Idee di viaggio

I borghi più belli del Salento

Borghi millenari tra terra e acqua all’incrocio tra Oriente e Occidente

Borghi Salento BORGHI Shutterstock
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Crocevia di popoli e culture, il Salento è considerato da sempre la Porta d’Oriente. Greci, Romani, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi sono passati da questa terra al centro del Mediterraneo. La Penisola Salentina, che costituisce il tacco dello stivale italiano, si protende nell’acqua dividendo due mari, lo Ionio e l’Adriatico. 

Tra la costa alta e rocciosa d’Oriente e quella bassa e sabbiosa d’Occidente, un mare di ulivi, muretti a secco, masserie ma anche borghi millenari. In questa subregione della Puglia meridionale, i borghi sono scrigni di storia, arte, cultura e buona cucina. 

Paesini imbiancati a calce, cittadelle fortificate e villaggi di pescatori, i borghi del Salento incantano con cattedrali barocche, palazzi nobiliari e scorci di blu. Sono borghi assolati da esplorare nel silenzio del sole, del mare e del vento o da vivere nella magia delle notti della taranta. 

12 borghi più belli del Salento

  • Otranto
  • Presicce
  • Specchia
  • Ostuni 
  • Acaya
  • Galatina
  • Nardò 
  • Santa Cesarea Terme 
  • Castro
  • Calimera
  • Gallipoli
  • Santa Maria di Leuca

I borghi più belli del Salento

“Otranto, il punto più a Oriente d’Italia, è da millenni una città porto”, disse lo scrittore jugoslavo Predrag Matvejevic. Le sue origini risalgono al V secolo a.C., poi l’antica città messapica fu greca, romana, bizantina, gotica, normanna, sveva, angioina e aragonese. Il suo dialogo costante con il mare è testimoniato da antichi reperti archeologici che raccontano di commerci ricchi e frequenti con la Grecia, Creta e tutte le civiltà del Mediterraneo. Attraverso le grandi istituzioni monastiche, gli insediamenti rupestri e gli anacoreti, ha aperto la porta alla Grecia, alla chiesa d’Oriente, alla luce di Bisanzio. Era chiamata dai Romani Hydruntum, dal fiume Idro, ma secondo l’ipotesi più accreditata il nome deriva dal greco ùdor kai derento, acqua e monte. Attraverso la porta Alfonsina allora si entra nella città murata, che oggi è inserita nella lista dei borghi più belli d’Italia oltre ad essere patrimonio Unesco. Si passeggia così nel centro storico, tra strade lastricate, vicoletti che conducono al mare, la luce accecante del Mediterraneo, l’incrocio con le palle di granito delle bombarde saracene e il giro dei bastioni. Vi torneranno in mente le parole dello scrittore e giornalista Roberto Cotroneo che nel suo romanzo Otranto presenta la città come “una stella collassata dove c’è tutto l’universo, dove c’è la vita quotidiana e la storia, dove gli anni non passano e tutto sembra compenetrarsi, dove è facile che i fantasmi ti parlino per le strade, e dove tutti sanno di essere in un posto diverso, dove il tempo curva su se stesso, non è una retta, e curvando si richiude”. Non perdete la cattedrale, i resti dell’abbazia di San Nicola di Casole distrutta dai turchi e l’ipogeo messapico nella Valle delle Memorie.

  • Presicce 

Presicce è una cartolina del Salento: ulivi dai tronchi contorti, muretti a secco, masserie fortificate, profumo del mare e il trionfo del barocco. In provincia di Lecce si trova questo piccolo comune che fa parte dei borghi più belli d’Italia. Il suo nome potrebbe derivare dal latino praesidium, a indicare un presidio militare in funzione anti-saracena. Secondo altri, il toponimo rimanderebbe all’abbondanza di acqua, da praesitium, sorto a causa della sete. In effetti, le prime tracce di un insediamento risalgono al VII secolo e sarebbero legate alla presenza di acqua, sotto forma di falde di superficie, che avrebbe attratto in questo luogo gli abitanti dei vicini casali in tempi di siccità. Per avere un’idea di Presicce basta entrare nel centro storico e inoltrarsi nel bianco labirinto di spazi in cui si alternano palazzetti nobiliari e cinquecentesche case a corte, chiamate “li vecchi curti”. Le stradine lastricate vi porteranno davanti a un’edicola mariana, a un edificio prestigioso come palazzo Arditi o al giardino pensile di gusto secentesco che macchia di verde le superfici del palazzo Ducale. Ogni palazzo qui ha il suo giardino o cortile, e il suo frantoio ipogeo: sotto la città barocca si nasconde la città della fatica, quella dei frantoi scavati sottoterra per la frangitura delle olive. Presicce è, infatti, la città dell’olio e degli ipogei, tutto ruota intorno all’oro giallo, al quale è dedicata anche una festa. 

