Idee di viaggio

I cammini più belli da fare in primavera in Italia

Antichi sentieri, tratturi e itinerari tra spiritualità, storia e natura

Cammini di primavera A PIEDI Shutterstock
4.2/5

Camminare è il modo più antico di viaggiare, come testimoniano le storie di pellegrini, santi e mercanti. Oggi ripercorrere gli antichi sentieri e le storiche strade percorse nei secoli dai nostri antenati ci permette di riscoprire la magia del viaggio lento e le meraviglie del nostro Paese. 

Splendide vallate, storici borghi o intricate foreste possono diventare luoghi ancor più suggestivi se esplorati a piedi. 

Ecco i cammini più belli tra spiritualità, storia e natura da esplorare in primavera.

13 cammini perfetti per la primavera

  • Via Francigena
  • Via Francigena del Sud
  • Sentiero del Mediterraneo 
  • Sentiero Azzurro
  • Sentiero degli Dei 
  • Anello di Portonovo
  • Stromboli a piedi 
  • Via degli Abati
  • Via di Francesco 
  • Cammino di Dante
  • Cammino dei Briganti 
  • Cammino 100 Torri
  • Cammino di San Vili

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I cammini più belli da fare in primavera in Italia

  • Via Francigena, da Roma a Canterbury

La Via Francigena è un’antica strada che al volgere del primo millennio i pellegrini percorrevano partendo dall'Europa occidentale, in particolare dalla Francia, per recarsi in preghiera alla tomba dell'apostolo Pietro a Roma, oppure per proseguire verso la Puglia, dove si trovavano i porti d’imbarco per la Terra Santa. Oggi la Via Francigena è diventata un percorso per amanti della natura, dell’attività sportiva e per chi vuole scoprire storia, tradizioni e folclore del territorio da attraversare lentamente, a piedi o in bicicletta. Le principali tappe dell’antica strada sono quattro come quattro sono gli Stati che attraversa: Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Italia. Il tratto italiano della Via Francigena inizia al Passo del Gran San Bernardo, sulle tracce del viaggio di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che nel 990 per primo intraprese il cammino da Roma all’Inghilterra. Dopo aver ammirato le bellezze della Val d’Aosta, si prosegue in Piemonte e bassa Lombardia tra le campagne e le coltivazioni di riso. La barca del Transitum Padi (guado del fiume Po) accompagna il pellegrino in Emilia, proseguendo poi fino ai piedi dell’Appennino. Raggiunto il Passo della Cisa, si attraversa tutta la bellissima Toscana dalla Garfagnana al Chianti alle colline senesi, per entrare poi nel Lazio attraverso l’incantevole Tuscia fino a raggiungere la periferia di Roma e quindi la meta finale, la basilica di San Pietro. Questo è il percorso italiano ufficiale della Via Francigena, lungo circa 1.020 km, e riconosciuto dal MIBAC (Ministero dei Beni Culturali) e dal Consiglio d’Europa. Inoltre esistono delle varianti, approvate in via ufficiale oltre a dei percorsi alternativi, in genere consigliati in caso di maltempo o problemi momentanei lungo il percorso. 

  • La Via Francigena del Sud, da Roma a Santa Maria di Leuca

Quando si parla di Via Francigena non si può non parlare anche della sua parte meridionale che porta da Roma a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Questo era infatti l’antico percorso tracciato dai pellegrini diretti in Terra Santa. Le Vie Francigene nel Sud uniscono l’Occidente all’Oriente, il cristianesimo al paganesimo, l’Età antica al Medioevo. È un itinerario trasversale tra basolati romani ed antichi tratturi, templi pagani, imponenti cattedrali e santuari cristiani, dolci panorami collinari e aspri passaggi montani. Lungo il cammino da Roma a Santa Maria di Leuca, inoltre, potreste fare diverse deviazioni alla scoperta di territori meno esplorati. Per esempio una volta arrivati in Puglia, da Troia parte la direttrice, lunga circa 110 km che, passando per i centri abitati di Lucera, San Severo, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, raggiunge Monte Sant’Angelo, Patrimonio dell’Unesco, nonché importante meta di pellegrinaggio per il culto dell’Arcangelo Michele. Da Monte Sant’Angelo poi ci si incammina lungo la via litoranea verso Bari. Sempre dalla Puglia poi, precisamente a Ordona, parte un altro sentiero che porta a Matera, la città dei Sassi in Basilicata. Sul sito ufficiale delle Vie Francigene del Sud troverete tutti gli itinerari.

