Idee di viaggio

I borghi più belli del Cilento

10 borghi della terra campana dove sono nati miti, leggende e filosofi

Borghi Cilento BORGHI Shutterstock
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I borghi medievali osservano il mar Tirreno dalla cima di verdi colline. Dagli antichi castelli e fortezze un tempo si avvistavano le flotte saracene, oggi si ammirano gli spettacolari panorami della natura campana. 

Il Cilento è una subregione montuosa della Campania meridionale, in provincia di Salerno, che fa parte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dichiarato, nel 1998, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il suo nome deriva dal latino "cis-Alentum", ossia "al di qua del fiume Alento", e compare già nel 994 d.C. per merito dei benedettini, che qui eressero chiese e monasteri, attorno a cui poi sorsero i centri abitati. Inizialmente con il termine Cilento si identificavano le zone al di sotto del Monte Stella e ad est del fiume Alento. 

Dalla fine dell’Ottocento si è esteso il Cilento a buona parte della provincia costiera e interna meridionale di Salerno. Dal XII al XVI secolo, il Cilento fu dominato dalla famiglia dei Sanseverino, principi di Salerno, che hanno lasciato meravigliosi palazzi e fortezze oggi da visitare. Il Cilento, inoltre, ha dato i natali a grandi filosofi greci. A Elea, poi diventata la Velia romana, nacquero, infatti, la Scuola Eleatica e il suo principale esponente, Parmenide. Il Cilento è anche terra di miti e leggende, da Palinuro, nocchiero di Enea, agli Argonauti, fino alle sirene dell’isola di fronte Punta Licosa. Un territorio ricco di storia, arte e natura che i borghi vi racconteranno. 

Ecco i 10 borghi più belli del Cilento

10 borghi più belli del Cilento

  • Castellabate
  • Camerota e Marina di Camerota
  • Ascea e Ascea marina
  • Pisciotta e Marina di Pisciotta
  • Pioppi 
  • Acciaroli 
  • Rocca Cilento 
  • Agropoli 
  • Teggiano 
  • Palinuro

Castellabate

Un balcone di pietra affacciato sul mare, immerso nel silenzio delle colline. Castellabate è uno dei borghi più belli d’Italia ed è patrimonio Unesco dal 1998. Il suo nome deriva da Castrum Abbatis, castello dell’Abate, ed è legato alla costruzione del castello, iniziata dall’abate Costabile Gentilcore, nel 1123. Il borgo poi si è sviluppato intorno ad esso. Il centro storico di Castellabate, compreso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, conserva la struttura urbana medievale. È un susseguirsi di stradine, vicoletti, archi, gradinate, palazzi, slarghi e case in pietra grigia. Alle due estremità del borgo, villa Principe di Belmonte e villa Matarazzo nella frazione costiera di Santa Maria, vi daranno il benvenuto prima di arrivare al labirinto di stradine che conducono alla piazza rettangolare, da cui si gode il panorama della vallata che scende al mare lucente di Licosa. Il castello, costruito per proteggere la popolazione dalle incursioni dei Saraceni, appare ancora solido. Dalla fortezza si raggiunge in breve la basilica di Santa Maria de Giulia, la cui facciata cinquecentesca è affiancata da una torre campanaria modulata su quattro piani. Di fronte alla basilica si trova poi la piccola chiesa del Rosario della seconda metà del Cinquecento. Da vedere anche la bella costruzione ad archi nel porticciolo di Santa Maria, chiamato “porto delle gatte”. Per gli appassionati di archeologia, il Museo del Mare, presso villa Matarazzo, conserva reperti rinvenuti nelle acque della costa cilentana.

