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Cosa fare e vedere gratis a Napoli

Castelli, parchi, palazzi e ville ad ingresso libero per innamorarsi della bellezza partenopea

San Gregorio Armeno GRATIS Shutterstock
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Le cose belle non hanno prezzo. A Napoli è proprio così. La città partenopea offre meraviglie artistiche, naturalistiche e culturali accessibili a tutti, senza pagare alcun biglietto. Antichi castelli, meravigliosi parchi, monumentali palazzi e panorami mozzafiato regalano al visitatore la bellezza di Napoli e del suo golfo. 

Ecco cosa fare e vedere gratis a Napoli.

Napoli Gratis

  • Castel dell'Ovo
  • Biblioteca Nazionale di Napoli 
  • Duomo di Napoli 
  • Il Parco Vergiliano a Piedigrotta
  • Spaccanapoli
  • San Gregorio Armeno
  • I palazzi di Napoli 
  • Cimitero delle Fontanelle 
  • Villa Floridiana 
  • Orto Botanico 
  • Punti panoramici su Napoli e il golfo 

Cosa fare e vedere gratis a Napoli 

  • Castel dell'Ovo

Sull'antico isolotto di Megaride sorge imponente il Castel dell'Ovo. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all'uovo che Virgilio avrebbe nascosto all'interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l'uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da “quell'ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino”. Da quel momento il destino del Castello, unitamente a quello dell'intera città di Napoli, è stato legato a quello dell'uovo. Le cronache riportano che, al tempo della regina Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo dell'arcone che unisce i due scogli sul quale esso è costruito e la regina fu costretta a dichiarare solennemente di aver provveduto a sostituire l'uovo per evitare che in città si diffondesse il panico per timore di nuove e più gravi sciagure. Tra i castelli partenopei questo è quello più antico e risalirebbe probabilmente al 1128. Oggi Castel dell’Ovo è un simbolo di Napoli, situato nella zona chiamata Borgo Marinari. Si possono visitare la Torre Maestra, le celle dei monaci, il refettorio dei cenobiti, la Torre Normanna e i ruderi della chiesa del Salvatore. Non perdete le terrazze del castello da cui si gode una vista incantevole del golfo e un panorama unico della città vista dal mare.

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  • Biblioteca Nazionale di Napoli 

La fondazione della Biblioteca Nazionale di Napoli risale agli ultimi decenni del XVIII secolo, quando, in applicazione di un regio decreto, si cominciarono a collocare nel Palazzo degli Studi, oggi sede del Museo Archeologico, le raccolte librarie fino a quel momento conservate nella Reggia di Capodimonte. Tra queste la famosa libreria farnesiana che Carlo di Borbone, figlio ed erede di Elisabetta Farnese, aveva fatto trasportare a Napoli nel 1734. Nel tempo la biblioteca si arricchì con fondi provenienti dalla soppressione degli ordini religiosi e con l’acquisizione di biblioteche di privati, e venne così aperta ufficialmente al pubblico il 13 gennaio 1804 sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone. Nel 1922, grazie all’interessamento di Benedetto Croce, venne trasferita dall'originaria sede del Palazzo degli Studi al Palazzo Reale in piazza del Plebiscito. Si stima che la biblioteca custodisca 19000 manoscritti, 4563 incunaboli, 1792 papiri ercolanesi, 1800000 volumi a stampa e più di 8300 testate di giornali periodici. Esplorate le sale affrescate di questo tempio della cultura, espressione dell’arte decorativa napoletana del Settecento e Ottocento. 

