Idee di viaggio

Cosa vedere a Locorotondo

Una delle città bianche della Puglia, regno dei balconcini e delle cummerse, immerso nella Valle d’Itria o Terra dei Trulli

Locorotondo immagini WEEKEND Shutterstock
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Una delle città bianche della Puglia, regno dei balconcini e delle cummerse, immerso nella Valle d’Itria o Terra dei Trulli. In cima a una collina che domina la Valle d'Itria, sorge un tranquillo borgo dalle tipiche case basse imbiancate a calce. 

Locorotondo vi stupirà per la sua forma circolare e le stradine disposte in modo concentrico che spiegano l’origine del nome. Annoverato tra i borghi più belli d’Italia, Locorotondo compone il gruppo delle città bianche della Puglia, insieme a Ostuni, Cisternino e Martina Franca tra le altre. 

Locorotondo

Le sue origini sono oscure, secondo alcuni potrebbe risalire alla fine del XII secolo, ma quel che è certo è nel 1400 fece parte del principato di Taranto, passando due secoli dopo nei possedimenti dei duchi di Martina. 

Immerso nella Valle d’Itria, che oggi viene definita la Terra dei Trulli, il borgo in provincia di Bari è il regno dei balconcini fioriti che emergono dalle architetture barocche e dalla pietra locale, ma anche la città delle cummerse, abitazioni rettangolari con tetti spioventi realizzati in chiancarelle. 

Scelto come set di film tra cui Mio cognato con Sergio Rubini, Così è la vita con Aldo, Giovanni e Giacomo e Baciami piccina con Vincenzo Salemme, Locorotondo è un suggestivo borgo da non perdere in un viaggio alla scoperta della Valle d’Itria. 

Cosa vedere a Locorontondo

  • Centro storico di Locorotondo

Il centro storico di Locorotondo è un dedalo di stradine bianche dove si nascondono antiche chiese, palazzi barocchi e botteghe artigiane. Il borgo è noto soprattutto per le tipiche abitazioni dal tetto spiovente dette cummerse, rivestite di lastre calcaree chiamate chiancarelle. È un pittoresco borgo sospeso nel tempo che vive ancora di antiche tradizioni. Perdetevi nelle stradine del centro storico, tra autentici scorci di Sud, balconi fioriti e viste panoramiche. Ricordatevi di passare da piazza Vittorio Emanuele, elegante salotto della città vecchia. E infine chiedete della terrazza panoramica da cui si apre una vista mozzafiato sull'intera Valle d'Itria con le città di Martina Franca e Cisternino all'orizzonte. 

  • Chiesa di San Giorgio Martire

La chiesa dedicata a San Giorgio, patrono della città, è la chiesa madre di Locorotondo. La costruzione terminò nel 1825 nella stessa area dove in passato erano state edificate altre due chiese dedicate allo stesso santo, una eretta nel 1195 e l’altra risalente al XVI secolo. Oggi, grazie al recente restauro, potrete vedere le antiche fondamenta di una delle precedenti chiese attraverso dei lastroni in vetro. Dall’esterno ammirate la facciata in stile neoclassico, e sul timpano, la raffigurazione in rilievo di San Giorgio con il drago al centro e, ai due angoli in basso, le statue di San Pietro e San Paolo. La chiesa ha una pianta a croce greca con una cupola centrale alta 35 metri. Sulla sinistra dell’altare vedrete la cappella del SS. Sacramento, interessante per la Bibbia Pauperum che riproduce scene bibliche su 42 riquadri, proveniente dalla precedente cappella cinquecentesca. Nell’abside della cappella vedrete poi l’Ultima cena del pittore napoletano Gennaro Maldarelli. Un altro dipinto da non perdere è quello della Madonna del Rosario, incorniciato da 15 ovali raffiguranti i misteri, firmato da Francesco De Mauro. Ogni cappella comunque è adornata da importanti altari barocchi di manifattura napoletana, realizzati tra il XVIII e il XIX secolo. 

  • Chiesa di San Nicola 

La chiesa di San Nicola è un piccolo tempio di semplice eleganza e splendore artistico. Costruita nella seconda metà del ‘600 su un preesistente luogo di culto dedicato al Santo di Myra, la chiesa segue il modello architettonico delle chiese rurali della Valle d’Itria. Ha una facciata semplice, abbellita da un piccolo rosone. La chiesa, inoltre, ha una navata unica con volta a botte, decorata da Angeli Musicanti sospesi nell’azzurro del cielo, sopra alle raffigurazioni di storie della vita di San Nicola. Il primo affresco che vedrete entrando a destra rappresenta la Colonna miracolosa, ossia la colonna di marmo che miracolosamente giunse da Mira a Bari, galleggiando in mare e seguendo le spoglie del Santo. La colonna di colore scarlatto raffigurata nel dipinto, invece, è custodita nella basilica pontificia di San Nicola a Bari. Inoltre, notate i bassorilievi in pietra che raffigurano la crocefissione di Cristo e sono più antichi della chiesa stessa, poiché sarebbero stati ritrovati in una grotta nei pressi del borgo. Ad ogni modo vale la pena visitare la chiesa di San Nicola dove gli affreschi, dai colori vivaci per il recente restauro, risaltano sulle pareti bianche. 

