Idee di viaggio

I più bei Monasteri dove dormire in Italia

Dieci monasteri d’Italia in cui rifugiarsi per un ritiro spirituale ma anche artistico e culturale

La Verna WEEKEND Shutterstock
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Quando vi sentite prigionieri della frenesia quotidiana e del caos urbano, ricordatevi che l’Italia è disseminata di eremi, conventi e monasteri in cui rifugiarsi per un ritiro spirituale, ma anche artistico e culturale. Quei luoghi sacri un tempo inaccessibili ora aprono le porte a qualsiasi pellegrino che voglia trascorrere qualche ora o qualche giorno in pace e tranquillità, immerso in infiniti silenzi e sublimi paesaggi da cui godere di superbi panorami.

Mentre ci si disconnette da una vita costantemente online, il rimo rallenta e si ritrova una inattesa quiete interiore. Ma non aspettatevi di trascorrere intere giornate secondo la regola benedettina dell’ora et labora, i monasteri sono scrigni di tesori artistici, culturali e naturali per cui vale il viaggio. Seguiteci in un itinerario dal nord al sud dello stivale alla ricerca di queste segrete oasi di pace. 

Monasteri in Italia dove dormire

  • Santuario di Oropa, Biella 

Il Santuario di Oropa è il più importante santuario mariano delle Alpi, immerso nella natura a 1200 metri di altezza, ma a soli 20 minuti dal centro di Biella. Il complesso monumentale, realizzato probabilmente al IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli, si sviluppa su tre piazzali a terrazza. Il cuore del santuario è la basilica antica, che risale al ‘600, dove è custodita la Madonna Nera. Il complesso come lo vediamo oggi, però, è merito dei più grandi architetti sabaudi come Filippo Juvarra, Guarino Guarini e Filippo Beltrame tra gli altri. A ponente del santuario è situato il Sacro Monte, riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, dove tra il ‘600 e il ‘700 sono sorte dodici cappelle dedicate alla vita della Vergine. Secondo i modelli delle sacre rappresentazioni di tradizione medievale, dunque, il monte è il grande teatro naturale dove viene rappresentata l’esperienza di fede mediata dall’architettura, dalla pittura e dalla scultura. Se volete prender parte al percorso di fede in questo sacro anfiteatro tra i monti prenotate una delle 300 camere del santuario fra i più belli d’Italia e fra i migliori per la varietà dell’offerta. Dalle più semplici alle suite, quasi tutte le camere hanno arredi d’epoca e vista panoramica. Altrimenti c’è l’area camping. Nei dintorni troverete tredici ristoranti e trattorie che propongono specialità gastronomiche locali. Per gli amanti della natura e dello sport molte sono le attività da fare nella riserva naturale speciale del Sacro Monte di Oropa: passeggiate, trekking, via ferrata, scalate, alpinismo, sci alpino e sci di fondo. Con la funivia poi potreste salire al rifugio Savoia a 1900 metri, da cui arrivare al lago di Mucrone in 10 minuti a piedi. Da maggio a settembre, non perdete il giardino botanico. Per maggiori info www.santuariodioropa.it.

  • Eremo di San Giorgio, Bardolino (Verona)

L’eremo di Bardolino sorge sul Monte S. Giorgio, in una posizione panoramica sul promontorio che domina il tratto di costa orientale del lago di Garda nei dintorni di Bardolino, in provincia di Verona. Ad affacciarsi sul lago dall’alto del belvedere a 300 metri di altezza è proprio la zona della clausura del complesso eremitico. Furono alcuni monaci camaldolesi a insediarsi nel 1665, comunità che qui ancora vive e lavora. Una volta entrati, e superato il primo piazzale, si accede alla chiesa di San Giorgio. La zona di clausura, invece, conta otto celle, ognuna on un piccolo orto coltivato dai monaci. Sul promontorio i religiosi hanno creato una Via Crucis, mentre dall’eremo partono incantevoli sentieri ben segnalati e facilmente percorribili. L’eremo inoltre è collegato al centro abitato da una strada in parte ancora sterrata e nell’ultimo tratto in forte pendenza. La comunità, quindi, ospita chi desidera trascorrere qualche giorno nell’eremo che deve, però, condividere i ritmi dei monaci, secondo il principio dell’ora et labora, caratteristico dello spirito benedettino. Il sabato pomeriggio e poi la domenica durante l’Avvento e la Quaresima vengono proposti degli incontri di approfondimento biblico-spirituale nella biblioteca. Per maggioriinfo www.eremosangiorgio.it.

