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San Severino di Centola, il borgo medievale abbandonato in Cilento

Dalla lunga storia all'abbandono, la storia uno dei borghi più affascinanti d'Italia

San Severino di Centola BORGHI Shutterstock
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C'è un luogo in Cilento dove il tempo si è congelato, visitarlo vi permetterà di fare un tuffo al medioevo. È San Severino di Centola un affascinante borgo abbandonato abbarbicato su un'aspra collina, incastonato tra due rocce poste sopra la gola del diavolo. 

Questo borgo medievale, le cui origini risalgono al X secolo, è stato abbandonato alla fine del XIX secolo dopo essere esistito per più di 500 anni. È uno dei luoghi insoliti da visitare in Campania

San Severino di Centola

San Severino di Centola fu fondato tra il X e l'XI secolo e venne progressivamente abbandonato verso la fine dell'800 quando gli abitanti si spostarono in un insediamento più vicino alla recente ferrovia. Sovrastato da un castello introrno a cui vennero costruite chiese e case in pietra, il borgo era posizionato sopra la Gola del Diavolo sul fiume Mingardo. 

Governato da Normanni e Svevi, il paese passò poi sotto il governo della famiglia Sanseverino, esiliata in Spagna nel XVI secolo. Durante il XVII secolo, il villaggio fu devastato da una pestilenza e la chiesa principale fu abbandonata nel 1700.

Con la costruzione nel 1888 della linea ferroviaria Pisciotta - Castrocucco, man mano la popolazione cominciò a trasferirsi a valle per cui nel giro di una cinquantina d'anni il paese venne quasi del tutto abbandonato, anche se fino al 1977 la chiesa sul Borgo restò la chiesa del paese a valle e alcune case del borgo vecchio erano ancora abitate. Un percorso pedonale dal nuovo villaggio di Centola conduce ai ruderi del paese abbandonato. 

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