  • Il Duomo 

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, fu iniziato probabilmente da Carlo II d’Angiò e completato nel 1313 da suo figlio Roberto il Saggio, inglobando le precedenti strutture paleocristiane del battistero e della primitiva basilica. L’aspetto attuale è dovuto ai numerosi interventi che si sono succeduti nel tempo, di cui rimane traccia nella sovrapposizione di diversi stili che vanno dal gotico puro del Trecento fino al neogotico ottocentesco. Il Duomo di Napoli, inoltre, è conosciuto per il misterioso rito dello scioglimento del sangue del patrono della città, San Gennaro, a cui è possibile assistere tre volte all’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi, il 19 settembre, il 16 dicembre e la prima domenica di maggio. Se non riuscite ad assistere al miracolo potrete comunque vedere all’interno del Duomo il cosiddetto "Imbusto", un busto reliquiario, capolavoro di scultura gotica, con il cranio e la teca contenenti il sangue di San Gennaro.

  • Il Parco Vergiliano a Piedigrotta

Ai piedi della collina di Posillipo si trova il Parco Vergiliano, alle spalle della chiesa di S. Maria di Piedigrotta, accanto alla stazione ferroviaria di Mergellina. Il parco è poco conosciuto nonostante custodisca tre importanti monumenti: la tomba di Virgilio, la tomba di Leopardi e la Crypta Neapolitana. All’entrata del parco, imboccando il viale che sale lungo le pendici collinari, si trova un’imponente edicola, fatta collocare nel 1668 dal viceré Pietro d’Aragona. Qui vedrete inoltre il cenotafio di Virgilio, un colombario di età romana, tradizionalmente ritenuto la tomba del poeta. Nei pressi, in una grande nicchia sulla parete, si trova un busto di Virgilio su colonnina, omaggio nel 1931 degli studenti dell’Accademia dell’Ohio. Alla fine della seconda rampa, su uno spiazzo a destra, è l’area dedicata alla tomba di Giacomo Leopardi, che morì a Napoli nel 1838. Il monumento dal 1939 accoglie le spoglie del poeta, qui trasferite dall’antica chiesa di San Vitale a Fuorigrotta (oggi scomparsa), insieme alle lapidi ora murate sulla retrostante parete tufacea. Salendo ancora, si giunge alla piazzola davanti l’ingresso orientale della Crypta Neapolitana, una delle più antiche gallerie del mondo, scavata in età augustea per facilitare i collegamenti tra Napoli ed i Campi Flegrei.

  • Spaccanapoli

Spaccanapoli, come dice il nome stesso, è la strada che divide in due l’antica città di Napoli. Questa è, insieme al decumano maggiore e al decumano superiore, una delle tre strade principali dell'impianto urbanistico progettato in epoca greca e che attraversavano in tutta la loro lunghezza l'antica Neapolis. Passeggiando lungo Spaccanapoli, facendovi largo tra la babele di gente, suoni, profumi e colori, vedrete meraviglie come la chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori, il Monastero di Santa Chiara, la chiesa di San Domenico Maggiore, la statua del dio Nilo e il monumentale palazzo Tufarelli. 

  • San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno è la strada più caratteristica del centro storico di Napoli, famosa in tutto il mondo per le innumerevoli botteghe dedicate all’arte del presepe. Che sia estate o inverno, qui si respira sempre aria natalizia tra la Sacra Famiglia, con il corredo di bue ed asinello, i Re Magi, i pastori in terracotta, i venditori dipinti a mano, compreso il pizzaiolo che inforna la pizza, le casette di sughero e tutto ciò che occorre per il presepe. L’incontro tra sacro e profano è la particolarità del presepe napoletano in cui convivono i personaggi della tradizione cattolica con caricature di personalità contemporanee del mondo laico. Passeggiare dunque tra le bancarelle di via San Gregorio Armeno alla ricerca dei nuovi personaggi del presepe è una tradizione irrinunciabile per napoletani e non.

