Idee di viaggio

La Francia a Torino

I luoghi che raccontano cultura, gastronomia, moda e storia d'Oltralpe nel capoluogo piemontese

Torino ITINERARI Shutterstock
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La storia del Piemonte si intreccia da secoli con quella della Francia. Passeggiare per Torino vuol dire ripercorrere le vicende del primo assedio da parte delle truppe franco-spagnole nel 1706 e della proclamazione della Repubblica Piemontese, con la conseguente annessione alla Francia da parte di Napoleone Bonaparte nel 1802. 

La dominazione francese, tralasciando i suoi aspetti negativi, ha comunque favorito un intenso scambio culturale tra l’Esagono e il Piemonte che continua ancora oggi. Torino custodisce, dunque, preziose oasi dove scoprire le arti francesi, degustare il meglio della gastronomia d’Oltralpe o vestirsi secondo la moda parigina. E se al momento non è possibile oltrepassare il confine italiano, seguiteci alla scoperta dei luoghi dove ritrovare la Francia a Torino

La cucina francese a Torino 

 

  • Bel & Bon 

 

Vini, formaggi, ma anche terrine, foie gras e Champagne. Bel & Bon è una bottega dove trovare le migliori specialità alimentari francesi e che garantisce un continuo assortimento di prodotti artigianali, buoni, genuini e di alta qualità. Bel & Bon è il punto di riferimento assoluto per i buongustai della cucina francese a Torino. La tradizione culinaria d’oltralpe è rinomata in tutto il mondo grazie a famosi ed eccellenti chef che hanno tramandato le loro ricette nei secoli, dalla corte di Francia fino a oggi. Perciò lasciatevi guidare in un viaggio enogastronomico al di là delle Alpi tra Champagne, vini di Borgogna, Calvados, sidro, paté, Camembert, Comté, Roquefort, confetture, cioccolato e tè. Se passate da qui il sabato, potrete fermarvi a degustare una selezione di prodotti della bottega. Ma se non vi va di uscire di casa Bel & Bon propone anche la consegna a domicilio.

Via Vanchiglia, 21 – 10124 Torino

Adonis Creperie 

Come sentirsi in Francia senza una buona crêpe? Da Adonis Creperie potrete deliziarvi con crêpe dolci e salate, presentate divinamente. Gli ingredienti sono freschi e di qualità, gli accostamenti spesso anche molto particolari. Il tutto servito in un ambiente curato e accogliente. Oltre alle crêpes della tradizione come la Paris (prosciutto cotto, formaggio, funghi champignon) o la Briançon (formaggio di capra, noci, miele, formaggio, misticanza), Adonis vi stupirà con Azuki (fagioli azuki, crema d’avocado, uovo bio, granella di pane tostato, formaggio, misticanza), Madama Cristina (zucca al forno, camembert, cipolle glassate, formaggio, misticanza) o Arnad (lardo d’Arnad, patate di montagna, fonduta di toma d’alpeggio, formaggio, cipollotti croccanti, fiori di malva e misticanza). Per rispettare la tradizione terminate con una crêpe Suzette e accompagnate il tutto con una buona bottiglia di sidro. 

Via Belfiore, 48 – 10125 Torino

  • Chez Camille Petit Bistrot

Dopo la sua permanenza in Francia, Diego decide di portare a Torino un’eccellenza del Pays des Lumières. Impara l’arte della pastella in un piccolo paesino bretone e lì si innamora della specialità del posto: la galette. Così nasce Chez Camille a Torino, un bistrot che offre crêpes e galettes con farina di grano saraceno fatte a regola d’arte, ricche di ingredienti freschi e genuini. Ma il menu propone anche tartare, omelette, zuppa di cipolle e tartiflette au reblochon. Troverete inoltre piatti gluten free e vegani. Accomodatevi in questo ambiente che ricorda una casa bretone dal tocco vintage e vi ritroverete immediatamente in Francia. 

Via Conte Giambattista Bogino 4, – 10123 Torino

  • Bariolé Torino 

È una piccola creperia dall’ambiente semplice che propone crêpes e galettes dolci e salate dagli accostamenti particolari per chi vuole sentirsi in Francia. Se date uno sguardo al menu troverete crêpes con salsiccia alla birra, cime saltate, trito di pomodori secchi, mayonese alla senape, formaggio e insalata o con zucca al forno, cipolle di Tropea caramellate, uovo, fonduta di Roquefort allo zafferano, formaggio e insalata. Altrimenti noodles udon, pollo al curry, hamburger, gyoza e pancake. 

