Idee di viaggio

I borghi italiani da scoprire nel weekend

I paesini italiani ideali da visitare per una breve fuga dalla città

15 borghi italiani da scoprire nel weekend BORGHI Shutterstock
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Borghi di mare o montagna, immersi nella campagna o adagiati sulle sponde dei laghi. L’Italia è costellata di meravigliosi borghi da scoprire a ritmo lento. Sono mete ideali per una breve fuga dalla città, rimedi anticrisi per chi rientra dalle vacanze ma ne è già nostalgico, destinazioni insolite per piacevoli evasioni. 

Ecco 15 borghi per il weekend

15 borghi italiani da scoprire nel weekend

  • Maratea, Basilicata 
  • Recanati, Marche
  • Scanno, Abruzzo
  • Passignano sul Trasimeno, Umbria 
  • Leonessa, Lazio
  • Posada, Sardegna
  • Portopalo di Capo Passero, Sicilia
  • Cividale del Friuli, Friuli-Venezia Giulia
  • Capracotta, Molise 
  • Castelrotto, Trentino-Alto Adige 
  • Bova, Calabria 
  • Noli, Liguria
  • Presicce, Puglia
  • Teggiano, Campania 
  • Abbadia San Salvatore, Toscana 

Maratea, Basilicata

Uno scrigno di silenzio, pace e natura gelosamente custodito da una terra incontaminata. Maratea sorge in posizione panoramica su uno dei tratti più belli del mar Tirreno. Questo incantevole borgo della Basilicata si estende lungo trenta chilometri di costa a strapiombo sul mare. L’alta e frastagliata scogliera cela grotte, faraglioni, strapiombi, spiagge nere e tranquille calette lambite da un mare cristallino che va dal blu cobalto al verde smeraldo. 

Arroccata sul Monte San Biagio, in Basilicata, Maratea è anche chiamata la città delle 44 chiese. Vale la pena visitare il centro storico e inerpicarsi tra vicoli e scalette dove scoprire silenziose chiese e ville. In seguito bisogna salire sulla vetta del Cristo Redentore, una statua di marmo di Carrara alta 21 metri, seconda come dimensioni solo al Cristo di Rio de Janeiro. 

Il momento più bello per andarci è al tramonto quando il cielo si tinge di rosa, il mare brilla all’orizzonte e le luci della sera iniziano ad accendersi lungo la costa. Si scende al porto poi per cenare su una delle terrazze dei ristoranti sul mare o per bere un drink dopo cena. Lasciate Maratea percorrendo la meravigliosa strada litoranea. Vi renderete conto di quanto questo tratto di costa tirrenica della Basilicata assomigli a una Costiera Amalfitana meno turistica, più autentica e altrettanto magica. 

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Recanati, Marche

Su un colle di circa 300 metri in provincia di Macerata si trova Recanati, la cittadina famosa per aver dato i natali all’illustre poeta Giacomo Leopardi. Chi arriva a Recanati dovrà assolutamente vedere il Colle dell’Infinito e il suggestivo percorso che conduce nel luogo dove Leopardi scrisse la celebre poesia “L’Infinito”. 

Nel punto in cui lo scrittore ideò i famosi versi si ammira uno splendido panorama delle colline marchigiane. Nel centro storico poi troverete la dimora dove Leopardi nacque e seguì i molteplici studi, che oggi è diventata casa-museo. Al poeta inoltre è dedicata la grande Piazza Giacomo Leopardi in cui svetta l’antica Torre del Borgo, diventata museo, e la Piazza Sabato del Villaggio, antistante Casa Leopardi. Recanati, inoltre, è anche la città natale del celebre tenore Beniamino Gigli, a cui è dedicato il Civico Museo Beniamino Gigli all’interno della Sala dei Trenta. 

Tra le particolarità vedrete la ricostruzione del suo camerino e la realizzazione di un piccolo spazio teatrale dove sono esposte delle gigantografie del tenore durante le esibizioni più famose. Potreste visitare inoltre la cattedrale di San Flaviano dallo splendido soffitto ligneo a cassettoni ottagonali oppure rimanere a contemplare questa città e i suoi panorami intrisi di poesia. 

