Idee di viaggio

Viaggio tra i dipinti più belli che ritraggono l’Italia

10 dipinti che proprio non puoi perderti

San Giorgio Maggiore al crepuscolo - Claude Monet DIPINTI Shutterstock
4.8/5

Per entrare nel Paese delle Meraviglie non serve necessariamente correre dietro a un coniglio bianco e passare da una porticina minuscola, per nostra fortuna esiste un luogo meno immaginario che si chiama Italia con paesaggi variegati e spettacolari che da sempre sono fonte d’ispirazione per alcuni tra i più grandi artisti di tutti i tempi.

Anche se non vi chiamate Alice, anche se non potete muovervi da casa, è possibile continuare a scoprire le meraviglie dello stivale con gli occhi dei pittori che hanno ritratto l’Italia nel corso dei secoli, offrendoci il loro personale punto di vista su luoghi carichi di suggestione, rendendoli immortali su tela e rinsaldando un legame indissolubile che vede l’Italia come culla ideale per l’ispirazione artistica.

Da un capolavoro della natura ne scaturisce uno artistico e noi che abbiamo la fortuna di poterci godere entrambi ringraziamo di cuore. Per iniziare il nostro viaggio tra i dipinti più belli che ritraggono l’Italia partiamo dalla città di Napoli e da un trittico di artisti che l’hanno visitata, ritratta e ripensata all’interno del loro lavoro, partiamo allora dal suo iconico vulcano con l’opera di maggiore impatto cromatico e minor distanza temporale dai nostri giorni. 

I 10 Dipinti più belli che ritraggono l’Italia

  • Vesuvius - Andy Wharol
  • Eruzione del Vesuvio - Joseph Mallord William Turner
  • Veduta del porto di Napoli - Bruegel il Vecchio
  • La baia di Napoli - Pierre-Auguste Renoir
  • Piazza San Marco, Venezia - Pierre-Auguste Renoir
  • Gondola - Pierre-Auguste Renoir
  • Veduta di Venezia. Nebbia - Pierre-Auguste Renoir
  • San Giorgio Maggiore al crepuscolo - Claude Monet
  • Dolceacqua (Ponte e Castello) -  Claude Monet
  • Le Cascatelle, Tivoli - Joseph Mallord William Turner

Dipinti che ritraggono l'Italia

  • Vesuvius - Andy Wharol

'Vesuvius by Warhol' è una serie di 18 dipinti che l'artista New Yorkese ha dedicato al vulcano partenopeo nel 1985. Si tratta di una rivisitazione in chiave pop dell’eruzione del Vesuvio immortalato in diverse ore del giorno, dall'alba al tramonto utilizzando colori diversi e pieni di energia per ricreare l’immagine simbolo di una città vivida ed esplosiva. Per farlo Andy Warhol torna a servirsi della pittura acrilica e trasforma l'immagine stereotipata del Vesuvio con una violenta accensione cromatica di colori industriali per esprimere il drammatico potenziale distruttivo del vulcano, che sembra ritratto solo un minuto dopo l'eruzione. Questa nuova rappresentazione di un’icona ci racconta della forza dirompente della natura e allo stesso tempo contiene tutti i temi di riproduzione seriale della cultura di massa attraverso immagini tanto cari al padre della pop art americana. Con Vesuvius, Warhol, sembra gettare un ponte tra la sua New York e l’amata Napoli a cui dedicò anche una serie di fotografie polaroid scattate tra i suoi vicoli chiamate: Napoliroid.

  • Eruzione del Vesuvio - Joseph Mallord William Turner

Tuttavia Warhol non è stato l’unico grande artista rimasto suggestionato dalla bellezza del capoluogo campano al punto di volerlo inserire nella sua produzione artistica, nel corso dei secoli sono stati tanti i pittori affascinati dalla città e dai suoi scorci unici che hanno fissato i suoi vividi colori su tela cercando un nuovo sguardo di prospettiva su una delle città più affascinanti e controverse al mondo.

La forza del Vesuvio non ha suggestionato solo Warhol, molto tempo prima intorno agli ’20 del 1800 il pittore inglese Joseph Turner, noto come “il pittore della luce”, all’interno di un viaggio che lo portò alla scoperta dell’Italia rimase folgorato dai colori mediterranei e proprio a Napoli realizzò l’opera “Eruzione del Vesuvio” da cui emerge l’ammirazione dell’artista verso la natura e le sue manifestazioni di forza in un trionfo di colori integrati nel paesaggio.

  • Veduta del porto di Napoli - Bruegel il Vecchio

Già nel 1552 il grande pittore olandese Bruegel il Vecchio realizzò la “Veduta del porto di Napoli” che ritrae in tipico stile fiammingo ritrae un ampio orizzonte in cui si stagliano il Golfo e il Vesuvio e in cui si distinguono anche Castel dell’Ovo, Castel Nuovo e la Torre San Vincenzo mentre il centro della scena è occupato da una battaglia navale con più imbarcazioni. 

