Idee di viaggio

Viaggio in Irlanda tra pub e scogliere - parte II

Sull'isola smeraldo sulla spiaggia di Mullaghmore, sulla scogliera di Slieve League, sulle rocce del Giant's Causeway e tanto altro

Irlanda IRLANDA Shutterstock
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periodo: marzo

Viaggio in Irlanda tra pub e scogliere - parte I

Quarto giorno 10/03

Ancora verso Nord. Dopo una bella colazione con toast farciti di una buonissima marmellata all'arancia fatta in casa, continuiamo il nostro viaggio verso il Nord. Puntiamo subito alla strada costiera verso Sligo e rimaniamo incantati dalla forza dell'oceano in tempesta. Alcune foto nel porto di Aughris, parzialmente ridossato dal vento...praterie erbose dove regnano incontrastati i greggi di pecore…è una vera poesia.

Guardando la Lonely ci attira il cimitero megalitico di Carrowmore, ma purtroppo è tutto chiuso. Peccato! Allora andiamo a Strand Hill, una lunghissima spiaggia battuta dal vento, dove fanno la spola i surfisti da tutto il mondo. Qui ho gustato il migliore caffè di tutta la vacanza.

Parcheggiamo la macchina a Sligo e ci facciamo una bella passeggiata, e scopro che in un negozio vendono un sacco di prodotti italiani, compreso un pacco gigantesco da 10 kg di pasta Barilla…e il pesto ligure…da non crederci! Ci rifacciamo gli occhi in una panetteria, e assaggiamo per la prima volta i pancake e anche altri simili alle patate…questo è il nostro pranzo.

Tiriamo ancora verso Nord, e il nostro occhio cade sulla sconfinata spiaggia di Mullaghmore. Bellissima, con la marea ritirata, ottima per una passeggiata sulla battigia piena di conchiglie. Il porto adiacente poi ha quell'aria di abbandonato e sperduto che tanto desideravo vedere in Irlanda...le barche in secca per via della marea...tutta la spiaggia solo per noi!

Facciamo il giro del promontorio e qui ci sorprende una tempesta di ghiaccio e vento, tanto da non riuscire ad uscire dalla macchina. La schiuma del mare vola sulla strada sembrando neve e tutto ciò mi sembra assolutamente fantastico. Una tomba di un pescatore disperso in mare completa questa atmosfera assolutamente desolata e misteriosa, con il mare che qua domina tutto e da un'emozione da brivido.

Torniamo sulla statale e il cielo improvvisamente si apre. Misteri del clima irlandese! Altra sosta a Bundoran per ammirare il mare, ma qui il vento è talmente forte che la sabbia si scaglia contro di noi rendendo impossibile ogni tentativo di scendere dal mezzo.

Continuiamo a salire e arriviamo nella Donegal Country. La cittadina omonima è sotto una violenta pioggia e decidiamo di tornarci in un prossimo viaggio. Purtroppo questa vacanza è all'insegna delle rinunce per via del tempo. Optiamo per la Slieve League, la scogliera più alta d'Europa. Uno squarcio nel cielo ci dice che è il caso di provare, e l'intuizione si dimostra esatta poiché pian piano che ci avviciniamo riusciamo anche a godere di un timido sole che si affaccia tra le nuvole. Sarà l'unico momento del nostro viaggio in cui vedremo la luce solare!

Dopo la salita ricca di tornanti arriviamo al parcheggio e lasciamo la macchina, iniziando a salire per la ripida lingua di asfalto. Il vento è veramente forte a tal punto da rendere difficile ogni movimento in avanti. Ci sono anche altri coraggiosi avventori che tentano insieme a noi la salita. Ogni tanto vedo delle macchine che passano ma non capisco da dove siano entrate…lo scoprirò soltanto dopo!

Arriviamo in una mezzora circa sulle Slieve Leagueil tutto veramente bellissimo…la vista è da mozzare il fiato ma non facciamo in tempo a fare due foto che una grossa nuvola di colore bluastro si avvicina minacciosa con una cortina di nebbia che non prometteva per niente bene..allora cominciamo a correre con la speranza di salvarci dall'acquazzone, e ci riusciamo in parte. Arrivati alla macchina scopriamo che l'accesso alle macchine è consentito previa apertura della sbarra….che polli che siamo stati! Allora ritorniamo su con la macchina, visto che ha pure smesso di piovere e il cielo si è come magicamente aperto.

 


Passiamo una ventina di minuti la sopra, da soli, a gustarci questo paesaggio unico sull'oceano. Prefissiamo di arrivare ad Ardara per la notte. Il tomtom mi fa fare una strada in mezzo alla natura, che passa su un valico, sembra di stare sulle Alpi….solo la sera mi accorgerò, leggendo la guida, che quello era il mitico Glen Gesh Pass!!! Grazie Tomtom!!!