Via Giambattista Gropello, 6 – 10138 Torino

  • Amaury Fromager 

Amaury Fromager è la prima fromagerie di Torino. È nata da un’idea di Amaury Jiménez, fromager di Lione che dopo un Master in Management Consulting presso l'Università di Lione e alcuni anni di lavoro per una società di consulenza gestionale, ha lasciato tutto per seguire la sua vera passione: il formaggio. Amaury vuol far conoscere ai torinesi i migliori formaggi dei diversi terroirs di Francia. Qui troverete 60 formaggi a latte crudo diversi, le DOP più rinomate ma anche delle piccole produzioni artigianali, i burri classici francesi, salati e aromatizzati, la vera crème fraîche normanna, yogurt e creme artigianali. Chiedete consiglio quindi ad Amaury per orientarvi tra le paste pressate non cotte e quelle cotte, le paste molli a crosta lavata, le paste molli a crosta fiorita, le paste venate blu e i formaggi di capra. Scoprirete un mondo inesplorato, la Francia conta 1500 varietà di formaggi. Chiaramente però il formaggio non si mangia da solo me è sempre accompagnato da un buon vino, perciò Amaury propone vini naturali della Borgogna, della Loira e della valle del Rodano. Inoltre, per un aperitivo o una cena francese potreste anche ordinare la box ecosostenibile con i formaggi a vostra scelta, da ricevere direttamente a casa. 

Via Bogino, 19/D – 10123 Torino

La cultura francese a Torino 

  • Alliance Française

Per chi volesse imparare o migliorare la lingua francese, l’Alliance Française propone corsi collettivi e individuali, in classe e a distanza, atelier tematici e di conversazione e percorsi costruiti ad hoc per adulti, bambini, ragazzi, aziende, scuole, università e docenti. Inoltre numerosi appuntamenti culturali, al momento in versione digitale, permettono di riscoprire lo storico legame tra la cultura francese e francofona a Torino e il mondo della cultura torinese in Francia attraverso cinema, letteratura, musica e spettacoli. Inoltre, a chi si vuole avvicinare alla cultura francofona, l’Alliance Française di Torino propone una fornitissima mediateca in sede e digitale. Culturthèque è l’immensa mediateca digitale dell’Institut Français, gratuita per i soci, con 70.000 risorse tra documenti scaricabili e consultabili online, da romanzi classici e contemporanei a una vasta selezione di quotidiani e riviste a documentari e conferenze, passando per poesia, teatro e fumetto, con una speciale sezione dedicata alle risorse specifiche per chi studia francese.

Via Saluzzo, 60 – 10125 Torino

  • Libreria Au Quartier Latin

In pieno centro a Torino si trova inoltre la libreria franco-italiana Au Quartier Latin. Tra libri d’occasione e volumi antichi, in edizioni popolari o classiche, largo spazio è riservato alla letteratura, e in particolare alla letteratura e alla poesia dei secoli XIX e XX, ma troverete anche libri di storia, arte, viaggi, libri dedicati alla cucina e al vino, con affisse al muro la carta dei vigneti di Borgogna. Potrete anche sedervi per sfogliare una rivista, consultare dei manuali di storia della letteratura, partecipare agli incontri letterari o, in base all’affluenza, chiedere di ascoltare un estratto da À la recherche du temps perdu di Proust.

Via San Francesco da Paola 7/D – 10123 Torino

La moda francese a Torino 

  • SE.SÌL

È impossibile parlare di Francia senza parlare di moda. SE.SÌL infatti è un marchio artigianale nato a Torino, ma con radici francesi e più nello specifico bretoni. Made in Italy with a French touch è il suo motto. La fondatrice si chiama Cécile Jullien, designer francese che ha scelto l’Italia come suo paese di adozione. SE.SÌL è la trascrizione fonetica troncata del nome Cécile, e nasce dal modo in cui la nonna italiana scriveva il suo nome "Sessìle". Qui troverete tra l’altro borse disegnate a Torino da Cécile e realizzate a mano da una azienda familiare napoletana specializzata da più di quattro generazioni nella pelletteria di alta moda, la cui attività si basa su un antica tradizione artigianale di eccellenza. È quindi la boutique dove andare a curiosare quando avete voglia di quell’inconfondibile stile francese. 