  • Sentiero del Mediterraneo, dalla Basilicata alla Spagna

Il Sentiero del Mediterraneo è un antico percorso attraversato nel tempo da pellegrini e mercanti che ricalca le vie di comunicazione medievali. È un incredibile sentiero che parte dall’Italia, precisamente dalla Basilicata, a Maratea, attraversa poi la Francia e si conclude in Spagna, collegando così tre diversi Paesi europei lungo la costa settentrionale del Mediterraneo. Sviluppato dalla European Rumblers Association e dalla Federazione Italiana Escursionismo, il Sentiero del Mediterraneo, identificato come E12, è un percorso lungo 1460,32 km che, disegna quasi un anello nel mar Mediterraneo. Il punto di partenza si trova sul versante lucano della spiaggia di Castrocucco, al confine tra la Basilicata e la Calabria. Il sentiero poi attraversa tutto il litorale tirrenico della Basilicata, lungo circa 32 km. Si percorre così il costone dolomitico che porta all’insenatura di Capo La Secca, dove al tempo dei Romani si praticava l’itticoltura. Proseguendo lungo il sentiero sovrastato dal castello di Castrocucco si passa per la spiaggia dell’Orto, la scenografica Punta Caina, dominata da una torre medievale, per giungere infine a Marina di Maratea. Superata la Basilicata, il Sentiero del Mediterraneo prosegue per la Campania, il Lazio, la Toscana e infine la Liguria, terminando a Ventimiglia, dove l’ultimo tratto della parte italiana del percorso si congiunge con il tratto francese per poi raggiungere quello spagnolo. Dalle terre più brulle alle più rigogliose, il percorso stupisce per la grande varietà paesaggistica e la biodiversità degli ambienti attraversati. 

  • Sentiero L’Infinito e Sentiero Azzurro, Liguria, Cinque Terre

Quale miglior modo di esplorare le Cinque Terre se non a piedi? Tra i tanti percorsi che attraversano la Liguria ne consigliamo due vista mare, ideali per la primavera. Il sentiero L’Infinito è uno scenografico percorso che collega Portovenere con Riomaggiore. È l’antico sentiero lungo 14 km che richiede dalle 3 alle 4 ore a seconda della propria andatura. La partenza è a Portovenere, in piazza Bastreri, quindi si inizia il primo tratto del percorso che, attraverso una scalinata in pietra, costeggia il castello Doria, offrendo panorami spettacolari sulle tre isole di Palmaria, Tino e Tinetto. Si imbocca poi il sentiero segnato in bianco e rosso dal Cai per arrivare alla prima tappa, Campiglia. Da Campiglia si prosegue verso Riomaggiore, ma prima si sale verso il Colle Telegrafo da cui ammirare il panorama. Tra terrazze coltivate, profumi e strade segnate dai tipici muretti a secco, le ciàn, si arriva così al Santuario di Nostra Madonna di Montenero, a poco più di 300 metri di altitudine, e infine al colorato borgo di Riomaggiore. Il Sentiero Azzurro, invece, è un percorso più facile e uno dei più spettacolari delle Cinque Terre. È il sentiero n. 2, segnalato da una striscia bianca e una azzurra, che si snoda lungo il mare collegando i cinque borghi tra loro. L'itinerario da Riomaggiore a Monterosso è lungo circa 12 km e la quota massima (200 mt.) si tocca a Prevo, piccola frazione di Vernazza. Il percorso è composto per lo più da sentieri, mulattiere acciottolate e gradinate, dal lungomare della Via dell'Amore e da strade interne dei paesi. Insieme alla Via dell’Amore, che risale agli anni Trenta, il Sentiero Azzurro è un tragitto antico, molto conosciuto ai tempi della Repubblica di Genova, quando Vernazza era lo scalo e il punto commerciale principale della zona. 

