Idee di viaggio

Cosa fare e vedere a Piacenza in un giorno

Una perla poco nota dell’Emilia-Romagna che vale la pena scoprire

Piacenza WEEKEND Shutterstock
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Si parla poco di Piacenza rispetto alle più note città dell’Emilia-Romagna, eppure è un piccolo scrigno d’arte e storia che merita una visita. 

Piacenza è terra di passo, scriveva Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico. Situata in una posizione strategica, luogo di passaggio sulla via Francigena, sulle rive del maggiore fiume d’Italia, cerniera tra Lombardia ed Emilia-Romagna, ma non lontana neppure da Liguria e Piemonte, la città ha visto passare pellegrini, papi, principi, avventurieri e poeti, santi e templari. Ma fu solo con i Farnese, nel 1500, che questa antica colonia romana vicina al Po divenne la meravigliosa città che ancora oggi possiamo ammirare. 

Seguiteci in un giro del centro storico di Piacenza tra palazzi nobiliari, antiche chiese e prestigiosi musei, prima di partire per i colli piacentini. Ecco cosa vedere a Piacenza. 

Cosa vedere a Piacenza in un giorno 

  • Piazza Cavalli 

Centro storico e politico di Piacenza, la scenografica Piazza dei Cavalli prende il nome dalle due statue equestri dei Farnese, opera di Francesco Mochi: da quasi 400 anni fanno la guardia al Palazzo Gotico, un magnifico palazzo rimasto incompiuto, tutto di cotto e marmo. Un tempo chiamata “Piazza Grande”, venne aperta negli anni ’80 del XIII secolo in concomitanza con la costruzione del Palazzo Gotico. La piazza è collocata in posizione centrale rispetto ai principali assi viari medievali lungo i quali le famiglie dell’aristocrazia mercantile avevano stabilito le loro residenze e insediato le principali attività economiche. Nel corso dei secoli l’aspetto della piazza venne modificato in seguito alla costruzione del seicentesco Collegio dei Mercanti e del neoclassico Palazzo del Governatore.  

  • Palazzo Gotico 

Il Palazzo Gotico è un magnifico esempio di architettura civile medievale, simbolo del potere laico cittadino. L'edificio, rimasto incompiuto, domina piazza Cavalli, con le statue equestri di Ranuccio ed Alessandro Farnese. Il palazzo fu voluto nel 1281 da Alberto Scoto, capo dei mercanti e signore della città, e fu progettato da maestranze locali e forse comacine. Gli architetti che seguirono i lavori furono i piacentini Pietro da Cagnano, Negro de Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghetto. L’edificio ricorda nell'aspetto i tradizionali palazzi comunali dell'Italia settentrionale, con il porticato basso per le adunanze popolari e i solenni finestroni con balconata per dar luce al grande ed unico salone superiore, originariamente creato per le grandi assemblee, ma che nel corso dei secoli fu anche utilizzato come magazzino e successivamente come teatro. La cornice ornata di archetti, la merlatura ghibellina a coda di rondine, la torretta centrale che racchiude il campanone e le due torrette laterali, sono evidenti simboli dell'architettura civile medievale. Il Palazzo Gotico ha accolto ospiti illustri nel tempo come il poeta Francesco Petrarca nel 1351 e fu teatro di grandi festeggiamenti come quelli del carnevale del 1561, che quell’anno rimase famoso per le giostre e feste straordinarie indette dal Duca Ottavio Farnese. Il palazzo è aperto solo in occasione di eventi e visite guidate. 

