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Le città italiane sui canali

Non solo Venezia, ecco dieci incantevoli città d’acqua da scoprire

Treviso WEEKEND Shutterstock
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Venezia è per antonomasia la città dei canali, ma l’Italia è ricca di centri e borghi nati sull’acqua, circondati da laghi e lagune, attraversati da navigli. 

Nati spesso come antiche vie del commercio, oggi i canali delle città italiane non vedono più mercanti e spezie esotiche, ma sono ancora navigabili per turisti e residenti che non vogliono perdere le tradizioni. In gondole, barche o battelli ancora oggi si risalgono i corsi d’acqua di splendide città che rievocano l’atmosfera veneziana, ma ciascuna ha una storia a sé.  

Ecco 10 tra città e borghi d’Italia attraversati dai canali.

10 città italiane sui canali

  • Venezia 
  • Chioggia
  • Burano 
  • Peschiera del Garda
  • Treviso 
  • Comacchio 
  • Livorno 
  • Milano 
  • Mantova

Le più belle città italiane sui canali 

Venezia è un incanto che si dispiega davanti allo sguardo incredulo di qualsiasi viaggiatore. Che sia la prima o l’ennesima volta che la visitate, Venezia vi farà sempre sognare ad occhi aperti. La Serenissima è una città unica al mondo, dichiarata, insieme alla sua laguna, patrimonio dell’umanità dall’Unesco. 435 ponti collegano le 118 isolette su cui sorge la città, attraversata da 176 canali. Crocevia di popoli e culture, Venezia mantiene la sua eterna bellezza immutata da secoli. Una città romantica in cui farsi cullare in un giro in gondola lungo il Canal Grande, passando sotto gli archi del ponte dei Sospiri e del ponte di Rialto. Piazza San Marco con la basilica, il campanile e il Palazzo Ducale compongono quello che Napoleone definì il salotto più elegante d’Europa. La monumentale basilica di San Marco poi testimonia delle influenze orientali, soprattutto greco-bizantine, perfettamente integrate alla tradizione artistica italiana. Venezia è anche la città italiana dove si concentra la maggior densità di opere d’arte. Si possono ammirare i capolavori di Tintoretto alla Scuola di San Rocco, riscoprire le opere di Picasso, Dalí e Miró alla Peggy Guggenheim Collection, tuffarsi nell’arte contemporanea alla Punta della Dogana o ancora esplorare gli altri numerosi musei, gallerie e l’immancabile Biennale. E così ammirare gli affascinanti palazzi nobiliari come il Palazzo Grassi e le dimore aristocratiche che rievocano l’epoca dei dogi, andare in cerca delle meraviglie nascoste come il Palazzo Contarini del Bovolo e stupirsi davanti al Palladio della Chiesa del Redentore. Riuscirete davvero a conoscere Venezia quando vi perderete tra calli e canali, vicoli ciechi e piazze sulla laguna, dove fermarvi tra osterie e bacari per un cicchetto e uno spritz, tra botteghe artigianali e angoli silenziosi in cui riecheggia il barocco di Vivaldi. Sarà difficile tornare alla realtà. 

Per le sue silenziose calli e i pittoreschi canali, Chioggia è chiamata la piccola Venezia. Di origini romane, questo lembo veneziano si popolò con l'afflusso degli abitanti dell'entroterra veneto, fuggiti alle invasioni barbariche. Da Venezia vale la pena fare un salto a Chioggia e passeggiare tra le case colorate e i canali di San Domenico, Vena e Lombardo. Il Corso del Popolo è un tripudio di grandi architetture e preziosi cimeli: il Palazzo Comunale, il Granaio, la duecentesca San Nicolò, San Domenico e il suo Carpaccio, il barocco di S. Andrea e Piazzetta Vigo con la colonna del XII secolo sormontata da El gato (un leone di San Marco). Da non perdere la Torre dell'Orologio, ex faro e torre di avvistamento, ora museo che ripercorre la storia di Chioggia, sulla cui cima si possono visitare l'orologio astrologico e la cella campanaria. Visitate il Duomo, intitolato a Santa Maria Assunta in cielo, e la vicina chiesa di S. Martino, che un tempo conservava un polittico attribuito a Paolo Veneziano, ora visibile nel vicino Museo Diocesano. È interessante fare un giro alla pescheria, il caratteristico mercato del pesce che si svolge dal martedì alla domenica e che viene rifornito direttamente dai pescatori che rientrano la mattina presto dal mare. Nel porto di Chioggia poi si possono ancora ammirare attraccati al molo i bragozzi, tipiche imbarcazioni dai colori vivaci. Fate caso alle abili ricamatrici di merletto, un’antica tradizione locale.

