Idee di viaggio

20 meraviglie della natura per 20 regioni d’Italia

Viaggio nella grande bellezza della Terra Madre

Arcomagno WEEKEND Shutterstock
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Maestosi ghiacciai, vertiginose cascate, isole mediterranee, vulcani attivi, Dolomiti, laghi, grotte e calanchi. L’Italia custodisce dei veri spettacoli della natura da scoprire e salvaguardare. Una galleria di variegati paesaggi si susseguono dal nord al sud dello stivale lasciando il viaggiatore in estasi davanti alla bellezza delle Terra Madre. 

Seguici nel nostro itinerario tra le venti regioni d’Italia per andare alla scoperta delle venti meraviglie della natura.

20 meraviglie della natura per 20 regioni d’Italia

  • Isola di Spargi, Sardegna 
  • Etna, Sicilia
  • Arco Magno, Calabria 
  • Maldive del Salento, Puglia
  • Dolomiti Lucane, Basilicata
  • Costiera Amalfitana, Campania
  • Riserva della Biosfera Collemeluccio-Montedimezzo, Molise
  • Calanchi di Atri, Abruzzo 
  • Montagna Spaccata, Lazio 
  • Cascata delle Marmore, Umbria
  • Grotte di Frasassi, Marche 
  • Val d’Orcia, Toscana
  • Parco Nazionale delle Cinque Terre, Liguria 
  • Valli di Comacchio, Emilia-Romagna
  • Isola di San Giulio, Lago d’Orta, Piemonte 
  • Lago di Garda, Lombardia, Veneto e Trentino 
  • Dolomiti, Trentino-Alto Adige 
  • Il Carso, Friuli-Venezia Giulia
  • Laguna di Venezia, Veneto
  • I ghiacciai della Valle d’Aosta 

Meraviglie Naturali Italiane

  • Isola di Spargi, Sardegna 

L’isola dell’isola. Una perla dal fascino mediterraneo di sabbia bianca e mare smeraldo, un impenetrabile entroterra e un passato che ha lasciato il segno. Nell’estremo nord-est della Sardegna, tra le isole dell’arcipelago della Maddalena sorge un’isola incontaminata fatta di coste scoscese e calette sabbiose. L’isola di Spargi è disabitata per la sua natura granitica e aspra. Dalla forma quasi circolare, Spargi è la terza isola più grande del parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena. I suoi fondali sono il paradiso dei sub. Grandi attrazioni sommerse sono la secca di Washington, a largo di punta Zanotto, colorata dal rosso delle gorgonie, e il relitto di Spargi, una nave oneraria romana di 35 metri del II secolo a.C. Le spiagge incorniciate da rocce modellate dal vento sono una più bella dell’altra: Cala Corsara, Cala Soraya, Cala Conneri, Cala Granara. Nei primi dell’Ottocento, inoltre, l’isola è stata rifugio del bandito Natale Berretta e durante le due guerre mondiali divenne base militare. A testimonianza del suo passato oggi rimane il forte Zanotto a picco sul mare. 

  • L’Etna, Sicilia

È il più alto vulcano attivo in Europa che raggiunge i 3326 metri di altitudine. Patrimonio Unesco dal 2013, l’Etna si trova nella Sicilia orientale, a un passo dallo stretto di Messina. Nel corso dei secoli, le eruzioni hanno modificato i suoi pendii, disegnando panorami unici di lava e ghiaccio, oggi protetti da un vasto parco naturale visitabile seguendo sentieri naturalistici. Salendo verso la vetta si attraversano vari paesaggi: dai dolci agrumeti delle fertili campagne ai fitti boschi, dal paesaggio più brullo, in cui regna il profumo della ginestra, a quello lunare nei pressi del cratere. Dai punti più alti si ammira un panorama mozzafiato che nelle giornate terse si estende fino all’isola di Malta. Di notte lo spettacolo si fa davvero magico quando fiumi di lava scorrono lungo i pendii dell’Etna. D’inverno sciare in cima al vulcano guardando il mare ai propri piedi è un’esperienza indimenticabile.

