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La Fontana di Trevi a Roma: tutto quello che devi sapere per visitarla

Com'è fatta? Quando è stata costruita? Ecco tutto quello che devi sapere sulla fontana più famosa di Roma

La Fontana di Trevi a Roma MONUMENTI Shutterstock
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Camminando nel cuore del centro storico di Roma, tra il trivio di stradine di Via della Stamperia, Via di S. Vincenzo e Via del Lavatore si inizia a sentire un brusio che cresce poco a poco, un suono di acqua scrosciante carico di promesse che induce inconsciamente ad accelerare il passo. È la magia di Fontana di Trevi che si rivela ancora prima di arrivarci, capace di attirare le persone come un canto di sirena.

Quando finalmente si sbuca nella piccola piazza Trevi in Via delle Muratte, ci si trova davanti uno degli scenari più d’impatto di tutta la città. La monumentale Fontana di Trevi occupa la scena e lo spazio calamitando lo sguardo di una moltitudine di passanti, turisti e cittadini che ne restano rapiti e ammaliati.

Fontana di Trevi è uno dei monumenti più riconoscibili e visitati al mondo, con un flusso di persone che ci si affolla davanti calcolato in migliaia ogni ora. La sua bellezza soverchiante, le sue leggende e la fama eterna resa immortale dal cinema ne fanno una delle icone più riconoscibili di Roma, tappa obbligata di chiunque visiti la città.

In una mano il telefono per scattare foto, nell’altra la monetina per rispettare le tradizioni, ognuno trova il suo angolo a bordo fontana per fare parte di una leggenda almeno per un minuto.

Fontana di Trevi

 

  • Come è fatta?

 

La Fontana di Trevi misura una larghezza di circa 20 metri e un'altezza di 26 metri, guadagnandosi così non solo il titolo di fontana più scenografica di Roma, ma anche di quella più grande.

Si tratta di un'opera d'arte in stile barocco che fonde insieme elementi come il marmo e l’acqua in un’armonia unica di linee morbide perfettamente equilibrate e inserite nella cornice suggestiva degli eleganti palazzi del centro storico come Palazzo Poli.

Il tema che la Fontana di Trevi racconta è l'abbondanza e la salute che l'acqua porta con sé. Tutta la scena è mossa dalla forza dell’acqua e del vento che sembrano come mettere in movimento le statue e le correnti, regalando una suggestione intensa e vitale della forza della natura. Una sorgente tumultuosa che sembra sgorgare dal terreno e occupare la piazza in equilibrio di spazio con lo sfondo.

Al centro si staglia le statua che rappresenta Oceano in piedi sopra un carro a forma di conchiglia trainato da creature metà cavallo e metà pesce, dette ippocampi simbolo dei mutevoli stati delle maree, dalla quiete alla tempesta, con due tritoni a guidarli.

Sui lati si vedono le statue dell'Abbondanza e della Salubrità, mentre sopra di loro si trovano i due bassorilievi raffigurano Agrippa che ordina la costruzione dell'acquedotto e una fanciulla che mostra ai soldati romani dove trovare la fonte d'acqua. La scena è completata dalla rappresentazione della natura che contorna le fondamenta del palazzo e i bordi della fontana.

Storia della Fontana di Trevi

Il luogo dove oggi sorge la fontana di Trevi era in origine il punto di arrivo di uno degli acquedotti che rifornivano Roma di acqua: l’Acquedotto Vergine, l’unico ancora attivo oggi che incanala l’acqua sotto terra per oltre 20 chilometri fino alla Fontana.

A costruirlo sotto l’imperatore Augusto nel xix sec a.c fu Marco Agrippa, che edificò la prima fontana a tre vasche nel punto in cui sgorgava la sorgente d’acqua dolce. Secoli dopo, nel 1453, per ordine di Papa Niccolò V avvenne un primo restauro che unificò le vasche in un unico grande vascone dove attingere l’acqua.

