Idee di viaggio

Cosa vedere nel Peloponneso

Culla della civiltà greca, teatro di antichi miti e cuore autentico della Grecia

Peloponneso GRECIA Shutterstock
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Molti considerano il Peloponneso la vera Grecia, il cuore più autentico del Paese, esclusa dalle rotte più turistiche. Sicuramente è la culla della civiltà greca e la prima zona del Paese ad essere stata liberata dai Turchi nel 1821.

 Il Peloponneso è anche la terra dove nacquero molti degli antichi miti greci. Se osservato dall'alto, il Peloponneso è simile ad una mano con cinque dita, bagnate dal mar Ionio a ovest e dal mar Egeo a est. È una terra di aspre montagne, verdeggianti vallate di agrumeti e vigneti, profonde gole e frastagliate coste. È una vasta regione della Grecia meridionale che in tempi recenti viene considerata isola, da quando nel 1893 venne realizzato il Canale di Corinto. Fino ad allora era una penisola. 

Il Peloponneso, dunque, è un tuffo nella storia di millenni. Oggi vanta i siti archeologici più importanti d’Europa che raccontano dell’epoca d’oro della Grecia: Olimpia, città natale dei Giochi olimpici, Micene, culla della civiltà micenea, Argo, regno di Agamennone, Sparta, storica rivale di Atene. Templi classici, città bizantine, borghi medievali e fortezze veneziane poi raccontano il resto della storia. 

Il Peloponneso, dunque, è il volto diverso della Grecia che nell’immaginario collettivo è solo una cartolina bianca e blu. Seguiteci alla scoperta delle meraviglie del Peloponneso, la Grecia che non immaginate.

Cosa vedere nel Peloponneso

  • Argolide 
  • Náfplio
  • Messenia
  • Laconia 
  • Máni
  • Acaia 
  • Elide
  • Argolide 
  • Arcadia
  • Corinzia 
  • Spiagge più belle

 Argolide

La Penisola dell'Argolide è una delle cinque unità periferiche del Peloponneso, di cui occupa la parte nord-orientale. Bagnata dal mar Egeo e affacciata sul golfo di Nauplia, l’Argolide è il paradiso per gli appassionati di archeologia e storia. Si pensa che Argo, da cui la penisola prende il nome, sia la più antica località greca abitata in modo continuativo. L'Argolide era il fulcro del potere dell'Impero miceneo, fiorito tra il 1500 al 1200 a.C. Vale la pena visitare le cittadine di Micene, Tirinto e Naúplia oltre al famoso Teatro di Epidauro. 

Micene vi farà fare un viaggio indietro nel tempo di quasi 3500 anni. Situata nella pianura di Argo, a 12 km dal mare, Micene è Patrimonio Unesco dell’Umanità. L’antica Micene conserva importanti rovine che risalgono al XIV e XIII secolo a.C., da non perdere la Tomba di Agamennone. 

Náfplio

Situata a 12 km a sud-est di Argo, Náfplio è una romantica cittadina dell’Argolide. Affacciata sul golfo Argolico, Náfplio incanta il visitatore con viuzze tortuose, eleganti palazzi in stile veneziano, facciate neoclassiche e interessanti musei. Náfplio è stata la prima capitale della Grecia moderna ed è considerata uno dei principali porti della regione fin dall’Età del Bronzo. La sua posizione strategica è attestata dalle numerose fortificazioni: la massiccia Fortezza di Palamede, la più piccola Akronafplía e la minuscola Boúrtzi, arroccata su un'isoletta a ovest della città vecchia. Oggi Náfplio è una località marina piena di caffè, boutique e hotel, e la base ideale da cui partire per esplorare la regione dell’Argolide. 

