto. Parcheggiamo alla caletta prima del porto per non stare proprio a con le barche e percorsa una ripida scaletta arriviamo in una minuscola caletta; dopo qualche minuto per capire come affittare lettini ed ombrellone, riusciamo finalmente a sistemarci sebbene fossero rimasti liberi un solo lettino ed un solo ombrellone.

Sfortunatamente essendo una caletta non è molto ventilata, quindi passiamo la maggior parte della mattinata in acqua (ricordatevi assolutamente le scarpette perché sennò fare il bagno e camminare sulla spiaggia stessa può risultare veramente impossibile), che comunque è calda ed ovviamente pulita. Decidiamo di andare al Dolphin Bar e purtroppo è stata una pessima scelta: su tre piatti, di cui le due solite insalate, nessuno è stato di nostro gradimento, quindi vi consiglio, se siete in questa caletta, di non scoraggiarvi viste le scale per scendere e di tornare su.

Verso le 17.30 abbandoniamo lettino ed ombrellone per tornare a casa: vogliamo tentare nuovamente al Caldera e non vogliamo rischiare di trovare chiuso visto che è la nostra ultima serata sull’isola, e fortunatamente è aperto. Stabilimento sulla spiaggia che di sera diventa anche un ristorante, sebbene il menù non sia molto vario, o un locale dove prendere un gustoso aperitivo in riva al mare; per la cena vera e propria ci spostiamo alla Taverna Dionysis dove una simpatica padrona di casa (nel vero senso della parola visto che il ristorante è sotto il pergolato nel giardino della sua casa) ci ha servito calamari fritti, gamberoni alla piastra (decisamente molto freschi) e un’ottima bistecca di manzo.

Purtroppo il Baklava fatto in casa era terminato ed abbiamo dovuto “piegare” su una cheesecake ai mirtilli e una torta al cioccolato, entrambe buonissime; faccio un piccolo appunto per chi è allergico ai gatti: ce ne sono molti ma non creano nessun disturbo ai clienti, anzi.

Giovedì 12 settembre:

Ultimo giorno sull’isola e decidiamo di tornare ad Agios Stefanos (avrei preferito sperimentare un’altra spiaggia ma non si può avere tutto!!) per un’ultima mattinata di relax; la cameriera si ricorda di noi e si ferma anche a chiacchierare. Sebbene non ci sia molto sole e sia più fresco del solito, cosa che non ci permette di fare l’ultimo bagno, riusciamo comunque a rimanere in spiaggia fino alle 16.00, orario in cui salutiamo definitivamente mare e spiagge per tornare a Kerkyra e comprare qualche piccolo souvenir.

Mentre facciamo la doccia ed ultimiamo le valigie comincia a piovere insistentemente e caricare la macchina non è stato ovviamente piacevole; alle 20.00 siamo in aeroporto e, dopo aver lasciato l’automobile e un ultimo controllo ai pesi delle valigie, scopriamo con nostro disappunto che c’è stato un blackout in aeroporto e quindi c’è una fila interminabile per lasciare la valigia, per arrivare al banco e scoprire di dover fare un’altra fila per lasciarla al banco di fronte, visto che il rullo trasportatore non funziona. Passata la sicurezza, ci “accontentiamo” un frugale pasto a base di crackers e biscotti visto che il bar era privo di panini e simili; dopo l’eterna lotta con “le affabili e gentili” hostess della Ryanair riusciamo finalmente a salire in aereo.

Vacanza decisamente all’insegna del relax, del mare e del sole; consiglio Corfù agli amanti del mare e alle persone che non badano alla “povertà” che si respira in giro per il paese, dove si possono ammirare vere e proprie regge vicino a baracche e catapecchie, e che soprattutto amino girare.



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