Idee di viaggio

Itinerari enogastronomici d'Italia

Idee per un viaggio lungo le vie del gusto italiane

Ulivi Valle Itria MANGIARE Shutterstock
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L’Italia è uno scrigno di sapori che raccontano della ricchezza della nostra terra. Assaggiare i piatti tipici vuol dire iniziare a conoscere un luogo; informarsi sulla storia e la produzione delle eccellenze enogastronomiche porta a riscoprire antichi mestieri e tradizioni ancestrali che compongono l’identità di un territorio e dei popoli che lo abitano. 

Vi portiamo in viaggio dal nord al sud lungo alcuni dei più bei percorsi enogastronomici d’Italia

Itinerari enogastronomici d'Italia

  • La Valpolicella alla ricerca dei vini e dell’Amarone – Veneto 

A nord ovest di Verona, tra il Garda, i Monti Lessini e la Valdadige si trova la Valpolicella, una zona prevalentemente collinare del Veneto, ricca di bellezze naturalistiche immerse nel Parco Regionale della Lessinia, di antiche ville palladiane e siti archeologici. La Valpolicella, inoltre, è famosa, fin dai tempi dell’antica Roma, per i suoi vini, soprattutto per l’Amarone. Quindi non perdete la visita di qualche cantina locale per degustare i pregiati vini nei sette comuni della Valpolicella: Sant’Ambrogio di Valpolicella, Fumane, Sant'Anna d'Alfaedo, Negrar, San Pietro in Cariano, Marano di Valpolicella e Pescantina. Potreste iniziare il giro dei paesini da Sant'Anna D'Alfaedo, comune montano che sovrasta le tre vallate maggiori della Valpolicella. Si prosegue per Marano di Valpolicella, dominata dal Monte Castelon, che si erge dominante sulla dorsale collinare, tra le vallate di Marano e di Fumane. Si prosegue per il comune di Fumane, altro sito di grande interesse naturalistico, prima di proseguire per Molina, nota per il suo Parco delle Cascate, e gli altri comuni della Valpolicella. La sosta a Fumane è particolarmente interessante perché a poca distanza dal centro si trova la Villa Della Torre, una villa rinascimentale sulle pendici di un colle che è oggi di proprietà dell'Azienda Agricola Allegrini, produttrice di vino, tra le più famose in Italia soprattutto per quanto riguarda l'Amarone. Non perdete quindi la visita della villa circondata dal vigneto denominato Palazzo della Torre, da cui viene prodotto l'omonimo vino. Potrete visitare inoltre la loro cantina e l'enoteca, con relativa degustazione dei pregiati vini prodotti dal podere della famiglia Allegrini, da abbinare ai prodotti tipici del luogo. La Valpolicella è una terra di vigneti, intervallati da olivi e ciliegi. Quindi assaggiate anche l’olio extravergine di oliva delle varietà  "Grignano", "Favarol" e "Trepp", oltre alle immancabili ciliegie, i kiwi e la Pesca Principesca. Non perdete i formaggi locali quali il Monte Veronese, la ricotta e i formaggi con le erbe, ma anche i salumi della Lessinia, il tartufo e il miele tra cui quello di ciliegio. 

  • Casalmaggiore sulle tracce della zucca – Lombardia 

Il motivo per cui visitare Casalmaggiore, comune della Lombardia in provincia di Cremona sulle rive del Po, è la zucca, un ortaggio molto abbondante nella zona e che ha dato vita a numerose ricette. A Casalmaggiore la zucca è diventata l'ingrediente principe di una delle specialità emblematiche della città, ovvero il tortello di zucca che prende il nome di "Blisgon". Una specialità culinaria del casalasco riconosciuta con il marchio De.Co. (Denominazione Comunale) come prodotto tipico della città nel 2010. Un buon momento per visitare questa cittadina nell’area lombarda della Pianura Padana, nota come La Bassa, è il mese di settembre, nei giorni della Festa della zucca. Approfittatene per visitare il centro storico, partendo da piazza Garibaldi per poi visitare il Museo del Bijou e il Santuario della Beata Vergine della Fontana, il Duomo, palazzo Martinelli, palazzo Porcelli. La riva del Po e il Parco Golena sono luoghi ideali per passeggiate ed escursioni fluviali con mini-crociere.

