Idee di viaggio

Le più belle dimore storiche italiane

Ville, castelli, palazzi, masserie e casali di un'Italia da salvaguardare

Castello di Piovera – Piemonte ITALIA Shutterstock
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Ville palladiane, castelli medievali e palazzi nobiliari sono gemme preziose del nostro patrimonio artistico e culturale da conoscere e salvaguardare. Ogni dimora storica è un viaggio nel tempo, nell’arte e nella cultura d'Italia e d’Europa. 

L’attuale pandemia, però, ha chiuso le porte delle dimore storiche italiane, facendo perdere loro milioni di visitatori. «Siamo a un passo dall’estinzione di un grande patrimonio artistico e immobiliare che tutto il mondo ci invidia – afferma Aldo Gottardo, fondatore di Tba Holidays - I proprietari o custodi di queste case-museo diffuse su tutto il territorio sono in forte difficoltà. Ecco perché serve un piano straordinario di rilancio che aiuti queste imprese a uscire dalla crisi al fine di mantenere uno stato cura adeguato agli immobili. Credo che certe proprietà private messe a disposizione della collettività siano beni comuni e come tali debbano essere salvaguardati, non ultimo esse rappresentano un’influente volano dell’economia e del turismo locale»

Queste ville private di ragguardevole valore artistico e culturale sono gravate da oneri di gestione e manutenzione molto elevati, e soffrono questa pandemia per mancanza totale di ricavi rischiando così l’abbandono e il conseguente degrado. Un piano nazionale per il rilancio delle dimore storiche e delle ville italiane è, dunque, quello che chiedono Tba Holidays e Real Estate.

In attesa di rivederle aperte, vi consigliamo 10 delle più belle dimore storiche d’Italia.

Le 10 più belle dimore storiche italiane

  • Villa Valmarana ai Nani, Vicenza - Veneto
  • Villa Pisani Bonetti, Bagnolo – Veneto 
  • Villa Michaela, Lucca - Toscana
  • Villa Cavazza Querini, Pasiano di Pordenone – Friuli-Venezia Giulia
  • Il Castello di Piovera – Piemonte 
  • Villa Lattuada, Lecco - Lombardia 
  • Palazzo del Drago, Bolsena – Lazio 
  • Palazzo Spadaro Libertini, Caltagirone – Sicilia
  • Casino De Viti, Lecce – Puglia 
  • Palazzo Amarelli, Rossano – Calabria 

Dimore storiche in Italia

  • Villa Valmarana ai Nani, Vicenza - Veneto

Villa Valmarana ai Nani è una delle storiche ville venete, considerata il vertice espressivo della pittura del ‘700 e la testimonianza più alta del genio dei Tiepolo. Situata in un grande parco alle porte di Vicenza, la villa fu costruita nel 1669 e successivamente acquistata da Giustino Conte di Valmarana nel 1715. Si compone di tre edifici: la Palazzina (1669), la Foresteria e la Scuderia (1720), circondati da roseti, un giardino all’italiana con la quinta scenica, il pozzo e una carpinata. La villa prende il nome dalle statue dei 17 nani situati sul muro di cinta, probabilmente disegnati da Giandomenico Tiepolo. Quel che è certo è che il grande pittore veneziano e suo figlio furono chiamati da Giustino Valmarana nel 1757 ad affrescare la Palazzina e la Foresteria. Giambattista Tiepolo dipinse la Palazzina con temi tratti da letture care al committente: Iliade, Eneide, Orlando Furioso, Gerusalemme Liberata e il Sacrificio di Ifigenia. Al figlio Giandomenico fu affidata, invece, la Foresteria dove i temi classici sono sostituiti da affreschi che riportano allo spirito del tempo: il mondo cinese, quello contadino, il carnevale veneziano. Nella Foresteria, inoltre, è esposto anche l’unico ritratto di Andrea Palladio. Fin dall’antichità la villa è un polo di attrazione di artisti, poeti e scrittori, tra cui Goethe che ne parla nel suo diario di viaggio in Italia. La famiglia Valmarana abita tuttora nella villa, aperta alle visite e a chi vuole soggiornare nelle suite della Palazzina.

