Idee di viaggio

Il bosco di Carrega: meraviglia verde vicino Parma

Ecco perché devi visitare i Boschi di Carrega.

Bosco di carrega NATURA Photo Courtesy
5/5

In provincia di Parma, in quello che un tempo era il bosco ducale del Ducato di Parma e Piacenza, c'è oggi un parco regionale che ne tutela la straordinaria natura, ma anche il patrimonio storico e culturale.

Boschi di Carrega

Tra il Taro e il torrente Braganza, a una quindicina di km da Parma, c'è un grande bosco in cui spuntano i profili sontuosi di dimore signorili e laghetti artificiali dove si abbeverano i caprioli. Il Parco Regionale dei Boschi di Carrega è stato il primo parco regionale istituito in Emilia-Romagna, nell'ormai lontano 1982. 

Il paesaggio del parco è un bosco di roverelle, cerri e castagneti, solcato da numerosi torrenti e corsi d'acqua. Nell'800 e all'inizio del '900, dagli sbarramenti di questi corsi d'acqua sono nati dei laghetti artificiali dove oggi trovano rifugio numerose specie di uccelli.

Gli amanti del birdwatching potranno osservare garzette e aironi, nitticore e anatre ma anche falchi e picchi, rampichini e capinere nei boschi fitti.  

Gli amanti della storia e dell'arte dovranno visitare assolutmente il Casino dei Boschi, antico casino di caccia del Ducato, in stile Neoclassico sin dall'ultimo restyling. L'interno della villa non è visitabile, ma lo sono il parco e il giardino in stile inglese dove vengono organizzate numereose manifestazioni teatrali ed eventi. Il parco e il giardino si possono visitare a piedi o anche in carrozza, per respirare l'atmosfera che si respirava quando a solcarne i viali erano i duchi.

Cosa vedere

Oltre al Casino dei Boschi e al folto bosco ducale, i Boschi di Carrega, offrono un paesaggio di prati e campi coltivati, ombrose vallette in cui cresono fiori rari e tutelati e qualche bacino calanchivo. Vicino al Casino c'è la villa del Ferlaro con le maestose conifere impiantate per incontrare il gusto per i paesaggi alpini dell'epoca.

Oltre alla curiosa presenza degli abeti a bassa quota, gli alberi di Natale per intenderci, c'è un'ampia faggeta, chiamata la "Faggeta di Maria Amalia". A volerla fu infatti Maria Amalia, la figlia di Maria Teresa d'Austria. Il paesaggio dei faggi in pianura merita sicuramente più di una passeggiata godendo dei benefici sulla salute e sull'umore che essere circondati dal verde possono dare. 

Nella vallecola del rio Buca Pelosa, Maria Amalia fece costruire nel 1780 un “bagno campestre”, la cosiddetta “Grotta di Maria Amalia”, formata da un insieme di vasche e serbatoi alimentati dalle acque sotterranee. Una grotta sferica rivestita in tufo e pietra di spugna era la piscina personale e ombrosa della duchessa. Oggi un percorso con scalette e staccionate di protezione permette di accedere a questo curioso angolo.

I caprioli abbondanti nel parco, sono testimonianza della ricca fauna che popolava un tempo questi boschi, storicamente scelti dai duchi per le loro battute di caccia. Oltre ai caprioli sono abbondanti cinghiali e tassi. 

Foto: Antonio Arnanno

Itinerari e guide

Diversi itinerari permettono di immergersi nella natura dei Boschi di Carrega. Percorrete quello che attraversa la secolare “Faggeta di Maria Amalia”e il “Giardino Monumentale”, toccando i centri visita “Levati” e “Casinetto”.

Un altro itinerario è il “Bosco della Capannella”, che si sviluppa attraverso cerrete e castagneti interrotti da vaste radure (partenza dal parcheggio in località “il Serraglio”, con accesso da Collecchio) da cui raggiungere la faggeta e i centri visita, passando per i laghi “Svizzera” e “Grotta”. Per itinerari particolari, uscite notturne con la luna piena, percorsi a tema per gruppi, è possibile prenotare una guida chiamando lo 0521 836026.