  • La Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze - Veneto 

La Strada del Torcolato e dei vini di Breganze prende il nome dal più noto e prestigioso vino prodotto nella provincia di Vicenza. Il Torcolato è un vino cosiddetto da meditazione, dal color giallo ambrato, che accompagna di solito i dolci ma anche i formaggi stagionati. L’itinerario vi porterà nella fascia collinare del Veneto estesa tra il torrente Astico e il fiume Brenta. Si parte dalla cittadina di Thiene, al cui centro si nota la Villa Da Porto Colleoni, detta anche Il Castello, per le torri e la merlatura. Con una breve deviazione si può raggiungere Lonedo di Lugo di Vicenza, dove visitare due ville palladiane, Villa Piovene e Villa Godi Malinverni, mentre proseguendo sulla strada per Breganze vedrete Villa Capra Bassani. Breganze, cuore dell'omonima DOC, è un’antica cittadina fortificata, e antica terra di vini già dall’anno mille. A Breganze poi non potete perdere un giro delle cantine locali, tra cui IoMazzucato,  Col Dovigo e l’azienda Firmino Miotti che offrono visite guidate e degustazioni. Notevole la Cantina Beato Bartolomeo, considerata il punto di riferimento per l'enologia breganzese, dove è possibile visitare anche la vecchia bottaia. Continuando l’itinerario, si passa per Mason Vicentino, famoso per i suoi ciliegi, e si arriva a Marostica, incantevole borgo medievale, famoso per la Partita a Scacchi, manifestazione che si celebra ogni due anni, a settembre, dal 1923. Proseguite poi lungo la strada per Bassano del Grappa e con una piccola deviazione potreste arrivare a Schiavon dove si trova la Distilleria Poli. Una volta giunti a Bassano del Grappa, affascinante cittadina situata ai piedi del Monte Grappa e attraversata dal fiume Brenta, consigliamo, agli amanti di grappa e liquori, una visita alla Grapperia Nardini e la degustazione della Tagliatella, liquore tipico di Bassano. Se volete saperne di più sulla storia della distillazione e della grappa visitate il Museo della Grappa Poli. Dunque, in questo itinerario enogastronomico di circa 20 km da Thiene a Bassano del Grappa, vale la pena assaggiare oltre al Torcolato e ai vini di Breganze, anche le Ciliegie di Marostica, il Baccalà alla vicentina alle Grappe, la Sopressa Vicentina e gli sparagi di Bassano.

  • Monferrato Astigiano e la tradizione della Bagna Cauda - Piemonte

Tra il fiume Tanaro e le colline del Moscato, si snoda il Monferrato astigiano, una zona dalle colline dolci, particolarmente vocata per la coltivazione del vitigno Barbera. Ma oltre ai vini e agli spumanti, il Monferrato Astigiano è anche noto per la tradizione della Bagna Cauda. È uno dei piatti tipici della tradizione piemontese, una specialità a base di aglio, acciughe e verdure di stagione, tra cui il cardo gobbo del Monferrato. Il periodo migliore per andare nel Monferrato Astigiano è a novembre quando si tiene il Bagna Cauda Day, un'occasione per assaggiare il piatto tipico in un clima di festa. Durante la manifestazione potrete assaggiare la bagna cauda a un prezzo fisso di 25 euro in tutti i locali aderenti, dal ristorante stellato alla trattoria. Non perdete, infine, una visita del centro storico di Asti, una tranquilla cittadina medievale nel cuore del Piemonte. 

  • I gioielli di Parma, Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano – Emilia-Romagna

Parma è la più elegante città dell’Emilia-Romagna che affascina i visitatori per i suoi gioielli architettonici, l’antica storia e le eccellenze gastronomiche. Dopo aver visitato la città dirigetevi, però, verso Langhirano, comune della provincia di Parma, per andare alla scoperta del prosciutto che ha conquistato il mondo. A sud della via Emilia, tra il fiume Enza e il torrente Stirone, si trovano circa 150 prosciuttifici facenti parte del consorzio del DOP. Ma prima di andare alla ricerca delle piccole aziende artigianali consigliamo di visitare il Museo del Prosciutto di Parma per saperne di più su una tradizione plurisecolare che risale all’epoca romana. Così arriverete preparati alla visita dei prosciuttifici, dove i norcini vi faranno degustare questa eccellenza gastronomica caratteristica dell’Emilia-Romagna e ormai famosa nel mondo. Ricordate che a inizio settembre si svolge il Festival del Prosciutto di Parma a Langhirano. Inoltre, per tutti i fine settimana del mese in occasione di Finestre Aperte, i prosciuttifici aprono le porte ai visitatori. Ma Parma è anche la patria del Parmigiano Reggiano, un’altra eccellenza gastronomica italiana riconosciuta a livello internazionale. Potreste visitare il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, comune in provincia di Parma, e poi visitare alcuni caseifici dove poter degustare il formaggio più amato dagli italiani. Tra i tanti potreste prenotare una visita al Caseificio Ugolotti, sulla via Emilia, vicino al centro di Parma. 

