Idee di viaggio

Il Museo Cappella Sansevero

A Napoli c'è un museo un tempo laboratorio e luogo di culto di un leggendario massone, alchimista ed inventore, con le opere strabilianti di uno dei più grandi scultori di sempre

MUSEI Photo Courtesy
4.4/5

Nascosto tra i vicoli del centro storico di Napoli c'è un museo speciale che devi visitare. È il Museo Cappella Sansevero, uno scrigno di arte, mistero, leggenda popolare e misticismo, famoso per ospitare al suo interno il famoso marmo del Cristo Velato.

La facciata della cappella è in sobrio stile classico e nulla lascia sospettare di quello che ci aspetta all'interno. Varcando la porta d'ingresso sarete catapultati in un mondo fatto d'arte ed esoterismo. 

Cappella Sansevero

Il Museo Cappella di Sansevero si trova nei pressi di piazza San Domenico Maggiore, un tempo fu un luogo di culto, ma è conosciuto soprattutto come tempio massonico carico di simbologie, che riflette il genio e il carisma di Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero che fece riprogettare la chiesa, ideò e commissionò l'interno tesoro artistico che custodisce.

Il magnate, progettatore Raimondo di Sangro che inventò macchine che potevano camminare sulla terra ferma e in acqua, fu un massone ed un alchimista, ricco inventore e poliglotta, mente entusiasta del Positivismo napoletano.

Dal suo laboratorio, accanto alla cappella, si vedevano scaturire luci dal bagliore innaturale che animavano senza sosta leggende affascinanti e voci inquietanti sul suo conto. Si dice che avesse accecato con i suoi poteri lo scultore del Cristo per non fargli portare a termine un'altra opera mirabile come la sua. 

Oltre al cristo Velato potrete ammirare le 10 Statue della Virtù che furono realizzare secondo un preciso progetto voluto da Raimondo di Sangro. Nove opere furono dedicate alle consorti di alcuni membri della famiglia di Sangro mentre l'opera Disinganno fu un omaggio ad Antonio di Sangro, padre del principe Raimondo.

Nella Cavea sotterranea sono ospitate le Macchine Anatomiche, due corpi perfettamente conservati, appartenenti ad un uomo e ad una donna che consentono di osservare da vicino l’intero sistema circolatorio umano. 

Cristo Velato

Il famosissimo marmo del Cristo Velato è il motivo per cui in tanti la visitano ogni giorno. Il corpo senza vita del Cristo è adagiato su un letto di marmo e un velo lo copre completamente. Il velo sembra così reale che secondo la leggenda sarebbe stato creato grazie ad un processo alchemico di marmorizzazione compiuto dal Principe in persona. L'opera in effetti è così incredibile che a guardarla viene da chiedersi come sia possibile vedere un corpo ed un viso, con le sue più piccole espressioni, al di sotto di un velo di marmo.

Al centro navata centrale, l'opera del Cristo Velato fu scolpita da Giuseppe Sanmartino, scultore famoso proprio per le figure coperte dal velo, stimato da Canova e conosciuto come uno dei più grandi scultori di tutti i tempi, nonostante il suo nome non sia noto come quello di altri che proprio a lui si ispirarono.

Statue della Virtù

  • Amor Divino

Secondo quanto si pensi l'opera potrevve essere stata realizzata da Francesco Queirolo, ma non c'è la certezza dell'attribuzione. Amor Divino è dedicato a Giovanna di Sangro dei marchesi di San Lucido, moglie del quinto principe di Sansevero Giovan Francesco di Sangro. Varcata la soglia d'ingresso la troverete a destra della porta grande. 

  • Decoro

È dedicata alla prima e alla seconda moglie di Giovan Francesco di Sangro, terzo principe di Sansevero. Fu una delle opere realizzate dal Corradini prima della morte improvvisa. L'opera mostra un giovane coperto da una pelle di leone e al suo fianco una testa di leone poggiata su un tronco di colonna che simboleggia la vittoria dello spirito umano sulla natura ferina. 