Burano è una delle isole di Venezia, famosa per il suo merletto e per le case colorate sui canali. Addentratevi quindi tra calli e viuzze fuori dal solito giro che conduce alla piazza. Raggiungete i Tre Ponti per godervi la bella visuale delle casette colorate lungo le rive, che una volta servivano a delimitare le proprietà. Esiste tuttavia una leggenda legata al carattere variopinto dell'isola, secondo la quale erano i pescatori a dipingere la propria casa per poterla riconoscere da lontano al ritorno dai lunghi viaggi. Girovagando tra le vie intorno alla piazza Galuppi, l'unica dell'isola, non sarà raro vedere le anziane signore intente a ricamare l’originale merletto buranello mentre ridono e chiacchierano nei campielli. Gli appassionati possono anche visitare il Museo del Merletto. Nella piazza, inoltre, si trova la chiesa di San Martino Vescovo che custodisce una famosa tela di Gian Battista Tiepolo. Non perdete poi, tra le tante casette colorate, la Casa di Bepi Suà, la più famosa dell’isola che riconoscerete per l’esplosione di colori e disegni dalle forme geometriche. Dimora di grandi artisti come Baldassare Galuppi, Remigio Barbaro e Pino Donaggio, Burano continua ad affascinare i viaggiatori di tutti i tempi.

Anche Padova ha i suoi canali che le aggiudicarono un tempo il titolo di città d’acqua. In passato Padova contava numerosi navigli, canali artificiali navigabili scavati dall’uomo per collegare un corso d’acqua con un altro. Il sistema d’acque e fiumi attorno a Padova era articolato e poneva la città al centro di un complesso sistema di comunicazione fluviale, che la collegava da un lato alle varie realtà produttive dell’entroterra e dall’altro alla laguna di Venezia. Oggi la città ha perso gran parte dei suoi navigli, ma se ne possono ancora ammirare alcuni come la Conca delle Porte Contarine e il Portello che fu il più importante porto fluviale durante la dominazione veneziana. Padova, inoltre, è uno dei centri culturali più vivaci e stimolanti del Veneto anche grazie ai numerosi studenti che accorrono da tutta Italia per frequentare una delle università più antiche e prestigiose del mondo, fondata nel 1222. È una città d’arte ricca di bellezze, come il Palazzo della Ragione e la Loggia dei Carraresi, testimonianze dell'antico splendore della signoria dei Carraresi, la Cappella degli Scrovegni con il prezioso ciclo degli affreschi del Giotto, le sculture di Donatello o le più moderne linee del monumento di Libeskind. Passeggiando tra millenari portici e vie del centro storico si possono ammirare gli antichi palazzi con affreschi del Trecento. Padova è, inoltre, una città di grande spiritualità che si respira nelle meravigliose chiese come la Basilica di S. Antonio, l’Abbazia di S. Giustina e il Duomo. Padova è anche la città della scienza che ha il suo fulcro nell’antica sede universitaria del Palazzo del Bo, che conserva intatto il più antico teatro anatomico stabile del mondo, l'antica aula di medicina e la cattedra di Galileo Galilei. Un’università frequentata da professori illustri come Nicolò Copernico e studenti eccelsi come la prima donna laureata del mondo, Elena Cornaro Piscopia. Altra eccellenza scientifica è l’Orto Botanico, dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall’Unesco poiché rappresenta il più antico orto botanico universitario del mondo. Da non perdere poi un giro a Prato del Valle, una delle piazze più grandi d’Europa. In questa città dall’atmosfera elegante l’anima più autentica, però, si trova nei vivaci mercati cittadini di Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, nelle vecchie osterie o negli storici bar come il Caffè Pedrocchi. Padova contemporanea, infine, è anche una città vivace con ristoranti raffinati e locali alla moda. 

