Idee di viaggio

Le isole meno affollate d'Italia

Scrigni di pace, natura e bellezza al di fuori dei circuiti del turismo internazionale

Alicudi MARE Shutterstock
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Basta uscire dai sentieri battuti per scoprire isole dimenticate dal mondo dove la natura regna sovrana e il tempo sembra essersi fermato. 

Sono isole che non esistono, immerse tra il blu del cielo e il blu del mare. Lembi di terra circondati da acque turchesi e trasparenti, frequentati da pochi viaggiatori e vissuti da pochissimi abitanti. Ecco alcune delle isole meno turistiche e meno affollate d’Italia, lontane dalla civiltà e al riparo dalla mondanità, dove sincronizzarsi solo con il suono delle onde del mare. 

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Isole meno turistiche d'Italia

  • Linosa, Sicilia

Al centro del mar Mediterraneo, tra la Sicilia e la Tunisia, sorge Linosa, un'isola di origine vulcanica che fa parte, insieme a Lampedusa e Lampione, dell'arcipelago delle Pelagie (dal greco Pelaghià, Isole d'alto mare). Splendida e selvaggia, nera di roccia lavica, con le sue coste alte e piene di insenature e con i suoi vulcani spenti, Linosa è una delle isole meno turistiche e affollate d’Italia, perfetta per trascorrere una vacanza in piena tranquillità. Linosa costituisce la sommità di un cono vulcanico, ormai spento da quasi 2000 anni, le cui falde si immergono in mare fino a circa 100 m di profondità. L'isola ha una forma quasi circolare al cui centro si trova ancora il cratere principale, la cosiddetta Fossa del Cappellano, sovrastato da altri tre coni: il Monte Vulcano (195 m), il  Monte Rosso (186 m), il Monte Nero (107 m) e alle pendici di questo, un più piccolo cratere di 50 m. L'attività vulcanica è cessata da molto tempo, ma le antiche colate laviche hanno conferito al paesaggio il caratteristico colore grigio-bruno. Il paesaggio immerso nella macchia mediterranea, tra acacie, fichi d’india e capperi, è ideale per gli amanti del trekking. Il centro abitato di Linosa è caratterizzato da graziose costruzioni dai colori pastello che si raccolgono intorno al piccolo porto, da cui partono le escursioni a piedi, alla conquista delle vette, o in barca. Per gli amanti del mare, i fondali rocciosi sono frequentati dai subacquei per la ricchezza della fauna ittica. Per chi vuole semplicemente rilassarsi in spiaggia, Linosa alterna spiagge di sabbia vulcanica a costoni di roccia assai suggestivi, lambiti da acque turchesi e trasparenti. Cala Pozzolana di Ponente è una bellissima spiaggia, meta spesso delle tartarughe Caretta Caretta che qui depongono le uova. Da non perdere Punta Beppe Tuccio, un piccolo promontorio che insieme ad isolotti minori crea una piccola laguna. Ancora, Grotta del Greco, sul versante orientale dell’isola, Cala Pozzolana di Levante e Punta Calcarella sul versante meridionale sono altre bellissime spiagge di Linosa. Nera e selvaggia, Linosa è una buona alternativa, tra le isole Pelagie, a Lampedusa, che richiama folle di turisti per la sua favolosa Spiaggia dei Conigli e a Pantelleria, la “perla nera del Mediterraneo” che da anni richiama poeti, registi e vip. 