 

 

Un arco naturale di roccia davanti a una spiaggetta nascosta lungo la costa calabrese. L’Arcomagno è una meraviglia situata a San Nicola Arcella, dove ha inizio il tratto di costa denominato Riviera dei Cedri per la presenza dei frutti caratteristici della Calabria. Affacciata sul golfo di Policastro, la spiaggia, bandiera blu 2019, è sovrastata da una incredibile apertura nella roccia, immersa nella fitta macchia mediterranea. La si può raggiungere comodamente via mare o con più fatica via terra, lungo un sentiero roccioso che porta alla spiaggia da cui la vista dell’Arcomagno è più suggestiva. L’acqua cristallina assume infinite sfumature di blu, dall’acqua marina al cobalto, a seconda dell’inclinazione della luce che penetra attraverso l’arco di roccia. Un palcoscenico di acqua e terra baciato dai riflessi del sole. Fuori stagione, senza folla, è una vera magia. 

Sabbia chiarissima, quasi bianca, acque cristalline, fondali bassi e morbide dune di sabbia modellate dal vento, dove fioriscono profumati gigli bianchi. È l’immagine da cartolina del Salento che tutti abbiamo in mente finché non ci andiamo e riscontriamo che è la realtà. Il tratto di costa pugliese dove il mar Ionio e il mar Adriatico si incontrano è caratterizzato da ampie spiagge di sabbia lambite da acque trasparenti. Ecco perché vengono chiamate Maldive del Salento. Pescoluse è considerata la spiaggia delle vere Maldive del Salento che incanta con il suo ampio litorale di circa 4 chilometri,  costellato inoltre da eleganti stabilimenti balneari che la sera diventano il fulcro della movida. Se invece preferite le spiagge libere, superate le dune ricoperte di acacie e giglio bianco, e camminate lungo la spiaggia per scegliere la zona che più vi aggrada. Di solito il tratto denominato Maldive del Salento è il più affollato, ma procedendo verso nord, dopo l'Eden Agri Beach Salento, inizia il tratto detto Seychelles del Salento, che a volte è un po’ meno frequentato. La spiaggia prosegue fino a Torre Pali, con diversi punti di accesso e parcheggio lungo le dune, quindi trovate il vostro angolo preferito in questa oasi di bellezza che vi farà sentire come su un atollo dell’oceano Indiano. 

  • Dolomiti Lucane, Basilicata

Come “giganti emersi dal mare” sorgono maestose le Dolomiti Lucane, caratterizzate da alte guglie che con le proprie sagome hanno evocato nomi fantasiosi quali l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta. Situate nel parco di Gallipoli Cognato, in Basilicata, queste montagne risalgono a 15 milioni di anni fa, al periodo del Miocene medio, in cui si formarono in fondo al mare le arenarie che oggi costituiscono le rocce. Il gruppo più elevato è quello della Costa di S. Martino chiamato Piccole Dolomiti in quanto riproduce l’asprezza e le caratteristiche delle famose Pule Trentine. Altrettanto importanti sono i picchi delle Murge di Castelmezzano e le guglie di Monte Carrozze. Sulle Dolomiti, negli anfratti più inaccessibili fanno il loro nido splendidi esemplari di nibbio reale, gheppio, falco pellegrino, oltre che la rara e protetta cicogna nera. Incastonati tra le guglie delle Dolomiti lucane si trovano i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, da cui partono numerosi sentieri per esplorare il parco. Altrimenti con il Volo dell’Angelo potrete spostarvi da un borgo all’altro, volando a una velocità di oltre 120 km/h su uno strapiombo di circa 800 metri. Dal cielo il parco delle Dolomiti Lucane è un’emozione indelebile.

