Idee di viaggio

10 Posti Poco Conosciuti da Vedere in Molise

La lista dei posti meno conosciuti da vedere in Molise

Castelpetroso WEEKEND Shutterstock
4.9/5

Tra le più diffuse teorie complottistiche di questo secolo, subito dopo quelle della Terra piatta e delle scie chimiche c’è la vulgata che arriva a mettere in dubbio l’esistenza di una delle regioni italiane meno celebrate: il piccolo Molise. 

Anche in questo caso l’evidenza dei fatti ci viene in soccorso mettendo sotto i nostri occhi uno dei territori italiani ricchi di paesaggi e sapori da riscoprire. Mai come ora in quest’epoca di viaggi di prossimità abbiamo la possibilità di riscoprire le bellezza di una terra meritevole di essere esplorata in modo approfondito e lento.

Natura, storia, arte, tradizioni centenarie e buon cibo sono i tesori sparsi su tutto il territorio del Molise, spesso nei luoghi più remoti come villaggi di montagna quasi inaccessibili e ancora da scoprire a pieno. 

Una regione carica di fascino e mistero dove la natura si sposa in armonia con siti storici di rilievo come nel caso dei caratteristici tratturi, antichi sentieri della transumanza di persone e bestiame che uniscono i pascoli locali con quelli abruzzesi e pugliesi.

Il Molise è una regione prevalentemente montuosa e poco affollata, destinazione ideale per i viaggiatori che desiderano esplorare luoghi isolati e fuori dalle principali rotte del turismo di massa. Una terra di natura silenziosa e incontaminata, con paesaggi variegati e deliziosi prodotti enogastronomici da gustare. 

10 Posti Poco Conosciuti da Vedere in Molise

  • I Tratturi
  • La Riserva di Montedimezzo
  • Il santuario di Castelpetroso 
  • Pietrabbondante
  • Castel San Vincenzo
  • Parco regionale dell'Olivo di Venafro 
  • Pesche
  • Fonderia Pontificia Marinelli
  • Sant'Angelo Limosano
  • Termoli
  • Ponte Tibetano di Roccamandolfi

Posti Nascosti del Molise

L'ampia varietà di paesaggi permette di avere a poca distanza località costiere sul Mar Adriatico colline verdi e montagne innevate. Monte Miletto con i suoi 2050 metri di altitudine è la vetta più alta della regione e sovrasta gli appennini che offrono chilometri di piste per lo sci di fondo e un paio di stazioni sciistiche popolari come quella di Campitello Matese.

Questa piccola regione vanta una grande biodiversità e varietà di climi ed ecosistemi grazie alle sue  montagne e colline, ai suoi fiumi, alla costa, ai laghi e ai suoi boschi che coprono il 35% del territorio dove l'ambiente naturale è rimasto in gran parte intatto. A difesa di tanta ricchezza ci sono diversi parchi tra cui il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la Riserva di Montedimezzo la Riserva Naturale Guardiaregia-Campochiaro istituita dal WWF e la Riserva Naturale Lipu nei pressi di Casacalenda. 

Se la gran parte della catena appenninica si trova sul versante occidentale della regione, muovendosi verso est si incontrano colline che degradano dolcemente verso la costa.

Lungo i 35 km di costa adriatica ci sono spiagge spaziose e incontaminate con vista spettacolare sulle isole Tremiti. 

A simboleggiare la bellezza panoramica e urbana della regione ci sono molte rovine di villaggi fantasma incastonati in panorami dalla vegetazione selvaggia, mentre nelle sue città principali di Campobasso e Isernia si trovano tracce delle influenze medievali, con chiese romaniche, castelli e santuari.

Per meglio orientarsi tra questi luoghi dalla storia millenaria, i monumenti, i borghi e i siti naturalistici abbiamo stilato una lista con 10 destinazioni insolite e meno conosciute da riscoprire in Molise.