  • La baia di Napoli - Pierre-Auguste Renoir

Qualche secolo più tardi nel 1881, Napoli entra nel cuore e nella produzione artistica di uno dei massimi esponenti dell’impressionismo: Pierre-Auguste Renoir. All’interno di un lungo viaggio in Italia, il pittore francese, che stava attraversando un momento di sperimentazione creativa, viene affascinato dai colori della città partenopea tanto da volerla immortalare su tela con un’opera chiamata “La baia di Napoli” che è stata dipinta in due versioni diverse in due momenti differenti della giornata e offre una vivida testimonianza della sua sensibilità artistica. Guardando il Golfo da un punto di osservazione che oggi offre un panorama diverso, Renoir si focalizza sul trambusto della vita quotidiana nei pressi del porto con imbarcazioni, carrozze cariche di provviste, una donna che lavorano e passanti mentre sullo sfondo il Vesuvio sputa fumo nel cielo. Tutta la scena è avvolta dalla luce dell'Italia meridionale con toni rossi e arancio che contrastano le ombre viola e blu e gli edifici gialli e bianchi.

  • Piazza San Marco, Venezia - Pierre-Auguste Renoir

Nel suo peregrinare in Italia Renoir, spinto dalla curiosità di scoprire il nostro paese e sperimentare nuove tecniche, fece tappa anche Venezia alla fine dell’ottobre 1881. Qui l’artista andò alla ricerca di luoghi famosi come Piazza San Marco da dipingere con le sue cupole luccicanti al sole di mezzogiorno con colori brillanti non miscelati con poche pennellate che lasciano cadere la luce sulla basilica, le persone e i piccioni della piazza. Renoir cattura questa veduta sperimentale della piazza simbolo della città concentrando i pigmenti più vividi sugli edifici che sembrano composti di luce mentre utilizza toni più morbidi intorno ai margini della composizione.

  • Gondola - Pierre-Auguste Renoir

Per il dipinto che chiamerà Gondola invece mette in primo piano figure di grandi dimensioni e una veduta panoramica della città vista dall’ acqua, si nota un gondoliere che rema nella laguna per condurre due turiste sull'isola di San Giorgio Maggiore e alla sua chiesa palladiana, mentre una ragazza sta seduta in riva al mare con la testa volta dall’altra parte.

  • Veduta di Venezia. Nebbia - Pierre-Auguste Renoir

Un altro scorcio di Venezia che Renoir prende come ispirazione per realizzare un nuovo capolavoro è quello che appare dentro l’opera d’arte conosciuta con il nome di: Veduta di Venezia. Nebbia – anche questa datata 1881. Nel dipinto, che guarda la città vecchia all'imbocco del Canal Grande, si riconosce la basilica 17° secolo di Santa Maria della Salute, uno degli edifici simbolo della città e suo punto di riferimento architettonico. In questo olio su tela è raffigurata la laguna avvolta da una nebbia a macchie gialle che si riflette sulle acque calme con linee di blu e verde scuro e piccole imbarcazioni che navigano in lontananza. Il tutto reso con un sapiente uso di pennellate ampie e superficiali per catturare i movimenti della laguna.

  • San Giorgio Maggiore al crepuscolo - Claude Monet

Venezia è stato uno dei luoghi italiani più amati dagli impressionisti. Qui il Claude Monet dipinse il suo capolavoro San Giorgio Maggiore al crepuscolo nel 1908, malgrado in quell’epoca iniziava a perdere la vista utilizzò vivaci colori blu, giallo e rosso per rappresentare il tramonto intorno all’isola nella laguna Veneziana. Questo capolavoro olio su tela oggi custodito ed esposto presso il National Museum Cardiff , la galleria d'arte nazionale del Galles non è però l’unico omaggio che il grande maestro impressionista dedicò all’Italia.

  • Dolceacqua (Ponte e Castello) -  Claude Monet

Nell'entroterra ligure in provincia di Imperia si trova infatti un piccolo centro medioevale capace di rapire lo sguardo e la fantasia di Monet, il paese di Dolceacqua uno dei borghi più belli della Liguria e d’Italia. L’artista francese arrivò a Dolceacqua nel 1884 e ne rimase talmente colpito da dedicargli ben quattro dipinti consegnando così il piccolo paese alla storia dell’arte. I suoi paesaggi naturali, lo scorrere del fiume Nervia, le casette, il castello dei Doria e soprattutto il suo Ponte Vecchio che collega la parte vecchia che i residenti chiamano Terra con la zona ottocentesca denominata Borgo sono oggi ancora così come dipinte nel quadro impressionista. Oggi due riproduzioni dei dipinti del ponte del castello di Dolceacqua, sono stati posizionati nel punto esatto in cui l'artista posizionò il suo cavalletto.

  • Le Cascatelle, Tivoli - Joseph Mallord William Turner

In conclusione torniamo a parlare dell’opera del pittore ingelese Joseph Mallord William Turner che durante il suo lungo viaggio in Italia non ha mai smesso di disegnare e dipingere colto da costante ispirazione. Oltre agli innumerevoli schizzi a matita e dipinti come quelli dedicati a Napoli, Venezia e Firenze esiste un acquarello realizzato a Tivoli nei pressi di Roma nel 1827 chiamato le Cascatelle che ritrae la sagoma del Tempio di Mecenate (ora noto come Santuario di Ercole Vincitore), arroccato sul costone sopra le acque del fiume Aniene che terminano in una dirompente cascata, ancora una volta simbolo dell’irruenza della natura.

Autore: Giorgio Calabresi

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