  • Convento di San Francesco del Deserto, Venezia 

Secondo la leggenda, San Francesco d’Assisi, di ritorno dall’Oriente, approdò nel 1220 sull’isola di proprietà del nobile Jacopo Michiel nella laguna di Venezia, e fu accolto dal canto di una moltitudine di uccelli. Si deduce che l’isola fosse quella che ora si chiama San Francesco del Deserto dal fatto che, nel 1233, Jacopo Michiel dona l’isola ai frati minori, affermando che su di essa era già stata edificata una chiesa dedicata a San Francesco. Nel 1808 i frati poi furono costretti a lasciare l’isola, trasformata in caserma, a causa della soppressione napoleonica degli ordini religiosi, ma nel 1858 ritornò alla comunità francescana che ne fece un luogo di ritiro e di formazione dei giovani alla vita comunitaria. Oggi i frati accolgono i turisti nel convento sulla piccola isola che per secoli ha ispirato artisti e poeti, avvolta dal silenzio mistico della laguna. Per chi desidera riposare nella pace e nella tranquillità dell’isola, i frati offrono 15 celle, 2 stanze grandi per gruppi di studio e un refettorio. 

Visitate l’oratorio in cui Francesco d'Assisi si sarebbe trattenuto in preghiera. Per maggiori info www.sanfrancescodeldeserto.it.

  • Convento Frati Cappuccini, Monterosso al Mare (La Spezia)

Il 20 febbraio 1618 i frati Cappuccini collocarono la croce sul ripido pendio di San Cristoforo a Monterosso al Mare. L’anno successivo iniziò la costruzione e i religiosi si installarono il 28 marzo del 1622 nel convento che era costituito da dodici celle più gli ambienti comunitari, con orti su più livelli, chiesa e sagrato. Affacciato sul mare, il Convento Frati Cappuccini è inoltre tappa della Via dei Santuari, che unisce le Cinque Terre in un percorso di sentieri di 27 km che corrono paralleli alla costa sulle alture dell’entroterra. È il modo meno conosciuto di scoprire le famose Cinque Terre in un pellegrinaggio spirituale attraverso i luoghi in cui si venera la Vergine Maria fin dal Medioevo. 

Vale la pena visitare la chiesa intitolata a San Francesco, che conserva opere d'arte d’inestimabile valore, tra cui tele attribuite a Van Dick, Cambiaso, Statua del Gigante Piola e Guido Reni. Salendo al colle di San Cristoforo notate la lapide in omaggio a Eugenio Montale che qui su veniva a visitare le tombe dei suoi cari. Se desiderate dormire nel convento fate richiesta in anticipo. Se non siete tipi da ritiri spirituali potrete andare alla scoperta dei tesori artistici e naturali di Monterosso al Mare. Per maggiori info www.conventomonterosso.it.

  • Abbazia di Monte Maria, Malles Venosta (Bolzano)

Kloster Marienberg è l’abbazia benedettina più alta d’Europa. È situata a ben 1340 metri di altitudine nel territorio comunale di Malles in Val Venosta. L’abbazia fu costruita nel 1146 da Ulderico di Tarasp e dalla moglie Uta, appartenenti a una nobile famiglia del cantone Grigioni. I primi monaci che vi abitarono erano svevi e provenivano dal convento benedettino di Ottobeuren. Oggi 11 monaci vivono ancora nell’abbazia secondo le regole di San Benedetto da Norcia. Se volete soggiornare in questo luogo di pace, lavoro e preghiera, immersi nell’incantevole paesaggio naturale e culturale dell’Alta Val Venosta, fate richiesta per una delle 8 stanze singole o per la stanza doppia della foresteria. Un accogliente appartamento con posti fino a cinque persone e dotato di tutti i servizi è pensato, inoltre, per le famiglie che vogliono soggiornare a Marienberg. 

