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Genova Segreta, i 10 luoghi poco conosciuti da scoprire in città

Un mosaico di sorprese, palazzi ammassati, targhe nascoste, colonne, strettoie e “crueze” le ripide stradine tortuose che degradano verso il mare.

Genova WEEKEND Shutterstock
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Schiva, malinconica, affacciata su un mare scuro che si muove anche di notte, nascosta ma aperta a commerci, culture e marinai, Genova la città verticale e ingarbugliata dei caruggi sempre al buio, è una delle città più affascinanti e misteriose d’Italia, crocevia di genti e leggende, amata da artisti e scrittori ma ancora tutta da scoprire.

Con la sua atmosfera unica, quasi magica, sferzata da uno scirocco che sale dal mare e porta in giro i profumi delle locande antiche del centro, “mentre guardiamo Genova ed ogni volta l'annusiamo e circospetti ci muoviamo un po’ randagi ci sentiamo noi”, (come cantava Paolo Conte) tra le piazzette e i vicoletti del suo centro storico, il più grande d’Europa e Patrimonio dell'Umanità Unesco.

Un mosaico di sorprese, palazzi ammassati, targhe nascoste, colonne, strettoie e “crueze” le ripide stradine tortuose che degradano verso il mare.

Una delle più belle capitali del Mediterraneo, grande e tentacolare che ruota intorno al suo porto gigantesco e senza sosta, una città che merita di essere riscoperta ed esplorata nei suoi meandri più nascosti alla ricerca dei suoi più antichi segreti.

Per farlo non c’è modo migliore che perdersi nel dedalo dei suoi vicoli all’ombra dei suoi palazzi antichi e alzare la testa alla ricerca della Genova segreta.

Dal centro storico ai Palazzi dei Rolli in Via Garibaldi, dal quartiere di Nervi alla passeggiata Anita Garibaldi lungo le scogliere a picco sul mare, dallo spettacolare Acquario a Corso Italia fino alla pittoresca zona di Boccadasse con le sue case colorate, in ogni angolo si può trovare una sorpresa, un dettaglio inosservato, un richiamo a una vecchia leggenda.

Genova segreta

Come in tutte le storie intrise di segreti e misteri sono i dettagli nascosti a fare la differenza, quei particolari che restano spesso inosservati e che invece sono proprio lì sotto i nostri occhi a raccontare le loro verità storiche. Un esempio sono i mosaici che decorano piazze e giardini della città detti Risseu. 

Di dettagli nascosti Genova è piena in ogni suo angolo, sulle facciate di molti edifici capita spesso di scorgere decorazioni non sempre facili da individuare, come nel caso di quella quasi invisibile che adorna palazzo Spinola Pessagno. Per centinaia di anni ogni suo carruggio o piazzetta ha nascosto un’immagine sacra o “edicola” quasi sempre dedicata alla Madonna come segno di devozione e fede del popolo. A guardar bene oggi se ne scorge ancora qualcuna sopravvissuta all’usura del tempo come quella in Piazza Lavagna o quella in stile barocco situata in via dei Giustiniani.

Oltre alle raffigurazioni d’ispirazione religiosa Genova è costellata di pietre scolpite che raccontano di storie antiche, leggende, superstizioni e guerre come quella su cui è ritratto il Leone di San Marco al Molo in memoria della vittoriosa battaglia contro Pola nel IVX secolo, bassorilievo incastonato nella parete esterna della chiesa omonima.

La singolare meridiana che campeggia sulla facciata di Palazzo Gerolamo Grimaldi Oliva nei pressi di Via Garibaldi, reca dipinto un putto con il sedere di fuori puntato dai Grimaldi in reazione polemica contro l’edificio di fronte della famiglia Brignole che oscurava la vista sul mare.

L’imponente fontana costruita in piazza Vacchero nasconde l’onta della “colonna infame” eretta per diffamare la memoria di un membro della stessa famiglia. Condannato come traditore della Repubblica il suo fantasma si aggira ancora inconsolabile nei pressi del monumento.