  • Peschiera del Garda – Veneto 

Attraversata e circondata da canali, Peschiera del Garda è uno dei borghi più particolari del lago di Garda orientale. A pochi chilometri da Verona, Peschiera del Garda conquista con il grazioso centro storico e la fortezza o Rocca, racchiusa in un’imponente cinta muraria a forma pentagonale, risalente al Cinquecento, con bellissimi bastioni e imponenti porte d’accesso. Vale la pena visitare il cinquecentesco Santuario della Madonna del Frassino, meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli. Una delle zone più suggestive è sicuramente quella del ponte pedonale, che attraversa il canale esterno della fortezza. Ma Peschiera offre anche momenti di pace e relax nella natura, come nell’oasi del laghetto del Frassino o nella vallata del Mincio. Gli enologi ed enofili dovrebbero esplorare poi il territorio che da Peschiera giunge alla penisola di Sirmione, chiamato Lugana, noto per la produzione del vino omonimo, che si abbina particolarmente bene con alcuni piatti tipici della tradizione gardesana come i bigoli con le sarde, le sarde in saor e il risotto con la tinca. Non perdete un giro in gondola o in barca lungo i canali di Peschiera per scoprire la città dall’acqua, oppure imbarcatevi su un battello per andare a scoprire gli altri borghi che sorgono sulle rive del lago di Garda.  

Treviso sorprende con i suoi inaspettati canali, che sono nati dalla divisione in rami, detti cagnani, del fiume Botteniga. Il fiume quindi entra nella città veneta passando sotto il Ponte de Pria in corrispondenza del quale vi sono delle chiuse, ideate e fatte costruire da Fra’ Giocondo. Altri due rami del Botteniga costeggiano le mura cittadine per immettersi poi nel fiume Sile che lambisce il lato sud del centro storico. Il Cagnan Medio, o canale dei Buranelli, è uno dei più pittoreschi. Il nome deriva da uno dei ponti che attraversa il corso d'acqua, detto appunto ponte dei Buranelli, nei pressi del quale si trova tuttora un palazzo cinquecentesco, un tempo dimora e magazzino di commercianti provenienti da Burano. Un altro bel corso d’acqua è il Canale della Roggia, che percorre la parte occidentale del centro storico, passa nelle vicinanze di Piazza Duomo e poi di Piazza Borsa, per confluire infine nel Sile. Il Canale delle Scorzerie, invece, prende il nome dalle vicine concerie di una volta. Esplorate i meravigliosi canali, attraversando gli storici ponti come quello dell’Università o Ponte Dante. Treviso vanta inoltre 33 magnifiche fontane, a ribadire lo stretto rapporto della città con l’acqua. Immergetevi, dunque, in questa autentica città veneta, tra mura medievali, stradine acciottolate e chiese affrescate. 

Anche Comacchio è chiamata la “piccola Venezia”. Il centro storico più originale ed affascinante del Delta del Po sorge su tredici isolotti, circondati da piccoli canali e collegati da ponti monumentali. Le sue casette dalle tinte pastello rendono pittoresco questo borgo che sorge in mezzo all’omonima laguna tra il Po di Volano e il Po di Comacchio, sulla costa settentrionale dell’Emilia-Romagna. Comacchio ha antiche origini: erede della città etrusca di Spina, abitata dai Romani, dominata dagli Estensi e poi dallo Stato Pontificio, Comacchio è giunta fino ai giorni nostri con tutto il suo fascino di cittadina lagunare. Nei secoli fu un importante scalo navale nel mar Adriatico e uno dei porti fondamentali per i commerci in Emilia-Romagna. Del suo glorioso passato la città oggi conserva architetture ed edifici di grande valore, oltre ai caratteristici canali che rievocano l’atmosfera veneziana. Girovagate, dunque, nel suo centro storico, partendo dallo scenografico Ponte dei Trepponti, porta d’accesso e simbolo della città, attraversate il Ponte degli Sbirri, così chiamato per la sua vicinanza alle carceri, ammirate l’Antico Ospedale degli Infermi, imponente edificio neoclassico che ora ospita il Museo del Delta Antico e visitate la Fabbrica dei Marinati, antica manifattura per la marinatura delle anguille, per secoli attività principale dei comacchiesi. Non perdete chiaramente un’escursione lungo i canali del centro in batana, la tradizionale imbarcazione della costa romagnola. 