Camerota e Marina di Camerota

Camerota e Marina di Camerota, situate nel Cilento meridionale, sono le tra mete più affollate d’estate. Il nome Camerota risale al mito greco che racconta della ninfa del mare Kamaraton, la quale aveva fatto innamorare Palinuro, il nocchiero di Enea. La ninfa però respinse Palinuro che invocò il dio Sonno, il quale trasformò Kamaraton in roccia, quella sulla quale sorge il borgo. Il centro storico di Camerota sorge, infatti, in collina ed è anche conosciuto come "Camerota alta", per distinguerlo dalla frazione balneare di Marina di Camerota. È un borgo medievale dominato dal castello Marchesale, che risale al periodo normanno, dove visitare il Museo della Civiltà Contadina e dell’Artigianato per fare un viaggio nel tempo. Il comune di Camerota, oltre al capoluogo, conta 3 frazioni, la Marina e due borghi collinari, Lentiscosa e Licusati. L’attrazione principale del comune sono le spiagge di Marina di Camerota. Lungo 32 km di fascia costiera si susseguono bellissime insenature, grotte e spiagge tutte da scoprire. Tra le più belle ci sono la spiaggia del Mingardo, Cala del Cefalo, la spiaggia del Troncone, Cala d’Arconte, Cala Bianca e Baia degli Infreschi. A Marina di Camerota fate una passeggiata al porto, un’insenatura naturale nel paese. Nei pressi del porto si trova l’EcoMuseo Virtuale del Paleolitico che conserva testimonianze dell’uomo preistorico nel Cilento. Nei dintorni l’affascinante cappella di Piedigrotta poi offre una vista meravigliosa sulla frazione Marina. Per gli amanti del trekking, il sentiero degli Infreschi, che è un tratto del sentiero del Mediterraneo, vi porterà ad alcune delle più belle calette del Cilento. 

Ascea e Ascea marina

Come tutti i borghi del Cilento, anche Ascea ha origini medievali e sorge su un’altura a poca distanza dalla costa per proteggersi dalle incursioni saracene di un tempo. È nata probabilmente intorno all’anno 1000 e la popolazione crebbe per il trasferimento degli abitanti di Castellammare della Bruca (antica Velia) a causa del diffondersi della malaria. Oggi i turisti vengono ad Ascea soprattutto per le spiagge di Ascea Marina. In realtà più che di spiagge bisogna parlare di spiaggia di Ascea, in quanto è lunga quanto tutta la costa del comune. La spiaggia, infatti, inizia dalla scogliera di punta del Telegrafo e finisce al Porto di Casal Velino Marina. Un altro dei motivi per cui visitare Ascea è il parco archeologico di Velia, a pochi chilometri di distanza. Ascea è infatti uno dei più antichi e importanti insediamenti dell’antica Grecia, nato grazie agli abitanti di Velia, l’antica Elea, che, nel XIII secolo d.C., fondarono sulle colline un piccolo borgo. Anticamente Elea era una delle città più ricche della Magna Grecia anche grazie alla sua posizione strategica per il commercio nel Mediterraneo. Ad Elea, inoltre, è nata la Scuola Eleatica così come il suo massimo esponente, Parmenide. Ascea, infine, è ricca di sentieri escursionistici tra cui il Sentiero degli Innamorati e il sentiero Aurella. 

Pisciotta e Marina di Pisciotta

Il borgo medievale di Pisciotta sorge a circa 180 metri sul livello del mare su una collina ammantata di uliveti. Pisciotta è infatti il paese dell’olio, ricavato da una varietà di olive autoctone chiamate “pisciottane”. Nel centro storico di Pisciotta vale la pena visitare il Palazzo Marchesale del ‘700, parzialmente visitabile, e la chiesa madre San Pietro e Paolo, che risale al XVII secolo e conserva alcune opere di scuola napoletana e chiari riferimenti barocchi. Fate un giro tra le strette vie del centro abitate da numerosi gatti, prima di scendere a Marina di Pisciotta e al piccolo porto turistico a circa 3 km di distanza. Pisciotta poi presenta diverse spiagge, da quella in ciottoli di Marina Campagna e Marina di Pisciotta alla spiaggia sabbiosa di Caprioli. Marina di Pisciotta è, infine, uno dei luoghi sottovalutati in Italia che meritano di essere riscoperti secondo il quotidiano inglese The Telegraph. 

