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I più bei parchi di Roma

7 parchi di Roma, distribuiti in tutta la città, che non potete assolutamente perdere

Villa Doria Pamphili PARCHI Shutterstock
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Quando si pensa alla città eterna le immagini che affiorano sono, più o meno, le stesse per tutti: il Colosseo, il Cupolone di San Pietro, l’Altare della Patria, Fontana di Trevi e tutti gli altri “classici” che hanno reso imperitura la bellezza di Roma. Ma la Capitale, oltre a essere la città che tutti – in un modo o nell’altro – sentiamo un po’ “nostra”, è anche una città molto green e piena di parchi.

Gli spazi verdi all’interno dell’Urbe sono infatti tantissimi. Se volete dedicarvi allo jogging, alle corse in bicicletta, se avete voglia di abbandonarvi a lunghe passeggiate nel verde i parchi di Roma sono l’ideale. Ma possono fare al caso vostro anche se vi va di visitare luoghi suggestivi, fontane storiche e palazzi estremamente romantici immersi nella natura o se, semplicemente, sentite il bisogno di respirare un po’ di aria pulita lontani dallo smog. 

Ecco 7 parchi di Roma, distribuiti in tutta la città, che non potete assolutamente perdere.

I 7 Parchi più belli di Roma

  • Villa Borghese
  • Villa Doria Pamphili
  • Villa Torlonia
  • Villa Sciarra
  • Villa Ada
  • Parco degli acquedotti 
  • Giardino degli aranci

Parchi di Roma

  • Villa Borghese

In assoluto la zona verde più famosa della città che, con i suoi 80 ettari, è “solo” il quarto parco più esteso a Roma. La sua particolarità è però quella di sorgere al centro della Capitale: l’ingresso principale è infatti su Piazzale Flaminio. 

Villa Borghese incontra ogni tipo di esigenza: è piena di ampie aree verdi, percorsi sportivi, soste ristori, ma soprattutto ospita angoli di bellezza suddivisi in giardini, monumenti, fontane, edifici storici, laghetti e diverse aree museali. Descriverla è impossibile, visitarla necessario. Non solo sport e verde ma tanta arte e cultura per la magnifica villa Borghese.

  • Villa Doria Pamphili

Il più grande parco romano, costituito da 180 ettari e 9 km di perimetro. Villa Doria Paphili, che si trova nella zona sud-est della città, era la residenza di campagna della famiglia Pamphili ed è oggi la sede di rappresentanza del Governo italiano. Definita uno scrigno di preziosi tesori storici, è composta da tre parti: il palazzo e i giardini (pars urbana), la pineta (pars fructuaria), e la tenuta agricola (pars rustica). All'interno del parco scorre un corso d'acqua che sfocia in un lago, al centro del quale sorge un'isola dalla forma ellittica. I famosi giardini di villa Pamphili, costruiti su assi ortogonali, sono ricchi di siepi che disegnano verdi ghirigori. All’interno del parco si svolse una cruenta battaglia dei garibaldini contro le truppe francesi nella quale fu gravemente ferito Goffredo Mameli. In seguito ai traumi riportati in quell’occasione il padre del nostro inno perse la vita.

  • Villa Torlonia

Situata nel quartiere Nomentano, anche villa Torlonia apparteneva anticamente alla famiglia Pamphili ma venne poi venduta a Giovanni Torlonia che la trasformò da proprietà agricola in residenza privata. Dal 1925 al 1943 la villa fu l’abitazione della famiglia Mussolini e dal 44 al 47 la sede del comando inglese e americano. Le aree verdi all’interno del parco sono organizzate come i tipici giardini all’italiana, mentre il Villino Rosso, il Villino Medievale e la famosa Casina delle Civette – costruite seguendo lo stile liberty – sono oggi adibite ad aree museali e zone espositive. Oltre alle diverse zone green in cui dedicarsi allo sport, villa Torlonia ospita anche un teatro e un ristorante.

  • Villa Sciarra

Una delle ville urbane di Roma. Si trova tra i quartieri Monteverde e Trastevere, addossata alle mura gianicolensi. Il nome deriva dalla antica famiglia pontificia degli Sciarra e nel corso dei secoli la residenza cambiò molti proprietari. Gli ultimi furono i Wurts che la regalarono a Benito Mussolini. Fu il duce poi a renderla pubblica donandola ai romani. Il piazzale posto all'ingresso principale è dedicato proprio all'antico proprietario George Wurst, colui che fece anche costruire all’interno della villa un’uccelliera in cui allevava pavoni bianchi. Particolarità della piccola villa Sciarra sono le fontane: la fontana Belvedere, quella dei Satiri, la fontana di Diana ed Endimione, la Fontana dei Putti e quella delle Sfingi. All’interno, tra i viali, si trova anche una siepe di lauro nella quale sono poste 12 statue raffiguranti i 12 mesi dell’anno.

  • Villa Ada

Boschi di lecci, querce di sughero, pinete, palme nane e prati: la costituzione di villa Ada è quella tipica e irregolare del giardino all’inglese. Forse è questo per eccellenza il parco romano preferito dagli sportivi vista la molteplicità di percorsi ginnici, la pista di pattinaggio, le ampie zone verdi in cui dedicarsi allo yoga e i sentieri da percorrere in bicicletta. La rigogliosa vegetazione è la caratteristica principale di Villa Ada che la rende, oltre che una meta adatta ai fitness-addicted, anche l’habitat naturale per ampie comunità di uccelli, scoiattoli, ricci e conigli selvatici. Nell’era pre-Covid il parco ha ospitato anche molti festival musicali e speriamo possa presto tornare a essere la sede di concerti e iniziative culturali.

  • Parco degli acquedotti 

Perfetto per chi ama i lunghi tragitti in bicicletta, il Parco degli Acquedotti – uno dei polmoni verdi di Roma – si estende dalla campagna romana fino alla zona periferica dei Castelli. Deve il suo nome al fatto che qui si trovano ben sette acquedotti: l’Anio Vetus, l’Anio Novus, quello dell’Aqua Marcia, della Tepula, l’acquedotto Iulia, quello dell’Aqua Claudia e l’Acquedotto Felice (l’unico ancora funzionante). Le maestose arcate, ancora presenti, rendono suggestivo e affascinante l’intero percorso naturalistico e, visitandolo, si ha come l’impressione di camminare in mezzo alla storia.    

  • Giardino degli aranci

Il parco degli innamorati: Parco Savello, meglio noto come Giardino degli aranci, è uno dei più romantici della Capitale pur essendo molto piccolo. Ha la forma di un rettangolo costruito intorno a un viale centrale. Gli alberi di arancio (piantati a ricordo di San Domenico) conducono al belvedere mozzafiato che offre un affaccio meraviglioso sui tetti e sui maggiori monumenti di Roma. Una particolarità è l’effetto ottico che si ha entrando al parco, simile a quello che si avverte passeggiando sulla rinomata via Piccolomini: man mano che ci si avvicina alla terrazza posta al limite, la Cupola di San Pietro sembra rimpicciolirsi e allontanarsi. Alla destra del Giardino degli Aranci è situata Piazza dei Cavalieri di Malta, famosa per la celebre serratura da cui è possibile intrav

Foto: ©sandrixroma / Shutterstock

Autore: Paola Toia

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