  • Alicudi, Sicilia

La più occidentale, selvaggia e isolata dell’arcipelago delle isole Eolie, Alicudi è un paradiso terrestre. Dalla forma quasi perfettamente conica, incontaminata, aspra e solitaria, Alicudi offre scenari dalla tipica ambientazione mediterranea tra terrazzamenti con muri a secco, splendidi scorci di blu e piccole barche di pescatori. L’isola ha una superficie di 5 km² e conta un centinaio di abitanti, niente macchine, ci si sposta a piedi o al massimo a dorso di mulo. Vicino al piccolo porto si trova il centro abitato che ospita solo qualche negozietto di alimentari, la posta e qualche bottega di prima necessità. Prima di sbarcare sull’isola quindi consigliamo di far rifornimento di tutto ciò che vi potrà servire sull’isola. Il fascino di Alicudi consiste proprio nel vivere dell’essenziale e in perfetta sintonia con la natura. A dominare l’isola è il Monte Filo dell’Arpa, che raggiunge i 675 metri sul livello del mare, il cono di un vulcano spento che si inabissa per oltre 1500 metri nelle profondità del Mar Tirreno. La cima del vulcano ormai spento che costituisce l’isola, è attraversato da numerose mulattiere che partono da Alicudi Porto e conducono fino alla vallata dove un tempo colava la lava prima di riversarsi in mare. Sono sentieri panoramici ideali per gli amanti del trekking. Per farvi un’idea poi della bellezza aspra delle sue coste iniziate con un giro in barca, che vi farà vedere anche la bellissima ma inospitale parte occidentale dell’isola. Le coste sono prevalentemente alte e costellate da grotte vulcaniche. Alicudi vanta una sola spiaggia raggiungibile a piedi, cioè la spiaggetta di ciottoli grigi di Alicudi Porto, e diverse piccole calette selvagge, quasi tutte sul versante orientale vicino all’unico centro abitato, accessibili unicamente in barca. La spiaggia di ciottoli di Bazzina, situata sulla costa orientale, non lontano dal porto, è un’altra incantevole insenatura con fondali piuttosto bassi. L’approdo di Palomba invece è consigliato sia ai sub che agli escursionisti. Le minuscole spiagge di ciottoli, dunque, sono ideali per lo snorkeling piuttosto che per chi vuole rilassarsi intere giornate al sole. Non dimenticate di fare un giro a Contrada Tonna per ammirare l’architettura tipica delle Eolie e di visitare la chiesa di San Bartolo, patrono delle isole Eolie. 

Quindi se siete stanchi degli ospiti chic di Panarea e del trambusto di Lipari, basta prendere un traghetto per Alicudi.

  • Filicudi, Sicilia

Leggermente più grande di Alicudi, Filicudi (9 km²) fa parte dell’arco occidentale dell’arcipelago delle isole Eolie e geologicamente è la più antica delle sette isole. Aspra e selvaggia, l’isola è costituita dal cono emerso di un vulcano ormai spento, ricoperto da ginestre, erica, fichi d’india e felci. Filicudi era, infatti, anticamente chiamata Phoenicodes per il gran numero di felci presenti sull'isola. Chi ama camminare vorrà sicuramente raggiungere il punto più alto dell’isola, Fossa Felci a 774 metri sul livello del mare. Versanti scoscesi e coste rocciose, caratterizzano, dunque, questa piccola isola abitata da circa 250 persone. Le coste di Filicudi sono intarsiate da profonde grotte, impreziosite da magnifici faraglioni e caratterizzate da costoni a strapiombo sul mare. La Canna è lo scoglio più famoso dell’isola, mentre tra le grotte la più amata è quella del Bue Marino insieme a Maccatore. Le spiagge di Filicudi, tutte di origine vulcanica, sono principalmente caratterizzate da grandi ciottoli scuri tranne la spiaggia di Pecorini che ha alcuni tratti di sabbia. La  spiaggia più "in" però è Le Punte, che si può raggiunge a piedi dal molo. Un giro il barca è sicuramente l’ideale per ammirare la bellezza dell’isola dal mare e per un bagno nel blu. Non dimenticate di fare un giro a Capo Graziano, una fortezza naturale dove sono visibili i resti di un villaggio preistorico.

Anche se più tranquilla di Lipari e Panarea, Filicudi offre comunque una vivace vita notturna grazie a diversi locali e una discoteca. Il giusto compromesso per chi cerca il relax nella natura incontaminata e un minimo di mondanità per le serate estive. 