  • I palazzi di Napoli 

Napoli è un museo a cielo aperto. Passeggiando per le sue strade fate caso ai palazzi monumentali, a volte dall’aria decadente, che celano meravigliose corti interne dalle suggestioni mediterranee. Tra i tanti, il Palazzo Saluzzo di Corigliano, in piazza San Domenico, oggi sede dell’università L’Orientale, dalla storia antichissima che risale al XVI secolo. Il progetto fu affidato all'architetto Giovanni Francesco Mormando per volontà di Giovanni di Sangro, che desiderava celebrare l'importanza della sua famiglia, una delle più illustri tra quelle partenopee. Di fronte al Palazzo di Corigliano, sempre su piazza San Domenico, si trova il palazzo di Sangro di Casacalenda, conosciuto soprattutto perché, al piano terra, ospita una delle pasticcerie più rinomate di Napoli, Scaturchio, a cui si deve il tipico dolce "Ministeriale". Il palazzo fu commissionato da Marianna di Sangro, duchessa di Casacalenda e terminato da Luigi Vanvitelli anche se cominciato da Mario Gioffredo. Entrando nel palazzo vedrete una bellissima corte con una scenografica scala aperta e gli affreschi di Fedele Fischetti, alcuni dei quali conservati al museo di Capodimonte. 

In via Benedetto Croce, invece, si trova Palazzo Venezia. Entrando vi ritroverete davanti a un particolare giardino pensile con la casina pompeiana al primo piano e una piccola cappella chiamata "grotta della Madonnina". Sempre al primo piano si può visitare gratuitamente un appartamento storico, dove si tengono spesso eventi. In via San Biagio dei Librai 39, in piena Spaccanapoli, non perdete poi il Palazzo Marigliano, oggi sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. È un gioiello del Rinascimento partenopeo, aperto in occasioni particolari e durante le giornate Fai. Lungo la stessa via, ma al civico 121, si trova poi il Palazzo Diomede Carafa, un altro magnifico esempio di architettura rinascimentale napoletana, fatto costruire nel XV secolo proprio da Diomede Carafa, primo conte di Maddaloni e personalità di spicco della corte aragonese.

 Su via dei Tribunali sorge poi il Palazzo Spinelli di Laurino, risalente al XV secolo. La sua particolarità è il cortile dalla pianta a forma ellittica, con alcune statue, due rampe di scale e l'ingresso alla cappella. Il palazzo inoltre è stato location di numerosi film, tra cui La Pelle di Liliana Cavani e Maccheroni di Ettore Scola. Ultima chicca, Palazzo dello Spagnuolo, in via Vergini 19, nel rione Sanità. Magnifico esempio di architettura barocca napoletana, il palazzo fu costruito nel 1738 su commissione del marchese di Poppano Nicola Moscati. Quello che vi stupirà entrando nel cortile è la monumentale scala a doppia rampa, definita ad ali di falco, che fu pensata come una sorta di luogo di incontro, impreziosita da stucchi in stile rococò. Il cortile del Palazzo dello Spagnuolo è stato anch’esso cornice di numerosi film, da Passione di John Turturro a Gomorra - La serie.  

Il cimitero delle Fontanelle è uno dei luoghi più suggestivi di Napoli. Si tratta di un ex ossario che si sviluppa per più di 3000 mq e contiene i resti di un numero imprecisato di persone. Si trova nella Sanità, uno dei quartieri più ricchi di storia e tradizione di Napoli. Il cimitero è noto perché qui si svolgeva il rito delle "anime pezzentelle", ossia l'adozione e la cura da parte di un napoletano di un determinato cranio di un'anima abbandonata (detta appunto capuzzella) in cambio di protezione. La particolarità di questo cimitero però non è in quello che si vede ma in tutte le storie, aneddoti e curiosità che vi sono dietro, perciò è consigliabile la visita guidata, che però è a pagamento. Altrimenti il cimitero è a ingresso libero se volete visitarlo in modo autonomo. 

  • Orto Botanico 

Se siete amanti della natura o desiderate semplicemente fare una passeggiata nel verde visitate l’Orto Botanico. È una struttura gestita dall’università Federico II, situata nel centro di Napoli, che si estende per 12 ettari e ospita circa 9000 specie vegetali e quasi 25000 esemplari. L'orto è organizzato secondo un criterio ecologico (in base ai parametri ambientali delle zone geografiche di provenienza), sistematico (dal punto di vista filogenetico) ed etnobotanico (in base al tipo di applicazione determinato dall'uomo). Si possono visitare il castello che ospita il Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica, l'agrumeto, l'area della macchia mediterranea, le serre, il vivaio e la sezione sperimentale delle piante officinali. L'ingresso è sempre gratis, ma bisogna prenotare la visita, ad eccezione di alcuni giorni.