  • Specchia 

Ancora in provincia di Lecce si trova Specchia, un altro dei borghi più belli d’Italia, che rappresenta in pieno lo spirito della terra salentina. Risale probabilmente al IX secolo il primo piccolo insediamento di contadini e pastori venuti ad occupare un luogo abbastanza elevato e lontano dal mare da essere considerato al riparo dalle frequenti scorrerie saracene. Il nome deriva dal cumulo di pietre a secco disposte in forma conica, chiamato “specchia”, che i Messapi utilizzavano come opere di difesa o postazioni di vedetta. Situato in una posizione strategica che domina la pianura sottostante, il centro storico di Specchia è considerato fra i più interessanti del Salento. Le strette stradine interrotte da rampe di scale racchiudono un nucleo abitativo frutto in larga misura di un’architettura spontanea che ha avuto origine nei secoli XVI e XVII, e che è giunta quasi intatta fino a nostri giorni. La strada principale si chiama ancora “rua”, un francesismo che riporta alla dominazione angioina del XIV secolo. Ammirate poi il castello Risolo, una struttura fortificata di impianto cinquecentesco, appartenuto a famiglie nobili di Specchia. La parte più suggestiva del borgo è quella dietro il castello, dove tra scalinate e strade brevi e strette, tra i vicoli e le corti, si svolge la vita della gente, quasi sempre all’aperto. Non perdete la chiesa e l’annesso convento dei Francescani Neri, la chiesa di San Nicola, originariamente di rito greco, come la chiesa di Sant’Eufemia. Da vedere, infine, il frantoio ipogeo, testimonianza storica dell’importanza per Specchia della produzione dell’olio.

Ostuni è sicuramente la città bianca più nota del Salento. Il dedalo di stradine con abitazioni imbiancate con la calce ricorda una casbah araba. Arroccata su tre colli, Ostuni sorge nella Valle d’Itria ed è il comune più settentrionale del Salento. È un pittoresco borgo medievale ricco di fascino. Una passeggiata nella città vecchia, detta la “terra” per distinguerla dalla più recente “marina”, regala scorci incantevoli tra vicoli, ripide scalinate, corti e piazzette su cui si affacciano case bianche con fiori alle finestre, botteghe artigiane e invitanti osterie. Sovrasta il borgo la quattrocentesca cattedrale in stile romanico-gotico su cui spicca un grande rosone a 24 raggi. Lungo la via Cattedrale che divide in due il cuore medievale della città, si trova l’ex monastero carmelitano oggi sede del Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, dove è esposto il calco di Delia, una donna incinta vissuta 25.000 anni fa. In piazza Beato Giovanni Paolo II vedrete i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati dal suggestivo arco Scoppa. Chiese e dimore signorili poi costellano la città vecchia cinta dalle mura aragonesi. Nei dintorni di Ostuni, invece, masserie e trulli si nascondono tra distese di ulivi. 

  • Acaya 

È uno dei borghi meno noti del Salento e per questo vale la pena scoprirlo. Acaya è una frazione di 450 abitanti del comune di Vernole, in provincia di Lecce e dista solo 5 km dal mare. È un esempio di città fortificata, con schema a maglia ortogonale, dell’Italia meridionale del XVI secolo. Di impianto medioevale, questo splendido borgo conserva la porta di ingresso e il castello, originari del ‘500, sorti come difesa dagli attacchi saraceni. Dopo aver passeggiato per il centro storico e visitato la chiesa di Santa Maria della Neve dalla facciata neoclassica, potreste esplorare la riserva naturale statale Le Cesine, che rappresenta una delle ultime zone paludose che in passato si estendevano da Otranto a Brindisi. 