Uno dei segreti più pop custoditi da Genova è sicuramente la seicentesca fontana raffigurante Ercole che abbatte Idra, un capolavoro barocco nel Palazzo del Melograno che si staglia quasi inosservata nel più improbabile dei contesti: scaffali di abiti, magliette e vestiti in vendita nel grande magazzino in cui è stato trasformato l’antico Palazzo.

Tenere gli occhi aperti a Genova si fa sempre bene e non solo per cogliere i suoi segreti, sembrano suggerirlo anche le vecchie scritte ormai scolorite ma ancora leggibili sui pilastri dei portici di via Turati e di Sottoripa. Queste servivano a mettere in guardia le truppe alleate nel dopoguerra a stare alla larga dai pericoli e dalle tentazioni presenti nei caruggi: "This street off limits to all allied troops"  "Questa strada è interdetta a tutte le truppe alleate". 

Nella stessa epoca in quella che oggi è La Casa dello Studente di via Gastaldi, c’era la terribile sede di detenzione e tortura utilizzata dalle truppe naziste contro ogni oppositore o sospetto.

Leggenda vuole la meravigliosa scalinata dell'hotel Bristol in via XX Settembre sia quella che abbia ispirato la scenografia della scena del campanile nel film cult Vertigo/ La donna che visse due volte (1958) di Alfred Hitchcock ospite dell’albergo qualche anno prima.

  • Tombe e segreti

Se per definizione nessun posto custodisce più segreti di un cimitero questo è particolarmente vero per quello di Genova: Il Cimitero Monumentale di Staglieno. Si tratta di un museo a cielo aperto carico di fascino e misteri che da sempre attirano la curiosità dei visitatori alla ricerca delle sue opere d’arte, tombe di personaggi famosi e antiche leggende. Da scovare tra le lapidi monumentali si trova una cappella in stile gotico che risale al 1886. La sua struttura ricca di guglie e archi richiama da vicino il più famoso Duomo di Milano, misura ben 28 metri di altezza e tutta rivestita in marmo bianco di Carrara.

Un’altra tomba da rintracciare, tra le tante bellissime presenti nel cimitero di Staglieno, è quella della famiglia Appiani, salita agli onori della cronaca per essere stata ritratta sulla copertina dell'album Closer dei Joy Division, pubblicato dopo la morte del cantante Ian Curtis. 

  • Ascensori e Tunnel

Per terminare la nostra esplorazione alla ricerca dei segreti di Genova ed avere una visione d’insieme andiamo a guardarla dall’alto, Genova è una delle città più a sviluppo verticale del mondo e per questo dotata di un’insolita rete di trasporto pubblico composta da ferrovie che si arrampicano sulle colline, ascensori pubblici e funicolari che collegano le diverse zone della città disposte lungo gli oltre 300 metri di dislivello. Uno dei più singolari è l’ascensore Castello d'Albertis-Montegalletto che ha la peculiarità di iniziare il suo viaggio come fosse un vagone di treno e di finirlo come un ascensore. Lungo le stazioni si può ripercorre la storia di questo impianto unico e una volta arrivati al capolinea si scende in prossimità del Castello d’Albertis, un edificio molto particolare che nasconde passaggi segreti e luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Qui si può visitare anche l’interessante Museo delle Culture del Mondo e godere di  una vista d’impatto sulla città.

Se invece ci dirigiamo in via Targa possiamo provare l’esperienza di salire su una delle funicolari che si arrampicano sulle rocce fino in cima ad una collina da cui ammirare un panorama unico che si allarga davanti ai nostri occhi tra il porto, le riviere di Levante e Ponente, il monte di Portofino e fino alle Alpi Liguri. Si tratta del percorso Zecca-Righi che conduce al Parco Urbano delle Mura tra le antiche rovine di fortezze militari erette in posizione dominante sulla città.

Autore: Giorgio Calabresi

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