Arrivati ad Ardara cerchiamo una sistemazione e ricade sul B&B Ocean View. La gentilissima signora ci offre un bel the con i pasticcini nel suo salotto, al caldo del caminetto. La camera è una quadrupla, immensa, con un letto matrimoniale e due singoli, una vista sulla baia impagabile, un bagno principesco, alla modica somma di 60 euro!

Ancora c'è un po di luce, allora facciamo il giro della costa, arriviamo fino a Loughros Point,inutile dire che la vista è bellissima e le pecore adagiate sulla prateria con lo sfondo del mare incavolato è qualcosa di non spiegabile con questo racconto!

Improvvisamente inizia a cadere ghiaccio dal cielo e con disappunto siamo costretti a tornare nella cittadina. Qui entriamo in un pub carinissimo di cui non ricordo il nome e la padrona del locale attacca bottone e cominciamo a parlare del clima irlandese…sembrava di stare a casa e inoltre ho notato che qui la pinta di Guinness costa soltanto 2,60, la metà rispetto a Dublino. Mi sono sentito nella "vera" Irlanda, con un sottofondo di musica country…very good!!

La più grande sorpresa è stat mangiare la pizza in un locale di fronte…devo dire che era più buona di quella che fanno dalle mie parti in Liguria…l'unica cosa è che te la fanno pagare un po di più, ma ci può stare! Del resto quando prendi la Guinness in Italia ti fanno un salasso, sempre se la trovi…

Ultima puntatina da Nancy's, famoso locale della zona, dove beviamo l'ultima pinta, e capitiamo durante il festeggiamento di un compleanno di una ragazza del posto….non potevo chiedere di meglio! La giornata finisce qui, andiamo a nanna con tante emozioni per la lunghissima sfilza di posti visti…

Quinto giorno 11/03

Anche oggi sveglia alle 7:30. La colazione è ottima come al solito, anche se utilizziamo sempre il nostro amato nescafè cappuccino per evitare di bere quello che loro chiamano caffè. Oggi scende neve mista a pioggia, e siamo costretti ad annullare il giro del Donegal che avevamo previsto. Tiriamo dritti verso Derry ammirando dalla macchina un paesaggio misto tra Alpi e Connemara. Immagino quanto possa essere bello venire in estate e fare delle belle camminate, cosa ora alquanto assurda.

Nei sobborghi di Derry, Lonely alla mano, optiamo per il giro della penisola di Inishhowen. Passiamo a Buncrana alla vana ricerca di un castello indicato sulla guida, ma non vi è traccia. Continuiamo dritti e arriviamo alla spiaggia di Pollan Bay e poi alla Five Fingers. Entrambe belle ma come al solito il vento rovina un po le nostre aspettative. Un freddo assurdo ci congela la faccia!

Una volta a questo punto, bisogna per forza piantare la bandierina a Malin Head. Sembra di stare in un angolo di Lapponia. Il mare in burrasca e le poche abitazioni sono il biglietto da visita. Arriviamo in cima al capo, dove ci sono i forti da dove Marconi lanciò il primo segnale radio dall'altra parte dell'oceano. Una vista sublime e la sensazione di essere alla fine del mondo.

Anche qui una tempesta di ghiaccio/neve ci consiglia di tornare verso Derry. Un'ora di strada, questa volta sulla costa est (che non mi ha entusiasmato) ed improvvisamente ci rendiamo conto di essere nel Regno Unito poiché i distributori esponevano il prezzo in sterline.

Cerchiamo anche qua tramite internet il nostro B&B: la nostra scelta cade sul Rose Park. A gestione familiare, in una normale casa inglese, belle camere e calorosa accoglienza del padrone Thomas. Molto pulito, ottimo arredamento, prezzo fantastico (45 sterline). Il tempo di posare i bagagli e facciamo a piedi i 10 minuti che ci separano dal centro città.

Derry è stata la meta forse più entusiasmante in termini di shopping di tutta la vacanza: un sacco di gente in giro e tanti, ma tanti negozi. Due centri commerciali in pieno centro animati dal via vai di centinaia di studenti con le divise dei vari college. Le ragazze con gonna e calzini che mi facevano venire freddo solo a guardarle; le mura di cinta che fanno il giro del centro storico; la cattedrale magnifica in stile gotico; il fiume che scorre nella città assolutamente coreografico. Per mangiare ci siamo affidati ai consigli di Thomas, che ci ha indicato il Flamin Jack: ottimo il fish and chip, prezzi contenuti…inoltre a cena con 10 sterline si possono mangiare due portate…il top a Derry.

Non poteva mancare una visita al Bogside, con i suoi murales e il centro "Free Derry". Il monumento al Bloody Sunday è li in bella mostra, come a ricordare a tutti coloro che passano di quanto si sia lottato in questa città. Inoltre le foto dalle mura davanti al Bogside sono veramente eccezionali! Dopo aver cenato, praticamente esausti, rifacciamo a ritroso la strada per il b&b e crolliamo letteralmente.