  • Villa Pisani Bonetti, Bagnolo – Veneto 

Villa Pisani è una villa veneta progettata dall’architetto Andrea Palladio nel 1542 su commissione dei fratelli Pisani di Venezia, oggi patrimonio Unesco. Situata nella frazione di Bagnolo, nel comune di Lonigo nella provincia di Vicenza, la villa nacque come dimora di campagna come testimoniamo le barchesse, in origine costruzioni rustiche con ampi portici ad archi a destinazione essenzialmente agricola, oggi restaurate e trasformate nel raffinato Relais ArtHotel, nei grandi Spazi Eventi e nel ristorante Osteria del Guà. Realizzata tra il 1544 e il 1545, Villa Pisani è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile di Andrea Palladio e quella che segna l’inizio della sua collaborazione con la Repubblica di Venezia. Ispirata alla monumentalità della Roma imperiale, Villa Pisani rappresentava l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma: la dimora, rappresentativa e vivibile nello stesso tempo, controllava il territorio agricolo circostante, mentre la posizione sul fiume la collegava alla Serenissima per i trasporti di persone e di merci. Da notare gli affreschi di Francesco Torbido, allievo di Giulio Romano. Da non perdere poi la collezione internazionale di arte contemporanea.

  • Villa Michaela, Lucca - Toscana

Immersa in 50 acri di uliveti, colline e giardini ricoperti di pini, Villa Michaela risale al XVIII secolo ed è oggi un boutique retreat nella località di Vorno, vicino Lucca. Villa Michaela, precedentemente Villa Nottolini, di proprietà della famiglia Rhode, è situata ai piedi del monte Zano, a breve distanza dalla “pieve” di Vorno. L’edificio originale risale al XV secolo, ma nel corso degli anni ci sono stati molti cambiamenti e l’aspetto attuale della villa è quello dei primi del 1800 quando fu acquistata dalla famiglia Nottolini. La villa ha tre piani, uno splendido giardino con uno stagno, aiuole, roseti, sentieri e pergole, e poi una limonaia, le scuderie che oggi ospitano la cantina per le degustazione di vini e la cappella dell’Annunziata, risalente al XVIII secolo, ora consacrata per le cerimonie nuziali anglicane. Nel secolo scorso, Villa Michaela è stata di proprietà dei Basttananis, dei Ciurlanis e dei Rossis. Gli attuali proprietari hanno notevolmente restaurato la villa e tutti i suoi affreschi, trasformandola in una proprietà moderna e lussuosa pur mantenendo la sua autenticità.

  • Villa Cavazza Querini, Pasiano di Pordenone – Friuli-Venezia Giulia

Villa Cavazza Querini è una tra le più antiche del Friuli occidentale. Immersa nel verde della campagna al confine tra Friuli e Veneto, tra Treviso e Pordenone, la villa fu completata nel 1542 su commissione della famiglia veneziana dei Cavazza. Nel 1643 la proprietà della villa passò ad una nobile famiglia dell’aristocrazia veneziana: i Querini di Candia, conosciuti per via di Pietro Querini, patrizio veneziano, membro del Maggior Consiglio della Serenissima e importatore in Italia dello stoccafisso. Si racconta, infatti, che nel 1431 Querini fu vittima di un naufragio che lo portò ad approdare fortuitamente in Norvegia, dove imparò le tecniche di pesca e di conservazione dello stoccafisso che promosse e diffuse una volta ritornato in terra veneta. Nel 1720 la villa fu completamente ristrutturata ed ampliata dai Querini che le diedero l’aspetto attuale. L’intera villa è circondata da un muro di cinta ornato da pregevoli statue settecentesche. Davanti al palazzo restano, invece, alcune delle statue decapitate dai tedeschi durante l’occupazione della prima guerra mondiale. Oggi è diventata residenza d’epoca, la cui ala ovest è stata trasformata in esclusivo bed & breakfast, Ca’ Settecento. Ma nel tempo Villa Cavazza Querini aveva già accolto ospiti illustri, tra cui Gabriele D’Annunzio che avrebbe qui coniato il motto “Eia, eia, alalà”.

