Idee di viaggio

Dove fare forest bathing in Italia

I migliori bagni nella foresta da nord a sud dello stivale per un detox naturale

Forest Bathing in Italia NATURA Shutterstock
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I giapponesi lo chiamano shinrin-yoku ma da noi è conosciuto come forest-bathing, che letteralmente significa “bagno nella foresta”. L’antica pratica diffusa fin dagli anni ’80 nella Paese del Sol Levante riscopre il potere terapeutico e taumaturgico degli alberi che possono contribuire a migliorare il nostro benessere psico-fisico. 

Camminare per almeno tre o quattro ore nel bosco, ammirare l’effetto cromatico del paesaggio nelle diverse stagioni, ascoltare il silenzio della foresta e abbracciare gli alberi può farvi vivere un’esperienza immersiva e rigenerante nella natura. 

Sono numerosi, infatti, i benefici riscontrati in diversi ambiti fisiologici: l’immersione nel bosco agisce sul sistema nervoso e immunitario, rafforzando le difese e riducendo il livello di stress grazie al naturale abbassamento del cortisolo. Inoltre, diminuisce la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di zucchero nel sangue, allevia stanchezza e nervosismo, migliora addirittura la creatività. Il merito è della migliore ossigenazione che si ottiene camminando nel bosco, ma anche dell’effetto dei monoterpeni, componenti degli oli essenziali prodotti da diverse specie di alberi, e dei fitoncidi, oli essenziali presenti nel legno. 

Quindi spegnete i cellulari e tutti gli apparecchi tecnologici e immergetevi nella bellezza della natura. La foresta vi regalerà un’energia e una forza inimmaginabili.  Ecco dove praticare il forest bathing in Italia.

Forest Bathing in Italia:  10 posti dove praticarlo

  • Parco del Respiro, Trentino
  • Sentiero dei Giganti e Sentiero del Respiro degli Alberi, Trentino 
  • Oasi Zegna, Piemonte
  • Parco Nazionale Foreste Casentinesi, tra Romagna e Toscana
  • Parco della Maremma, Toscana
  • Riserva Mab, Molise
  • Wood Walks, Parco Nazionale d’Abruzzo 
  • Parco Nazionale del Circeo, Lazio 
  • Riserva Naturale Orientata del Bosco di Malabotta, Sicilia
  • Riserva Naturale I Giganti della Sila, Calabria

Dove fare forest bathing in Italia

  • Parco del Respiro, Trentino 

Nel bosco di Fai della Paganella, in Trentino, è nato il Parco del Respiro. Ci si inoltra in una splendida faggeta attraverso quattro sentieri tematici: il Sentiero dell’Otto, il Sentiero dei Belvedere, il sentiero del Popolo dei Reti e Acqua e Faggi. Scegliete il percorso in base al tempo a disposizione. Camminare nel bosco per almeno due ore, respirare profondamente i suoi aromi rilasciati dalle foglie e dal legno dei faggi è una vera e propria terapia naturale. Il Parco del Respiro è, infatti, stato definito “parco terapeutico per il benessere”. 

  • Sentiero dei Giganti e Sentiero del Respiro degli Alberi, Trentino 

Sull’Alpe Cimbra sono stati individuati due sentieri in particolare: il Sentiero dei Giganti e il Sentiero del Respiro degli Alberi. Il primo percorso si sviluppa in un’insolita concentrazione di maestosi abeti bianchi la cui altezza raggiunge i 50 metri di altezza, la circonferenza del tronco è imponente e i rami lunghissimi quasi a voler abbracciare chi si avventura nel bosco. Il percorso, articolato su tre proposte in base alla difficoltà prende il via dal punto in cui si trovava l'Avez del Prinzep (in dialetto trentino con il termine “avez” si indica l'abete bianco), considerato l'abete bianco più alto d'Europa (54 m), che aveva oltre 250 anni, precipitato nel 2017 a causa una fortissima bufera di vento. L'escursione dunque porta nell'ampia foresta che si estende alla testata superiore della valle del Rio Torto, caratterizzata dalla presenza del Biotopo di Malga Laghetto e di varie testimonianze della Grande Guerra, tra le quali il cimitero militare di Costalta. Il percorso breve e quello medio sono adatti anche a famiglie con bambini. Nel sentiero del Respiro degli Alberi, invece, arte e natura si fondono insieme in un’esplosione di creazioni ideate da Giampaolo Osele, architetto e scultore lavaronese. Il percorso è un invito a scoprire in modo originale il tratto dell'altopiano lavaronese che si affaccia sulla profonda valle del Centa e l'Alta Valsugana percorrendo un itinerario facile, in cui le suggestioni dell'ambiente si sposano con la suggestione dell'arte. 

