Idee di viaggio

Il mio viaggio in Irlanda: Dublino e il nord-ovest

Dalla Dublino del Trinity College e del Temple Bar fino ai verdi paesaggi di Connemara e delle scogliere mozzafiato di Moher seguiamo il viaggio settembrino di Fedea in Irlanda

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Autore: Fedea
Periodo: settembre 2008


Parte prima: Dublino

8 settembre, volo Forlì - Dublino e 3 ore che sembrano non passare mai.

In aeroporto trovo Michel, il mio moroso, che è arrivato da Parigi qualche ora prima di me e che si è già fatto un giro nel centro commerciale. Ci accolgono un bel freschino e una bella pioggerellina.
Arriviamo in ostello, abbiamo scelto il Four Courts anche consultando la zingaguida di Dublino, la posizione davanti al tribunale è davvero ottima, l'ostello è spartanissimo anche se alla fin fine ci danno una stanza a 3 letti al prezzo di una doppia. Personale strasimpatico, un sacco di ragazzi da ogni parte d'Europa, connessione wifi gratuita, colazione (spartana pure quella) compresa nel prezzo. Nel complesso è stata una buona scelta.

Usciamo pressochè subito, e ci andiamo per prima cosa a vedere le due cattedrali, la Christs Church e Saint Patrick. Costosissime (6 euro e 5.50) e tutto sommato neanche così indimenticabili, sarà che noi italiani a belle chiese siamo abituati bene, poi le nostre sono gratuite, ma anche parlando di estero non reggono manco alla lontana il confronto con la cattedrale di Barcellona o con quella di Toledo. Per non nominare quella di Santo Stefano a Vienna vista nella seconda tappa delle nostre vacanze.
Delle due meglio San Patrizio, a parte la nota tristissima del negozietto di souvenir allestito nel fondo della chiesa... fortuna che Gesù parlava di cacciare i mercanti dal tempio, vabbé.

Il resto del pomeriggio lo passiamo a strusciare e vascheggiare per le belle vie del centro, Grafton Street, O'Connell Street, Henry Street, Abbey Road, un sacco di negozietti, ovviamente i primi ovvi acquisti sono gli impermeabili, indispensabili.
Passiamo davanti alla statua di Molley Malone, usata a mo' di panchina da un gruppo di monellacci, ma tutto sommato ci pareva persino una cosa simpatica, è un monumento simpatico, ma quello meno noto sul lungo fiume dedicato alla carestia è decisamente più bello. Bello il lungo fiume, bello il ponte di ferro, bello passeggiare per questa città che ci piace proprio da subito. La gente è fantastica, tutti gentilissimi, si fermano per strada se ti vedono con la cartina in mano, ti sorridono ai semafori...

Ceniamo in un pub (O'Neills, e’ sulla zingaguida) e passiamo la serata nel mitico Temple Bar, da John Gogarty, a ritmo di splendida musica.
Nota dolente: le birre costano quanto se non di piu’ che in Italia, speravamo di meno. In compenso mangiare e’ tranquillissimo, non abbiamo mai pagato piu’ di 18 euro a testa per una cena completa.

9 settembre. Trinity College

Imperdibile, soprattutto per chi ama i libri, e non tanto, o non soltanto, per il book of kell's, ma per respirare l'aria di quella meravigliosa biblioteca, ci sarei stata ore lì dentro, che spettacolo. A seguire, la National Gallery, semplicemente MERAVIGLIOSA, e dire che è tutto gratuito, compresa l'audioguida. Ci sono tele di Goya, Caravaggio, un Velazquez, e bellissima la personale di Yeats, che oltre ad essere uno dei miei pittori preferiti fa capire tantissimo della guerra civile irlandese. Mi ha ricordato le emozioni che mi trasmise Mirò, con i suoi quadri sulla guerra in Spagna. Vibranti. Pennellate piene di colore e di dolore, di sangue e di rabbia, peccato non poter far foto, ma e’ tutto impresso qui a fuoco...

Usciti da lì ci rechiamo alla Guinness Storehouse. Non concordo con chi dice di non andare, a noi il giro è piaciuto e la visuale all’ultimo piano meritevolissima. E poi abbiamo imparato (oh, io non lo sapevo) che il simbolo della lira è originariamente appartenente alla Guinness... e che per poterlo poi adottare la Repubblica d'Irlanda l'ha dovuto rovesciare. Abbiam polleggiato lì per un po', poi siamo andati a mangiare da Bull and Castle, che non è in zingaguida e che inserirò, comunque è a 20 metri da Leo Burdocks il take away del fish anc chips. E' un pubbettino carino, accogliente, anche qui abbiam mangiato benissimo e speso sui 35 euro in 2 (forse qualcosa meno).

Concludiamo la serata con un meeting couchsurfing in un pub in Abbey road, il Widing Tide, saremo state 25-30 persone e c'erano tante di quelle nazionalità che ho perso il conto, comunque, a parte me e Michel che rappresentavamo Italia e Francia c’erano: Spagna, Portogallo, UK, Germania, Austria, Polonia, USA, Canada, Israele, Corea, e per fortuna anche qualche irlandese.
Il gruppo si e’ poi spostato al Kitchen, locale famosissimo perchè è quello che fu fondato dagli U2, ma noi eravamo cottarelli e siamo andati a nanna.

10 settembre. Howth

Gita in un villaggio di pescatori che consigliano un po' tutti e direi proprio a ragione. Si recupera un'altra dimensione, ampi spazi, cielo cupo, atmosfera dolente, silenzio, se non se ne può più della vita caotica delle nostre metropoli una mattina così vi rimette al mondo. Mangiamo qualcosa nel pub attaccato alla stazione (pesce, ovviamente), poi ce ne torniamo a Dublino e in ostello ad asciugarci (la pioggia non ci abbandonava mai, che carina).