Solo nel 1732, Papa Clemente XII si mise alla ricerca di un architetto adatto per realizzare il restauro della fontana, la commissione fu assegnata all'architetto Nicola Salvi, che si mise al lavoro sul progetto mai realizzato dal Bernini.

È la mano di Salvi a introdurre una serie di elementi barocchi, tra giochi di luce, colonne e pilastri, cascatelle in una piscina tra massi e statue di figure allegoriche in una sintesi tra architettura e scultura sul tema del movimento portato dall’acqua.

I lavori vengono completati solo nel maggio del 1762, quando ormai sia Nicola Salvi che Papa Clemente erano già deceduti, a completare il progetto della fontana come la conosciamo oggi intervennero il nuovo Papa Clemente XIII, l’architetto Giuseppe Pannini e lo scultore Pietro Bracci.

Più di recente Fontana di Trevi è tornata al suo antico splendore grazie ad una lunga opera di restauro terminata nel 2015 finanziata dalla casa di moda Fendi.

Cinema e Tradizioni

Il rituale famoso in tutto il mondo che coinvolge chiunque si ritrovi davanti alla Fontana è quello del lancio della monetina. Tradizione vuole che lanciare una monetina in acqua regali la possibilità di tornare a Roma un giorno, se invece le monetine sono due allora si vedrà coronato il sogno di trovare il grande amore, con tre monete ci si assicurano le nozze. Al vostro buon cuore…

Inoltre per prendere parte allo scaramantico rituale non basta semplicemente scagliare una monetina in acqua, ma di deve seguire un movimento preciso dando le spalle alla fontana, prendere la moneta con la mano destra e lanciarla in acqua sopra la spalla sinistra.

Tale è alto il livello di partecipazione al rito di chi passa da queste parti che si calcola che ogni giorno vengano pescati dalle acque della Fontana l’equivalente di circa 3000 euro, che vengono poi devoluti in beneficenza.

Ma la fontana è stata consegnata al mito eterno grazie alla potenza delle immagini di alcuni film girati qui. Su tutti ci si ricorda della scena che forse più di ogni altra nella storia del cinema è entrata nell’immaginario collettivo, ovvero la sequenza de “La Dolce di Vita” di Federico Fellini in cui la giunonica diva Anita Ekberg turbò i sogni degli italiani entrando nella fontana sotto gli occhi di un trasognante Mastroianni.

Di altro spirito ma comunque conosciuta e simbolica è la scena di “Totò Truffa ‘62” in cui il principe De Curtis vende la Fontana ad uno sprovveduto turista.

Tra gli altri titoli da citare ci sono il film di Ettore Scola “C’eravamo tanto amati” che qui omaggia il suo maestro Fellini, “Tre monete in una fontana” di Jean Negulesco , “Vacanze romane” di William Wyler e “Mangia prega ama” Julia Roberts Eat, Pray, Love.

Per la sua enorme forza iconica la Fontana di Trevi è stata spesso usata da artisti contemporanei per prodursi in perfomances provocatorie e di grande impatto visivo come ad esempio quando nel 2007 le acque vennero tinte con del colorante rosso sangue. 

Video

Come arrivare 

La Fontana di Trevi si trova in una piazzetta nascosta nel centro storico di Roma all’incrocio di tre vie, o trivium,  e da qui il nome “di Trevi”. La fermata della metropolitana di riferimento è quella di Barberini linea A, da qui si prosegue lungo via degli Avignonesi, via in Arcione e infine via del Lavatore.

In alternativa si può scegliere di scendere alla stazione metro di Piazza di Spagna e passeggiare per una decina di minuti tra le vie suggestive del centro fino a raggiungere la Fontana. Nelle vicinanza della Fontana si possono poi ammirare alcune tra i tesori più rappresentativi di Roma, tutti a distanza percorribile a piedi tra cui la stessa Piazza di Spagna, Piazza Barberini, Piazza Navona e il Pantheon.

Autore: Giorgio Calabresi

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