Meno turistica di Favignana, Marettimo è l’isola più selvaggia e incontaminata delle isole Egadi, oltre che la più lontana dalla Sicilia e quindi la più difficile da raggiungere. Il suo nome di origine greca Hierà Nésos vuol dire “isola sacra”. Quello con cui la conosciamo oggi però deriva dal latino Maritima, probabilmente per l’abbondante presenza sull’isola del timo selvatico. Ha una superficie di 12,3 kmq e conta appena 680 abitanti. Domina l’isola il Monte Falcone con i 686 m sul livello del mare. Gli amanti del trekking vorranno salire sulla cima più alta dell’isola oppure percorrere sentieri immersi nella macchia mediterranea, come il sentiero di Punta Troia che in circa un’ora e mezza di cammino lungo la costa vi porterà in cima a un promontorio su cui sorge un castello normanno del XVII secolo. Vicino al centro abitato, composto da casette bianche che si specchiano nel porticciolo, si trovano sulla costa est due spiagge cittadine raggiungibili a piedi, Scalo Vecchio e Scalo Nuovo, situate in corrispondenza del porto vecchio a nord e del porto nuovo a sud. Ma le spiagge più belle sono Cala Bianca, con sabbia bianca e coste altissime che scendono a strapiombo verso il mare, e Praia dei Nacchi con ciottoli e acque trasparenti. Se siete disposti a fare un po’ di fatica per arrivare alle spiagge più affascinanti, andate a Zotta Muletti, raggiungibile in un’ora e mezza di cammino all’ombra della pineta, la spiaggia del Cretazzo per cui ci vogliono quasi due ore di cammino e Cala Nera, situata sotto il faro di Punta Libeccio, raggiungibile soltanto a nuoto tuffandosi dagli scogli. Con un giro dell’isola in barca, inoltre noterete le numerosissimi grotte emerse e sommerse che si dice siano più di 400, scavate dalle onde e dai fenomeni carsici che frastagliano la costa dell’isola. Tra le più belle ci sono la Grotta del Cammello, la Grotta Perciata, la Grotta del Tuono, la Grotta Presepe e la Grotta della Bombarda. Come Levanzo, Marettimo è l’isola ideale, tra le Egadi, per chi cerca una vacanza tranquilla lontana dalla folla di Favignana.

  • Giannutri, Toscana

Da sempre considerata sacra alla dea Artemide per la sua curiosa forma a mezzaluna, Giannutri è una piccola isola dell’Arcipelago Toscano situata a 11 km dall’Argentario e a 15 km dall’Isola del Giglio. Grande appena 500 metri in larghezza e 5 chilometri in lunghezza, l’isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che preserva il peculiare ambiente naturale e gli straordinari fondali. È un’isola dove regna il silenzio e la natura incontaminata. Giannutri sorprende per il paesaggio selvaggio, fatto di morbide insenature bagnate da un mare cristallino, di ripide scogliere che precipitano nel blu più profondo, di grotte marine, di spiaggette, di boschi impenetrabili, di una variegata macchia mediterranea dalla quale emergono le rovine del glorioso passato romano. Sull’isola, infatti, si possono vedere i resti di una sontuosa villa romana appartenuta alla famiglia dei Domizi Enobarbi e risalente al II sec. d. C. Giannutri ha una costa rocciosa costellata da numerose grotte. Le spiagge sono due e sono anche gli unici due punti di approdo, Cala Maestra e Cala Spalmatoio. Sono spiagge di ghiaia e non ci sono stabilimenti balneari, quindi consigliamo le scarpe da mare. L’isola è un paradiso soprattutto per gli amanti della subacquea e dello snorkeling che possono apprezzare la bellezza dei fondali ricchi di biodiversità. Gli appassionati del trekking, invece, potranno esplorare i percorsi che attraversano la fitta macchia mediterranea fino a raggiungere Monte Mario e Poggio di Capel Rosso, che è il punto più alto dell’isola (88 mt sul livello del mare) da cui si gode un panorama incantevole. Giannutri è raggiungibile in traghetto da Porto Santo Stefano o con i taxi boat, ma ricordatevi che non si può portare l’auto sull’isola, in quanto area naturale protetta. Consigliamo di lasciare l’auto a Porto Santo Stefano. Infine sull’isola non ci sono hotel, ma si possono facilmente affittare appartamenti e b&b per provare a vivere l’isola come la ventina di abitanti che popolano questo piccolo paradiso.