  • Duomo di Piacenza 

Il Duomo di Piacenza risale al 1233 e lo riconoscerete dalla facciata bicolore, parte in arenaria, parte in marmo rosa veronese. Notate i tre ingressi sormontati da piccoli portici a due colonne, risalenti al 1100. La torre e la cupola invece sono del Trecento.  L'interno presenta una significativa testimonianza dell'arte barocca con affreschi di Carracci e Procaccini nel presbiterio, e di Guercino e Morazzone nella cupola. Notevoli anche le formelle dei paratici, collocate sulle colonne, che testimoniano la partecipazione alla costruzione della chiesa degli artigiani locali. Molto interessante anche la cripta dove sono conservati i resti di S. Giustina. Di notevole  importanza  è l'archivio capitolare. Il campanile a struttura quadrata in cotto, svetta alla sinistra del Duomo fino a 67 metri di altezza, ed è coronato da un angelo rotante di rame dorato, diventato uno dei simboli della città, affettuosamente chiamato dai piacentini "L'Angil dal Dom". Nella cattedrale, inoltre, è possibile vedere il museo Kronos, dove è esposto il noto Libro del Maestro o Codice 65, un misterioso volume medievale del 1100 che contiene nozioni di astronomia e astrologia, cicli lunari e agricoltura, consigli su come combattere le malattie e splendide miniature. Il museo è integrato al percorso di salita alla cupola del Duomo, con il quale è possibile vedere gli affreschi da vicino e percorrere i camminamenti medievali interni alle murature della cattedrale, realizzati con il cosiddetto "mur épais".

Le chiese di Piacenza 

Sono tante le chiese del centro storicamente degne di nota, ma ognuna ha la sua particolarità. 

La Basilica di Sant'Antonino, dedicata al patrono della città, di cui conserva le reliquie, è tra le più antiche. Venne fondata nel quarto secolo d.C. e fu punto di riferimento fondamentale per i pellegrini che percorrevano la via Francigena. L’esterno della basilica, tutta in mattoncini, fu sottoposto a notevoli modifiche che ne alterarono l’impianto originario, l’ultima ad opera dell’architetto Giulio Arata tra il 1915 e il 1930. Interessante il chiostro risalente al 1483 sul lato sud della chiesa. Notate infine le importanti opere d'arte custodite, tra cui gli affreschi di Camillo Gavasetti nel presbiterio dove alle pareti ci sono quadri di Robert de Longe.

La chiesa di San Savino, invece, risale al 1107 ed è dedicata al secondo vescovo di Piacenza. Vale la pena visitarla per la meravigliosa cripta che conserva uno dei due splendidi mosaici (1100 d.c.) custoditi nella chiesa, che raffigura i mesi e i segni zodiacali su sfondo a onde marine. Agli inizi del Cinquecento poi la chiesa passò all’ordine dei Geronimini che, ricostruendo il chiostro e demolendo l'altare maggiore, ritrovarono il corpo del santo titolare. Durante il Settecento l’interno fu rivestito di stucchi e altri ornamenti che modificarono l’originario stile romanico, ma l’intervento più importante fu quello che interessò la facciata che venne ricostruita nel 1721, ancora visibile oggi. 

Da non perdere anche la chiesa di San Sisto, di origine medievali, fondata nell'874 dalla regina Angilberga, moglie dell'imperatore Lodovico il Pio, che vi affiancò un monastero di benedettine, di cui divenne badessa nell’882. Sull’originario complesso medievale fu edificata l’attuale chiesa che risale al primo decennio del secolo XVI. Superato il portale principale si accede ad un ampio chiostro triportico con ventuno arcate a pieno centro sostenute da colonne in granito; sopra le arcate del chiostro sono ancora visibili antichi medaglioni affrescati: diciotto immagini di imperatori o abati. Oltre a questo cortile ce ne sono altri due: quello dell’abate, ora usato dalla Parrocchia e quello interno appartenente al caserma del genio Pontieri e non più visitabile. La chiesa dalla facciata a tre ordini e un impianto a croce latina presenta inoltre una cupola affrescata da Bernardino Zacchetti. Per questa chiesa, inoltre, Raffaello dipinse la "Madonna Sistina", che i benedettini vendettero nel 1754 ad Augusto III re di Polonia ed è ora esposta alla Gemäldegalerie di Dresda. Notevoli poi i chiostri e il coro ligneo, prezioso esempio di intaglio e intarsio cinquecentesco.

