Idee di viaggio

Dieci borghi che è meglio visitare in inverno

Paesini sperduti e semisconosciuti d’Italia per rallentare il ritmo e rigenerarsi

Pietrapertosa BORGHI Shutterstock
4.9/5

Incastonati tra aspre cime montuose, immersi nella natura rigogliosa, imbiancati dalla neve o lambiti dal mare. L'Italia custodisce borghi ancora poco conosciuti, ideali da visitare in un weekend d’inverno ma che probabilmente vi faranno venir voglia di rimanerci per più di un giorno. Sono luoghi incantati, ambientazioni fiabesche, angoli di mondo rimasti fuori dal tempo. 

Ecco la nostra selezione di dieci borghi ideali per chi cerca evasioni d’alta quota o una fuga al mare d’inverno.

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10 borghi da visitare in Inverno

  • Scanno
  • Canale di Tenno
  • Poffabro
  • Nortosce
  • Abbadia San Salvatore
  • Noli
  • Geraci Siculo
  • Bova 
  • Pietrapertosa
  • Castelrotto

Borghi perfetti per l'inverno 

Uno dei borghi più belli d’Italia, Scanno sorge nell’Alta Valle del fiume Sagittario, poco fuori i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Arroccato a 1050 metri in montagna, Scanno assomiglia a un grazioso presepe protetto dai monti Marsicani in provincia de L’Aquila. Una splendida strada dai numerosi tornanti sale al centro storico, un intrico di stradine, vecchie case, palazzi signorili, portali eleganti e decorati in armonica fusione tra architetture tipiche del medioevo e dell'età comunale dal tocco barocco. Addentratevi quindi nella “ciambella”, il percorso ideale ad anello così chiamato dai locali, che partendo dalla chiesa parrocchiale vi tornerà per chiudersi. L’antico borgo con le botteghe dove si tramanda la tradizione dell’arte orafa e del merletto a tombolo, l’originale costume muliebre, i paesaggi incantevoli e le antiche storie avvolte nel mistero hanno appassionato perfino grandi fotografi come Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna. Scanno è una nota meta di soggiorno estivo ma soprattutto una rinomata stazione invernale per lo sci con gli impianti di Passo Godi e del monte Rotondo. Non perdete, infine, un’escursione al lago omonimo, il più grande bacino naturale dell’Abruzzo a forma di cuore.

  • Canale di Tenno, Trentino

Sul versante trentino del lago di Garda, immerso nel verde delle colline, sorge Canale di Tenno, un antico borgo medievale giunto quasi intatto fino a noi. Tra antiche mura perfettamente conservate si nascondono case in pietra, antiche locande, ballatoi affacciati su viuzze silenziose, vicoli misteriosi, volte a botte e gerani alle finestre. Canale di Tenno è uno dei Borghi più Belli d’Italia che fin dal secondo dopoguerra ha attratto artisti da tutta Europa, ispirati dai suoi scorci e dal meraviglioso panorama sul lago di Garda. Tra tutti il pittore torinese Giacomo Vittone, che scelse Canale come soggetto per molte delle sue opere. È a lui che oggi è intitolata la Casa degli Artisti, luogo di dimora e ritrovo per gli artisti che visitano il borgo. Se d’estate le rievocazioni storiche di “Rustico Medioevo” riportano indietro nel tempo, i mercatini di Natale d’inverno regalano al borgo un’atmosfera fiabesca. Non andate via senza aver visto il lago di Tenno, un diamante turchese incastonato nel verde dei boschi, dove rimarrete incantati davanti alla cascata del Varone. Nel parco Grotta Cascata Varone, appunto, potrete seguire un percorso tra ponti, scale, sentieri e tunnel scavati nella montagna.

  • Poffabro, Friuli-Venezia Giulia

Poffabro è un incantevole borgo in provincia di Pordenone, nell’area delle Prealpi Carniche del Friuli-Venezia Giulia. “Presepio tra i presepi”, così è definito il borgo quando a Natale vengono allestiti presepi tra cortili, finestre e porticati. Annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, Poffabro affascina con le casette di pietre tagliate a vivo, i balconi di legno, le intime corti e le abitazioni di pianta cinque-seicentesca. Ma soprattutto camminare tra vicoli, scalette, archi e ballatoi in perfetta armonia con la natura circostante, vi farà sentire in un borgo incantato. La Val Colvera, dove sorge Poffabro, fu piuttosto frequentata fin dall’epoca romana quando era attraversata, proprio ai piedi del monte Ràut, dalla strada che dalla colonia militare di Julia Concordia apriva la via verso il nord, attraverso le Alpi. Ma poi isolata fino a fine Ottocento, la Val Colvera è diventata un luogo silenzioso e solitario, testimone di antiche tradizioni e leggende. 