  • In Sardegna lungo le strade dello zafferano 

Nel sud della Sardegna, in un’ampia pianura tra la Marmilla e il Medio Campidano, si trova la zona di produzione dello Zafferano di Sardegna DOP. La pregiata spezia che arricchisce tanti piatti della cucina italiana viene coltivata nei comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca. Iniziate quindi il vostro itinerario a San Gavino Monreale, ai piedi del castello di Monreale per poi visitare la chiesa di San Gavino Martire ai margini del paese. Raggiungete l’antico borgo di Villanovafranca, al di fuori del quale si trova Nuraghe Su Mulinu, un sito archeologico che racconta la storia del luogo. A poca distanza da Villanovafranca si trovano i resti del castello di Las Plassas. Ricordate che in autunno si svolge la Sagra dello Zafferano, un'occasione per vedere la Sardegna meridionale in un clima di festa e assaggiare i piatti tipici della cucina sarda a base della rinomata spezia.

  • Le colline del Sagrantino di Montefalco - Umbria

Se vi piace andare in bicicletta potreste pedalare alla scoperta delle colline a sud di Montefalco, una zona dell’Umbria famosa per la produzione vinicola del Sagrantino ma anche per l’olio extravergine di oliva. È un breve itinerario di 7 km da fare in bici o in auto. Il percorso parte e arriva nella cittadina medievale di Montefalco, conosciuta come "la ringhiera dell'Umbria" per la sua posizione sopraelevata e panoramica. Qui dalla Piazza del Municipio scendete, dunque, lungo via Ringhiera Umbra, dove troverete la Chiesa di San Francesco, ora Pinacoteca Comunale, con capolavori tra cui una Natività del Perugino. Uscendo dal centro abitato, si passa per Camiano Grande, e si prosegue fino ad arrivare a Turri e, quindi, a Poggio Turri, dove si trova la Cantina Poggio Turri, un agriturismo con azienda vinicola che produce, tra gli altri vini, il Sagrantino di Montefalco Docg, anche nella versione Passito, e l’olio extravergine d'oliva. Si prosegue poi per la località San Fortunato dove si trova l’Azienda Agricola Romanelli, che produce Sagrantino di Montefalco Docg, Sagrantino Passito Docg, Montefalco Rosso Doc, Grappa di Sagrantino e olio extravergine di oliva biologico. L’azienda propone, inoltre, degustazioni, visite enoturistiche guidate e pranzi a base di prodotti tipici. Continuando sulla strada che riporta a Montefalco si arriva alla Cantina Antonelli S. Marco che produce Montefalco Doc Rosso, Sagrantino di Montefalco Docg, Sagrantino di Montefalco Docg Passito ed olio extravergine di oliva biologico. Anche in questa cantina potrete fare visite guidate, degustazioni e anche lezioni di cucina, per imparare a preparare i piatti della tradizione umbra.  