  • Costiera Amalfitana, Campania

La Costiera Amalfitana è un incanto della natura, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Sospesa come una terrazza tra le acque blu del Tirreno e il blu del cielo, la costiera ha ispirato non pochi pittori che hanno cercato di catturare la grande bellezza di questo paesaggio. La costiera è la terra delle zagare e dei limoni, dove la macchia mediterranea digrada verso il mare tra borghi pittoreschi e antiche ville. L’area si estende per oltre 11.000 ettari tra il golfo di Napoli e il golfo di Salerno e conta 14 comuni, uno più bello dell’altro: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare e Agerola. I paesi sono collegati dalla Strada Statale 163, considerata una delle più belle strade panoramiche d’Italia. Gli amanti della natura e dello sport, invece, potrebbero la costiera attraverso il Sentiero degli Dei, un percorso panoramico mozzafiato, per camminare sospesi tra terra e cielo.  

  • La Riserva della Biosfera Collemeluccio-Montedimezzo, Molise

È un’area naturale dichiarata patrimonio Unesco, situata nel comune di Pescolanciano. La riserva di Collemeluccio-Montedimezzo comprende due ampie foreste in un’area montuosa che può arrivare fino a 1200 metri di altitudine. Tra fitti boschi, pianure e sorgenti d’acqua, si nascondono piccoli villaggi dediti all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato tradizionale. La riserva è caratterizzata da una ricca vegetazione tra cui faggi, querce e specie autoctone come l'acero di Lobelius, gli aceri montano, campestre e riccio, il carpino bianco, il frassino maggiore, il nocciolo, il sorbo degli uccellatori, il ciliegio, il pero ed il melo selvatici, il prugnolo e tante altre specie importanti per l'alimentazione della fauna selvatica che comprende cinghiali e uccelli come il falco pecchiaiolo. Per chi ama immergersi nella natura, la riserva è attraversata da un’ampia rete di sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike. 

  • I calanchi di Atri, Abruzzo

Note anche come “Bolge” o “Scrimoni” nel dialetto locale, i calanchi sono colline caratterizzate da accentuate forme di erosione che solcano l'arenaria. Si trovano intorno ad Atri, antica città d'arte in provincia di Teramo, e rappresentano la forma più suggestiva e spettacolare del paesaggio collinare adriatico. Pur essendo presenti in molte zone collinari abruzzesi, i calanchi solo nei dintorni di Atri sono così estesi e spettacolari da aver determinato l'istituzione di una Riserva Naturale Regionale la cui estensione è di circa 380 ettari. Numerosi sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike vi faranno esplorare questo ricco e variegato habitat popolato da vere e proprie sculture naturali. 

Le tre fenditure sulla fiancata occidentale del monte Orlando contribuiscono a rendere magico questo luogo. La Montagna Spaccata si trova sull’imponente promontorio di Gaeta, di fronte Serapo. Entrando in una di queste fenditure nelle maestose rocce si giunge alla grotta del Turco creatasi, secondo la leggenda, al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Nel 1434 dall’alto dei due costoni di roccia si staccò un macigno che andò ad incastrarsi più in basso tra le pareti della fenditura, al di sopra dell’ingresso sul mare della grotta. Qui nel XVI secolo, venne realizzata una cappella dedicata al Crocefisso. In una delle fenditure, inoltre, sorge il santuario della Santissima Trinità, edificato nell’XI secolo dai monaci benedettini, e nel tempo visitato da numerosi pontefici, vescovi e santi, particolarmente amato da papa Pio IX. Dal santuario scendete i 300 gradini a picco nel mare che vi condurranno alla meravigliosa Grotta del Turco. Il percorso tra gole di roccia e squarci di blu è un’esperienza mistica. 