Come Giannutri, anche Pianosa fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dove sono vietate la navigazione e la pesca. Il nome deriva dalla sua conformazione pianeggiante. Abitata fin dal Paleolitico, Pianosa conserva le rovine di una villa romana e di un sistema di catacombe. Inoltre, Pianosa ha ospitato per oltre 140 anni un carcere che rendeva l'isola praticamente inaccessibile e ciò ha permesso di mantenere inalterato gran parte del patrimonio naturale dell'isola. Nel 1856, infatti, il Granducato di Toscana istituì a Pianosa una colonia penale agricola, durante il fascismo divenne luogo di detenzione per prigionieri politici, tra cui anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Negli anni ’70 divenne carcere di massima sicurezza, in cui venivano confinati terroristi e mafiosi, tanto che la popolazione fu fatta evacuare e l’isola fu chiusa al turismo. Pianosa poi ha ricominciato ad accogliere visitatori dal 2011, quando il carcere è stato definitivamente chiuso. Oggi il carcere è stato trasformato in hotel, l’unico dell’isola. Si tratta dell’Hotel Milena, due stelle, ristrutturato e gestito da una cooperativa di ex detenuti. Da sempre crocevia di rotte commerciali, Pianosa custodisce sui suoi fondali preziosi giacimenti archeologici. Chi vuole rilassarsi in spiaggia dovrà andare a Cala Giovanna, l’unica dove è consentita la balneazione. Ci sono altre spiagge incontaminate come Cala di Biagio e Cala del Bruciato, ma vi è proibito anche solo avvicinarsi. Da qualche anno, inoltre, è possibile fare immersioni al largo di Pianosa per esplorare i suoi ricchissimi fondali, ma solo dopo aver ottenuto il permesso dall’ente del parco. Per tutelare il patrimonio naturalistico dell’isola, infine, Pianosa è accessibile solo con escursioni guidate che prevedono un numero limitato di persone, non più di 250 al giorno.  

  • Palmaria, Liguria

Palmaria è un’incontaminata isola della Liguria, non più grande di 2 km², situata nel golfo di La Spezia. Da area militare quale è stata fin dalla seconda guerra mondiale, Palmaria, diventerà meta internazionale del turismo green in seguito all’accordo firmato tra la Marina Militare e il Comune di Portovenere. L’isola, patrimonio dell’Unesco, ha una costa prevalentemente alta e rocciosa, le spiagge dunque non sono facilmente accessibili. Tra queste la spiaggia del Pozzale è quella meno affollata e più selvaggia. Altrimenti troverete lo stabilimento balneare Il Gabbiano e la spiaggia libera di Punta Secco, di fronte a Portovenere. Agli amanti del trekking Palmaria offre una fitta rete di sentieri che attraversano l’intera isola e regalano bellissimi scorci sul mare, tra cui il Sentiero dei Condannati. Terrizzo è il centro abitato di Palmaria con le sue casette colorate che si affacciano sul mare. Raggiungibile da La Spezia e Portovenere, l’isola conta solo una cinquantina di abitanti che vivono tra la natura selvaggia e il mare trasparente. 

  • Palmarola, Lazio

Palmarola è la più selvaggia delle isole Pontine. È un’isola lunga quasi 3 chilometri e larga solo 300 metri, che dista solo 8 miglia dal porto di Ponza. L’isola deve il suo nome alla palma nana, unica palma originaria dell'Europa che cresce selvatica sulla sua superficie. Come le altre isole Pontine, Palmarola è di origine vulcanica e ha una meravigliosa costa rocciosa piena di grotte, anfratti e calette che si nascondono tra le scogliere bianche a picco sul mare. Una zona che vale la pena di vedere è la Cattedrale, scolpita da grotte che formano incredibili archi a sesto acuto. Ma in un giro dell’isola in barca ammirate anche il Faraglione di Mezzogiorno, la Forcina, la Grotta del Gatto e Le Galere. A Palmarola non troverete quindi spiagge di sabbia. Le uniche sono la Cala del Porto o Spiaggia della Maga Circe, anche detta la spiaggia de O’Francese perché qui sorge l’unico ristorante dell’isola, O’ Francese, e Cala Brigantina, così chiamata perché ancora nel ‘700 offriva riparo alle barche dei pirati. Chi ama camminare può percorrere il sentiero Faraglione di San Silverio che porta in cima a uno sperone roccioso dove si trova un’edicola dedicata a San Silverio, patrono di Ponza. Palmarola è facilmente raggiungibile con escursioni guidate che partono da San Felice Circeo e Terracina, affittando una barca al porto di Ponza o con le barche della Cooperativa Barcaioli Ponzesi. L’ideale è sicuramente affittare una barca per poter esplorare l’isola in autonomia e ammirare le bellezze di questo lembo di terra senza case e senza porti, dove la natura regna incontrastata. 

Autore: Francesca Ferri

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