  • Lungo la via Appia tra vino, olio e porchetta dei Castelli Romani - Lazio

Lungo l’antica via Appia, nel Lazio, si snoda un bellissimo percorso circondato dai Colli Albani nella zona dei Castelli Romani, compresa all'interno dell'omonimo Parco Regionale. La zona è conosciuta per la produzione di vino, olio d'oliva e alcuni prodotti tipici come la porchetta, il guanciale e vari salumi da degustare nelle fraschette, le antiche osterie della zona. Si parte da Ciampino dove si produce il vino Marino Doc, che potrete assaggiare all'Azienda Agricola Biologica Riserva della Cascina, oltre al Castelli Romani Doc Rosso. Proseguendo lungo la Appia, si raggiunge Castel Gandolfo, sul lago Albano, da secoli la residenza estiva dei papi, oggi selezionato tra i borghi più belli d'Italia. Si continua per Albano Laziale, storico luogo di villeggiatura delle importanti famiglie romane. Nella frazione di Ceccina potreste visitare la Cantina di Villafranca, dove degustare o acquistare numerosi vini quali Castelli Romani Doc Bianco, Castelli Romani Doc Rosso, Castelli Romani Doc Rosato, Colli Albani Doc Superiore, Marino Doc Superiore e Frascati Doc Superiore. Così raggiungete Ariccia, antica cittadina immersa nella campagna dove sorgono vigneti sin dai tempi della repubblica romana. Qui potrete degustare i vini della zona alle Cantine Volpetti. Ma non dimenticate di assaggiare la rinomata Porchetta di Ariccia. Ripartite per Genzano, nell'Area Doc dei Colli Lanuvini, antico centro sulle rive del Lago di Nemi, oggi famoso soprattutto per la produzione vinicola. Tra le altre qui potreste visitare l’Azienda Agricola Cavalieri, che produce Colli Lanuvini Doc, mentre in qualsiasi ristorante o agriturismo della città chiedete il Pane Casereccio di Genzano IGP. Infine concludete l’itinerario enogastronomico a Velletri, da cui prende il nome l'omonima area famosa per i vini che potreste degustare all’Azienda Vinicola Fratelli Ceracchi. 

  • Val di Cornia sulle tracce degli Etruschi - Toscana 

Tra le colline in provincia di Livorno si snoda un incantevole percorso nel cuore della Val di Cornia dove vedrete vigne e uliveti a perdita d’occhio. Partite lungo la strada del vino e dell'olio della Val di Cornia, iniziando da Campiglia Marittima, cittadina medievale ma di origini etrusche, famosa, oltre che per l'olio extravergine e il vino, per la schiacciata campigliese, torta croccante da assaggiare insieme ai bianchi passiti di produzione locale. A Campiglia potreste visitare l’azienda vitivinicola Jacopo Banti, dove si producono i pregiati vini locali Val di Cornia Doc Vermentino, Val di Cornia Doc Aleatico Passito, Val di Cornia Doc Cabernet Sauvignon, Val di Cornia Doc Bianco, Val di Cornia Doc Rosso. Proseguite verso Suvereto, comune al centro della zona Doc, annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Cercate di capitarci a maggio e ad agosto in occasione del Palio di Suvereto, disputato a maggio ed ad agosto, in cui i concorrenti spingono per le antiche vie del borgo una grossa botte di vino. Tra le specialità gastronomiche da non perdere a Suvereto ci sono il cinghiale, il carciofo violetto e gli spinaci. Nei dintorni troverete numerose cantine ed aziende vitivinicole da visitare, tra cui l'agriturismo e azienda agricola Gualdo del Re. Raggiungete poi il paese di Sassetta, compreso nel Parco naturalistico-forestale di Poggio Neri, e addentrandovi tra i rilievi delle Colline Metallifere arriverete a Monteverdi Marittimo, dove poter visitare l'agriturismo Villetta di Monterufoli che produce vini da uve biologiche, ed offre visite guidate e degustazioni del suo Val di Cornia Doc e Val di Cornia Doc Vermentino. La maggior parte delle cantine e degli agriturismi in Toscana, inoltre, offre visite e degustazioni in inglese oltre che in italiano. 

  • A Milazzo lungo la strada del Mamertino Doc - Sicili

In provincia di Messina, un percorso che va da Santa Lucia del Mela fino alla costa vi farà scoprire il territorio siciliano del Mamertino Doc. Iniziate quindi a Santa Lucia del Mela, cittadina risalente all'epoca della dominazione greca e famosa per il suo castello arabo-svevo-aragonese. All’Azienda Agricola Vasari potrete degustare alcuni vini locali come Mamertino Nero d'Avola Doc, Mamertino Rosso Doc e Mamertino Bianco Doc. Scendendo tra colli che digradano verso il mare arriverete a San Filippo del Mela, dove si trova l’Azienda Agricola Celi che vi farà assaggiare anche l’olio extravergine di oliva Dop Valdemone. Avvicinandovi sempre più al mare arriverete a Milazzo, centro principale della zona, cittadella fortificata dove sorge il castello di Federico II. A Milazzo si può visitare la Casa Vinicola Grasso che produce numerosi vini tra cui il Mamertino Doc Rosso e Bianco.