Messenia

La Messenia è un’altra unità periferica del Peloponneso e corrisponde grosso modo alla regione storica. I confini della Messenia furono delineati nel 371 a.C., quando i Tebani sconfissero Sparta nella battaglia di Leuttra. Questa pose fine a quasi 350 anni di dominio spartano sul Peloponneso, durante il quale alcuni Messeni espatriarono in Sicilia, dove fondarono la città di Messina. Il capoluogo dell’attuale Messenia è Calamata, seconda città del Peloponneso per dimensioni. Costruita sulle rovine dell'antica Fere, la città deve il suo nome a una miracolosa icona della Vergine Maria nota come kalá máta ("dagli occhi belli"), rinvenuta nelle scuderie di un governatore ottomano e conservata oggi nella monumentale cattedrale cittadina, la Chiesa di Ypapantis. Dominato dal kastro, il piccolo centro storico di Calamata fu quasi completamente distrutto dai turchi e poi ricostruito da ingegneri francesi negli anni '30 dell'Ottocento.

Da non perdere poi l’antica Messene, uno dei siti archeologici più entusiasmanti e meglio conservati della Grecia. La città fiorì nel IV secolo a.C. dopo la sconfitta degli Spartani da parte del generale tebano Epaminonda. Successivamente non fu mai più distrutta o riabitata. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un teatro, di un’agorà e di una palestra, oltre a un assortimento di santuari, templi, statue, fontane e abitazioni. Progettata sulla base di un sistema a griglia simmetrica (noto come la piantina di Ippodamia), invece del tradizionale labirinto, Messene anticipa la moderna pianificazione urbana. 

Meritano una visita anche le cittadine veneziane di Pýlos e Methóni. Pýlos è situata sulla costa, a sud-ovest di Kalamáta, e domina un'immensa baia. Ricordata per la battaglia di Navarino che ebbe un impatto decisivo sulla guerra d'indipendenza greca, Pýlos vanta un grande porto naturale e due castelli, mentre le colline circostanti fanno da cornice. Methóni, 12 km a sud di Pýlos, è una delle sette città che Agamennone offrì ad Achille. Oggi è una graziosa cittadina di mare dominata da una fortezza veneziana del XV secolo.

Laconia 

La Laconia è una regione storica dell’antica Grecia che corrisponde pressoché all’attuale omonima unità periferica. È una regione caratterizzata da due importanti catene montuose, quella del Táigeto a ovest e quella del Párnon a est, che digradando verso la costa danno origine al dito centrale e a quello orientale del Peloponneso. 

Il capoluogo della Laconia era Sparta, che si ritiene fondata nel 1100 a.C. Situata nel Peloponneso meridionale, Sparta sorge sulle rive del fiume Eurota in una conca tra i rilievi del Parnone a est e del Taigeto a ovest. Storica rivale di Atene, Sparta era conosciuta nell’antica Grecia per la rigida disciplina e il rigore militare. Oggi Sparta non offre particolari attrattive, ha un solo museo che ripercorre la sua storia. Molti importanti, però, sono gli scavi archeologici intorno alla città che hanno portato alla luce le mura della città ellenistica, il santuario di Artemide ed un tempietto risalente al IX secolo d.C., il tempio di Athena sull’Acropoli e i resti di un teatro romano del II secolo a.C.

Sette chilometri a ovest di Sparta si trova poi Mystrás, ultima roccaforte dell’Impero bizantino. I resti delle chiese, delle biblioteche, delle fortezze e dei palazzi della città fortificata di Mystrás oggi formano un affascinante complesso di rovine, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. 

Merita una visita anche Monemvasiá. È un idilliaco borgo del Peloponneso, costruito ai piedi di un promontorio roccioso e collegato alla costa da un sottile lembo di terra. Guardandola dall’alto si capisce che un tempo era un’isola e oggi uno sperone di roccia peninsulare che si raggiunge percorrendo un ponte. Su quella che era l’isola sorge ancora una maestosa e spettacolare fortezza medievale a picco sul mare. Oggi Monemvasiá incorpora sia la rocca e il borgo medievale, sia il moderno centro abitato di Géfyra, situato sulla terraferma. Monemvasiá inoltre è il paese natale del poeta Yiannis Ritsos (1909-1990), comunista convinto. 