Scanno, Abruzzo

Uno dei borghi più belli d’Italia, Scanno sorge nell’Alta Valle del fiume Sagittario, poco fuori i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Arroccato a 1050 metri in montagna, Scanno assomiglia a un grazioso presepe protetto dai monti Marsicani in provincia dell’Aquila

Una splendida strada dai numerosi tornanti sale al centro storico, un intrico di stradine, vecchie case, palazzi signorili, portali eleganti e decorati in armonica fusione tra architetture tipiche del medioevo e dell'età comunale dal tocco barocco. Addentratevi quindi nella “ciambella”, il percorso ideale ad anello così chiamato dai locali, che partendo dalla chiesa parrocchiale vi tornerà per chiudersi. L’antico borgo con le botteghe dove si tramanda la tradizione dell’arte orafa e del merletto a tombolo, l’originale costume muliebre, i paesaggi incantevoli e le antiche storie avvolte nel mistero hanno appassionato perfino grandi fotografi come Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna. 

Scanno è una nota meta di soggiorno estivo ma soprattutto una rinomata stazione invernale per lo sci con gli impianti di Passo Godi e del monte Rotondo. Non perdete, infine, un’escursione al lago omonimo, il più grande bacino naturale dell’Abruzzo a forma di cuore.

Passignano sul Trasimeno, Umbria 

Piccolo gioiello della riviera settentrionale del lago Trasimeno, Passignano è un borgo che sorge su uno scosceso promontorio degradante verso il lago, protetto da colline coltivate a vite e ulivo. Nel corso dei secoli Passignano è stato un avamposto bellico, tappa strategica nei commerci tra Umbria e Toscana, e oggi fa parte dei borghi più belli d’Italia. 

Da non perdere la rocca, di probabile origine longobarda, che dall’alto domina il borgo e offre bellissimi panorami sul lago e le sue isole. La rocca oggi ospita inoltre il Museo delle barche. Poi attraverso quel che rimane delle mura di cinta si entra nel centro storico dove visitare la cinquecentesca chiesa di San Rocco, dall’architettura rinascimentale con un insolito doppio portale. 

Salendo la Statale del Niccone, costeggiando colline di ulivi con vista sempre più ampia, si raggiunge l’osservatorio panoramico di Castel Rigone, dove si trova il santuario di Maria Santissima dei Miracoli, costruito alla fine del Quattrocento, uno dei capolavori del Rinascimento umbro. Volendo ancora esplorare le colline si può raggiungere la località Quarantaia, dove sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana, databile tra I e II secolo d.C.

Leonessa, Lazio

Leonessa è un incantevole borgo in provincia di Rieti nel Lazio, adagiata sulle pendici del monte Tilia a 969 metri s.l.m. nella parte più settentrionale del gruppo montuoso del Terminillo. La città venne fondata nel 1278 unendo vari castelli preesistenti nella zona e appartenne all’Abruzzo per più di sei secoli. Leonessa conserva alcune testimonianze della sua storia medievale come le porte d’accesso, la Porta Aquilana del XIII secolo, e la Porta Spoletina del XIV secolo, oltre alla Torre Angioina e a ciò che resta delle mura di cinta. 

Girando per il centro storico noterete numerosi palazzi d’epoca costruiti tra il XVI e il XVIII secolo. Leonessa, inoltre, d’inverno, attrae turisti per la stazione sciistica di Campo Stella e d’estate per le camminate nelle vallate boscose del Terminillo. 

Posada, Sardegna

Arroccata su un colle calcareo, Posada è un paesino della Baronia, nella Sardegna nord-orientale, inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia. Posada è uno dei centri sardi più antichi. Probabilmente fu un insediamento italico-etrusco (V-IV secolo a.C.). In età romana tutto ruotava attorno al portus Liquidonis, attuale San Giovanni di Posada, borgo di mare dominato da una torre aragonese. Come annuncia il toponimo latino Pausata, il paese fu stazione di sosta e luogo di frontiera. Oggi Posada conserva il fascino medievale con un labirinto di vicoli, scalette e piazzette. Al centro si trova la parrocchiale di Sant’Antonio Abate. 