  • Chiesa Madonna della Greca 

È la chiesa più antica di Locorotondo, sebbene le sue origini esatte siano ancora oggi incerte. Si pensa sia stata edificata due volte: il primo edificio risalirebbe al VII-VIII secolo, mentre quello attuale al XV secolo. Quest’ultimo edificio fu fatto costruire nel 1480 su commissione di Pirro Orsini del Balzo, principe di Taranto, in visita a Locorotondo. La chiesa venne costruita dove già esisteva una grotta al cui interno si trovava un’immagine della Madonna. Nonostante i diversi rifacimenti nel corso del tempo, la chiesa conserva traccia della primitiva struttura inglobata in quella quattrocentesca e dell’impianto medievale in stile gotico originale. Notate il rosone sulla facciata, realizzato nel XX secolo dal maestro di Locorotondo, Domenico Rosato, su disegno di Vito Giuseppe Curri. Sugli angoli superiori della prima alzata della facciata si trovano poi le statue dei Santi Pietro e Paolo, probabilmente provenienti dall’antica chiesa madre. Inoltre, un frammento di affresco della Madonna con bambino sulla parete della navata destra fa pensare che la chiesa fosse affrescata. Vedrete poi delle opere scultoree in pietra locale, perfettamente conservate, tra cui il polittico della Madonna delle Rose con Santa Lucia, San Pietro, San Paolo e Sant’Oronzo, posto sull’altare maggiore, e commissionato nel XVI secolo da Ottaviano Loffredo, signore di Locorotondo. 

  • Palazzo Morelli 

Il palazzo Morelli è l’esempio più illustre dell’architettura barocca di Locorotondo. Vi colpirà già per il portale d’ingresso, contornato da un’arcata in pietra, arricchita da volute e foglie di acanto mentre al centro spicca una maschera benaugurale e lo stemma nobiliare della famiglia Morelli. Al lato del portone d’ingresso vedrete degli splendidi balconcini con le caratteristiche ringhiere in ferro battuto a petto d'oca, tipiche di molte costruzioni barocche del Sud Italia. Dal portale d’ingresso si apre un grazioso cortile con una scala che conduce ai piani superiori. Il palazzo, infatti, è strutturato su tre livelli: un piano seminterrato con volte a botte, un primo piano, quello nobile, che un tempo comunicava con il Palazzo dell'Università, e l'ultimo piano destinato ai magazzini, più basso con volte a botte. Costruito nel 1819, il Palazzo Morelli di Locorotondo, dunque, è un raffinato esempio di architettura civile. 

  • Torre dell’Orologio 

La Torre dell’Orologio risale al XVIII secolo e fu impreziosita nel corso del tempo con l’aggiunta di un quadrante, situato originariamente sul campanile della Chiesa Madre di San Giorgio, e la realizzazione di un colonnato di tipo circolare sulla parte superiore della torre. Anticamente la torre venne adibita a sede universitaria, oggi, invece, ospita l’Archivio Storico della città di Locorotondo ed il Centro di Documentazione Archeologica sull’Insediamento Neolitico Grofoleo. L’orologio che vedete oggi era quello che un tempo adornava il campanile della Chiesa Madre di San Giorgio.

  • Chiesa Madonna della Catena

Poco fuori del centro abitato si trova la chiesa Madonna della Catena o del Crocifisso. L’edificio fu edificato agli inizi del Seicento sul luogo dove venne rinvenuta l’effigie della Madonna con Bambino stringente una catena. Verso la fine dell'Ottocento l’edificio però crollò a causa delle cattive condizioni e nel 1897 fu riedificato a spese della defunta signora Angela Sforza. L'attuale chiesa ha un aspetto molto semplice dall’esterno, segnata lievemente da cornici verticali e orizzontali e da due nicchie vuote. L'interno, invece, è arricchito da decori in stucco. Sull'altare maggiore vedrete la statua in carta pesta della Madonna della Catena. La chiesa presenta una pianta a croce greca con abside e cupola, e poggia su una cappella-grotta, che racchiude quel che resta dell’antica chiesetta, della quale vedrete le acquasantiere e tracce di affreschi. 