Tutti gli ospiti sono invitati a partecipare alla preghiera mattutina dei monaci e a beneficiare di un colloquio spirituale con il padre foresterario Philipp. Vale comunque la pena visitare la chiesa del convento del tardo XII secolo a cui accederete attraverso un magnifico portale romanico con arco a tutto sesto e cornice in pietra. Non perdete la cripta dagli splendidi affreschi. Se volete saperne di più sulla vita monastica visitate il museo Ora et Labora dell’abbazia. Per maggiori dettagli www.marienberg.it.

Si racconta che nella primavera del 1213 Francesco d’Assisi insieme a frate Leone stava attraversando la regione del Montefeltro quando sentì di una festa presso il castello di S. Leo. Nella speranza di evangelizzare altri fedeli, San Francesco andò al castello e lì incontrò il Conte di Chiusi in Casentino, Orlando Catani, che gli offrì il monte della Verna, sul quale avrebbe potuto condurre la sua vita di preghiera. Il Monte della Verna divenne la montagna sacra della contemplazione francescana, anche chiamata il “Calvario Serafico”, poiché qui Francesco di Assisi ricevette l’ultimo sigillo delle stimmate. A 1283 metri di altezza sull’appennino toscano, sorge il convento che nel tempo si è arricchito di numerosi tesori. La comunità della Verna accoglie volentieri tutti quelli che salgono sul Monte, ed in modo particolare i pellegrini che vengono per cercare un momento di preghiera e riflessione. Se desiderate trascorrere qualche giorno al convento, la foresteria dispone di numerose camere, con riscaldamento, servizi e doccia. Se volete unirvi alla tavola dei frati prenotate la pensione completa al refettorio del Pellegrino. 

Alla Verna è possibile partecipare alla preghiera e alle celebrazioni dei frati che sono disponibili per le confessioni, per la guida al santuario oppure per colloqui. Per frati, religiosi, sacerdoti e seminaristi che desiderano riposarsi, o fare un ritiro spirituale in fraternità con la comunità francescana sono previste delle camere a loro dedicate nel convento. Mentre la casa di preghiera è aperta a singoli giovani che desiderano ritagliarsi alcuni momenti di riflessione. Per info www.laverna.it

  • Abbazia di Santa Maria di Farfa, Fara in Sabina (Rieti)

Nel cuore dell’antica Sabina, ai piedi del monte Acuziano, in un’atmosfera di mistico silenzio, che avvolge anche il caratteristico borgo che la circonda, sorge la storica abbazia di Farfa, immersa nella natura verdeggiante e adagiata fra gli ulivi a 200 metri di altezza. Fu uno dei monumenti religiosi e civili più importanti del Medioevo europeo e crebbe d’importanza fino a possedere una delle aree più vaste dell’Italia centrale, nel 1928 l’abbazia di Farfa è stata dichiarata monumento nazionale. I monaci benedettini cassinesi vi faranno visitare la chiesa abbaziale del Cinquecento, la ricca biblioteca, il museo e la cripta carolingia. Per chi vuole fermarsi a dormire, la foresteria è divisa in interna, dove le sei stanze sono riservate solo a uomini, ed esterna che comprende 8 camere. Sono in costruzione altri edifici per l’accoglienza di gruppi più numerosi. Non perdete la Monastica Officina, l’antica erboristeria dell’abbazia di Farfa che oggi offre tisane, unguenti, rimedi naturali, liquori, miele e marmellate provenienti da tutti i monasteri italiani ed europei. È in allestimento L’Orto dei Semplici con erbe officinali, medicinali e aromatiche perché la comunità monastica possa riprendere l’antica tradizione di confezionare propri prodotti nell’erboristeria. Per informazioni www.abbaziadifarfa.it