A sovrastare il centro, il castello della Fava del XIII secolo. Ai piedi del borgo si estende la valle del rio Posada, che si può risalire in kayak, consigliata agli amanti di natura e archeologia. Intorno al lago di Maccheronis, invece, si snodano itinerari per bici nel parco di Tepilora, una delle aree verdi più grandi e belle della Sardegna. Qui si possono ammirare i fenicotteri rosa nello stagno di San Giovanni o rilassarsi sulla spiaggia omonima. 

Portopalo di Capo Passero, Sicilia

All’ultimo lembo del sud-est siciliano e all’estremità meridionale dell’Europa si trova Portopalo di Capopassero. È il comune più a sud dell’isola siciliana e più a sud di Tunisi. Raggiungibile tramite una spettacolare via panoramica adiacente al mare, Portopalo è un borgo di mare bagnato dallo Jonio e dal Mediterraneo. 

Via Vittorio Emanuele è la via principale che taglia in due il paese affacciato sui due mari. Nel centro si trova la chiesa di San Gaetano, dedicata al patrono di Portopalo. Il borgo vanta poi vanta la tonnara più grande d’Italia, ma che dagli anni ‘90 versa in stato di totale abbandono. Vicino si trova il castello Tafuri, dall’inconfondibile stile liberty, che risale al 1935 e sorge su un costone roccioso lungo la costa sud-orientale della Sicilia. Davanti si scorge l’isola di Capo Passero, che un tempo era una penisola, e l’isola delle Correnti, che tutt’ora lo diventa durante la bassa marea.

Cividale del Friuli, Friuli-Venezia Giulia

Cividale del Friuli fu fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui poi ha preso il nome tutta la regione. Sorge sulle rive del fiume Natisone questa città friulana dalla lunga storia, eletta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Passeggiando per le sue vie noterete palazzi e monumenti di varie epoche. Partite dalla piazza del Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, per raggiungere il Tempietto Longobardo e il monastero di Santa Maria in Valle, risalente alla metà del VII secolo d.C. e riservato alle suore benedettine. 

Visitate anche il chiostro a forma irregolare con il porticato affrescato da Francesco Colussi nel 1795. Tra i monumenti più curiosi di Cividale c’è l’ipogeo celtico: diversi ambienti sotterranei scavati nella roccia che alcuni studiosi presumono avessero un uso funerario in epoca celtica, altri ritengono invece che fossero carceri del periodo romano o longobardo. Potrete inoltre visitare la casa medievale, che doveva ospitare un laboratorio orafo della seconda metà del XIV secolo, e i tanti palazzi di Cividale come il palazzo De Nordis, attuale sede del Museo Archeologico Nazionale, palazzo Creigher Canussio o palazzo Pontotti-Brosadola. Non andate via da Cividale del Friuli senza aver visto il ponte del Diavolo, arditamente sospeso sul Natisone e avvolto nella leggenda.

Poco fuori Cividale del Friuli si trova, infine, il Santuario di Castelmonte, il più antico del Friuli ed uno dei più antichi di tutta la cristianità. Secondo la tradizione il santuario dovrebbe risalire al secolo V, cioè al periodo immediatamente successivo al Concilio di Efeso del 431, nel quale venne solennemente definita la Divina Maternità di Maria. Quel che è certo è che il santuario fu la sede di una guarnigione romana, oltre che un posto di avvistamento e di difesa nel periodo delle invasioni barbariche. 

Capracotta, Molise 

Abbracciato dalle alte cime dell’Appennino, Capracotta è un affascinante borgo di 800 abitanti e un’importante località sciistica che fa parte della Comunità Montana dell’Alto Molise. Le origini del nome sono legate principalmente a una leggenda secondo cui alcuni zingari bruciarono una capra come rito di fondazione nel luogo esatto in cui avevano deciso di costruire la loro città. Una ricerca invece sostiene che Capracotta derivi dal latino “castra cocta”, accampamento militare. Quel che è certo è che le tracce più antiche della presenza umana nel territorio di Capracotta risalgono al periodo Musteriano, ma il primo insediamento stabile è datato IX secolo a.C. 

