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Isole greche Covid-free: quali scegliere per le vacanze

10 isole greche dove andare in vacanza in sicurezza

Isole greche Covid-free ISOLE Shutterstock
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Ritornare in Grecia in sicurezza. Questa estate sarà possibile grazie a Eleftheria, che in greco significa libertà. È il programma vaccinale del governo greco che mira a rendere Covid-free una settantina delle sue splendide isole. Sono lembi di terra che hanno non più di 1000 abitanti, in media di età avanzata, e non dispongono di ospedali. 

Perciò Atene ha preferito vaccinare prima queste isole rispetto alle mete più turistiche, trasformandole di fatto in oasi immuni dal virus. Probabilmente altre destinazioni greche seguiranno lo stesso modello. Per ora potete prenotare in queste prime isole Covid-free. La Grecia è pronta ad inaugurare la stagione estiva 2021. Ecco 10 isole Covid-free della Grecia scelte da noi.

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Isole Greche Covid Free

  • Kastellorizo 
  • Lipsi
  • Elafonisos 
  • Iraklia
  • Koufonísia 
  • Schinoussa 
  • Donousa
  • Ikaría 
  • Folegandros 
  • Gavdos

Kastellorizo

Kastellorizo è conosciuta come ambientazione del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores e ora si è guadagnata l’appellativo di prima isola greca Covid-free. I suoi 300 abitanti, infatti, sono già tutti vaccinati da fine marzo. Questa isoletta di soli 9 chilometri quadrati che fa parte dell’arcipelago del Dodecaneso, infatti, è la più remota della Grecia e sorge a 2 km dalle coste turche. 

Abitata fin dalla preistoria, il suo solo insediamento è Megisti, sulla costa nord-orientale, dove la linea di case e palazzi eleganti in stile neoclassico si sviluppano a forma di ferro di cavallo dal porto e fino ai piedi della montagna. L’isola di Megisti, o Kastellorizo, dal Castello Rosso eretto dai Cavalieri di San Giovanni nel 1300 e visibile ancora oggi, è l’ideale per viaggiatori in cerca di pace. Da non perdere un giro in barca per scoprire le grotte di Parasta, dove l’acqua è di un blu intenso, e gli isolotti di Ro e Strongli, dove scoprire spiagge paradisiache. 

Lipsi 

Dall’inizio della pandemia Lipsi conta un solo contagiato su 800 abitanti e oggi la totalità della popolazione adulta è stata vaccinata. Anche Lipsi si trova al largo delle coste turche, ma da anni attrae molti italiani. Inoltre, coloro che qui hanno scelto di costruire o acquistare una seconda casa sull’isola sono stati inclusi nel programma vaccinale a tappeto. Lipsi è l’isola del dolce far niente, si trascorre la giornata tra spiagge selvagge e solitarie, squisite taverne e rilassanti camminate. L’isola infatti è così piccola che può essere percorsa tutta a piedi. Scoprite quindi ogni giorno una delle sue tante spiagge sabbiose e rocciose, assaggiate le specialità dell’isola e l’ouzo locale al calar della sera prima di ricominciare una nuova giornata di mare e sole. I giorni inizieranno a scivolare lentamente, capirete perché Ulisse è rimasto sette lunghi anni qui nell’isola della ninfa Calipso, che secondo molti corrisponde alla remota Ogigia citata nell’Odissea.

Elafonisos 

Elafonisos è l’isola dei cervi, così almeno dice il suo nome. È una micro isola di soli 19 kmq, posta a 570 metri dalla costa del Peloponneso. Nell'antichità, infatti, l'isola era unita alla terraferma da una lingua di terra che formava una penisola. Fu il sisma del 375 che fece diventare Elafonisos un’isola. Spiagge di sabbia chiara, acque cristalline e casette bianche, Elafonisos ha la bellezza delle Cicladi senza il turismo di massa. L’unico centro abitato dell’isola conta 750 abitanti e ha una piccola chiesa ortodossa, Agios Spyridon, collegata alla terraferma da un ponte. Ma il motivo per cui si viene a Elafonisos sono le sue spiagge da sogno. Una delle più belle è sicuramente la spiaggia di Simos, la regina indiscussa dell’isola. Poi meritano anche la selvaggia Panagia Beach, Kalogeras Beach, e Lefki, una caletta di sabbia bianca e fine come borotalco, lambita da acque turchesi. Tra Elafonisos e la terraferma inoltre si trova la città sommersa di Pavlopetri, una delle più antiche atlantidi del Mediterraneo, risalente al 3000 a.C. Il paradiso per gli amanti delle immersioni. 