Sesto giorno 12/03
Oggi è il giorno del rientro. Una bella doccia e siamo pronti alla partenza verso Dublino. Ma apro la tenda e sorpresa, nevica! E neanche poco. Io, da vero sardo, mi preoccupo non poco. Il padrone di casa mi dice che comunque basta stare sulle strade nazionali e non troverò problemi. Ma la mia paura diminuisce quando mi accorgo che basta scendere nella parte bassa di Derry che la neve già è mista ad acqua.

Coraggiosamente ci dirigiamo verso le Giant's Causeway. Ad un certo punto la strada sale di altitudine e la strada quasi non si vede più. Solo li mi accorgo di avere le gomme da neve! Avvicinandosi poi verso la costa, la neve diventa acqua, ma rimane sempre una giornata freddissima accompagnata da un vento gelido. Parcheggiamo l'auto al costo di 6 euro e ci avviamo a piedi nei 400-500 metri che ci separano dalle Giant's. Solo dopo scoprirò che c'è un servizio di bus (che pollo!).

Le mantelline antipioggia comprate al centro commerciale si rivelano inadeguate per la missione, in quanto il vento le solleva senza alcuna remora. Praticamente non mi sento più ne le mani ne la faccia, e i jeans sono praticamente inzuppati di acqua gelata. Una volta arrivati sul posto, facciamo le solite foto di rito ma dato il freddo non riesco praticamente a godermi per niente l'atmosfera del luogo. Davvero troppo freddo per un meridionale come me.

Allora torniamo indietro e vediamo il bus carico di turisti che va beatamente alle Giant's Causeway che nervoso! Riprendiamo la macchina e puntiamo a sud, passiamo Belfast e ci imbottigliamo alla ricerca di un Dolmen che non riusciremo a vedere. Perdiamo un'ora in mezzo al traffico caotico e torniamo sull'autostrada. Vogliamo vedere Newgrange.

Arriviamo in tempo per l'ultima visita guidata della giornata, con partenza alle 15:15 dal centro visitatori…che fortuna! Alla fermata del bus ci intratteniamo con gli autisti in discorsi calcistici (Trapattoni) e politici (Bunga bunga). Il sito di Newgrange è veramente misterioso, ed entrare nel tunnel è stato molto suggestivo. Inoltre il prezzo è assolutamente ragionevole (6 euro) a differenza di altri posti dove l'ingresso costa molto di più e si vede molto meno.

Alle 17 siamo fuori, e mestamente torniamo a Dublino. C'è ancora il tempo per un giro ad Howth, bel porticciolo vicino alla città. Per cena ci rifugiamo in un fast food in stile americano molto carino, in un centro commerciale (Omni Park) non distante dall'aeroporto. Per l'ultima notte abbiamo prenotato all'Holiday Inn Airport al costo di 50 euro. L'albergo è di categoria e si vede, molto formale e con ogni comfort. Lascio la mia donna in camera e vado a rendere la macchina a noleggio alla Budget in aeroporto. Il servizio di shuttle dell'albergo mi porta di nuovo indietro e posso così finalmente riposarmi dopo questa altra giornata abbastanza pesante.


Settimo giorno 13/03
Colazione continentale con un bel cornetto caldo (ci voleva!) e la navetta puntualmente ci porta all'aeroporto per le 8. Veloce giro nel bellissimo terminal, con acquisto di liquori e souvenir vari nell'area duty free (molto conveniente) e il nostro volo ci riporta a Nizza. Un plauso alla Aer Lingus che si dimostra una compagnia di qualità che non si perde in sciocchezze come la Ryanair (avevo due buste oltre al bagaglio a mano).

Alle 14:45 atterriamo a Nizza e sembra di risvegliarsi bruscamente da un dolce sonno: la stazione di Saint Augustin è popolata da loschi individui e temiamo non poco di essere derubati nell'attesa del treno. Dopo un'ora circa arriviamo a Ventimiglia, e da li poi un altro regionale per Taggia dove finalmente troviamo la nostra auto e facciamo ritorno a casa.


Conclusioni:
Viaggio spettacolare on the road, con la comodità di scegliere dove fermarsi. Di solito progetto sempre tutto prima di partire, sopratutto per una questione economica. L'Irlanda è una gioia per gli occhi, e gli irlandesi sono delle persone adorabili e gentilissime. Al nord tutti ti salutano e in strada si prodigano per farti passare. Non avevo mai visto una schiera di automobilisti che si fermano quando ti trovi a 5 metri dalle strisce pedonali. Le persone sono genuine ed autentiche.

L'unico mio cruccio è stato quello di non poter dialogare fluidamente con tutti, poiché il mio inglese è molto limitato; per la prossima vacanza vedrò di prepararmi meglio per poter fare un po più di conversazione. La prima cosa che ho pensato appena sceso a Nizza è che ci tornerò presto. Manca ancora tanto da vedere, e inoltre ho come la sensazione di essermi perso troppo, per via del tempo veramente assurdo che ho trovato durante la settimana.

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