Se, invece, avete tempo di vederne una sola chiesa, scegliete il santuario della Madonna di Campagna. Costruita nei primi anni del sedicesimo secolo (1522- 1528), la chiesa sorge sull'area occupata in precedenza da un altro edificio sacro, il santuario di Santa Maria di Campagnola. Qui, secondo la tradizione, il Pontefice Urbano II nel 1095 avrebbe annunciato l'intenzione di bandire la prima Crociata in Terra Santa. La chiesa progettata dall’architetto piacentino Alessio Tramello è a pianta centrale. Eccezionali sono le decorazioni e gli affreschi che ne ricoprono gli interni, a cui hanno lavorato artisti come Antonio Sacchi detto il Pordenone. Suo, sulla parete d'ingresso, è il Sant'Agostino e subito dopo la cappella dei Re Magi interamente affrescata dall’artista come anche la successiva cappella di Santa Caterina. Su tutto il poderoso complesso domina la cupola che si erge nel mezzo della croce greca: nella lanterna è raffigurato l'Eterno Padre sostenuto da una gloria di angeli da cui discendono personaggi e storie della cristianità. Gli affreschi sono opera del Pordenone e del Sojaro.

I musei di Piacenza 

A Piacenza con un biglietto cumulativo potrete entrare a poco prezzo in cinque istituzioni museali cittadine. Tra queste, la Galleria e il Collegio Alberoni, il Museo della Cattedrale, il Museo Civico di Storia Naturale e i Musei civici di Palazzo Farnese. Vale davvero la pena visitare questi ultimi in particolare, ospitati nel Palazzo Farnese che colpisce per la maestosa severità. Negli anni 50-60 del 1500 per volere della duchessa Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese, il palazzo venne fatto costruire nell’area dove era ubicata la Cittadella Viscontea, con lo scopo di erigere una residenza ducale, che fosse luogo di rappresentanza e simbolo della potenza della famiglia Farnese. Come architetto responsabile del progetto fu incaricato Jacopo Barozzi, detto il Vignola. Oggi il palazzo ospita i Musei Civici che contano ben dieci collezioni dove sono esposti affreschi medievali, fasti farnesiani, armi, carrozze, opere del Risorgimento, vetri e ceramiche. Da non perdere nella collezione della Pinacoteca, il magnifico Tondo di Botticelli che raffigura la Madonna con il Bambino e San Giovannino.

Un museo da visitare assolutamente è la Galleria d'arte moderna Ricci Oddi. Nasce dalla collezione privata del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi, che raccolse tra il 1897 e il 1923 un vasto nucleo di opere dell’Ottocento e Novecento. Nell’edificio progettato dall'architetto piacentino Giulio Ulisse Arata le opere esposte sono suddivise in una ventina di sale, tra cui alcune interamente dedicate a Fontanesi, Mancini, Bruzzi, agli artisti stranieri e al Novecento italiano. Nella parte che riguarda l'Ottocento vedrete opere di rilievo come Ritratto d'uomo di Francesco Hayez del 1834, due dipinti di Giovanni Cornovali detto il "Piccio" e La partenza del coscritto di Girolamo Induno, oltre a opere dei Macchiaioli e della Scapigliatura. Numerosi i dipinti dei due massimi esponenti piacentini del realismo del secondo Ottocento: Stefano Bruzzi e Francesco Ghittoni. Il Novecento poi raccoglie interessanti opere come Ritratto della madre di Boccioni.