Gythion poi è una pittoresca città portuale con tanti ristoranti di pesce e grandi ouzeries, ma anche case neoclassiche e vecchi palazzi. È una città in cui si respira ancora l’atmosfera della Grecia autentica che non ha ancora conosciuto il turismo di massa. Si trova nel sud del Peloponneso, a poca distanza dal Mani. 

Máni

Il Máni è la regione che occupa la penisola centrale del Peloponneso meridionale, popolarmente chiamata il “dito medio” del Peloponneso. È una terra aspra e selvaggia che forma la continuazione della catena montuosa del Táigeto, la spina centrale del Peloponneso. Gli abitanti del Máni si ritengono i diretti discendenti degli antichi Spartani ed erano temuti anche dagli invasori stranieri. Vale la pena visitare questa regione caratterizzata dai maestosi monti Táigeto, le piccole insenature e i suggestivi porti lungo la costa. Girando per il Máni fate caso ai numerosi edifici turriti, in cui si rifugiavano le famiglie durante le guerre tra clan che imperversarono a partire dal XVII secolo. La regione inoltre viene di solito suddivisa in Máni Messenico (o Máni esterno), che inizia a sud-est di Kalamáta e si estende verso sud tra la costa e il Táigeto, e Máni Laconiano (o Máni interno), che occupa il resto della penisola a sud di Ítilo. 

Il capoluogo del Máni è Areópoli, intitolata ad Ares, dio della guerra. La cittadina conserva numerose testimonianze del suo turbolento passato. Per esempio osservate nella piazza principale, Plateia Athanaton, la statua di Petrobey Mavromihalis, il patriota locale che nel 1821 proclamò l'insurrezione contro i Turchi. 

A 3 km a nord di Areópoli sorge il pittoresco paesino di Liméni, sulla sponda meridionale della meravigliosa Baia di Liméni.

Kardamýli, che secondo la mitologia fu una delle sette città offerte ad Achille dal re Agamennone, è un paesino incastonato tra il Golfo Messenico e i maestosi Monti Táigeto. Vanta una delle posizioni più incantevoli di tutto il Peloponneso. Kardamýli si è fatto conoscere recentemente per essere stato location del film Before Midnight (2013) con Ethan Hawke e Julie Delpy. 

Se avete tempo passate da Stoúpa, un ex villaggio di pescatori, 10 km a sud di Kardamýli. Oppure da Geroliménas, un altro paesino di pescatori affacciato su una piccola baia nell'estrema punta sud-occidentale del Peloponneso. 

Acaia 

L'Acaia è la regione più settentrionale del Peloponneso che corrisponde approssimativamente alla regione storica. Dalle cittadine costiere alle alte montagne innevate, passando per la pianura situata nell'area dove sorgeva la città di Dime, la regione vanta una grande diversità paesaggistica. Il nome Acaia deriva dagli Achei, il popolo nomade di origine indoeuropea che, insediatosi nella Grecia continentale, diede origine alla civiltà micenea. Quando poi arrivarono i Dori, gli Achei furono costretti a ritirarsi nella parte nord-occidentale del Peloponneso mettendo in fuga gli abitanti originari, gli Ioni. Gli Achei fondarono 12 città-stato, tra cui le città portuali di Patrasso e di Égio. 

Patrasso è la terza città della Grecia e il secondo porto più importante dopo il Pireo ad Atene. Per molti viaggiatori è solo un punto di passaggio, ma chi si ferma almeno un giorno scoprirà una città che vanta più di 3000 anni di storia e un’atmosfera giovane. Esplorate, dunque, la città alta (Ano Poli) e non perdete il kastro, la fortezza costruita originariamente dai Romani e più volte ricostruita nel corso del tempo da Turchi, Bizantini e Veneziani. 

Nella regione dell’Acaia vale anche la pena visitare Kalávryta, una graziosa meta di villeggiatura che sorge a 756 metri, particolarmente frequentata dagli ateniesi. Notate le lancette dell’orologio della vecchia cattedrale, ferme alle 2.34, l'ora in cui, il 13 dicembre 1943, i nazisti bruciarono la città e massacrarono quasi tutta la popolazione maschile. 