Non perdete una visita al Giardino della Flora Appenninica, un orto botanico ad alta quota, ideale per una passeggiata tra le numerose specie di fiori e piante locali. Comune più alto dell’Appennino dopo Rocca di Cambio, Capracotta è inoltre un’importante stazione sciistica della Comunità Montana dell’Alto Molise, dotata di due impianti molto importanti, uno dedicato allo sci alpino, in località Monte Capraro, e un altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile.

Castelrotto, Trentino-Alto Adige 

Nella Valle Isarco, tra la Val Gardena e la Val di Tires, sorge Castelrotto all’interno del Parco Naturale dello Sciliar, ai piedi dell’Alpe di Siusi. È uno splendido borgo altoatesino immerso in un’atmosfera fiabesca, dall’impianto tipicamente medievale e un ricco patrimonio artistico e culturale. 

Nel centro storico vedrete la chiesa dei Santi Pietro e Paolo in stile neoclassico, edifici affrescati e un campanile barocco da cui ammirare il borgo e il paesaggio circostante. Dominano il paese le rovine dell’antico castello di Castelvecchio, di origine medievale, che si può raggiungere a piedi. Nel borgo in cui si parla ancora ladino si tramando le antiche tradizioni. Ogni inverno infatti si svolge il “matrimonio contadino”, una manifestazione che fa rivivere l’antico rituale degli abitanti di Castelrotto fino agli anni ’50. Castelrotto, infine, è un’ottima base per chi vuole sciare sull’Alpe di Siusi o salire fin sulla Marmolada. 

(Foto: © Ilia Baksheev / Shutterstock)

Bova, Calabria 

Arroccato sulle pendici dell’Aspromonte, Bova è un gioiello della Calabria ancora poco conosciuto. È un borgo in provincia di Reggio Calabria che conta meno di 500 abitanti ed è immerso in un’atmosfera d’altri tempi. La sua origine è antichissima e spiega la derivazione del nome greco Vùa. Secondo la leggenda, una regina armena avrebbe guidato il suo popolo sul monte Vùa, nel cui nome appare chiaro il riferimento alla presenza del bue, cioè a una terra adibita al pascolo dei buoi. Bova, dunque, è considerata la capitale culturale della Calabria Greca, la zona che dalle coste dall’Aspromonte degrada verso lo Ionio, antico luogo di conquista da parte della popolazione ellenica e storico crocevia di culture e di lingue. 

A Bova come negli altri comuni dell’area grecanica, tra cui Gallicianò, Roghudi e Roccaforte del Greco, tradizioni, sapori e suoni si fondono con quelli ellenici. L’incontro di culture a Bova è inoltre evidente nell’affascinante combinazione dell’architettura bizantina, normanna e medievale. Quindi nonostante la località non sia proprio facile da raggiungere vale sicuramente la pena attraversare l’impervio territorio circostante, ricco di fiumare, calanchi, alture, colline e coste franose, per scoprire l’affascinante borgo.

Noli, Liguria

Selezionato tra i borghi più belli d’Italia, Noli, antica Repubblica Marinara è un suggestivo borgo medievale e un’importante stazione balneare della Riviera di Ponente. Le sue antiche origini sono testimoniate da Dante che cita Noli nella Divina Commedia. Il centro storico arrivò a ospitare ben 72 case-torri all'interno della sua triplice cerchia di mura, ma oggi rimangono solo i resti del castello dei Marchesi del Carretto, con la fortificazione che corre lungo il Monte Ursino. 

Noli però è uno dei pochi borghi costieri ad avere ancora oggi pescatori locali che ogni notte escono in mare con le loro barchette e tornano la mattina con il pescato freschissimo. È la meta ideale quindi per chi cerca una fuga al mare d’inverno tra colori e profumi della riviera ligure. Girate il centro storico tra le case dai tetti rossi e i tipici caruggi, come vengono chiamate le strette viuzze, prima di partire per un’escursione sulle colline del Nolese e del Finalese tra ginestre, mirti e lecci.