  • Oasi Zegna, Piemonte

Nell’Oasi Zegna, in Piemonte, sono tre le aree verdi certificate dove poter dedicarsi al forest bathing: il Bosco del Sorriso, il Sentiero del Carabo e il Sentiero della Valsessera.

Il fogliame dei faggi che si trovano lungo questi percorsi rilascia particolari sostanze volatili, i monoterpeni, che hanno effetti benefici sulla salute. Il Bosco del Sorriso è stato ideato per ritrovare, camminando tra gli alberi, la serenità e l’armonia interiore. Recenti studi hanno permesso di scoprire che l’uomo e le piante emettono campi elettromagnetici; quelli emessi dagli alberi, in certe condizioni, possono influire sullo stato energetico di ogni organo del corpo umano. In quest’ottica, il Bosco del Sorriso è stato monitorato con il metodo Bioenergetic Landscape elaborato dal professor Marco Nieri. Lungo il percorso sono indicati i luoghi dove sostare per assimilare i benefici effetti delle piante e, ai bambini, sono state dedicate tre suggestive aree di sosta con grandi libri in legno sui quali poter leggere le Favole del Bosco, inspirate e ai tre alberi più diffusi lungo il percorso. Il Sentiero del Carabo, invece, è un percorso naturalistico che da Bocchetto Sessera raggiunge l’Alpe Scheggiola e la Piana del Ponte. È un sentiero di media difficoltà che richiede circa 2 ore e trenta di percorrenza. Il sentiero della Valsessera, infine, è un percorso storico di media difficoltà che parte dal Bocchetto Sessera per poi raggiungere l’alpe Piana del Ponte e l’Alpe Rondolere, sito archeominerario di grande interesse. Lungo tutti i percorsi incontrerete piazzole delle carbonaie, punti ristoro, locande alpine e agriturismi con proposte di degustazioni e menu con ricette del territorio.

  • Parco Nazionale Foreste Casentinesi, tra Romagna e Toscana

Nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, situato sull’Appennino tosco-romagnolo, si trova il bosco della Lama, ideale per il forest bathing. È un autentico paradiso di biodiversità incastonato nel cuore del Parco dove lasciarsi coinvolgere dalla natura in un’esperienza immersiva. È possibile prenotare delle escursioni per scoprire i sentieri nella foresta che vi faranno entrare in sintonia con la natura per riscoprire un’antica connessione. Il bosco della Lama è raggiungibile solo a piedi o in bicicletta attraverso una strada forestale di 20 chilometri che parte tra il P.so dei Mandrioli e Badia Prataglia. D’estate è possibile raggiungerla anche attraverso un servizio di bus navetta organizzati dal Parco. Il miglior modo per raggiungere questo piccolo paradiso naturalistico però è il sentiero che scende dal P.so dei Fangacci al F.so degli Scalandrini attraverso suggestivi scenari naturalistici.

  • Parco della Maremma, Toscana

Sempre in Toscana un altro luogo adatto al forest bathing è il Parco della Maremma. Innumerevoli percorsi tra mare, paludi e grotte offrono il modo ideale, sia d’estate che d’inverno, per rigenerarsi in mezzo alla natura. Per un itinerario di media difficoltà si può passeggiare lungo i sentieri della Foresta dell’Uccellina, costeggiati da lecci e macchia mediterranea, che conducono alla spiaggia, dove d’estate concedersi un bagno rinfrescante. Più lungo, invece, è il sentiero dell’Alberese, dove camminando fra le piante di lecci e di sughera si può raggiungere l’Abbazia di San Rabano.

  • Riserva Mab, Molise

Nel cuore dell’Appennino molisano si trova la Riserva Statale Naturale di Collemeluccio-Montedimezzo che è stata dichiarata Mab, riserva Unesco Man And Biosphere. Composta da circa 300 ettari, questa è una delle 8 Riserve della Biosfera italiane, che costituiscono una rete di località e di ecosistemi terrestri e costiero/marini riconosciuti a livello mondiale per il loro elevato valore naturalistico. La Riserva MaB di Collemeluccio-Montedimezzo si estende su 7 comuni e ha una grande varietà di flora come l’acero campestre, il biancospino e il pruno selvatico. Il luogo ideale per praticare il forest bathing in particolare è la frazione di Montedimezzo, in provincia di Isernia, dove le acque del fiume Trigno e del torrente Salcitaro rendono il paesaggio incantevole.