Se avete tempo esplorate i dintorni di Kalávryta, dove si trovano la Grotta dei Laghi e il Moní Agías Lávras, il monastero dove il vescovo di Patrasso, Germano, il 25 marzo 1821 issò la bandiera greca dando inizio alla guerra d’indipendenza. 

Elide 

L’antica regione dell’Elide deve il suo nome al mitico re Elios. La sua capitale era la città di Elis, oggi ridotta a una serie di rovine sulla strada che va da Gastoúni al Lago del Piniós. Il moderno capoluogo è l'anonima cittadina di Pýrgos. Ma la città dell’Elide oggi più visitata è Olimpia, situata nella prefettura occidentale dell’Elide, una zona prevalentemente agricola. L'antica Olimpia, patria dei Giochi olimpici, oggi è un sito archeologico di incredibile valore. Olimpia antica dista solo 500 metri dalla cittadina moderna. 

Le Olimpiadi qui si tennero regolarmente ogni quattro anni fino alla loro abolizione, nel 394 d.C., per volere dell’imperatore Teodosio I, che pose fine a una tradizione di almeno un millennio. Oggi l’antica Olimpia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è un complesso di templi, alloggi sacri e palazzi pubblici ancora ben conservati, immersi in un paesaggio verdeggiante. La cittadina moderna, invece, ha tutto ciò che occorre per accogliere migliaia di turisti che arrivano per vedere la città antica.

Arcadia 

L’Arcadia, ancora oggi, rievoca una terra idilliaca dove l’uomo visse in perfetta armonia con la natura. Così ce l’ha tramandata la poesia bucolica, di cui Virgilio fu un esemplare interprete. L’Arcadia poi ispirò poeti rinascimentali come Jacopo Sannazaro, autore dell’Arcadia, e Torquato Tasso per la composizione dell’Aminta, ma anche poeti romantici come John Keats. Il nome Arcadia ancora evoca idilliache visioni di verdi prati, foreste ombrose, torrenti gorgoglianti e accoglienti grotte. 

Secondo la mitologia, la regione era il rifugio preferito del dio Pan. Oggi l’Arcadia è la regione che occupa il Peloponneso centrale e ha come capitale Tripoli. È un’area quasi interamente circondata da catene montuose, che nell’antichità la protessero da guerre e conflitti. Costellata da villaggi medievali, monasteri isolati e antichi castelli, l’Arcadia ha una costa frastagliata che si affaccia sul Golfo Argolico. Le città principali della regione di Arcadia sono Tegea e Mantinea. 

A 13 km da Tripoli si trova la seconda città simbolo dell’Arcadia, Mantinea. Interessante la visita del piccolo villaggio di Kosmas che ha una bellissima platea intorno alla grande chiesa. La strada che da Kosmas porta a Leonídio è una delle più spettacolari della Grecia e passa dal monastero di Panagia Elona, costruito nel XIV secolo in un’enorme grotta sulla parete rocciosa della gola del fiume Dafnon. La città di Leonídio si trova alla fine di questa lunga gola, dove incontra il mare, e vanta una delle spiagge più belle del Peloponneso, la Plaka. 