Via Matteo Pescatore, 11/D – 10020 Torino

La storia francese a Torino 

Nel 1706 Torino subì l’assedio da parte delle truppe franco-spagnole nell’ambito della guerra di successione spagnola. La città e l’esercito sabaudo resistettero per centodiciassette giorni e respinsero così la violenta controffensiva francese. Il 7 settembre è celebrato dai torinesi come un giorno di festa nel ricordo della liberazione dall’assedio francese, però tracce di quella storia rimangono ancora in città. 

Per esempio nella Borgata Vittoria si trova la chiesa della Salute, costruita sui campi su cui si è combattuto aspramente durante l’assedio di Torino del 1706. Nella strada Altessano 164 si trova poi il Casino Barolo, costruito dai Provana di Duent e nelle cui vicinanze si tenne il consiglio di guerra dei generali francesi, sotto un albero che venne abbattuto prima della fine del secolo XX. In via Pianezza, invece, proprio di fronte al castello di Lucento, si trova la chiesa parrocchiale dei santi Bernardo e Brigida, del cui campanile i francesi avevano fatto il loro punto di osservazione. Proprio tra la chiesa e il castello si svolsero gli ultimi scontri della giornata del 7 settembre, con la strenua resistenza delle truppe francesi. Poco fuori Torino, la cascina detta della “Brusà”, ancora oggi visibile nella via che porta il suo nome, fu coinvolta nella battaglia. Qui, secondo alcune fonti storiche, morì il maresciallo Ferdinando di Marsin, uno dei protagonisti delle forze francesi, ma c’è anche chi sostenne che Marsin morì nella cascina La Losa di Pozzo Strada. 

Potreste ripercorrere la storia dell’assedio di Torino del 1706 al MuseoTorino.

Torino racconta inoltre dell’imperatore Napoleone Bonaparte e della battaglia di Marengo, che portò il Piemonte a divenire parte dell’Impero francese nel 1802. Allora se cercate tracce di Napoleone nella Torino di oggi, iniziate dal centro, esattamente da Palazzo Madama, che rischiò più volte di venir smantellato durante l’occupazione francese, perché ritenuto un simbolo troppo ingombrante del potere dei Savoia. Ma fortunatamente Napoleone si oppose a ogni progetto di demolizione.  Si racconta che il generale Menou, governatore di Torino dal 1802, portò l’imperatore in visita all’edificio dicendogli che sarebbe stato opportuno disfarsi di quella “vecchia baracca”. Al che Napoleone rispose: “Sei tu, Menou, una vecchia baracca!”. Così Palazzo Madama fu salvato. 

Inoltre, il ponte che collega piazza Vittorio alla collina, attualmente dedicato a Vittorio Emanuele I, è stata la prima e la più maestosa impresa dell’amministrazione imperiale francese a Torino. Fu progettato e costruito fra il 1810 e il 1813 dal Corps des Ponts et Chaussées, in cui operavano ingegneri formati nelle più prestigiose scuole tecniche parigine. Lungo 150 metri, caratterizzato da cinque arcate che si affacciano sul Po creando particolari giochi di riflessi, il ponte, all’indomani della restaurazione sabauda doveva essere distrutto, ma fortunatamente cambiò solo nome. 

Infine, uscite da Torino per raggiungere la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la magnifica reggia sabauda, costruita da Juvarra nel XVIII secolo, che nel 1805 ospitò Bonaparte e la prima consorte Giuseppina Beauharnais. Fu il soggiorno più lungo della coppia imperiale a Torino e anche il più chiacchierato. Si racconta che l’imperatore, rinomato tombeur de femmes, avesse le chiavi delle stanze delle damigelle di corte e non disdegnasse qualche fuga notturna dal talamo nuziale. 

A Stupinigi vedrete, inoltre, la carrozza con cui Napoleone si recò a Milano nel 1805 per l’incoronazione a re d’Italia. 

Autore: Francesca Ferri

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