È il cammino dei cammini. Il Sentiero degli Dei è il percorso panoramico con vista mare più bello della Costiera Amalfitana e uno dei più belli d’Italia, ideale per la primavera. Il Sentiero degli Dei parte dalla chiesa di San Matteo a Bomerano, una frazione di Agerola a 650 metri sul livello del mare, poi attraversa Nocelle e prosegue lungo l’antico tracciato dei coloni ellenici una volta dominato da templi. Infine, attraverso 1500 scalini scende a Positano. Il sentiero, che consigliamo di affrontare dall’alto verso il basso, è indicato con segnaletica bianca e rossa numerata 02. È un sentiero turistico di 8 km e di lieve difficoltà, ma è sconsigliato a chi soffre di vertigini. Il tempo di percorrenza è di circa 4 ore e mezzo. Durante il tragitto immerso nella macchia mediterranea potrete godere degli splendidi panorami che abbracciano la costiera e il mare a perdita d’occhio. Il sentiero conserva ancora tutto il suo fascino che ha ispirato numerosi scrittori e poeti nel tempo. Tra questi Italo Calvino ha descritto il Sentiero degli Dei come “quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”.

  • L’Anello di Portonovo, Marche

Il sentiero 309 del Parco del Conero, chiamato Anello di Portonovo, esplora il meglio della baia marchigiana famosa per le sue spiagge bandiera blu ma anche per i percorsi naturalistici a pochi chilometri da Ancona. È un percorso facile della durata di 1 ora e 30 minuti, da affrontare a piedi o in mountain bike. Si parte dalla piazzetta di Portonovo proseguendo per il Lago Grande, ideale per gli amanti del birdwatching. Si raggiunge il Fortino Napoleonico, costruzione risalente ai primi del 1800 che ora ospita un hotel, e poi l’imponente Torre di guardia, detta anche Torre Clementina o Torre De Bosis, risalente al Settecento, che nei secoli seguenti ospitò grandi letterati come Gabriele D’Annunzio. Si arriva così alla chiesa di Santa Maria di Portonovo, un gioiello di arte romanica a pochi passi dal mare, davanti alla stupenda spiaggia della Vela. La chiesa, citata perfino da Dante nella Divina Commedia, oggi è visitabile ma non è sempre aperta. Poco lontano dalla chiesa si trova l’altro laghetto salmastro, il Lago Profondo, situato proprio alle pendici del Monte Conero. Infine, riprendendo il sentiero 309 ritornerete alla piazzetta di partenza. 

  • Stromboli, isole Eolie, Sicilia

Camminare fino in cima allo Stromboli è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Il vulcano di Stromboli è uno dei più attivi al mondo da più di 2500 anni e le costanti eruzioni danno vita a uno spettacolo magico durante la notte. Diverse associazioni di San Vincenzo organizzano escursioni diurne o notturne sul vulcano e forniscono tutto il necessario per vivere l’esperienza in sicurezza. Due diversi sentieri partono da San Vincenzo e uno da Ginostra per raggiungere la cima del vulcano a 926 metri sul livello del mare. Il sentiero che porta da San Vincenzo a Pizzo sopra la Fossa è riconosciuto come la via più sicura per raggiungere la vetta del vulcano. Il sentiero che conduce ai crateri ha una larghezza media di un metro, è ben segnalato e facilmente percorribile, alternando fondi sabbiosi e rocciosi. Una volta raggiunto Pizzo sopra la Fossa vi ritroverete in un paesaggio lunare tra crateri fumanti. Il Sentiero che, invece, porta da piazza San Vincenzo alla Sciara del Fuoco è un’alternativa più facile. Si parte dalla chiesa di San Vincenzo, proseguendo poi per il cimitero vecchio dove è ben visibile lo Strombolicchio, un isolotto a nord-est di Stromboli. Così si arriva al costone roccioso di Cannestrà, a strapiombo verso la zona occidentale per poi proseguire in direzione ovest verso il Vallonazzo, luogo in cui si può apprezzare la maestosità del burrone. Infine, il sentiero che da Ginostra arriva a Portella Ginostra permette di raggiungere quota 800 metri percorrendo il bordo occidentale della Sciara del Fuoco fino a Pizzo. Rimarrete colpiti dall’insolito rotolamento di massi che percorrono l’intera Sciara fino ad infrangersi tra le onde. Ad ogni modo il panorama dall’alto del vulcano è da brivido e nelle giornate terse si riesce addirittura a scorgere l’Etna. Chiaramente non si può prevedere l’intensità delle eruzioni e la loro frequenza che ritmano l’ascesa fino al Pizzo, un anfiteatro unico al mondo da cui ammirare lo Stromboli in tutta la sua maestosità. La primavera è la stagione ideale per fare queste escursioni quando la temperatura non è ancora troppo elevata, il tramonto è chiaramente il momento più suggestivo. 