Iraklia

Iraklia è una gemma delle Piccole Cicladi per chi ama isolarsi su spiagge solitarie, concedersi una buona cena di pesce la sera e rallentare il ritmo. È un’isola esclusa dalle rotte più turistiche, la meno popolata delle Piccole Cicladi, dove i suoi 115 abitanti, ormai tutti vaccinati, vivono di pesca e agricoltura. Nel paese nei pressi del piccolo porto si concentrano ristoranti e taverne. Poche le spiagge praticabili, ma di una bellezza incredibile. A Iraklia si respira un’atmosfera che invita alla meditazione, tranne quando arriva lo Skopelitis. È il traghetto che prende il nome da Mitsos Skopelitis, capitano e violinista, che nel 1958 ha cominciato, in modo eroico, con un piccolo caicco a un solo motore, ad offrire un primo regolare servizio tra Amorgos e Naxos, passando per tutte le isole della Piccole Cicladi. 

Koufonísia 

Anche Koufonísia fa parte del programma di vaccinazione Eleftheria. Appartiene all’arcipelago delle piccole Cicladi ma è meno selvaggia di Iraklia. È composta da due meravigliose isole, Áno Koufonísia e Káto Koufonísia, una di fronte all’altra, divise dalle acque cristalline del mar Egeo. La prima è abitata da circa 300 persone, la seconda solo da un pastore e dal suo gregge di pecore. Ritenute, fino agli anni ‘90 uno degli ultimi paradisi turistici, le due isolette sono state scoperte e frequentate da turisti prevalentemente svedesi, poi la modernizzazione non ha tardato ad arrivare. Áno Koufonísia è chiaramente la più visitata e la sua vita notturna è sempre più attraente. Il suo unico centro abitato si chiama Chora, un tipico paesino cicladico bianco e azzurro, affacciata su una piccola baia riparata dal meltemi. A est di Chora si trovano le spiagge più frequentate, tra cui Fínikas, Harakópou e Fáno. Káto Koufonísia, invece, è raggiungibile in barca e vanta splendide spiagge come Detos e Lachi. Per pranzo troverete solo una taverna di pesce. 

Schinoussa 

Schinoussa è un’altra isola Covid-free delle Piccole Cicladi che si trova a soli 2 km dalla dirimpettaia Iraklia e a poco più di mezz’ora di traghetto da Koufonissi. Ha circa 200 abitanti e tanto silenzio. È una piccola isola di soli 9 km quadrati dove un tempo si viveva di agricoltura e allevamento prima che arrivasse il turismo. Schinoussa rimane comunque un’isola poco visitata e poco conosciuta, dove immergersi nella Grecia autentica. L’attrazione è la chiesa di Panagia Akathi, la protettrice dell’isola. Si trascorre la giornata sulle splendide spiagge di Lioliou, Tsigouri e Fikio e la sera nelle taverne greche. La vita si svolge nel villaggio di Chora, che mantiene la sua calma anche in alta stagione. Abitata fin dall’epoca bizantina, Schinoussa divenne un covo di pirati, fu poi liberata dai Turchi e conquistata dagli abitanti di Amorgos prima di diventare nido di turisti in cerca di pace. 

Donousa

Ancora nell’arcipelago delle Piccole Cicladi, a est di Naxos, sorge Donoussa. Un’isola sonnolenta, fuori dalla rotte turistiche, dove vive ancora il mito di Arianna e Teseo. Tra i suoi scogli Dioniso nascose Arianna quando Teseo l’abbandonò a Naxos. Il principale porto e paese dell’isola si chiama Stavros, un gruppo di case raccolte intorno a una bella chiesa affacciata su una piccola baia. A poco più di un chilometro da Stavros si trova Kéndros, una spiaggia sabbiosa e appartata con una taverna sul mare. Poco più a est si trova Livádi, ancora meno affollata. Entrambe sono molto frequentate da naturisti. Esplorate sentieri e stradine dell’isola, dove troverete villaggi rimasti intatti nel tempo come Mersíni, e avventuratevi via mare tra le grotte, come quella di Spilia Tichou (Grotta del muro), con le sue belle formazioni di stalattiti, e di Fokospiliá. A Donousa vive solo un centinaio di abitanti ma molto socievoli e tutti vaccinati. Il 27 luglio celebrano la Festa dell’Albergatore per accogliere i pochi visitatori con canti e balli tipici.