Pioppi 

Pioppi è un piccolo borgo di pescatori situato al centro della costa cilentana, tra Acciaroli e Casal Velino. Negli ultimi anni è diventato la meta estiva di chi cerca una località marina tranquilla e lontana dalla folla, dove riscoprire il piacere del ritmo lento. Pioppi è conosciuta, inoltre, come patria della dieta mediterranea poiché qui è stata studiata e teorizzata dal fisiologo americano Ancel Keys. Un’alimentazione sana a base di verdure, frutta, cereali e pochi grassi saturi a favore dei grassi vegetali come l’olio d’oliva, abbinata a una buona attività fisica, contribuisce da sempre alla longevità della popolazione. Dopo aver esplorato il borgo marino di Pioppi passeggiate sul lungomare che si estende per circa 1 km. Le spiagge di Pioppi sono in parte sabbiose e in parte sassose. Da non perdere al palazzo Vinciprova il Musea, il Museo Vivo del Mare, l’unico del Cilento. Al piano superiore dello stesso palazzo si trova, invece, l’Ecomuseo della Dieta Mediterranea.

Acciaroli 

Acciaroli è uno dei più caratteristici borghi sul mare del Cilento ed è la maggiore frazione del comune di Pollica. È ricordata per i soggiorni di Ernest Hemingway, di cui però non ci sono prove. Ad Acciaroli tuttavia ne sono certi. Hemingway sarebbe arrivato nel paesino cilentano la prima volta durante la Seconda guerra mondiale, in quanto componente della V armata americana, e poi sarebbe ritornato in tempi più tranquilli. Qui avrebbe conosciuto Antonio Masarone, un pescatore che avrebbe ispirato in parte il suo capolavoro Il vecchio e il mare, che invece è stato concepito durante i soggiorni cubani. Al di là della leggenda, vale la pena visitare Acciaroli e vedere la chiesa dell'Annunziata, sorta nel 1187, i resti di un'antica torre di difesa angioina e quindi girare tra vicoli e stradine del paese che conducono al porto. Ad Acciaroli si trovano poi alcune delle più belle spiagge del Cilento, pluripremiate per anni dalle 5 vele di Legambiente. Tra queste la Spiaggia Grande, la spiaggia del Caleo, Trentova, la baia del Buon Dormire, Punta Licosa e la spiaggia della Marinella. Poco distante, merita una visita anche il paese di Pollica con il castello medievale del 1290 e la cappella di S. Pietro del 1524. 

Rocca Cilento 

Rocca Cilento è un minuscolo borgo che sorge a 600 metri su una collina nei pressi del Monte Stella da cui osservare la valle dell’Alento ai suoi piedi, la diga e la natura cilentana. Questo affascinante paesino, che conta solo poche centinaia di abitanti, è un gioiello del Cilento. Il castello vi darà il benvenuto. È un castello medievale con pianta pentagonale e con torri dalle quali è possibile ammirare un panorama meraviglioso della valle dell’Alento. Le prime documentazioni scritte della fortezza risalgono al 1119. Oggi il castello è in ristrutturazione ma si prepara ad accogliere matrimoni ricevimenti e un hotel con spa. Scendete poi nel centro storico di Rocca Cilento dove, tra case in pietra, si trova la Chiesa di Santa Maria della Neve. A poca distanza si trovano le località marine di Agropoli e Castellabate. 