  • Dalle Valle d’Itria al Salento tra ulivi millenari - Puglia

Nel territorio compreso tra la Valle d’Itria e il Salento si snodano numerosi percorsi enogastronomici che vi faranno scoprire l’olio extra vergine, i formaggi e il vino della Puglia. Partendo dalla Valle d’Itria, precisamente ad Alberobello, famosa per le abitazioni tipiche dei trulli, riconosciuti patrimonio dell’Unesco, visitate il Museo del Vino dopo aver passeggiato tra le viuzze bianche ricche di botteghe di artigiani. Dirigetevi poi a Fasano, dove visitare il Museo dell’olio di oliva se volete saperne di più su questa antica tradizione pugliese. Poco fuori Fasano potrete visitare anche il Dolmen di Montalbano, un monumento megalitico e luogo sacro delle antiche popolazioni che lo edificarono durante l’eneolitico, e il Torrione delle Fogge, un importante edificio militare. Così dirigetevi verso Monopoli e Crovigno, esplorando questa zona dall’altissima concentrazione di ulivi millenari. Si stima che alcune piante abbiano addirittura superato i 3.000 anni d'età. Vi ritroverete a percorrere stradine incantevoli costeggiate da muretti a secco e un mare di ulivi a perdita d’occhio dove si nascondono antiche masserie e moderni frantoi dove poter degustare le varietà locali di olio extra vergine di oliva. Proseguite poi per Ostuni, soprannominata città bianca per via del suo caratteristico centro storico che un tempo era interamente dipinto con calce bianca. Infine, concludete l’itinerario a Lecce, soprannominata la “Firenze del sud” per la ricchezza artistica e architettonica. Situata al centro della penisola salentina, Lecce vi abbaglierà con la sua pietra chiara e il barocco leccese. Basta uscire dal centro di Lecce poi per scoprire eleganti masserie dove poter degustare i prodotti caseari tipici come mozzarelle, pecorino, giuncata, ricotta fresca, burrata e cacioricotta, oltre vino e olio locali. 

  • Da Matera al Vulture tra peperoni cruschi, Aglianico e olio - Basilicata

Molti turisti arrivano a Matera per scoprire la Capitale della Cultura 2019 e la Città dei Sassi che incanta i viaggiatori per le sue chiese rupestri e le case-grotta scavate nel tufo. Matera è una delle città più antiche al mondo, quindi scoprite l’incantevole centro storico che la sera assomiglia a un presepe. Per una pausa pranzo suggeriamo l’osteria Al Falco Grillaio per assaggiare i prodotti tipici lucani come i peperoni cruschi, il pecorino di Moliterno, il vino Aglianico e l’olio extravergine di oliva. Ma poi inoltratevi nella Basilicata interna per scoprire una terra ancora incontaminata dai sapori autentici. Partite alla volta di Senise, dove vengono prodotti i rinomati peperoni cruschi IGP, cioè dei peperoni secchi, non piccanti, che, una volta cucinati, diventano croccanti. I peperoni cruschi arricchiscono molti piatti tipici lucani. Proseguite verso Stigliano dove viene prodotto il famoso pistacchio. Risalendo verso nord lungo una strada panoramica immersa nella natura rigogliosa, arriverete a Castelmezzano e Pietrapertosa, due incantevoli paesini arroccati sulle cosiddette Dolomiti lucane. A Castelmezzano consigliamo una sosta da Peperusko che propone taglieri di formaggi e salumi locali. Non lontano da Castelmezzano si trova poi il paesino di Campomaggiore, interessante per la visita alla Città dell’Utopia. È un antico borgo che il conte Rendina, nel 1741, trasformò in un mondo ideale di libertà e giustizia ma che sfortunatamente venne distrutto da una frana. Oggi della Città dell’Utopia rimangono delle suggestive rovine che vale la pena vedere. A Campomaggiore, inoltre, potrete visitare, su prenotazione, l’Antico Frantoio Di Perna, dove degustare l’olio extravergine di oliva e scoprire questa antica tradizione lucana. Proseguite verso Potenza, fate una sosta alla Taverna Centomani per assaggiare i prodotti caseari a base di latte nobile, per poi addentrarvi nel Vulture. È una zona a nord della Basilicata dominata dal Monte Vulture, un vulcano non più attivo, che comprende comuni come Venosa, la città di Orazio. Il Vulture è, inoltre, una rinomata terra di vini, dove potrete visitare numerose cantine, per esempio quelle di Barile, e assaggiare i vini locali tra cui l’Aglianico. Tra le tante cantine vale la pena visitare le Cantine del Notaio a Rionero in Vulture. 

Autore: Francesca Ferri

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