  • Il Castello di Piovera – Piemonte 

Nel borgo rurale di Piovera sorge lo scenografico castello che assunse l’aspetto di poderosa fortezza nel 1300 ad opera dei Visconti di Milano. In epoche successive passò agli spagnoli, ai francesi e dai Savoia ai Balbi. Dal 1967 il conte Niccolò Calvi di Bergolo ne è l’attuale proprietario. Il castello si presenta come un complesso fortilizio a ferro di cavallo, tra i maggiori della zona, con torri ovali e due massicce torri quadrangolari, protetto da un fossato e da una cinta muraria. Il vasto giardino all’inglese di 30 ettari e gli adiacenti edifici del XVIII secolo conferiscono al castello un aspetto incredibilmente romantico. Il complesso è interamente visitabile ed è arredato dalle cantine alle torri. Non perdete le collezioni esposte negli antichi granai, e, se potete, partecipate alle lezioni di arte creativa che il proprietario tiene nelle scuderie medioevali trasformate in laboratorio. Le cantine accolgono degustazioni e mostre, mentre il giardino all’inglese si presta a sofisticati eventi. Ricordate che, se non avete voglia di camminare, potreste esplorare il castello a bordo di auto d’epoca o di un red bus. 

  • Villa Lattuada, Lecco - Lombardia  

Un’elegante e romantica dimora storica di fine Ottocento, situata nel cuore della Brianza. Villa Lattuada è un capolavoro dell’eclettismo lombardo. Costruita tra il 1883 e il 1885, per volere della famiglia Lattuada, quale luogo romantico per accogliere ospiti ed invitati nei loro numerosi ricevimenti, Villa Lattuada vide tra questi il re d’Italia, Umberto I di Savoia. Il progetto fu affidato ad Antonio Tagliaferri, celebre architetto bresciano nonché virtuoso pittore e acquarellista. A un passo da Milano, Monza, Como, Lecco, Bergamo, la villa si trova in località Quattro Valli: luogo molto antico, ricco di storia e vedute panoramiche. Sulle rovine di un preesistente convento dei Domenicani di San Giacomo nacque, dunque, la residenza che oggi appare come un castello maestoso e isolato, custode di un quieto paesaggio lombardo. Intorno alla villa si estende un vasto parco di circa 80.000 mq con incantevole vista sulle Prealpi lombarde, le Grigne e il Resegone.

  • Palazzo del Drago, Bolsena – Lazio 

Nel centro storico di Bolsena sorge il Palazzo del Drago, uno scrigno di cinquecento anni di storia. Quello che era in origine Palazzo Crispo fu costruito in circa 20 anni, dal 1530 al 1550, per volontà del cardinale Tiberio Crispo, governatore di Bolsena e amico intimo della famiglia Farnese e di papa Paolo III. Potere e conoscenze hanno fatto sì che Tiberio Crispo potesse servirsi dei migliori artisti e architetti dell’epoca per la costruzione della sua dimora. Simone Mosca e Raffaello da Montelupo quindi si occuparono della parte architettonica, mentre Prospero Fontana decorò i soffitti con affreschi che rappresentano la storia di Alessandro Magno, il mito di Amore e Psiche, le grottesche e la storia della creazione di Roma. Lo stesso Prospero Fontana decorò anche gli interni di Castel Sant’Angelo a Roma. All’interno del palazzo spiccano le cinque sale affrescate, la sala degli arazzi, una galleria, saloni, una cappella e una terrazza pensile con vista sul lago di Bolsena.

I due grandi saloni visitabili facevano parte degli appartamenti privati del cardinale Crispo e sono riccamente decorati con affreschi di Prospero Fontana. Il primo rappresenta la vita di Alessandro Magno, il secondo il mito di Amore e Psiche. Il parco di 2500 mq, inoltre, vi stupirà con un giardino a quattro livelli, dove sul quarto si trova un meraviglioso giardino all’italiana. 