  • Galatina 

Galatina è il terzo maggior centro abitato della provincia di Lecce che la rivista statunitense Forbes annovera tra le città italiane da visitare. Già abitata in epoca preromana e romana, poi distrutta dai Goti, la città come la conosciamo oggi risale alla seconda colonizzazione bizantina, avvenuta tra il IX e il X secolo. Ma il suo massimo splendore lo raggiunse sotto il dominio di Raimondo “Raimondello” Orsini Del Balzo, che la ampliò e la circondò di alte mura. Passeggiando per le vie del centro storico è impossibile non notare i palazzi nobiliari degli Orsini, Venturi, Baldi, Congedo e Bardoscia, un vero trionfo del barocco. Notate la Torre dell’Orologio dedicata a Vittorio Emanuele II re d’Italia e poi non perdete la basilica di Santa Caterina d’Alessandria, dichiarata monumento nazionale nel 1870 e uno dei più insigni monumenti dell'arte romanica e gotica italiana. Notevole anche la chiesa madre dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, realizzata in pietra leccese e in stile tardo-barocco. Galatina inoltre è conosciuta per le Tarantate, un’antica festa folcloristica che si tiene a giugno e celebra il tradizionale ballo della taranta. Galatina, infine, è ricordata come la città natale del pasticciotto, il dolce tipico del Salento, composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera. 

  • Nardò

Nardò fu un importante centro bizantino e dal 1497, sotto la famiglia ducale degli Acquaviva, divenne il principale centro culturale del Salento, sede di università, accademie e studi letterari e filosofici: fu definito la Nuoua Atene litterarum. Il suo passato glorioso si riflette nel centro storico, un tripudio di architettura barocca che ha il suo fulcro nella piazza Salandra, da anni set cinematografico. Qui si affacciano il Palazzo del Sedile con la statua di San Gregorio Armeno, il Palazzo di Città, ricostruito in stile rococò dopo il terremoto e, ancora, la settecentesca Chiesa di San Trifone, realizzata in onore del  martire che liberò le campagne neretine da un’invasione di bruchi. Al centro della piazza spicca la Guglia dell’Immacolata con i suoi 19 metri d’altezza, eretta nel 1769 come ringraziamento per lo scampato pericolo del terremoto. Da non perdere la cattedrale, la chiesa di San Domenico, massimo esempio di barocco leccese e il castello degli Acquaviva, oggi sede del Municipio. La campagna intorno a Nardò è costellata da masserie e torri di avvistamento fino ad arrivare al Parco di Portoselvaggio e Palude del capitano con la grande pineta che si estende lungo la costa. 

  • Santa Cesarea Terme 

A 16 km da Otranto, lungo la costa orientale della penisola salentina, si trova Santa Cesarea Terme. Oggi è un’importante stazione termale che richiama i turisti per le sue sorgenti di acque sulfuree ad alta temperatura. Le proprietà benefiche delle acque termali e dei fanghi erano note già dal II secolo a.C. ma solo nel XIX secolo, con la costruzione di una strada agevole, fiorì questa graziosa cittadina termale. Santa Cesarea Terme, inoltre, è ricca di ville nobiliari ottocentesche dallo stile eclettico. Tra queste per esempio, Villa Sticchi, espressione dello stile moresco diffuso nell'Ottocento in alcune località balneari del Salento. La villa, posta su uno sperone roccioso a 20 metri sul mare, venne costruita per volontà di Giovanni Pasca, primo concessionario dello sfruttamento termale di Santa Cesarea. Un’altra è Villa Raffaella, costruita nella seconda metà dell'Ottocento come residenza estiva della baronessa Raffaella della famiglia Lubelli, su progetto dell’architetto Emilio Corti, già autore dello stabilimento termale di Santa Cesarea. La costa rocciosa poi, dove si alternano torri, faraglioni e grotte preistoriche, offre scenari davvero incantevoli. 

  • Castro 

Solo 7 chilometri più a sud di Santa Cesarea Terme, sorge Castro, un antico borgo di pescatori. Il suo nome deriva dal latino castrum (fortezza) e il primo insediamento prese il nome di Castrum Minervae per la presenza di un tempio consacrato a Minerva. Su un promontorio a 98 metri sul mare si trova il borgo di origine medievale, chiamato Casciu de susu, invece, in basso, intorno al porto sorge la Castro Marina, Casciu de sutta. Castro superiore, dunque, è la parte più antica, già città romana e poi sede vescovile nel 1300 e 1400. Il castello e le fortificazioni raccontano degli attacchi saraceni del ‘500, prima causa dello spopolamento di quella che un tempo era una città. Nella parte alta di Castro vedrete il castello aragonese, costruito sui resti di una rocca bizantina, e la cattedrale in stile romanico. Scendete a Castro Marina per una frittura di pesce con vista sul blu. 