Nei dintorni di Locorotondo 

  • Trullo di Contrada Marziolla 

A pochi chilometri da Locorotondo si trova la contrada Marziolla dove potrete vedere il trullo più antico della Valle d’Itria. Il cosiddetto trullo Marziolla risale al 1559, data riportata sull’architrave della porta di ingresso. Era un trullo messo a disposizione di tutti i contadini della contrada per il ricovero degli attrezzi agricoli e degli animali. Il trullo attualmente si trova in una proprietà privata, dunque è accessibile con visite guidate da prenotare al numero 3293824187. 

  • Strada del Vino Doc

Locorotondo è anche una tappa della Strada del Vino Doc che si sviluppa lungo un percorso che tocca centri storici, vigneti, colline e terrazzamenti di grande fascino fino a Martina Franca. A Locorotondo, come anche a Fasano e Cisternino, si produce infatti un ottimo vino bianco, di colore verdolino o paglierino chiaro, secco e delicato, che viene presentato anche nella versione spumante. Quindi se siete amanti del vino potreste iniziare a Locorotondo un tour enologico che vi porterà alla scoperta di altri borghi tra cui Crispiano, Alberobello, parte di Ceglie Messapico e Ostuni. Tra le tante cantine a Locorotondo, infine, suggeriamo di visitare quella di Marianna Cardone. 

Partendo da Locorotondo, inoltre, potreste partire alla volta di Alberobello, la famosa città dei trulli, e delle altre città bianche della Puglia, come Ostuni, Cisternino e Martina Franca. L’ideale è girare la zona in auto poiché si tratta di brevi spostamenti tra un borgo e l’altro, immersi tra ulivi a perdita d’occhio, muretti a secco e antichi tratturi. 

Le spiagge nei dintorni di Locorotondo 

Lungo il tratto di costa affacciato sul mar Adriatico troverete belle spiagge dorate e calette rocciose bagnate da un mare cristallino a poca distanza da Locorotondo. Una volta raggiunta la costa e proseguendo verso sud incontrerete il lido Morelli, situato nel Parco Naturale delle Dune Costiere: è un’ampia spiaggia di sabbia chiara con un mare cristallino, protetta da alte dune ricoperte da ginepri secolari e dalla macchia mediterranea. Proseguendo verso sud troverete le spiagge sabbiose del villaggio di Rosamarina, poi nella frazione di Villanova si trova la spiaggia Creta Rossa, il cui nome deriva dal particolare colore della sabbia. È un arenile composto da diverse insenature rocciose che si alternano ad ampie distese sabbiose. La più famosa delle calette di spiaggia Creta Rossa è quella delle Scalette, caratterizzata da rocce piatte in cui sono stati ricavati degli scalini che consentono la discesa al mare. Poi la spiaggia del Pilone, una delle più conosciute e frequentate del litorale ostunese. Su questo meravigliosa parte di costa si alternano ampi tratti di spiaggia libera ad alcuni lidi attrezzati, tra cui il Lido Bosco Verde, il Viar Beach Club e il lido Lullabay. Poi la Baia dei Camerini, un’altra grande spiaggia di sabbia dal fondale basso e adatta ai bambini. Proseguendo ancora verso sud incontrerete la spiaggia di Costa Merlata, detta anche spiaggia della Darsena, che è un'ampia spiaggia di sabbia dal fondale basso. A seguire, Torre Pozzelle, è una delle aree più incontaminate del litorale di Ostuni, caratterizzata da 5 piccole calette di sabbia, e da un’antica torre aragonese sul mare. Infine, troverete le spiagge della riserva naturale di Torre Guaceto. 

  • La riserva di Torre Guaceto 

In provincia di Brindisi, si trova la Riserva di Torre Guaceto, la prima oasi protetta italiana premiata con il prestigioso Blue Park Award, e così entrata a far parte della rete dei Parchi blu, composta da 16 aree protette sparse in tutto il mondo. La riserva si estende per circa 1.200 ettari ed è costituita da un’area marina ed una terrestre, immerse tra spiagge, dune e macchia mediterranea. Nata con l’obiettivo di tutelare e promuovere gli ambienti naturali, la riserva oggi può essere esplorata con diversi tour, a piedi o in bici. D’estate, inoltre, ci si può rilassare sulle spiagge dorate della riserva o esplorare il mare facendo snorkeling. Si può scegliere tra la spiaggia di Punta Penna Grossa, molto frequentata e comoda da raggiungere, le più segrete calette protette dalla macchia mediterranea e l’affascinante spiaggia delle conchiglie. 