  • Villa Floridiana 

Villa Floridiana, situata sulla collina del Vomero, è una villa in stile neoclassico già esistente nella prima metà del XVIII secolo. Agli inizi dell’Ottocento apparteneva agli eredi di Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano, i quali, nel 1817, furono costretti a svendere l’appezzamento al re Ferdinando di Borbone, che intendeva destinarlo a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, sposata in Sicilia nel 1814, tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina. L’architetto Antonio Niccolini, tra il 1817 e il 1819, ristrutturò l’intero complesso secondo la moda del tempo, ridisegnò le aree esterne, alternando vaste praterie ed aiuole con quinte scenografiche a zone “a boschetto” e terrazzamenti scoscesi. Inoltre, ideò un teatrino all’aperto, un tempietto ionico, le serre ed alcune grotte per animali esotici, unici elementi architettonici ancora oggi esistenti nell’attuale area del parco, che fanno percepire l’originaria atmosfera pittoresca. La villa è inoltre immersa in un meraviglioso parco, uno dei più grandi del centro cittadino. Nel parco si trova anche il Museo nazionale delle Ceramiche Duca di Martina, che custodisce una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative. Infine, non perdete, il belvedere mozzafiato, da cui si può ammirare il mare e il quartiere Chiaia dall'alto. 

  • Punti panoramici su Napoli e il golfo 

Il Golfo di Napoli stringe tra le sue braccia sinuose la storia e le leggende di duemila anni”, disse lo scrittore statunitense John Lawson Stoddard. Lasciate le stradine affollate del centro storico, incamminatevi per scalette e salite fino a raggiungere i più bei punti panoramici da cui ammirare lo splendore di Napoli e del suo golfo. Tra questi, Villa Floridiana, sulla collina del Vomero, offre sicuramente un meraviglioso belvedere da cui ammirare il lungomare, la rotonda Diaz, la villa comunale, l’intero golfo e le isole. La Certosa di San Martino poi offre un altro suggestivo belvedere da cui abbracciare con lo sguardo il golfo, il Vesuvio e gran parte della zona metropolitana. Così percorrendo la Pedamentina di San Martino che scende verso il centro, attraverso 414 gradini, potrete godere di viste meravigliose sul mare e sugli antichi palazzi diroccati. O ancora tramite le rampe Lamont Young o da Via Nuova Pizzofalcone salite al Monte Echia, dove i Cumani fondarono alla fine dell’VIII a.C. Parthènope. Da qui l'orizzonte spazia dalla collina di Capodimonte a nord, al Vesuvio ad est, alla Penisola sorrentina e Capri a sud, a Posillipo ad ovest. 

Il belvedere di Sant’Antonio a Posillipo offre un’altra cartolina di Napoli vista dall’alto. O ancora, il molo di Mergellina, luogo romantico per eccellenza e cornice della canzone d’amore napoletana di tutti i tempi. Lungo il molo, alle estremità più isolate o alla rotonda Diaz, davanti al mare, al Vesuvio, al Castel dell’Ovo, la vita si fa ancor più bella. Infine, da non dimenticare tra i luoghi più romantici, Marechiaro, un borgo marinaro nel cuore del quartiere Posillipo, diventato famoso per le sue frequentazioni hollywoodiane, per i ristoranti tipici che si affacciano sullo splendido panorama del golfo e per il caratteristico “Scoglione”. Da questo borgo si apre un panorama eccezionale dell’intera città, del Vesuvio, della penisola sorrentina e dell'isola di Capri che compare esattamente di fronte alla spiaggetta di Marechiaro.

Autore: Francesca Ferri

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