Ikaría 

L’isola è così chiamata in onore di Icaro, figlio di Dedalo, il mitico architetto del labirinto di Creta fatto costruire dal re Minosse. Secondo la mitologia, inoltre, Ikaría fu il luogo di nascita di Dioniso, dio del vino. Ad ogni modo oggi gli isolani vantano il loro famoso vino rosso da accompagnare ai piatti tradizionali. L’isola fu anche un temuto covo di pirati e, in tempi più recenti, il luogo di raccolta dei simpatizzanti comunisti mandati in esilio durante la guerra civile del 1944-49. Ikaría è una delle isole più affascinanti dell’Egeo nord-orientale. Il paesaggio sorprende con gole profonde ricoperte di boschi, distese rocciose e spiagge solitarie lambite da acque cristalline, mentre all’orizzonte si scorgono le isole Foúrni. Il capoluogo di Ikaría è Ágios Kírykos, un porto circondato da un labirinto di antiche vie da esplorare, tra ristoranti e alberghi. A nord di Ágios Kírykos si trovano le sorgenti termali di Lefkáda. Sulla punta orientale dell’isola, invece, c’è la spiaggia di Fáro, una bella distesa sabbiosa di 2 km, e la fortezza di Drákanos risalente al III secolo. Da una piccola cappella nei pressi parte un sentiero che conduce alla spiaggia di Ágios Geórgios, mentre sulla costa nord-occidentale si trovano le spiagge più conosciute. Ikaría, infine, è anche definita l’isola dell'eterna giovinezza poiché i suoi abitanti vantano un’eccezionale longevità. Vale la pena venire a scoprire il segreto, tanto più questa estate che è Covid-free.

Folegandros

Folegandros non è glamour come Mykonos o Santorini, è un’isola aspra battuta dal meltemi, eppure conquista i visitatori. Incanta, in effetti, la sua Chora costruita a ridosso di una falesia, sospesa tra cielo e mare. È una delle cittadine più belle delle Cicladi, dove strette viuzze bianche si stringono intorno a una fortezza, testimonianza del dominio veneziano sull’isola. La bellissima chiesetta della Panagía offre un momento di spiritualità prima di dedicarsi ai piaceri della tavola nelle taverne delle piazzette. Ma vale la pena visitare anche l’affascinante villaggio di Ano Meria nell’entroterra, situato su un’ampia area coltivata, delimitata da tipici muretti in pietra. Le scogliere a picco sul mare azzurrissimo nascondono poi spiagge selvagge, molte delle quali non attrezzate e raggiungibili solo a piedi. La più suggestiva è Katergó, una spiaggia di sabbia nera nell’estremità meridionale dell’isola. Le spiagge più facilmente accessibili, invece, sono quelle nella zona di Karavostasi, a poca distanza si trova poi la bellissima e poco frequentata Vardia. Girando per l’isola incontrerete numerosi asini, che sono ancora un valido mezzo di trasporto. 

Gavdos

È un’isola nel mar Libico, 65 km a sud di Creta, il punto più meridionale d’Europa. Lunga 10 chilometri e larga al massimo 5, Gavdos è uno spicchio di terra dalla forma quasi triangolare. È la meta ideale per una fuga di un giorno o un soggiorno più lungo per chi ama la quiete. Fino agli anni ’60 a Gávdos mancavano acquedotti, elettricità e linee telefoniche. Oggi è una tranquilla isola che vanta spiagge incontaminate, immerse nella vegetazione, come Karave, Korfos, Lakkoudi, Tripiti, Fetife, Bo, Sarakiniko, Agiannis, Lavrakas, Pirgos e Potamos. Case di pietra e villette isolate danno vita a piccoli villaggi tradizionali come Kastri, il paese principale di Gavdos, oppure Xenaki, Vatsiana e Ambelos. Girando l’isola vedrete tracce romane e bizantine, 17 chiesette rurali e il castello veneziano di Kefali. Gavdos è l’isola per chi non ha paura dei luoghi remoti, i lunghi silenzi e l’immensità della natura.

Foto: © Georgios Tsichlis / Shutterstock

Autore: Francesca Ferri

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