Cosa fare con i bambini a Locorotondo

Se siete a Locorotondo con i bambini, dopo aver girato il centro storico, esplorate i borghi nei dintorni come Alberobello e Ostuni. Per un picnic nel verde potreste andare al Bosco delle Pianelle, nel comune di Martina Franca. Sono 1200 ettari di natura incontaminata al confine tra Martina Franca, Crispiano e Massafra, dove poter fare trekking, passeggiate in mountain bike o semplicemente portare i bambini al parco giochi. Altrimenti concedetevi una giornata di mare in famiglia. 

Mangiare a Locorotondo

La cucina di Locorotondo come quella della Valle d’Itria è una cucina mediterranea che ha saputo conservare le ricette della tradizione contadina a base di ingredienti freschi e sapori semplici. Ecco alcune specialità gastronomiche di Locorotondo: a ciallédde (piatto povero a base di pane raffermo e prodotti dell’orto), ciceri e tria (pasta di casa fatta con farina di grano duro con ceci), macco con verdure (piatto a base di purea di fave bianche e verdure selvatiche come la cicoriella, la cicerbita, il tarassaco), orecchiette alle cime di rapa e mollica, gnumerèdde suffuchète (involtini di interiora di agnello avvolte nella trippa), frittata di lampascioni (frittata con cipolla selvatica tipica della zona), carne d’asino, bombette (involtini di vitello ripieni). Non dimenticate di assaggiare l’olio extra vergine di oliva locale, il capocollo di Martina Franca-Presidio Slow food, i prodotti caseari tra cui ricotte, burrate e caciotte e i prodotti dei forni a legna come focacce, frise, frittelle e taralli. Gli amanti del vino vorranno assaggiare i due bianchi locali, delicati ed apprezzati, la Verdeca e il Bianco d’Alessano. Tra i tanti ristoranti dove poter assaggiare la cucina locale consigliamo l’elegante ed accogliente U’ Curdunn, dal nome in dialetto di Locorotondo, Bina – Ristorante di Puglia, La Taverna del Duca, la Braceria Caramia per assaggiare la carne al fornello, L’Arco dei Tipici dove assaggiare e acquistare prodotti enogastronomici pugliesi, oppure Goodo, una vecchia centrale elettrica rinata come ristorante dal design contemporaneo dove scoprire antiche ricette. 

Dormire a Locorotondo

Soggiornare a Locorotondo vuol dire ritrovarsi nel cuore della Valle d’Itria. Tra le tante proposte consigliamo di dormire nel centro storico di Locorotondo, per esempio all’albergo diffuso Sotto le cummerse. Se invece volete provare l’ebbrezza di dormire nei trulli, le tipiche abitazioni in pietra e dalla forma conica diffuse nella Puglia centro-meridionale, suggeriamo il b&b Trulli Donna Isabella, Leonardo Trulli Resort, il Palmento Hotel Relais e Trulli Arco Antico. Se cercate l’intimità di una villa immersa nella campagna pugliese tutta per voi, Borgo Sardedda Suites potrebbe fare al caso vostro. Se invece siete affascinati dalle antiche masserie pugliesi immerse tra gli ulivi consigliamo la Masseria Aprile, la Masseria Grofoleo e la Masseria Serralta. 

150 contrade in 5 minuti: il video di Locorotondo

Pochi sanno che fuori dal centro abitato il paese conta più di 150 contrade. In questo caso, per “contrada” si intende una comunità demografica territoriale costituita da un raggruppamento di “casedde” (trulli) operanti intorno a spazi comuni chiamati “jazzéle” (piazzali). 

L'aia comune, il grande pozzo o la piccola chiesa, sono solo alcuni degli spazi condivisi dai residenti, dando vita ad un’unità di vicinato che oltre ad essere piacevole, rende solidali nella dura vita di campagna. Nasce così il progetto dei due musicisti di origini locorotondesi Angelo Rosato e Antonio Conte, che raccoglie le oltre 150 contrade in un unico video di 5 minuti. 

Quando andare a Locorotondo

L’estate è la stagione migliore per visitare Locorotondo e godersi una vacanza di mare, se invece volete esplorare la Valle d’Itria, spostandovi di borgo in borgo, tra cantine, masserie e trulli la primavera è il momento ideale. Inoltre, ricordate che Locorotondo ad agosto festeggia i due Santi patroni, San Giorgio Martire e San Rocco, e nel corso di tutto l’anno si tengono feste tradizionali e sagre come quella d’A’ Cialled’, il Palio delle contrade, la Galvalcata, la Sagra dei Gnumeredde suffuchet, la Sagra del fungo porcino, la Sagra del Vino Novello e Caldarroste.

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

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