Idee di viaggio

Tour dei rioni di Roma

Da Monti a Prati, esperienze culturali per romani che vogliono scoprire Roma con occhi nuovi

Roma Rioni VIAGGI URBANI Photo Courtesy
5/5

Roma è conosciuta per i suoi numerosi e variegati quartieri che risalgono all'Unità d’Italia. Ma prima che Roma diventasse capitale la città era divisa in rioni. Ai tempi dell’Impero romano se ne contavano 14 ed erano chiamati regiones. Oggi sono 22 e sono spazi della città sopravvissuti al tempo, che raccontano della vita nelle diverse epoche storiche. Sono scorci della città eterna che vive tra passato e presente, immagini di una Roma sparita o di una Roma vissuta, ma probabilmente poco conosciuta.

Ancora oggi girando per Roma potrete vedere sulle strade i numeri romani che indicavano gli antichi rioni. Da quei numeri romani inizia il viaggio che vi porterà alla scoperta di segreti e storie poco note della capitale. Perché avrete percorso innumerevoli volte le stesse strade di Roma ma forse non avete mai notato gli antichi paracarri di epoca medievale o le Madonnelle dell’età cristiana. Con guide esperte vedrete Roma come non l’avete mai vista. Ecco i nostri consigli di tour tra i rioni di Roma.

LEGGI ANCHE: POSTI SEGRETI DI ROMA

Tour dei rioni di Roma

  • Dal rione Regola al rione Parione 

L’appuntamento di questo tour è nel rione Regola, il cui nome deriva dal latino arenula, che vuol dire sabbia. Il rione, infatti, si trova in una zona più bassa rispetto al resto della città, vicino al Tevere che, un tempo, quando esondava lasciava le strade coperte appunto di sabbia. Solo alla fine dell'Ottocento Roma si è dotata di alti muraglioni lungo le rive del fiume per proteggere la città dalle inondazioni. Il punto di partenza esatto, dunque, è ponte Sisto che collega il rione Regola a Trastevere ed è l’unico ponte costruito da un pontefice a Roma. 

Si prosegue così verso Palazzo Spada dalla bellissima facciata con decorazioni scultoree manieristiche. Il palazzo, che oggi ospita il Consiglio di Stato e la Galleria Spada, fu costruito nel 1540 ma ristrutturato a metà ‘600 da Borromini in stile barocco. Qui infatti vedrete la famosa galleria prospettica del Borromini, un capolavoro di trompe-l’oeil in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente e il pavimento che si alza generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri, ma in realtà ne misura solo 8. Probabilmente l’avrete vista nel film La grande bellezza di Paolo Sorrentino che ha ambientato nella galleria prospettica una suggestiva scena notturna. 

Ci si dirige poi verso piazza Farnese dove si trova Palazzo Farnese, meraviglioso esempio di architettura rinascimentale cinquecentesca, sede dell’Ambasciata di Francia che paga al governo italiano una quota simbolica di un euro al mese per la locazione. Fatevi raccontare il motivo. 

Così vi ritroverete in piazza Campo de’ Fiori che fino al Quattrocento era un semplice prato fiorito. La guida vi farà scoprire poi il passaggio segreto del Biscione, un camminamento coperto e seminascosto che ha oltre 2000 anni di storia e porta a una piazzetta dalla particolare forma curva di cui vi spiegheranno l’antica origine. Così camminando lungo corso Vittorio Emanuele passerete da piazza Pasquino dove si trova la statua parlante del Pasquino, su cui i romani nel ‘600 appendevano fogli satirici su personaggi pubblici e sul Papa. Una tradizione tutta romana ancora in parte in uso. Finirete quindi il tour in piazza Navona nel rione Parione. La sua particolare forma è dovuta al fatto che, ai tempi dell’antica Roma, la piazza era lo stadio di Domiziano. Lasciate perdere le fake news secondo cui piazza Navona veniva allagata per le battaglie navali, piuttosto ascoltate la guida che vi racconterà delle antiche gare di atletica o della Roma dei papi in cui la piazza veniva riempita da soli 50 cm d’acqua d’estate per gioco. E davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi vi cadrà un altro mito sulla celebre disputa tra Bernini e Borromini. Roma forse non è quella città che pensavamo di conoscere. 

  • Rione Monti 

Oggi è giovane, hipster e modaiolo, ma in realtà il rione Monti è il più antico di Roma. Il suo nome deriva dal termine li monti con cui nel Medioevo si intendeva la vasta zona che comprendeva tre dei setti colli, l’Esquilino, il Viminale e parte del Quirinale. Nell’Impero romano, invece, il rione Monti era chiamato la Suburra, dal latino sub-urbe secondo alcuni, ossia sotto la città, poiché costituiva la parte bassa di Roma, abitata dal sottoproletariato urbano in condizioni miserabili. Se i benestanti vivevano sui colli, i poveri, le prostitute e i criminali vivevano nella Suburra, che era dunque un luogo malfamato e teatro di malaffare, crimini e immoralità. La vostra guida vi farà viaggiare nel rione Monti ai tempi dell’antica Roma, guidandovi tra stradine, scalette, salite e discese che all’epoca erano pieni di colori, profumi, spezie, voci e suoni come nei souq dei Paesi mediorientali.  