Livorno è la piccola Venezia della Toscana. Se siete stati nel quartiere chiamato Venezia Nuova saprete perché. Nel centro storico di Livorno si trova una zona con ponticelli, canali e piazzette che ricordano inevitabilmente l’atmosfera della Serenissima. Il quartiere di Venezia Nuova venne realizzato tra il 1629 e il 1645 dopo che Livorno fu dichiarata porto franco: commercianti da tutto il mondo arrivarono portando nuovi usi e costumi, merci esotiche, schiavi e forme di culto straniere. L'esigenza, dunque, di trasportare le merci al porto incentivò la costruzione dei numerosi canali, tra i quali il più caratteristico è il Canale dei Navicelli, e il bisogno di magazzini per lo stoccaggio portò alla creazione di eleganti palazzi per la classe mercantile. Nel Settecento quindi Venezia Nuova era il quartiere mercantile per eccellenza, residenza dei consoli delle nazioni e dei grandi commercianti internazionali, le cui capienti cantine a volta, aperte sulle vie d’acqua, traboccavano di merci di ogni provenienza in attesa di essere spedite per le più svariate destinazioni. Il quartiere parte dal Ponte San Giovanni Nepomuceno, prosegue in Via Borra, la strada più grande ed elegante ricca di edifici storici come il Palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo delle Colonne e il Palazzo Huigens e, attraverso il Ponte dei Domenicani, arriva fino alla Chiesa di Santa Caterina. Fanno parte del quartiere anche via Scali del Rifugio e via Scali Rosciano con il palazzo settecentesco da cui prende il nome. Al termine di queste strade si trova Piazza del Luogo Pio dove sorge la chiesa di San Ferdinando, che conserva numerose opere del tardo barocco. Esplorate il resto di Livorno, la terza città più grande della Toscana e la quintessenza della città portuale con una storia colorata e un patrimonio cosmopolita. 

Anche Milano ha i suoi canali. I Navigli oggi sono il simbolo della vita notturna milanese ma hanno una lunga storia. Il Naviglio Grande è il più antico. La prima fonte scritta risalirebbe al 1209, anche se i lavori potrebbero essere iniziati nel 1177, quando Milano venne ricostruita dopo l’arrivo di Barbarossa. Inizialmente il naviglio doveva servire a irrigare i campi alle porte di Milano e, forse, aveva anche uno scopo difensivo. Solo dal 1257 iniziarono i lavori per renderlo navigabile. A volerlo fu il podestà Beno de’ Gozzadini, che però dovette porre a tassazione i beni del clero per avere i fondi necessari alla realizzazione. Ciò gli costò, poco tempo dopo, la vita e fu affogato nel suo stesso naviglio, almeno secondo la leggenda. Fu Napo Torriani nel 1272 a completare i lavori di navigazione. 

Il Naviglio Pavese, invece, è il corso d’acqua voluto dai Visconti per unire Milano e le loro terre in direzione di Pavia. Galeazzo Visconti nel 1359 iniziò i lavori, ma fu poi il governatore spagnolo Pedro Enriquez de Acevedo a far ricostruire il Naviglio Pavese da Giuseppe Meda, che realizzò poi anche la Darsena. Infine a Milano si trova anche un terzo naviglio, noto come Naviglio Martesana o Naviglio Piccolo. Fu voluto da Francesco Sforza nel 1460 e si dice che una buona parte del canale e delle chiuse sia stato tracciato da Leonardo da Vinci. La Darsena invece, che un tempo era l’antico porto fluviale di Milano, oggi, dopo la recente riqualificazione è diventata una nuova zona ideale per passeggiate e aperitivi all’aperto. Dopo aver visto quindi i Navigli esplorate gli altri quartieri di Milano e i suoi tesori, dal meraviglioso Duomo al Cenacolo di Leonardo, dal Teatro alla Scala al Castello Sforzesco, passando per il quartiere Isola, che ospita creativi e designers.

Mantova è un’altra città d’acqua, che già Montesquieu nel 1729 definì una “seconda Venezia”. Nel XII secolo l'architetto ed ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, progettò un sistema di difesa della città sfruttando il fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo. Mantova era, di fatto, un'isola. Il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio, ancora esistenti, erano le porte d’ingresso al centro. In età comunale poi venne tracciato il Rio, un canale che tagliava in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse vennero aggiunte per consentire un'adeguata protezione dalle acque. Nel XVII secolo però una forte inondazione diede inizio a una rapida decadenza. Il lago Paiolo a sud allora fu prosciugato in modo che la città restasse bagnata dall'acqua solo su tre lati, come una penisola e come ancora oggi si presenta. Sono quindi questi tre specchi d’acqua, artificiali, ricavati nell’ansa del fiume Mincio a rendere unica Mantova. Navigate lungo il fiume e i laghi per ammirare questa città meravigliosa dall’acqua; tra luglio e agosto, durante il periodo di fioritura del loto diventa poi magica. Il centro dall’architettura rinascimentale racconta della sua antica storia che si inscrive in quella della casata dei Gonzaga. Non andate via da Mantova senza aver visto Palazzo Te, costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga, come palazzo per il tempo libero e l’ozio del principe. 

Autore: Francesca Ferri

Foto: © Alberto Agnoletto / Shutterstock

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