Tra le più alte d’Europa, la Cascata delle Marmore è un'opera artificiale che i romani costruirono nel 271 a.C. per bonificare un’area paludosa nelle vicinanze del fiume Nera e favorire il deflusso delle acque del Velino che straripavano sui terreni circostanti. Le cascate, che hanno ispirato scrittori come Virgilio, Cicerone e Lord Byron, offrono un incredibile spettacolo naturalistico. Per ammirare i salti della cascata è possibile entrare da due diversi punti: il Belvedere Superiore che offre una vista spettacolare del primo salto e il Belvedere Inferiore da cui avere una panoramica completa delle Marmore. La cascata che si trova all’interno del Parco Regionale Fluviale del Nera offre sei diversi sentieri da percorrere per ammirare i salti d’acqua da più prospettive. In estate potreste optare per una visita in notturna della cascata. Per i più sportivi, la Cascata delle Marmore è il posto ideale per praticare sport estremi come il rafting, il torrentismo, l’hydrospeed, il kayak o il più tranquillo river walking. Il parco offre inoltre la possibilità di visitare alcune grotte carsiche scavate nei millenni dalle acque. Le principali sono la Grotta della Morta, la Grotta delle Diaclasi, la Grotta delle Colonne e la Grotta della Condotta. 

Uno spettacolo di stalattiti e stalagmiti formatosi nel corso di 190 milioni di anni. Sono grotte carsiche sotterranee che si trovano nel comune di Genga, in provincia di Ancona, all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Le grotte di Frassasi sono una meraviglia della natura dove camminare per chilometri tra sculture nate dall’opera dell’acqua e della roccia. Vi si accede dall’Abisso Ancona: è un’enorme cavità, forse tra le più grandi in Europa e nel mondo, che misura 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e 200 metri di altezza. Si costeggia il laghetto cristallizzato, a seguito della saturazione di un bacino di acqua ad opera del carbonato di calcio. Si prosegue per il Niagara, una colata bianchissima di calcite allo stato puro e per il Castello della Fatina con guglie e pinnacoli. Così vedrete i Giganti, imponenti stalagmiti millenarie alte fino a venti metri e larghe cinque. E così si prosegue tra il castello delle streghe dal colore rossastro, l’obelisco alto 15 metri e il Grand Canyon in un mondo incantato nelle viscere della terra. 

Colline sinuose, viali di cipressi, meravigliosi vigneti e uliveti, e campi di grano color dell'oro. La Val d’Orcia rapisce il viaggiatore. Attraversata dal fiume Orcia, dal quale la valle prende il nome, questa regione a sud della Toscana, si estende tra le province di Siena e Grosseto. L'intera area è oggi un parco protetto, ed è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La sua natura incontaminata, dai colori sempre diversi a seconda delle stagioni, ha conquistato artisti di tutti i tempi, in particolare i pittori rinascimentali. Partite alla scoperta della terra dove nasce uno dei vini italiani più apprezzati, il Brunello di Montalcino, e andate a zonzo tra piccoli borghi, castelli, abbazie e casolati isolati nella rinomata campagna toscana. 

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è uno dei più piccoli in Italia ma è anche un concentrato di bellezza naturalistica e paesaggistica, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, conosciuto più semplicemente come Cinque Terre, si sviluppa nel cuore del Levante ligure, in provincia di La Spezia. È un territorio variegato dove colline aspre e aride si aprono a rigogliosi vigneti, uliveti e a una lussureggiante vegetazione mediterranea tra terrazzamenti con muretti a secco e la costa rocciosa lambita dal mare. Incastonati sulle alte scogliere a picco sul mare, i cinque borghi si susseguono uno dopo l’altro, come in un quadro di un pittore. Esplorate il parco a piedi percorrendo i meravigliosi percorsi panoramici a strapiombo sul mare per ammirare la bellezza delle Cinque Terre. 