Presicce, Puglia

Presicce è una cartolina del Salento: ulivi dai tronchi contorti, muretti a secco, masserie fortificate, profumo del mare e il trionfo del barocco. In provincia di Lecce si trova questo piccolo comune che fa parte dei borghi più belli d’Italia. Il suo nome potrebbe derivare dal latino praesidium, a indicare un presidio militare in funzione anti-saracena. Secondo altri, il toponimo rimanderebbe all’abbondanza di acqua, da praesitium, sorto a causa della sete. In effetti, le prime tracce di un insediamento risalgono al VII secolo e sarebbero legate alla presenza di acqua, sotto forma di falde di superficie, che avrebbe attratto in questo luogo gli abitanti dei vicini casali in tempi di siccità. 

Per avere un’idea di Presicce basta entrare nel centro storico e inoltrarsi nel bianco labirinto di vie in cui si alternano palazzetti nobiliari e cinquecentesche case a corte, chiamate “li vecchi curti”. Le stradine lastricate vi porteranno davanti a un’edicola mariana, a un edificio prestigioso come palazzo Arditi o al giardino pensile di gusto secentesco che macchia di verde le superfici del palazzo Ducale. Ogni palazzo qui ha il suo giardino o cortile, e il suo frantoio ipogeo: sotto la città barocca si nasconde la città della fatica, quella dei frantoi scavati sottoterra per la frangitura delle olive. Presicce è, infatti, la città dell’olio e degli ipogei, tutto ruota intorno all’oro giallo, al quale è dedicata anche una festa. 

Teggiano, Campania 

Teggiano è uno dei pochi borghi della provincia di Salerno che ha mantenuto intatto il suo aspetto di roccaforte. Anticamente chiamata Diano, o Rianu in dialetto teggianese, è soprattutto in epoca tardo medievale che acquisì importanza nel Vallo di Diano. Infatti, la potente famiglia Sanseverino vi costruì il castello e la elesse a roccaforte dove potersi rifugiare in caso di pericolo. Oggi Teggiano è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. 

Il borgo ancora conserva le alte mura medievali che permisero alla città di difendersi dagli attacchi del re di Napoli, Ferdinando d’Aragona. Esplorate, dunque, il centro storico dalle architetture medievali e rinascimentali che attrae migliaia di turisti ogni anno. Tra gli edifici religiosi meritano il convento di S. Francesco del XIV secolo e il Museo diocesano S. Pietro del XII secolo. Interessante è il Museo delle Erbe, situato nel centro della borgo e suddiviso in diverse sezioni: medicina naturale, micologia, erbario naturale, etnobotanica. Il Museo degli usi e delle tradizioni del Vallo di Diano, invece, custodisce diverse reperti che vanno dal telaio agli aratri per i buoi. Ammirate il Palazzo dei Malavolta, attuale sede vescovile. Gli amanti delle escursioni nella natura, invece, potrebbero esplorare la vicina riserva naturale Foce Sele-Tanagro.

Foto: © Giambattista Lazazzera

Abbadia San Salvatore, Toscana 

Sul versante senese del monte Amiata sorge Abbadia San Salvatore, un borgo medievale a 822 metri d’altitudine, perfetto per chi ama la montagna tutto l’anno. La storia del paese inizia con quella dell’antica abbazia, fondata nel 750 dal re longobardo Ratchis, diventata per molto tempo fulcro del potere esercitato dai monaci sul territorio. Attorno all’abbazia si è sviluppato il centro storico che i badenghi chiamano semplicemente “paese vecchio”. Passeggiando tra vicoli e porte in pietra prestate attenzione agli incantevoli scorci che si aprono sulla Val d’Orcia

Abbadia San Salvatore è conosciuto anche come rinomato centro minerario che fino alla metà degli anni ’70 ha ospitato una delle miniere di mercurio più produttive al mondo, i cui resti sono ancora visibili salendo verso la vetta del Monte Amiata. “Città delle fiaccole” viene anche chiamata Abbadia per la tradizionale fiaccolata che si svolge alla vigilia di Natale. Il borgo toscano, infine, è un’ottima base di partenza per andare a sciare sulle piste dell’Amiata o per ciaspolare nei boschi. 

Autore: Francesca Ferri

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