Posti Poco Conosciuti da Vedere in Molise

  • I Tratturi

Per andare alla scoperta del Molise in maniera non convenzionale non esiste modo migliore che battere i tratturi. Si tratta dei sentieri erbosi un tempo utilizzati dai pastori nelle migrazioni stagionali del bestiame, una transumanza attraverso la regione dalle montagne abruzzesi alle pianure pugliesi. Oggi questi percorsi di grande interesse storico-paesaggistico non rappresentano solamente una testimonianza straordinaria dell’antica vita contadina, ma offrono la possibilità di escursioni attraverso tutta la regione, i suoi campi e le sue colline panoramiche, siti archeologici, monumenti e antichi villaggi in un ambiente rimasto inalterato e suggestivo. In totale si contano ben 1500 km di tratturi che tagliano il Molise in lungo e in largo suddivisi in una dozzina di percorsi riconosciuti tra la costa adriatica al Matese. Tra questi segnaliamo Il Tratturo del re che collega L’Aquila a Foggia per 243km e il Pescasseroli-Candela di 211 km.

  • La Riserva di Montedimezzo

Il patrimonio ambientale della regione è stato tutelato con la creazione di numerose riserve naturali per la  protezione ambientale di fauna e flora. Tra queste, nei pressi di Vastogirardi in provincia di Isernia, spicca la Riserva di Montedimezzo inserita sull’Appenino Molisano con i suoi spettacolari paesaggi naturali. La Riserva si estende per circa 300 ettari interamente ricoperti di boschi su cui regnano tranquillità e silenzio. Grazie alla sua biodiversità e alla ricchezza delle specie animali protette che la abitano la riserva di Montedimezzo si è guadagnata l'inserimento nel prestigioso programma dell'Unesco Mab (Man And Biosphere). Questo angolo di natura incontaminata si può esplorare attraverso escursioni adatte a tutta la famiglia grazie a sentieri attrezzati come il percorso Colle San Biagio e quello del Faione che si snodano lungo il bosco di Montedimezzo e sono ricchi di segnaletica e informazioni sull’ambiente circostante.

  • Il santuario di Castelpetroso 

Il borgo medioevale di Castelpetroso, in provincia di Isernia, nasconde uno dei luoghi di culto più importanti del Molise, sia per il suo valore spirituale sia per quello architettonico. In questo piccolo paese tra le montagne a fine’800  la Vergine Maria apparve miracolosamente a due poveri pastorelli. Così proprio in quel luogo venne eretto un imponente santuario neo-gotico che oggi richiama fedeli e visitatori. La sua maestosa facciata è costruita in pietra locale lavorata a mano e con le due torri laterali si sfiorano i 60 metri di altezza. Dal santuario parte un breve itinerario naturalistico chiamato Via Matris, che conduce fino al punto esatto delle varie apparizioni. Inoltre per chi volesse godersi gli splendidi paesaggi circostanti si può scegliere di raggiungere il Santuario percorrendo il Sentiero Tobia, un sentiero immerso nella natura che mette insieme il percorso esplorativo a quello spirituale.

  • Pietrabbondante

Il Molise ha grande rilevanza dal punto di vista archeologico, in quest’ottica visitare gli scavi archeologici di Pietrabbondante, nei pressi del Monte Saraceno, è una tappa di viaggio da non mancare. Il piccolo borgo incastonato sulle rocce in provincia di Isernia rappresenta un perfetto connubio tra natura e storia antica. Tra i suoi boschi si trovano infatti i resti dell’antica e gloriosa civiltà dei Sanniti: mura megalitiche, armi, alloggi, un tempio ed un grande teatro risalenti al risalente al 2° secolo a.c. Questa importante area di scavi trova la sua perfetta collocazione all’interno di un paesaggio verde di grande impatto, tra vallate e boschi che donano al sito un’atmosfera rarefatta e affascinante.

Quasi al confine con l’Abruzzo si trova una delle tappe imperdibili e nascoste da fare in Molise: il borgo di Castel San Vincenzo. Questo piccolissimo centro medievale nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise arroccato su un costone roccioso si presta ad essere esplorato sotto la duplice veste storica e paesaggistica. Qui ad impreziosire il territorio si trovano resti dell'antica abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno, tra le più importanti della sua epoca. A rendere indimenticabile una visita a questo borgo pittoresco c’è poi il paesaggio incantevole incastonato sulla catena montuosa delle Mainarde che si riflette nelle acque turchesi del lago di Castel San Vincenzo, un meraviglioso specchio d’acqua artificiale tra i boschi.