  • Calimera 

Calimera è l’epicentro della Grecìa Salentina, un'isola linguistica di undici comuni in cui si parla un antico idioma di origine greca, il griko. Le sue origini sono incerte ma le radici elleniche sono tuttora visibili nell’architettura e nella cultura di Calimera. Il cuore di questo affascinante borgo è l’abbagliante piazza del Sole, dove si affaccia la chiesa madre di San Brizio edificata sulle rovine di una chiesa greca. Da non perdere la Cappella del Crocifisso, scrigno di affreschi. In via Costantini, invece, si trova la Casa-Museo della civiltà contadina e della cultura grika per chi volesse approfondire la cultura popolare della Grecìa Salentina. Calimera, inoltre, è un borgo in cui la cultura cristiana e quella pagana si fondono, come dimostra la Sacra Roccia di San Vito, un blocco megalitico di epoca precristiana con un foro nel mezzo, situato nella chiesa di San Vito, a cui sono legati riti propiziatori della fertilità. La tradizione vuole che nel giorno di Pasquetta la gente passi attraverso il foro per purificarsi. Inoltre, sempre all’età precristiana, risalgono due antichissimi monumenti megalitici che si trovano a soli 3 km dal centro di Calimera, sulla strada per Melendugno: il Dolmen Placa e il dolmen Gurgulante.

Chi volesse esplorare gli altri borghi della Grecìa Salentina può proseguire per Zollino, conosciuto per le pozzelle, cisterne pubbliche, per Martano, noto per le tipiche case a corte e le pasticcerie, per Soleto, dove spicca la Guglia Orsiniana in stile gotico. O ancora visitare Martignano, Sternatia e Corigliano d’Otranto. Per un tuffo nel Medioevo, infine, si va a Melpignano, dove di solito si tiene il concerto finale della Notte della Taranta. 

Si ritiene che il fondatore di Gallipoli sia il cretese Idomeneo qui sbarcato con la sua nave nel 1150 a.C., ma fu lo spartano Leucippo nell’VIII secolo a.C. a definirla Kallipolis, che significa città bella.  E in effetti Gallipoli è un incantevole città di mare adagiata sulla costa ionica della Puglia, a circa 40 km da Lecce. Gallipoli è divisa in due zone ben distinte: il centro storico, che sorge su un'isola di natura calcarea, e il borgo nuovo, collegato all'isola mediante un ponte in muratura risalente al XVII secolo. Perdetevi dunque tra le stradine lastricate del borgo antico, dove vedrete la chiesa di San Francesco da Paola, la chiesa di Santa Maria della Purità, la più antica, sede dell’omonima confraternita e preziosa pinacoteca d’arte, e la cattedrale di Sant’Agata, uno dei massimi esempi del barocco salentino. All’imboccatura del ponte seicentesco, che collega l’istmo alla terraferma, vedrete il castello, bagnato dalle acque del mar Ionio, che osserva silenzioso il centro della città bella.

Ultimo baluardo del Salento e centro abitato più a sud della Puglia, Santa Maria di Leuca è il finis terrae dove il mar Adriatico incontra lo Ionio. Per la sua bella posizione era già conosciuta sin dall’antichità: i naviganti greci provenienti dall’Oriente le diedero il nome Leukos, illuminata dal sole. Frazione di Castrignano del Capo in provincia di Lecce, Santa Maria di Leuca oggi è una rinomata località turistica dove i resti di Greci e Fenici raccontano di un passato glorioso. Vi colpirà per la luce e il silenzio che circonda la basilica di Santa Maria de finibus terrae, associata a una leggenda secondo cui San Pietro, in viaggio per Roma, fece tappa a Leuca e da allora il tempio dedicato alla dea Minerva diventò un luogo di culto cristiano e uno dei principali centri di pellegrinaggio dell'età antica e medievale. Santa Maria di Leuca è costellata da bellissime ville ottocentesche come La Meridiana, Villa Mellacqua o Villa Sangiovanni, da quando il borgo divenne residenza estiva dell’aristocrazia salentina e pugliese. Dal porto di Santa Maria di Leuca poi si parte per andare ad esplorare le numerose grotte di questa costa frastagliata, per chi invece preferisce l’ozio marino, a pochi chilometri si trovano le mitiche Maldive del Salento. 

Autore: Francesca Ferri

Foto: © lauravr / Shutterstock

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