Idee di viaggio

Cimitero monumentale di Milano

Un museo a cielo aperto da esplorare in città

Cimitero Monumentale di Milano VISITE Shutterstock
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Tra le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria c’è anche non poter uscire dalla propria Regione di appartenenza. Spesso, in zona rossa, addirittura dal proprio comune. Non è certo una situazione semplice, soprattutto visto il perdurare di questa condizione di immobilismo che ci tiene fermi, ormai da mesi, sempre nello stesso posto. 

Un blocco che è difficile da accettare soprattutto per chi ama viaggiare, scoprire posti nuovi, trovarsi si fronte a monumenti e panorami sconosciuti e vedere cose che non ha mai visto. 

Ma, come spesso accade nella vita, un disagio e un fattore negativo possono essere trasformati in opportunità. Ad esempio: perché non sfruttare questi periodi che ci costringono nelle nostre città per fare i turisti a casa nostra e scoprire (o riscoprire) alcune bellezze che non conosciamo abbastanza o che diamo per scontate?

Milano è un frullatore di emozioni e luoghi affascinanti. Uno di questi, forse non sempre considerato a dovere per le visite, è il Cimitero Monumentale. Oltre a essere infatti luogo di sepoltura di diversi nomi celebri, esso ospita molte sculture e opere in marmo che portano la firma di grandi artisti.

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(Foto: © Claudio Giovanni Colombo / Shutterstock)

Cimitero monumentale di Milano

Il cimitero monumentale di Milano, che sorge nei pressi del centro del capoluogo lombardo, ha alle spalle una storia controversa. L’idea di istituire una grande struttura, che eliminasse i vari piccoli cimiteri sparsi per tutta la città, risale al 1837 quando – sia per ragioni igienico-sanitarie che per dare degna sepoltura e attenzione ai defunti – si scelse di edificare un unico, grande e curato complesso funerario. I lavori per la realizzazione del cimitero monumentale, però, iniziarono solo nel 1864. 

Questo ritardo è da imputarsi alle diverse modifiche sul progetto iniziale. La benedizione e apertura avvenne in una data simbolica: il 2 novembre 1866 per mano del Monsignor Giuseppe Calvi sebbene le costruzioni non fossero ancora state ultimate.

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(Foto: © Claudio Giovanni Colombo / Shutterstock)

Com’è strutturato

Ad oggi il cimitero monumentale copre, nel complesso, una superficie di oltre 250.000 metri quadri. Rispetto al cortile dell’ingresso e al viale centrale che lo attraversa tutto, la struttura si articola in maniera simmetrica. Il lungo viale è interrotto solo dall’ossario, dalla necropoli e dal Tempio Crematorio. 

Su ambo i lati si trovano cortili, spiazzi e le “edicole” dalla forma esagonale. I colonnati laterali, invece, sono realizzati in granito bianco e rosa di Baveno. Per quanto riguarda le sepolture, si divide in tre macroaree distinte: quella centrale, nonché la più grande, è riservata ai defunti cattolici, l’ala sinistra raccoglie invece i defunti acattolici e quella destra è il cosiddetto “reparto degli Israeliti”.

Le sepolture celebri

Nell’ala dedicata alle sepolture dei cattolici, la costruzione che salta all’occhio è il Famedio, il cui nome deriva dal latino: famae aedes, cioè tempio della fama. Questo tempio è considerato già da solo un’opera d’arte ed è il luogo in cui sono stati seppelliti milanesi illustri. Ma non solo. 

Ogni anno, in occasione della commemorazione dei defunti il 2 novembre, vengono inseriti nella lista dei nomi del Famedio anche i nomi di milanesi celebri o di persone che, in qualche modo, hanno portato lustro alla città e che meritano un posto nel tempio della fama, se non sono direttamente seppelliti in queò luogo. 

Realmente tumulati nel Famedio sono invece Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Bruno Munari, Salvatore Quasimodo, Luca Beltrami, Leo Valiani, Carlo Forlanini, Gae Aulenti, Ferdinando Bocconi, Filippo Tommaso Marinetti, Filippo Turati, Alda Merini e tanti altri. 

Autore: Paola Toia

Foto: © PalSand / Shutterstock

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