La Via degli Abati è un percorso di 120 km che collega la città di Bobbio sull’Appennino piacentino a Pontremoli, al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, dove si collega alla Via Francigena. La Via degli Abati, circa 190 km e un dislivello massimo di 4000 metri, è più antica della Via Francigena. Ci sono prove, infatti, che i sentieri della Via degli Abati erano già in uso tre secoli prima del 990 d.C., quando Sigerico percorse lo storico cammino da Roma a Canterbury. La Via degli Abati è legata alla storia di Bobbio e della sua abbazia, fondata nel VII secolo d.C. da San Colombano, un monaco irlandese. L’abbazia diventò presto un luogo di studio e di preghiera, e dopo la morte di Colombano e la successiva canonizzazione, i suoi devoti iniziarono a visitare Bobbio e dintorni, per poi proseguire verso Roma. Anche conosciuta con il nome di “Francigena di Montagna”, la Via degli Abati collega quindi Bobbio a Pontremoli, passando per Pavia, lungo la Val Trebbia e l’Appenino tosco-emiliano, attraverso luoghi di fede di straordinaria suggestione come l’Abbazia di San Colombano, borghi caratteristici come quello di Bobbio o Pontremoli, splendidi castelli come quello di Bardi e paesaggi incontaminati di rara bellezza dell’Appennino Parmense.

È un cammino unico sui passi di San Francesco per raggiungere Assisi partendo da nord (La Verna) o da sud (Roma). Un pellegrinaggio per ripercorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo alcuni dei luoghi che testimoniano della vita e della predicazione del santo di Assisi. Il cammino consta di otto tappe se si parte da La Verna e si giunge ad Assisi, dieci tappe da Greccio ad Assisi (con le varianti per Perugia e per Terni). Attraversare il cuore dell’Italia, tra l’Umbria, la Toscana e il Lazio, ammirando gli stessi paesaggi ammirati da Francesco, tornando nei suoi stessi luoghi che ancora riecheggiano delle sue parole e gesta, incontrando la gente con lui imparentata, è una vera esperienza spirituale per i credenti di tutti i tempi. 

Il Cammino di Dante è il primo itinerario attraverso i sentieri e le vie medievali, che univano la Romagna e la Toscana, percorsi dal Sommo Poeta ai tempi del suo esilio, periodo in cui scrisse la Divina Commedia. Il cammino riscopre le antiche vie che collegano Firenze e Ravenna, la città natale e quella in cui è morto il Poeta. Gli itinerari si snodano quindi attraverso quei luoghi del territorio tosco-romagnolo citati nella Divina Commedia, o direttamente vissuti dal Poeta durante i suoi anni di esilio. I sentieri che compongono gli itinerari, nella maggior parte dei casi, sono percorsi “in cresta” utilizzati dal Basso Medioevo fino allo sviluppo dell’attuale rete viaria risalente alla fine dell’800. A tratti questi sentieri medievali coincidono con antiche strade etrusco-romane, facilmente riconoscibili dai tipici selciati. Il percorso si sviluppa attraverso un anello di circa 400 km congiungendo la Romagna e il Casentino, per un totale di 20 tappe fisse, da percorrere in senso antiorario. Il punto di partenza, dunque, è la Tomba di Dante a Ravenna, e il punto di arrivo, il Museo Casa di Dante a Firenze. Il Cammino di Dante non è quindi solo un percorso di trekking, ma anche un percorso culturale, artistico, filosofico e spirituale. L’itinerario vi farà riscoprire i meravigliosi paesaggi della Romagna e del Casentino, rivivere i fasti dei Conti Guidi e dei loro castelli ricchi di storia e di misteri, immergervi nel limpido ruscello dell’Acquacheta, ammirare la maestosa bellezza delle Foreste Casentinesi e rigenerarvi nei suoi eremi. 