Partendo dall’ufficio di Roma Eat, in via degli Zingari 59, si comincia ad esplorare il quartiere, attraversando la deliziosa piazzetta della Madonna dei Monti, per poi percorrere via Baccina che prende il nome dalla famiglia Baccini. Lungo questa stradina noterete una delle tante Madonnelle sparse per la città, che in questo caso è un affresco conosciuto come Madonna dell’Arco dei Pantani. Proseguendo lungo via Baccina finirete per trovarvi sulla via dei Fori Imperiali. Quello che probabilmente non conoscevate è il famoso muro della Suburra. È un enorme muro, alto 33 metri, in pietra gabina, che i romani consideravano particolarmente resistente al fuoco, e che serviva per impedire che si propagassero incendi dalla malfamata Suburra al centro di Roma. In realtà poi quando divampò il grande incendio del 64 d.C., all’epoca di Nerone, il muro permise al contrario di proteggere la Suburra. 

Camminerete quindi lungo la via Alessandrina, adiacente ai resti dei Fori Imperiali, ultima superstite del quartiere Alessandrino di epoca rinascimentale che per volere di Mussolini fu completamente demolito negli anni ‘30 e sostituito dalla nuova via dell'Impero, l'odierna via dei Fori Imperiali. La vostra guida vi consolerà con qualche fotografia della Roma sparita. 

  • Rione Prati 

È il ventiduesimo e più recente rione di Roma. Il rione Prati venne così chiamato per ricordare i campi e le aree non urbanizzate che si trovavano in questa zona durante tutto il periodo antico e moderno fino alla creazione del Regno d’Italia. In epoca romana l’attuale quartiere era ricoperto da vigneti e canneti che facevano parte delle proprietà di Domizia, moglie di Domiziano, perciò la zona prese il nome di Horti Domitii ("Orti Domiziani") e in seguito di Prata Neronis ("Prati di Nerone"). 

Durante il Medioevo poi la zona prese il nome di Prata Sancti Petri ("Prati di San Pietro") in riferimento all'adiacente basilica vaticana. Il 20 agosto 1921 fu costituito ufficialmente il rione Prati, nato per accogliere le strutture amministrative del Regno d’Italia e come zona residenziale per i funzionari dello stato. Prati inoltre è uno dei pochi rioni di Roma costruito secondo un preciso piano urbanistico. La guida infatti vi farà notare come il quartiere sia suddiviso in tanti blocchi quadrati tutti uguali, come una piccola New York. L'impianto urbanistico stradale, inoltre, fu studiato in modo tale che nessuna delle nuove vie avesse come sfondo la cupola della basilica di San Pietro, a testimonianza dei rapporti tesi tra il nuovo Stato italiano e la Santa Sede nell'epoca precedente i Patti Lateranensi. 

Girando per il rione noterete poi che i nomi delle vie furono scelti tra quelli di personaggi storici della Roma repubblicana e imperiale, della Roma classica e pagana o tra quelli di eroi del Risorgimento. Attraverserete quindi via Cola di Rienzo, così chiamata in omaggio al tribuno che nel XIV secolo tentò di ripristinare la Repubblica a Roma, fino ad arrivare a piazza Mazzini, dal nome del maggior esponente del patriottismo risorgimentale che contribuì in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano. 

In seguito farete tappa al Mercato Trionfale, uno dei più antichi di Roma, nato su viale Giulio Cesare a fine Ottocento come punto di incontro per chi lasciava la città e chi vi rientrava. 

Quindi proseguirete fino a Castel Sant’Angelo e al ponte Sant’Angelo che collega i rioni Ponte e Borgo. Anche qui la vostra guida vi farà fare un viaggio nella Roma sparita. Borgo, infatti, nel Medioevo era il rione che ospitava i numerosi pellegrini che arrivavano a Roma per vedere la tomba di San Pietro e qui spesso rimanevano a vivere in comunità. Borgo era, dunque, un rione costituito da casette e stradine che conducevano poi i visitatori all’enorme piazza di San Pietro, finché non fu demolito per volere di Mussolini. Il 29 ottobre 1936, il Duce stesso, in piedi su un tetto della schiera di case chiamata spina, diede il primo colpo di piccone. Da allora San Pietro è visibile da Castel Sant’Angelo. Non vi resterà, dunque, che rivivere l’atmosfera del rione Borgo attraverso i racconti della vostra guida, prima di abbandonarvi all’immensità e alla magnificenza della piazza San Pietro. 

Gli organizzatori dei tour 

Roma Eat è una giovane società che organizza esperienze storico-gastronomiche nella capitale e che, durante questa pandemia, propone tour storici rivolti principalmente agli italiani e agli stessi romani. Perché non si conosce mai abbastanza la città in cui si vive, Roma in particolare. 

Fanno da guida giovani archeologi, romani ma soprattutto amici che costruiscono i tour anche in base agli interessi del gruppo, perciò ogni gruppo accoglie non più di 10 persone. I tour si svolgono a piedi durante il weekend e ci si prenota sui social network di Roma Eat. Il costo medio è di 12 euro. 

Ecco i canali social:

Autore: Francesca Ferri

Scopri