  • Nortosce, Umbria

Un borgo sperduto tra i monti umbri a 867 metri d’altitudine recentemente scoperto dai media internazionali. Nortosce è un minuscolo paese della Valnerina umbra che conta solo due abitanti, Giovanni Carilli e Giampiero Nobili, di 82 anni l’uno e 74 l’altro. In tempi di coronavirus, i due uomini non rinunciano mai alla mascherina e se cenano insieme si siedono a capotavola, raccontano all’Ansa. La singolare storia dei due superstiti del borgo ha fatto conoscere ai più questa frazione sperduta di Cerreto di Spoleto, che d’estate era frequentato da turisti ben informati. Completamente circondato dalla natura, il paesino di case in pietra è il rifugio ideale per chi fugge dalla città e dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Qui non troverete bar, hotel, ristoranti, negozi e d’inverno, probabilmente, neanche turisti. Nortosce è un luogo da contemplare e un ritorno alla vita rurale nel pieno rispetto delle misure anti-Covid. 

  • Abbadia San Salvatore, Toscana 

Sul versante senese del monte Amiata sorge Abbadia San Salvatore, un borgo medievale a 822 metri d’altitudine, perfetto per chi ama la montagna tutto l’anno. La storia del paese inizia con quella dell’antica abbazia, fondata nel 750 dal re longobardo Ratchis, diventata per molto tempo fulcro del potere esercitato dai monaci sul territorio. Attorno all’abbazia si è sviluppato il centro storico che i badenghi chiamano semplicemente “paese vecchio”. Passeggiando tra vicoli e porte in pietra prestate attenzione agli incantevoli scorci che si aprono sulla Val d’Orcia. Abbadia San Salvatore è conosciuto anche come rinomato centro minerario che fino alla metà degli anni ’70 ha ospitato una delle miniere di mercurio più produttive al mondo, i cui resti sono ancora visibili salendo verso la vetta del Monte Amiata. “Città delle fiaccole” viene anche chiamata Abbadia per la tradizionale fiaccolata che si svolge alla vigilia di Natale. Il borgo toscano, infine, è un’ottima base di partenza per andare a sciare sulle piste dell’Amiata o per ciaspolare nei boschi. 

  • Noli, Liguria

Selezionato tra i Borghi più Belli d’Italia, Noli, antica Repubblica Marinara è un suggestivo borgo medievale e un’importante stazione balneare della Riviera di Ponente. Le sue antiche origini sono testimoniate da Dante che cita Noli nella Divina Commedia. Il centro storico arrivò a ospitare ben 72 case-torri all'interno della sua triplice cerchia di mura, ma oggi rimangono solo i resti del castello dei Marchesi del Carretto, con la fortificazione che corre lungo il Monte Ursino. Noli però è uno dei pochi borghi costieri ad avere ancora oggi pescatori locali che ogni notte escono in mare con le loro barchette e tornano la mattina con il pescato freschissimo. È la meta ideale quindi per chi cerca una fuga al mare d’inverno tra colori e profumi della riviera ligure. Girate il centro storico tra le case dai tetti rossi e i tipici caruggi, come vengono chiamate le strette viuzze, prima di partire per un’escursione sulle colline del Nolese e del Finalese tra ginestre, mirti e lecci.

  • Geraci Siculo, Sicilia

Chi dal mare di Cefalù sale verso la montagna per una visita ai paesi del Parco Regionale delle Madonie, dopo Castelbuono attraversa una magnifica sughereta e si trova di fronte l’immagine di un gruppo di case dominato dai ruderi di un castello. Geraci Siculo, adagiato sulla schiena rocciosa di un colle, ha una struttura urbanistica di strade strette e tortuose, vicoli e cortili, dove ancora è evidente l’impronta medievale. Annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, Geraci Siculo è una cittadina fortificata in provincia di Palermo che ricorda nella sua forma il dorso di un cavallo. Il nome deriva da Jerax, in greco avvoltoio, scelto dai colonizzatori greci nell’VIII secolo a.C. poiché la rocca era abitata da questi uccelli predatori. Strade strette e tortuose testimoniano l’origine medievale del borgo che però poi sorprende con vicoli, cortili e sottopassaggi che richiamano l’architettura araba. Sul centro storico dominano i ruderi del Castello di Ventimiglia. Attraversata ancora dai falconi addestrati da Federico II, l’antica capitale dei Ventimiglia racconta la sua storia attraverso gli affreschi bizantini del castello, le finestre moresche, l’impronta normanna, le raffinate Madonne nelle chiese. A Geraci Siculo si respira aria pura di montagna mentre si guarda giù fino alle isole Eolie.  