  • Parco regionale dell'Olivo di Venafro 

ll Parco Regionale dell’Olivo di Venafro vanta il record di essere stata la prima area protetta dedicata all’olivo in tutta l’area mediterranea. Pensato per tutelare e far conoscere l’antica tradizione agricola di Venafro, il parco ha grande valore paesaggistico e storico. Da almeno due millenni la coltivazione di olive rappresenta un elemento identitario della cultura locale. Il parco si estende su circa 500 ettari di terreno terrazzato ed è percorribile grazie a visite guidate che partono dall’antico borgo di Venafro e si concludono con ottime degustazioni ovviamente a base di olivo d’oliva della casa.

  • Pesche

Il piccolo borgo di Pesche è considerato uno dei più attraenti del Molise. Posizionato sul costone del monte San Marco in provincia di Isernia, si lascia notare già da lontano per il contrasto cromatico delle sue casette bianche arroccate tra il verde della montagna che lo ospita. La sua città vecchia ormai quasi disabitata ha indubbio fascino e conserva ancora i resti di un castello medioevale e delle imponenti mura difensive del borgo. Da vedere ci sono anche la Chiesa di San Michele Arcangelo del 1593 e quella di Santa Maria dei Bagni in cui si può ammirare un dipinto del 1500 che raffigura Maria Vergine. Le sue stradine acciottolate che serpeggiano lungo il centro storico si aprono all’improvviso su affacci panoramici di grande suggestione che rendono Pesche una delle tappe da non mancare in Molise.

  • Fonderia Pontificia Marinelli

Situata nel piccolo borgo di Agnone nell’Alto Molise, la Fonderia Pontificia Marinelli è una delle più antiche aziende a conduzione familiare del mondo. Da centinaia di anni qui si producono in modo artigianale portali in bronzo, bassorilievi ma soprattutto delle campane che hanno risuonato nelle chiese di maggior importanza in Italia e nel mondo. All’interno di un vecchio granaio ristrutturato, attiguo alla Fonderia Marinelli, si può visitare il Museo storico della Campana “Giovanni Paolo II” che espone rari manufatti religiosi, antiche campane e una grande collezione di bronzi sacri tra cui la preziosissima “campana dell’anno mille”. Una tappa in questo luogo significa scoprire una delle antiche tradizioni poco conosciute di questa terra.

  • Sant'Angelo Limosano

Questo piccolo centro non lontano da Campobasso è da inserire nella lista delle gemme nascoste in Molise. Il paese gode di una magnifica vista panoramica che arriva fino alle isole Tremiti e alla catena montuosa della Maiella. Da vedere ci sono diversi luoghi di importanza artistica e religiosa come la chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta in Cielo e l’antichissima chiesa di San Pier Celestino oltre al santuario della Madonna delle Stelle dove si tiene anche una celebrazione del paese durante l’estate. Dal paese parte anche un interessante percorso di trekking: Percorso Celestiniano sulle orme del monaco che divenne Papa e che rappresenta un’ottima opportunità di escursione per esplorare le bellezze naturali del posto.

  • Termoli

Termoli è sicuramente uno dei centri di maggior interesse del Molise perché in grado di mettere insieme attrazioni storico-culturali con la bellezza delle sue spiagge. Posizionata su un promontorio della costa adriatica, Termoli vanta un centro storico di origine medievale con l'imponente Castello Svevo e la Cattedrale di San Basso. Ma Termoli è anche e soprattutto uno dei più attraenti centri balneari in Molise grazie alla trasparenza delle acque del Mar Adriatico. Spiagge sabbiose e attrezzate, un porto turistico, antichi Trabucchi e tanti locali e ristoranti la rendono meta godibile per una vacanza in una località di mare rinomata ma senza troppa folla.

  • Ponte Tibetano di Roccamandolfi

Immerso tra le montagne del Matese in provincia di Isernia, non perdete una visita al borgo di Roccamandolfi che si trova alle pendici di un antico castello di origine longobarda di cui oggi si possono ammirare i resti. Il paese vi consentirà di fare un vero e proprio viaggio nella storia. Non troppo lontano dal castello, lungo il sentiero dei fringuelli della Riserva Naturale Torrente Callora, c'è un ponte tibetano lungo circa 800 metri che dovete assolutamente provare. 

Autore: Giorgio Calabresi

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