Agropoli

Agropoli è un importante centro costiero alle porte del Cilento, situato all’estremità meridionale del golfo di Salerno. Le sue origini risalgono al Neolitico. Si attesta al I secolo a.C. invece la presenza di un piccolo borgo marittimo, Ercula, vicino all'attuale lungomare San Marco, destinato a servire da approdo anche per la vicina Paestum, il cui porto andava insabbiandosi. Il suo nome deriva dalla costruzione nel Medioevo di una roccaforte da parte dei Bizantini che prese il nome di Acropolis, città alta. Agropoli fu governata da diversi feudatari ma i più duraturi furono i Sanfelice, i cui stemmi riempiono il centro storico che conserva gran parte delle mura e il portale seicentesco. Vi si accede attraverso la caratteristica salita degli scaloni. Non perdete la visita del castello angioino-aragonese che domina la città. La costa di Agropoli è lunga 3 km lungo la quale si susseguono diverse spiagge, una delle quali si allunga verso nord fino alla zona archeologica di Paestum. 

Teggiano 

Teggiano è uno dei pochi borghi della provincia di Salerno che ha mantenuto intatto il suo aspetto di roccaforte. Anticamente chiamata Diano, o Rianu in dialetto teggianese, è soprattutto in epoca tardo medievale che acquisì importanza nel Vallo di Diano. Infatti, la potente famiglia Sanseverino vi costruì il castello e la elesse a roccaforte dove potersi rifugiare in caso di pericolo. Oggi Teggiano è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il borgo ancora conserva le alte mura medievali che permisero alla città di difendersi dagli attacchi del re di Napoli, Ferdinando d’Aragona. Esplorate, dunque, il centro storico dalle architetture medievali e rinascimentali che attrae migliaia di turisti ogni anno. Tra gli edifici religiosi meritano il convento di S. Francesco del XIV secolo e il Museo diocesano S. Pietro del XII secolo. Interessante è il Museo delle Erbe, situato nel centro della borgo e suddiviso in diverse sezioni: medicina naturale, micologia, erbario naturale, etnobotanica. Il Museo degli usi e delle tradizioni del Vallo di Diano, invece, custodisce diverse reperti che vanno dal telaio agli aratri per i buoi. Ammirate il Palazzo dei Malavolta, attuale sede vescovile. Gli amanti delle escursioni nella natura, invece, potrebbero esplorare la vicina riserva naturale Foce Sele-Tanagro.

Palinuro 

Palinuro è uno dei borghi più noti della costa del Cilento. È una frazione del comune di Centola e conta 1500 abitanti che crescono in modo esponenziale durante la stagione estiva. Il borgo si trova nella piccola penisola dell'omonimo promontorio, Capo Palinuro, conosciuto per la bellezza paesaggistica e naturalistica. Capo Palinuro è una di quelle località che hanno affascinato i viaggiatori di ogni epoca. Il nome Palinuro è citato perfino nell’Eneide dove è associato al mitico nocchiero della flotta di Enea. E in onore del nocchiero di Enea gli antichi Lucani realizzarono il cenotafio di Palinuro, che oggi si trova nella vicina Caprioli, nei pressi della Baia del Silenzio. Lungo la costa di Palinuro si susseguono bellissime spiagge tra cui quella delle Saline, il Molo dei Francesi, la Baia del Buondormire, la spiaggia della Marinella, della Molpa e dell’Arco Naturale. Oltre le spiagge Palinuro vanta bellezze naturali come le grotte tra cui la Grotta Azzurra, che deve il suo nome al colore delle sue acque, la Grotta del Sangue, caratteristica per il colore rosso delle sue pareti interne, la Grotta Sulfurea, che si distingue per l’odore di zolfo dovuto ai vapori di acido solfidrico e la Grotta dei Monaci, così chiamata per le stalagmiti a forma di monaci. La meraviglia da non perdere a Palinuro è il famoso Arco Naturale, a pochi passi dalla foce del fiume Mingardo. Per chi ama il mare, numerose sono le gite in barca che partono alla volta di calette nascoste e grotte segrete. Per chi, invece, ama il trekking il sentiero della Primula è uno dei più affascinanti. 

Autore: Francesca Ferri

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