  • Le valli di Comacchio, Emilia-Romagna

È un'ampia zona umida e paludosa dell’Emilia-Romagna, situata tra le provincie di Ferrara e di Ravenna. Le valli di Comacchio si estendono per 11mila ettari tra la cittadina di Comacchio e il fiume Reno, all'interno del Parco regionale del Delta del Po. Sono un rifugio naturale per numerose specie animali e vegetali, nonché uno dei più importanti complessi lagunari esistenti in Europa. Un giardino zoologico da esplorare attraverso un suggestivo percorso naturalistico che vi porterà a conoscere germani reali, aironi e fenicotteri rosa tra saline e specchi d’acqua. Le valli di Comacchio sono un luogo ricco di fascino dove riecheggiano ancora storie di briganti e antiche superstizioni. 

Bella e dannata è l’isola di San Giulio nel lago d’Orta, in provincia di Novara. Secondo una leggenda, l’isola era infestata da serpenti e draghi. Nel 390 San Giulio vi approdò, trasportato dal suo mantello e guidato dal suo bastone. In questo luogo il santo fondò la sua chiesa e trasformò l'isola nel centro di evangelizzazione di tutta la regione. Quel che è certo è che l’isola di San Giulio attrae per il suo fascino misterioso. Un’elegante basilica romanica vi accoglierà appena sbarcati, prima di perdervi tra i vicoli del borgo. Esplorate poi tutta l’isola seguendo la Via del Silenzio, una stradina che passa davanti a ville antiche, giardini e piccole calli che scendono verso le acque tranquille del lago. E fate attenzione ai messaggi della madre badessa Canopi che, se letti passeggiando in un senso, riguardano il silenzio, nel senso opposto la meditazione. 

Il maggior lago italiano è una distesa di blu all’ombra delle Alpi. Circondato dalle colline moreniche a sud e avvolto dalle alte catene montuose che gli conferiscono la forma di un fiordo, il lago di Garda bagna tre regioni italiane, Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, offrendo ai viaggiatori un’incredibile varietà di paesaggi. Dalle montagne innevate alle verdi colline, dalle isole incontaminate al lungolago dove sorgono incantevoli borghi e antiche cittadine, il lago di Garda è la meta ideale per amanti della natura, dello sport o dell’arte. Tra ulivi, palme, cipressi, limoni, oleandri e aranci di una vegetazione mediterranea si nascondono, infatti, aristocratiche ville e palazzi d’epoca che raccontano la storia d’Italia. Poeti e politici, santi e dive, nel tempo, sono stati attratti dal lago di Garda dove la cultura mitteleuropea incontra l’atmosfera mediterranea in un tripudio di eleganza, raffinatezza e gusto. Passeggiate lungo le sponde del lago per scoprire i meravigliosi comuni lombardi tra cui Sirmione, Salò, Limone sul Garda, oppure inerpicatevi lungo i sentieri panoramici per un trekking con vista sul Garda. 

  • Dolomiti, Trentino-Alto Adige 

“Ma che cosa sono queste montagne?”, si chiesero i naturalisti britannici Gilbert e Churchill nel XIX secolo. La stessa domanda si pongono ancora oggi molti visitatori che rimangono stupefatti davanti alla bellezza delle Dolomiti, che prendono il nome dallo scienziato francese Dolomieu, il quale per primo studiò il segreto minerale che le compone: la dolomia. Sono anche chiamate Monti Pallidi secondo una leggenda che racconta di un prodigioso incantesimo avvenuto ai tempi dell’antico Regno delle Dolomiti, quando la roccia delle montagne aveva lo stesso colore della superfice della luna. Oggi le Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco come beni seriali. Il Trentino ospita ben 4 dei 9 sistemi dolomitici inseriti nel World Heritage List: uno per intero, le Dolomiti di Brenta, nel Parco naturale Adamello-Brenta, e altri tre parzialmente, in quanto posti ai confini con le limitrofe province di Bolzano e Belluno. Guardando le Dolomiti da ovest ad est, vedrete: il Latemar-Catinaccio, con la Torre di Pisa e le svettanti Torri del Vajolet; quindi la Marmolada, definita la “Regina” delle Dolomiti con il punto più alto, la Punta Penìa (3.343 metri slm) ed il suo vasto ghiacciaio; infine le Pale di San Martino, nel Parco di Paneveggio-Pale di San Martino, con il Cimon e la Vezzana. Uno spettacolo di cime bianche che toccano il cielo. 