Il Cammino dei Briganti è un percorso ad anello di 100 chilometri al confine tra Lazio e Abruzzo che, a metà Ottocento, costituiva il limite tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. È un cammino che si sviluppa a quote medie (tra gli 800 e i 1300 m. di quota) sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Si calcolano di solito sette giorni per compiere il cammino che parte e ritorna al borgo di Sante Marie, in provincia de L’Aquila. Il percorso è diviso in sette tappe e attraversa la Marsica in Abruzzo e il Cicolano del Lazio, quelle montagne dell’Appennino dove si rifugiavano i briganti un secolo e mezzo fa. Ritornare sui luoghi dove i briganti hanno lottato contro l’invasione dei Sabaudi vuol dire rivivere una pagina importante della storia italiana. Tra boschi, monti e borghi, il Cammino dei Briganti, inoltre, è il percorso ideale per chi vuole scoprire il volto più selvaggio dell'Appennino. 

Il Cammino 100 Torri è uno scenografico percorso che si snoda lungo la costa della Sardegna per 1284 km. Prende il nome dalle 105 torri costiere che scandiscono il sentiero, che non si allontana mai dal mare per più di due chilometri e percorre l’intero giro dell’isola in senso antiorario. Partendo da Cagliari si esplorano spiagge, dune, chiese, fari, borghi e luoghi inaccessibili. Il percorso si suddivide in due cammini, il cammino orientale e il cammino occidentale, che potrete percorrere anche separatamente. Il Cammino Orientale, lungo 597 km, attraversa spiagge e strade sterrate che vanno da Cagliari alla Gallura, perdendosi nella macchia mediterranea. Il Cammino Occidentale, lungo 634 km, si sviluppa invece lungo strade sterrate e stagni di acqua dolce, lagune e dune costiere che vanno da Castelsardo a Cagliari. Lungo antichi sentieri e mulattiere scoprirete l’anima più autentica della Sardegna.

Il Cammino di San Vili prende il nome da San Vigilio, il vescovo e patrono di Trento che, secondo la leggenda, lo percorse nella sua opera di evangelizzazione nel IV secolo d. C. Il Cammino costeggia lo spettacolo mozzafiato delle Dolomiti di Brenta, incontra paesaggi naturali meravigliosi dove l’acqua dialoga con la roccia, attraversa affascinanti paesi con antiche tradizioni e gustosi prodotti tipici. Si trova in Trentino questo sentiero da percorrere in sei giorni a piedi alla scoperta di valli e montagne, laghi trasparenti, santuari di montagna ed alpeggi. Il Cammino di San Vili unisce Trento a Madonna di Campiglio in un percorso di oltre 100 chilometri che dalla Valle dell’Adige arriva alle Dolomiti del Brenta. Il cammino passa su sentieri sterrati percorribili solo a piedi sulle tracce di San Vigilio, detto San Vili in dialetto trentino. Per comodità il percorso è stato suddiviso in sei tappe che toccano sei diversi paesi dove fermarsi a dormire. Percorribile in entrambi i sensi di marcia, il sentiero vi porterà ad esplorare i Laghi di Lamar, le gole del fiume Sarca che forma un canyon spettacolare, Irone (Airone), il paese fantasma, Passo Daone, il punto più alto dell'itinerario e la pieve di S. Vigilio, costruita sul luogo dove, secondo la tradizione, è avvenuto il martirio del santo. Un sentiero escursionistico che concilia spiritualità e storia. 

Autore: Francesca Ferri

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