  • Disinganno

Disinganno è l'opera che Raimondo di Sangro dedica al padre Antonio, oltre ad essere uno dei più grandi capolavori del Queirolo. Il duca viaggiò per tutta Europa, ma in vecchiaia, ormai stanco tornò a Napoli, ove trascorse gli ultimi anni nella quiete della vita sacerdotale. L'opera in marmo rappresenta un genietto alato con sulla fronte una piccola fiamma, simbolo dell’umano intelletto che aiuta un uomo a divincolarsi dalle maglie intricate, mentre indica il globo terrestre ai suoi piedi, simbolo delle passioni mondane. Al globo è appoggiato un libro aperto, la Bibbia.

  • Dominio di Sé Stessi

L'opera è fu dedicata a Geronima Loffredo, nonna paterna di Raimondo di Sangro. L'opera fu ideata dal Queirolo ma venne eseguita da Celebrano. 

  • Educazione

Dedicato a Girolama Caracciolo e Clarice Carafa di Stigliano, rispettivamente prima e seconda moglie di Paolo di Sangro, secondo principe di Sansevero. L'opera è rappresentana da una donna intenta ad istruire un bambino. Si può leggere sul basamento la scritta Educatio et disciplina mores faciunt.

  • Liberalità

La scultura della Liberalità è dedicata a Giulia Gaetani dell’Aquila d’Aragona, consorte del quarto principe di Sansevero. Possiamo ammirare nella mano sinistra della donna una cornucopia riversante ori e gioielli, mentre la mano destra stringe alcune monete e un compasso, emblemi di generosità ed equilibrio. 

  • Pudicizia

Pudicizia è una delle sculture più belle che, insieme al Cristo Velato, vale la pena osservare attentamente. L'opera fu realizzata nel 1752 da Antonio Corradini, scultore di fama europea chiamato dal principe di Sansevero come co-ideatore ed esecutore del progetto iconografico del suo tempio. Dedicata Cecilia Gaetani, madre del Raimondo, Pudicizia rappresenta una donna coperta dal velo, come allegoria della Sapienza. Il riferimento alla velata Iside, dea dalla scienza iniziatica è chiarissimo. In un edificio del Quartieri Spagnoli, lo street artist Francisco Bosoletti ha realizzato un murales in omaggio a questa opera, dal titolo Iside. 

  • Sincerità

L'opera fu ideata dal Corradini, ma venne eseguita Queirolo. L'opera fu dedicata a Carlotta Gaetani, moglie di Raimondo ed è rappresentata da una donna che regge nella mano sinistra un cuore e nella destra un caduceo, simboli l’uno di amore e carità, l’altro di pace e ragione. 

  • Soavità del Giogo coniugale

Raimondo di Sangro dedicò lopera alla moglie del suo primogenito Vincenzo, Gaetana Mirelli dei principi di Teora. L'opera fu eseguita da Paolo Persico. 

  • Zelo della Religione

L'ultima virtù fu dedicata a Ippolita del Carretto e Adriana Carafa della Spina, mogli del fondatore della Cappella Giovan Francesco di Sangro, il cui autore fu Fortunato Onelli.

Macchine Anatomiche

Ad arricchire la leggenda ci sono gli studi anatomici del Principe. Scendendo una stretta scala si raggiunge il laboratorio privato di Raimondo di Sangro. Due corpi completamente scarnificati mostrano l'intero aspetto del sistema circolatorio umano grazie alla cristallizzazione di vasi sanguigni e capillari.

Secondo le voci popolari il Principe avrebbe ucciso due schiavi, un uomo e una donna, per creare le sue macchine anatomiche. Giacché era lì, avrebbe anche usato la pelle dei mlacapitati per costruire lampade, sedie e poltrone.

Orari e Tariffe

Il Museo Cappella Sansevero è aperto dalle 09.30 alle 18.30. Nei giorni festivi chiude alle 14.00. È chiuso il martedì.

Il Biglietto di ingresso al Museo Cappella Sansevero è di € 7.00; € 5.00 con Artecard e Convenzione Alitalia. I minori di 10 anni entrano gratis e da 10 a 25 anni di paga € 5.00.

Immagini più belle

Foto © Museo Cappella San Severo

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