  • Wood Walks, Parco Nazionale d’Abruzzo 

Le Wood Walks sono passeggiate ed escursioni per passare una giornata nelle magnifiche faggete del Parco Nazionale d'Abruzzo. Si può per esempio esplorare il bosco secolare della Difesa di Pescasseroli con una semplice escursione ad anello, lunga circa 5 km, tra enormi faggi secolari dalle forme contorte. Si cammina tra i meravigliosi profumi dei licheni fronzuti, dei tronchi scavati, del tappeto di foglie in questo antico bosco dove vivono la volpe, il capriolo, il lupo, il cervo, il cinghiale e l'orso marsicano. Oppure scoprite il bosco di Forca d’Acero attraverso un sentiero di livello escursionistico, lungo circa 16 km. Si parte dal Passo di Forca d'Acero, a quota 1530 metri, si attraversa la magnifica faggeta che lambisce le grandi radure di Macchiarvana e Campo Rotondo, fino ad arrivare alla piccola chiesa del Santuario di Monte Tranquillo e quindi al valico omonimo a quota 1673 metri. D’inverno si può percorrere il sentiero con le ciaspole.

  • Parco Nazionale del Circeo, Lazio 

Oggi è conosciuta come la Selva di Circe ed è uno degli esempi meglio conservati e più estesi di foresta planiziaria, ossia di pianura, esistente in Italia. La Foresta del Parco Nazionale del Circeo si estende per circa 3.300 ettari e presenta tre aree: la Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia. Le Piscine sono delle aree paludose, le Lestre, invece, sono zone dove un tempo gli abitanti stagionali stabilivano i loro villaggi ma di cui oggi rimangono solo poche rovine. 

La foresta è un ecosistema ricchissimo e variegato, dichiarata Riserva della Biosfera. Attraverso una fitta rete di sentieri, sia pedonali che ciclabili, è possibile scoprire i tanti volti della foresta in ogni stagione. Dalle fioriture primaverili alla distesa di frutti di bosco e ciclamini d’autunno, fino alla fioritura invernale del prugnolo, la Selva di Circe è un luogo magico. 

  • Riserva Naturale Orientata del Bosco di Malabotta, Sicilia

Situata in provincia di Messina, sui Monti Nebrodi, la riserva naturale orientata del Bosco di Malabotta  si sviluppa su un’area di 3.222 ettari e copre cinque comuni. La riserva, istituita nel 1997, è una delle più estese dell’isola ed è quella con il più alto grado di escursione in termini di altitudine, passando da 700 a 1300 metri s.l.m. Il Bosco di Malabotta è, inoltre, uno dei boschi più antichi della Sicilia e vanta un’eccezionale diversità ambientale. Malabotta è un ecosistema composto da piante pluricentenarie, tra cui i cosiddetti “Patriarchi del Bosco”, querce secolari con fusti di oltre due metri di diametro. Inoltre la vegetazione è composta anche da cerri, faggi, castagni, agrifoglio, leccio e diverse altre specie. Il sottobosco passa da ambienti umidi alla prateria, letteralmente ricoperta nel periodo primaverile dalla Peonia Selvatica, ad ambienti più secchi e rupestri, dove crescono il biancospino, la rosa selvatica, lo sparzio spinoso e altre specie arbustive. 

  • Riserva Naturale I Giganti della Sila, Calabria

In Calabria non esistono ancora percorsi speciali o dedicati al forest bathing ma si può scoprire autonomamente l’immensità dei boschi del Parco Nazionale della Sila. In particolare la Riserva Naturale I Giganti della Sila, nota anche come Riserva Naturale del Fallistro, situata nel Parco Nazionale della Sila è il luogo ideale per rigenerarsi nella natura. Qui vivono i cosiddetti "Giganti della Sila" o "Giganti di Fallistro", maestosi pini larici ultracentenari, i cui tronchi formano un perfetto colonnato naturale. I loro tronchi infatti possono innalzarsi fino a 45 metri di altezza e avere un diametro alla base di circa due metri, tanto da essere spesso paragonati per dimensioni alle sequoie nordamericane. Nella riserva quindi sono conservati 58 pini larici a cui si aggiungono gli aceri montani, piantati addirittura nel Seicento. Gli alberi della riserva calabrese sono così alti da creare un intricato soffitto di rami e foglie, dove il silenzio assoluto è rotto solo dal fischio dei rapaci e la vista sui suoi splendidi laghi artificiali offre un suggestivo bagno nella foresta. 

Autore: Francesca Ferri

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