Prendiamo il fish and chips da Leo Burdocks e ce lo mangiamo nella cucina dell’ostello, poi usciamo a prenderci una birra in una birreria ceca dietro il nostro ostello, in Essex street. Ambiente carino, birre economiche, tanto per variare dalla solita Guinness.

11 settembre
Passiamo un’oretta a visitare il Castello (si va solo con la visita guidata e se vi interessa ce n'è anche una in italiano ogni giorno intorno alle 15), poi partiamo per Galway.



Parte seconda: Galway e l’Irlanda nord-ovest

Arriviamo a Galway dopo tre ore circa di "comodo" ed economico bus. Galway è deliziosa, piccolina e molto diversa da Dublino. Suonano tutti ovunque, è uno spettacolo continuo a cielo aperto. Alloggiamo al Barnacle, ostello davvero molto molto carino in Quay street, la via piu’ caotica e centrale di questa minuscola cittadina piena di vita. Stanza piccolina ma pare più un albergo che un ostello, bellissima cucina comunque che sfrutteremo parecchio, unita nota dolente, ma comune all’altro ostello, doccia col bottone a tempo, di un fastidioso assurdo.

Ceniamo al King's, bel pub in High street, prendiamo un enorme piatto per due di carne, pane, due birre, guardiamo il conto allibiti, 26 euro in due. Non so chi diceva che l’Irlanda è cara, a noi non e’ proprio sembrato. Ci facciamo poi un po’ il giro dei pub della strada principale, suonano ovunque, sia dentro che fuori, tutto molto carino e alla mano, ma siamo stanchi e andiamo a nanna presto.

12 settembre: escursione a Connemara

Partiamo con un bus con un autista che definire simpatico è dirgli poco, e becchiamo l’unica giornata senza pioggia, anzi proprio di sole di tutta la vacanza, sole azzeccatissimo per questi luoghi, come dicevo altrove io un verde così non l’ho mai visto, sembra fosforescente, paesaggi bellissimi al limite della commozione (anche se le lacrime vere verranno poi).
Ci fermiamo spesso, passeggiamo in mezzo al verde, sbevazziamo di qua e di là, polleggiamo per due ore alla Kylemore Abbey, posto che sembra sospeso nel tempo, un silenzio e una pace veramente al di là di ogni immaginazione, l'aggettivo che mi pare più calzante è bucolico. Ci chiediamo se Peter Jackson è mai stato da ste parti, forse non c’era bisogno di arrivare fino in Nuova Zelanda per girare Il signore degli anelli.

Torniamo in ostello veramente appagati, e ci cuciniamo una bella cena. Avevamo fatto spesa in un grosso store la mattina prima di partire, Donnes Stores, ci siamo presi anche qualcosa per integrare la scarsa colazione offerta dall’ostello. Dopo cena entriamo in un altro pub, ci regaliamo dell'altra musica, è tutto di nuovo estremamente bello. Qui davvero un pub vale l'altro, sono tutti carinissimi, basta solo scegliere quale musica si preferisce ascoltare.

13 settembre: finalmente le Cliffs

E qui sono scappate le lacrime. Davvero. Avevo una paura fottuta di rimanere delusa, le Cliffs of Moher sono uno dei miei miti da quando ero bambina. Ma appena ho visto il primo scorcio salendo col pullman all'ultima curva ho avuto un tuffo al cuore. No, non si può descrivere uno spettacolo tale se non lo si è mai visto. Ho pianto, ma sul serio, ero proprio commossa. Poi sono salita. Poi sono scesa, poi mi sono inerpicata, e c'era la nebbia, il cielo plumbeo, le goccioline, il mare cupo, e mi sentivo così piccola e così piena di un'emozione che di questa intensità ho provato solo un'altra volta nella vita, quando ho visto l'eclissi totale di sole del deserto egiziano. Ma quella era durata 4 minuti, qui ci siamo stati due ore.

Poi potrei parlare del suolo lunare del Burren, delle croci di Kilfenora, del faro, di altri paesaggi verdissimi e bellissimi, ma la vista di quelle scogliere a picco sul mare mi ha aggrovigliato le budella per ore e ore e ore e me la sono portata dietro ed è ancora qui e ancora ho le lacrime agli occhi se ci penso.

Torniamo in ostello e ancora ceniamo qui. Offriamo un po' di pasta ad altri avventori che ci si buttano sopra avidamente, mica gli capiterà così spesso di mangiare italiano a 'sti qui ;).
Poi ci andiamo a sentire un po' di musica country e altra roba moderna. Ci stava bene, dopo tanta roba tradizionale.

14 settembre: Galway

Giornata dedicata finalmente alla cittadina. Ci vediamo la chiesa di San Nicola, molto bella la chiesa romanica, il mercatino della domenica, l’arco spagnolo. Mangiamo in ostello, ci prendiamo un caffettino, compriamo regali, tutto molto slow, volevamo inizialmente andare alle Isole Aran, ma poi abbiamo deciso che potevamo anche riposarci e dedicargli un week end più in là e dormirci proprio.

Ceniamo fuori, in un pubbettino dove mangio un'eccellente zuppa di pesce, e poi ci facciamo una lunga e bellissima passeggiata verso Salthill, il mare di Galway, a circa 3-4 chilometri dal centro città. Passeggiata stupenda, col fiume che diventa mare, la musica che si spegne in lontananza, il buio, il silenzio. La pace.
Siamo arrivati alla fine del viaggio. Il 15 settembre, si riparte, via verso Shannon.



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