Infine, vale la pena visitare la Galleria e Collegio Alberoni. Fondato dal Cardinale Giulio Alberoni, primo ministro di Filippo V di Spagna, nel 1751, il collegio è uno degli edifici storici piacentini più significativi che ha mantenuto la sua funzione originaria di scuola per la preparazione alla vita ecclesiastica e di attivo centro di approfondimento teologico, filosofico e scientifico. La struttura comprende una preziosa biblioteca ricca di circa 130.000 volumi, il gabinetto di fisica, quello di scienze naturali, un osservatorio sismico e meteorologico (1802) perfettamente funzionanti e una specola astronomica (1870). Vanto del Collegio è la pinacoteca, costituita dalle raccolte romane e piacentine del cardinale e da successive acquisizioni. Se i dipinti più antichi, tra cui il prezioso dittico di Jan Provost e altre preziose opere di artisti fiamminghi e dei maggiori pittori del Seicento italiano (Luca Giordano, Guido Reni) sono custodite nell’appartamento del cardinale, la maggior parte della preziosa quadreria alberoniana è allestita nel suggestivo ed elegante spazio della Nuova Galleria Alberoni, oggi moderno museo, sala congressi e concerti. Notevoli anche i diciotto superbi arazzi di manifattura fiamminga, ma la perla della raccolta è Ecce Homo, capolavoro assoluto dell’arte antica, opera di Antonello da Messina.

  • Teatro Municipale 

Stendhal lo aveva definito l’edificio più bello d’Italia. Inaugurato nel 1804, il Teatro Municipale di Piacenza attualmente ospita ogni anno un ricco calendario di spettacoli di lirica, concertistica, danza e prosa. È stato costruito in stile neoclassico e poi ricostruito dallo scenografo de La Scala Alessandro Sanquirico. L’aspetto attuale è dovuto a una ristrutturazione di metà Ottocento, in linea con il gusto romantico dell’epoca che ha adornato la sala di velluti rossi e abbondanza d’oro. Splendidamente decorato anche il foyer, da cui si accede alla sala per mezzo di porte a vetri e specchi dalle cornici in legno intagliato e dorato. Gli affreschi nella volta al di sopra della platea e il motivo a traforo in stucco sono opera di Girolamo Magnani. 

Piacenza con bambini 

Se i bambini si annoiano tra chiese e musei portateli a passeggiare lungo le Mura Farnesiane, le antiche mura del Cinquecento che cingevano completamente la città. Qui si svolgono spesso manifestazioni sportive ed eventi musicali. In alternativa portateli al castello di Gropparello

Situato a una trentina di chilometri da Piacenza, il castello farà divertire i bambini che, accompagnati dagli animatori, potranno avventurarsi tra giardini nascosti e boschi secolari in cerca di orchi e streghe. 

Piacenza in due giorni 

  • Duomo di Piacenza
  • Piazza Cavalli 
  • Basilica di Sant'Antonino
  • chiesa di San Savino
  • Chiesa di San Sisto
  • Santuario della Madonna di Campagna
  • Galleria e il Collegio Alberoni
  • Galleria d'arte moderna Ricci Oddi
  • Musei civici di Palazzo Farnese
  • Teatro Municipale

 

Cosa vedere nei dintorni di Piacenza 

Una volta che avete visitato Piacenza partite per i suoi dintorni tra dolci valli, colline romantiche e antichi borghi. Tra questi ultimi vale la pena vedere Castell'Arquato, considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Grazzano Visconti è un altro borgo medioevale incantevole, ma anche Bobbio, con il suo lungo Ponte del Diavolo sul fiume Trebbia, e Vigoleno, inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e riconosciuto Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. 

In primavera e in estate la Val Trebbia è il luogo ideale per gli amanti degli sport fluviali o semplicemente per fare un bagno nel fiume. La Val Tidone, tra Pavia e Piacenza, invece è consigliata per itinerari enogastronomici tra i dolci colli piacentini, parchi, vigneti, castelli e agriturismi. Non perdete, infine, gli scavi di Travo e di Velleia, una delle aree archeologiche più importanti della regione. 

Meteo Piacenza 

Il clima a Piacenza è molto freddo in inverno e caldo/afoso in estate, con un alto tasso di umidità dovuto alla vicinanza del Po. Quindi i periodi migliori per visitarla sono sicuramente la primavera e la fine dell’estate. 

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

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