Corinzia 

La Corinzia è un’altra delle cinque unità periferiche del Peloponneso, situata nella porzione nord-orientale dell’isola. La Corinzia custodisce meno testimonianze del passato rispetto alle altre regioni, pur vantando una storia turbolenta dovuta alla sua posizione strategica vicino all’istmo di Corinto. Qui molti popoli tentarono di insediarsi per conquistare il predominio del Peloponneso. La regione era dominata, all’epoca della sua prima età dell’oro, dalla ricca e potente Corinto, che costruì la sua fortuna sui commerci che avvenivano su entrambi i lati dell’istmo. Ancora oggi se ne possono ammirare le rovine del Tempio di Apollo, che risale al 540 a.C., dell’agorà, del Tempio di Ottaviano realizzato sotto l’Impero romano, e della fontana Pirena voluta nel VI secolo a.C. come sorgente sacra che doveva fornire acqua al territorio. Acrocorinto è invece il sito in cui sorge l’antica acropoli, da cui si ammira un panorama spettacolare sulle valli e le colline circostanti. Qui è possibile vedere santuari e templi, tra cui il Tempio di Afrodite. A 7 km dall’antica Corinto, oggi sorge l’attuale Corinto, capoluogo della regione, una città per lo più moderna perché fu in gran parte distrutta da diversi terremoti. 

Le spiagge del Peloponneso 

Il Peloponneso non è solo storia, archeologia e cultura ma anche mare e relax. Se la parte interna dell’isola è per lo più montuosa, le coste sono un susseguirsi di calette e spiagge, molte delle quali ancora incontaminate. Tra le più belle spiagge del Peloponneso c’è la spiaggia di Voidokilia, nell’estremo sud-ovest, considerata una delle più belle al mondo dal Times. È una stretta striscia di sabbia fine a forma di mezzaluna in una baia riparata dal mare aperto, lambita da acque cristalline. Non ci sono chioschi né taverne, il centro urbano più vicino è Pylos. 

Un’altra delle più belle è la spiaggia di Simos, sull’incantevole isola di Elafonisos, in italiano Cervi, che si trova a meno di 500 metri dalla terraferma e si raggiunge in pochi minuti di traghetto. Simos è considerata una delle spiagge più belle di tutta la Grecia. È composta in realtà da due spiagge divise da una stretta lingua di sabbia, Simos Grande e Simos Piccola. Troverete dune di sabbia morbida e acque turchesi. 

Altre belle spiagge si trovano lungo la costa Navarino, esclusiva meta eco-chic del Peloponneso, nella regione della Messenia. Zaga è una spiaggia di sabbia dorata, raggiungibile a piedi dalla città di Corone, e abitata dalle tartarughe che vengono qui a deporre le loro uova. Arvanitia è una piccola spiaggia di roccia e sassolini a 5 minuti dal centro di Nauplia, lambita da acque verde smeraldo ma subito profonde. Qui è possibile noleggiare sdraio e ombrelloni. Nei pressi di Nauplia si trova un’altra graziosa spiaggia attrezzata, Karathona, molto frequentata dai locali. Per i suoi fondali bassi, questa spiaggia sabbiosa è adatta anche a famiglie con bambini. Lungo il tragitto pedonale tra Karathona e Arvanitia, inoltre, si trovano altre spiaggette, meno frequentate. Nei pressi di Monemvasia, infine, si trova la spiaggia attrezzata di Pori. 

Cosa mangiare nel Peloponneso 

Oltre ai piatti tipici della cucina greca, tra cui gli immancabili pita gyro, souvlaki, insalata greca con feta, moussaka e tzaztziki, assaggiate le specialità del Peloponneso nelle taverne tradizionali. Tra queste: gamberi con feta, la fasolada (zuppa tradizionale con fagioli, pomodori, carote e sedano) e il travichti (un impasto fritto e farcito con formaggio, o cosparso di miele). 

Quando andare nel Peloponneso 

Il periodo migliore per una vacanza di mare lungo le coste del Peloponneso è evidentemente l’estate, se invece state programmando un viaggio all’insegna della cultura e dell’archeologia nelle regioni interne la stagione ideale è la primavera. 

Come raggiungere e spostarsi nel Peloponneso

Il Peloponneso si può raggiungere in diversi modi. Si può volare su Atene e noleggiare un’auto per raggiungere velocemente il Peloponneso ed esplorarlo in autonomia. Se invece preferite partire dall’Italia con la vostra auto, potreste prendere un traghetto per Patrasso. Le principali città del Peloponneso sono collegate da autobus, ma il miglior modo di esplorare la penisola in totale libertà è sicuramente la macchina.

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

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