  • Bova, Calabria 

Arroccato sulle pendici dell’Aspromonte, Bova è un gioiello della Calabria ancora poco conosciuto. È un borgo in provincia di Reggio Calabria che conta meno di 500 abitanti ed è immerso in un’atmosfera d’altri tempi. La sua origine è antichissima e spiega la derivazione del nome greco Vùa. Secondo la leggenda, una regina armena avrebbe guidato il suo popolo sul monte Vùa, nel cui nome appare chiaro il riferimento alla presenza del bue, cioè a una terra adibita al pascolo dei buoi. Bova, dunque, è considerata la capitale culturale della Calabria Greca, la zona che dalle coste dall’Aspromonte degrada verso lo Ionio, antico luogo di conquista da parte della popolazione ellenica e storico crocevia di culture e di lingue. A Bova come negli altri comuni dell’area grecanica, tra cui Gallicianò, Roghudi e Roccaforte del Greco, tradizioni, sapori e suoni si fondono con quelli ellenici. L’incontro di culture a Bova è inoltre evidente nell’affascinante combinazione dell’architettura bizantina, normanna e medievale. Quindi nonostante la località non sia proprio facile da raggiungere vale sicuramente la pena attraversare l’impervio territorio circostante, ricco di fiumare, calanchi, alture, colline e coste franose, per scoprire l’affascinante borgo.

  • Pietrapertosa, Basilicata 

È il comune più alto della Basilicata che sorge a 1088 m di altitudine nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Incastonato nella roccia delle Piccole Dolomiti Lucane, Pietrapertosa assomiglia a un presepe quando le prime luci si accendono al calar della sera. Il borgo prende il nome dall’antica Pietraperciata, che vuol dire “pietra forata”, dovuto alla presenza di una grande rupe forata da parte a parte. Il paese protetto dalle Dolomiti Lucane che domina la valle del Basento come una fortezza naturale ha favorito l’insediamento dell’uomo fin dai tempi più remoti. La parte più antica del borgo conserva, ancora oggi, l’antico nome saraceno di Arabat caratterizzato da strade strette e vicoli ciechi. Piccole case contadine, incastrate l’una nell’altra e quasi poggiate alla roccia scoscesa, creano un labirinto di stradine e scalette, salite e discese che si integrano perfettamente nella natura circostante. Non dimenticatevi di salire al castello per ammirare il panorama mozzafiato su monti, boschi, valli, fiumi e colline di questa terra incontaminata. Poi con il “Volo dell’Angelo” potrete raggiungere in pochi minuti Castelmezzano, un altro suggestivo borgo tra le Dolomiti Lucane, posto di fronte a Pietrapertosa. Volare tra i due borghi a una velocità di oltre 120 km/h su uno strapiombo di circa 800 metri, è un’esperienza unica. Vie ferrate, percorsi per trekking e ebike incanteranno poi chi all’adrenalina preferisce la scoperta lenta. 

  • Castelrotto, Trentino-Alto Adige 

Nella Valle Isarco, tra la Val Gardena e la Val di Tires, sorge Castelrotto all’interno del Parco Naturale dello Sciliar, ai piedi dell’Alpe di Siusi. È uno splendido borgo altoatesino immerso in un’atmosfera fiabesca, dall’impianto tipicamente medievale e un ricco patrimonio artistico e culturale. Nel centro storico vedrete la chiesa dei Santi Pietro e Paolo in stile neoclassico, edifici affrescati e un campanile barocco da cui ammirare il borgo e il paesaggio circostante. Dominano il paese le rovine dell’antico castello di Castelvecchio, di origine medievale, che si può raggiungere a piedi. Nel borgo in cui si parla ancora ladino si tramando le antiche tradizioni. Ogni inverno infatti si svolge il “matrimonio contadino”, una manifestazione che fa rivivere l’antico rituale degli abitanti di Castelrotto fino agli anni ’50. Castelrotto, infine, è un’ottima base per chi vuole sciare sull’Alpe di Siusi o salire fin sulla Marmolada. 

AUTORE: FRANCESCA FERRI

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