  • Convento Santuario di San Michele, Monte Sant’Angelo (Foggia)

Nel cuore del parco nazionale del Gargano venne eretto nel quinto secolo, il primitivo santuario nei pressi della grotta dove si narra apparve l’Arcangelo Michele per ben tre volte, già tempio pagano in età greca e romana. Il santuario sul Monte Sant’Angelo divenne il primo epicentro del culto micaelico che si diffuse in tutto il Regno Longobardo, diventando presto il principale centro di culto dell'arcangelo dell'intero Occidente. Percorrete la scalinata angioina che scende nel vestibolo di ingresso e attraversate la porta in bronzo del X secolo per accedere alla basilica, costituita in gran parte dalla mistica grotta. Internamente collegato al santuario, la Casa del Pellegrino, in pieno centro cittadino, offre 50 camere con servizi privati per un massimo di 115 persone. Un’ampia sala ristorante offre i pasti preparati e serviti con cura ad un prezzo conveniente. La sala pranzo dispone di un arioso terrazzo dal quale gli ospiti possono apprezzare il clima di montagna e ammirare il panorama del promontorio garganico. Un grande e moderno auditorium e 4 sale per i gruppi di studio sono messi a disposizione di tutti i pellegrini. Per maggiori informazioni www.santuariosanmichele.it

  • Convento Santuario di Maria Santissima Gibilmanna, Cefalù

A 800 metri sulle pendici occidentali del Pizzo Sant’Angelo, avvolto da un bosco di querce e castagni, sorse il Convento Santuario di Gibilmanna. Secondo la tradizione questo fu uno dei sei monasteri benedettini che San Gregorio Magno fece erigere a proprie spese, prima di essere eletto pontefice nel 540. Fino all’arrivo dei frati francescani cappuccini nel sedicesimo secolo, la chiesa fu custodita da vari eremiti. Meta di pellegrinaggi e centro di una intensa vita spirituale e culturale, il santuario conserva numerose opere d’arte tra le quali la Statua di San Giovanni Battista (Scipione Casella), la Statua di Sant’Elena (Gagini 1543-1554) ed il pregiato simulacro in marmo della Madonna di Gibilmanna. I pellegrini che vogliono partecipare alla vita monastica possono contattare la Casa di Accoglienza Santa Chiara, che ospita famiglie e gruppi di laici e religiosi per ritiri spirituali e periodi di studio. Potreste anche assistere a concerti di musica classica e contemporanea, convegni e mostre d’arte organizzate dal convento. Informazioni al numero telefonico 0921421835

  • Abbazia di San Pietro di Sorres, Borutta (Sassari)

Sul colle Sorres a 570 metri nel comune di Borutta, in provincia di Sassari in Sardegna, sorge un complesso monastico di recente costruzione. I lavori iniziarono nel 1950 e i primi monaci sono arrivati qui nel 1967, ma solo nel 1974 il monastero venne elevato ad abbazia. Il ritorno dei monaci benedettini in Sardegna, dopo un’assenza di cinque secoli, fu dunque un evento memorabile. L’abbazia offre 23 camere provviste di bagno con la possibilità di prenotare la pensione completa. Se non volete dormire nel monastero potete anche solo unirvi ai monaci per pranzo. L’abbazia è il luogo ideale per condividere con i religiosi alcuni giorni di riflessione spirituale immersi nel silenzio e nella natura sarda, ma è anche l’occasione di arricchimento artistico e culturale. Visitate, quindi, la cattedrale di San Pietro di Sorres, capolavoro romanico, situato accanto all’abbazia, e unitevi a una delle tante attività offerte, tra cui corsi di scrittura e iconografia. Il monastero ha anche un importante laboratorio di restauro del libro e occasionalmente organizza concerti vocali specialmente per cori polifonici tradizionali sardi. Per maggiori info www.sorres.it

Autore: Francesca Ferri

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