  • Palazzo Spadaro Libertini, Caltagirone – Sicilia

Nel centro storico di Caltagirone si trova un meraviglioso palazzo barocco, il più antico della città. Il Palazzo Spadaro Libertini fu ricostruito su un impianto preesistente cinquecentesco riconducibile al palazzo non finito appartenuto a Bonaventura Secusio, vescovo di Catania e diplomatico nato a Caltagirone nel 1558. I lavori di ricostruzione vennero iniziati nel 1725 da Barbaro Maggiore Marchese di Santa Barbara e conclusi nel 1732. Nel 1871 un discendente di Barbaro Maggiore vendette la maggior parte del palazzo al parente Michelangelo Libertini dei Baroni di S. Marco, patrizio di Caltagirone, il quale ne fece, al piano nobile di quello che oggi è il numero civico 22, la propria fastosa dimora che arreda con infissi laccati bianco e oro e mobili prodotti in Francia al pari di damaschi e tappeti Aubusson. Le volte dei saloni sono state fatte decorare dai migliori artisti locali e arricchite da pitture di Francesco Vaccaro. Le porte dei saloni di rappresentanza sono in vetro impreziosito da splendide pitture raffiguranti animali esotici e fiori che richiamano le decorazioni delle volte. Nei saloni di rappresentanza, a cui si accede attraverso una scala monumentale barocca in pietra di Comiso, si tennero, nella seconda metà del Settecento, le riunioni della colonia arcadica e divennero il salotto politico e culturale del senatore Libertini, uomo politico di spicco e benemerito, morto nel 1948. Successivamente sono diventati sede di primarie istituzioni accogliendo personalità di rilievo del mondo della letteratura e della politica, non solo siciliane ma anche di livello nazionale. Nel 2001 Palazzo Spadaro Libertini è stato riconosciuto come bene monumentale di rilevante interesse artistico grazie alla sua pregevole collezione di dipinti e, grazie a un’accurata ristrutturazione, è diventato location di numerosi eventi.

  • Casino De Viti, Lecce – Puglia 

Un’affascinante dimora storica nel cuore del Salento, il Casino De Viti è un antico casino di caccia nobiliare, risalente al Seicento, a cui venne aggiunto il frantoio monumentale nel Settecento. Nei primi dell’Ottocento divenne la dimora abituale di Antonio De Viti Anguissola, rivoluzionario e capo carbonaro che, per sfuggire alla polizia borbonica, si rifugiò in questo casino senza mai esser trovato. Da sempre di proprietà della famiglia De Viti, la dimora sorge nell’area archeologica di un antico borgo della  civiltà messapica,  riportata alla luce tra il Parco dei Guerrieri e la cripta bizantina del SS Stefani. La dimora si estende su oltre mille metri quadri e vanta spettacolari sale monumentali, come quella a volte alte dell’antico frantoio, con le otto nicchie frontali e lo scavo  circolare della ruota in pietra. Le antiche sale conservano gli arredi originari del Salento arcaico che oggi si integrano all’eleganza sobria dell’attuale dimora. Il casino, infine, è circondato da un giardino dove crescono rigogliose numerose specie mediterranee, un noce secolare e dove si conservano le testimonianze delle antiche pietraie. Un’ampia piscina si nasconde nella parte più riservata del parco. 

  • Palazzo Amarelli, Rossano – Calabria 

Il Palazzo Amarelli è un’importante dimora storica della Calabria, dal 1907 sede del Museo della Liquirizia di Rossano che espone gli attrezzi utilizzati nella lavorazione, nella commercializzazione e nell’estrazione della radice da cui si ricava la liquirizia. Sono esposti inoltre abiti, oggetti e manoscritti legati alla famiglia Amarelli che, da circa 3 secoli, si dedica alla produzione della celebre liquirizia omonima. Si tratta dell’unico museo italiano su questa tematica e il secondo museo d’impresa più visitato d’Italia. Il Palazzo, da sempre appartenuto alla famiglia Amarelli,  è un vecchio casato la cui origine si fa risalire ad un mitico Ansoise e il cui primo esponente, storicamente accertato, fu Alessandro, crociato nel 1101. Imponente residenza padronale, il Palazzo Amarelli era più che altro adibito a scopo difensivo, come ancora dimostrano le sue strutture fortificate e le numerose feritoie. Alla villa, contornata nel tempo da sempre più numerosi alloggi per i coloni, si sono aggiunti magazzini e officine con le macchine per la trasformazione dei prodotti agricoli. Nasce così il “Concio”, risalente al 1731, per l’estrazione del succo di liquirizia. Da notare il fumaiolo, con le iniziali del barone Nicola Amarelli, che svetta imponente dal tetto del concio alla cui base si trova il Museo Open Air con un’esposizione di pezzi industriali d’epoca. Inutile dire di non andar via senza aver assaggiato questa prelibatezza calabrese. 

Autore: Francesca Ferri

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