  • Il Carso, Friuli-Venezia Giulia

Il Carso è un altopiano roccioso calcareo che si estende nel nord-est d’Italia, dai piedi delle Alpi Giulie al mar Adriatico, attraverso la Slovenia occidentale e l’Istria settentrionale fino al massiccio delle Alpi Bebie a nord-ovest della Croazia. Il paesaggio carsico è peculiare per il fatto che, privo di un’idrografia superficiale, le acque scorrono nel sottosuolo creando suggestive caverne e fiumi sotterranei, mentre in superficie la vegetazione si è adattata a crescere tra doline, pozzi e depressioni. Numerose dunque sono le sue grotte, tra cui la grotta Gigante, le grotte di San Canziano e le grotte di Postumia. Il Carso, inoltre, è stato teatro di violente battaglie durante la prima guerra mondiale, tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche. Un affascinante lembo orientale della penisola italiana dove si alternano bianche rocce calcaree, rosse doline e ampie distese di verde accarezzate da leggere brezze mediterranee e dalla bora.

  • Laguna di Venezia, Veneto

È la più grande del mar Mediterraneo e ha quasi 6000 anni. La Laguna di Venezia è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco per il grande valore naturalistico oltre che archeologico e architettonico. Dell'intera superficie lagunare solo il 5% è costituito da terre costantemente emerse, le isole, mentre il 20% è rappresentato da barene, zone di terreno a pelo d'acqua ricoperte da vegetazione particolarmente resistente al sale. Tutta la laguna è percorsa da canali più o meno profondi che sfociano nel mare aperto. Imbarcatevi su un vaporetto allora per andare alla scoperta delle isole della laguna: Murano, Burano e Torcello sono famose per i loro spettacolari paesaggi, le caratteristiche architetture dai colori accesi e la natura incontaminata tra rovine storiche e orti. Già la sola navigazione della laguna in vaporetto è un viaggio tra storia, cinema e leggende. 

  • I ghiacciai della Valle d’Aosta 

La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana ma è quella che ospita le più alte montagne delle Alpi. Oltre 20 vette superano i 4.000 m, come il Monte Bianco (4.810 m), il Monte Rosa (P.ta Dufour, 4.634), il Cervino (4.478) e il Gran Paradiso (4.061). E sono oltre 200 i ghiacciai della Valle d’Aosta che coprono una superficie complessiva di circa 120 km2. Fra questi il ghiacciaio della Brenva, sul versante meridionale del massiccio del Monte Bianco, scende fino a quota 1.360 m, a poca distanza dall’imbocco del traforo del Monte Bianco. Il ghiacciaio del Miage, il maggiore del versante sud del Monte Bianco, si sviluppa per 10 km ed è il più lungo d’Italia. Autentico ghiacciaio vallivo, è alimentato da 6 lingue glaciali tributarie. Inoltre, spiccano il ghiacciaio del Lys sul versante sud del Monte Rosa e il ghiacciaio del Gran Crou nel massiccio del Gran Paradiso. Secondo studi recenti, molti dei piccoli ghiacciai sono a rischio di rapida scomparsa se continuerà l’attuale tendenza al riscaldamento climatico. Il ghiacciaio del Ruitor, per esempio, uno fra i più estesi della regione sebbene la vetta non raggiunga i 3.500 m, ha perso in un solo anno 11 milioni di metri cubi di acqua. 

Un patrimonio da amare e salvaguardare. 

Autore: Francesca Ferri

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