Idee di viaggio

Tutto quello che devi sapere per percorrere la Rotta di Enea

Da Troia a Roma, il viaggio dell’eroe virgiliano nel Mediterraneo diventa 45° itinerario culturale certificato

Rotta di Enea: tappe dell'itinerario tra mito e storia ITINERARI Shutterstock
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"Arma virumque cano…", scriveva Virgilio. "Canto le armi e l'eroe che per primo per volere del destino giunse esule dalle spiagge di Troia in Italia e ai lidi lavini, dopo essere stato molto sbattuto, sia per terra che per mare, per volere degli dei". Così inizia l’Eneide che racconta l’epico viaggio di Enea, in fuga da Troia in fiamme, destinato a fondare una nuova stirpe in Italia

Oggi la Rotta di Enea è l’itinerario straordinario che ritorna sulle tracce del mitico eroe virgiliano. È un viaggio attraverso il Mediterraneo, tra mito, storia, archeologia, letteratura e natura, eletto 45° itinerario culturale certificato dal Consiglio d’Europa. 

Merito dell’Associazione Rotta di Enea che dal 2018 promuove il progetto, in collaborazione con il Comune di Edremit in Turchia, la fondazione Lavinium in Italia oltre a numerosi enti e istituzioni internazionali, che hanno creato il primo itinerario turistico-archeologico-marittimo. Un viaggio da Troia a Roma, dall’Oriente all’Occidente, alla scoperta delle nostre radici e della nostra storia. 

Rotta di Enea

La rotta di Enea è un viaggio nel Mediterraneo che attraversa 5 Paesi (Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia), 21 tappe principali, 6 siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano) e 3 Parchi nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia). 

Ecco tutte le tappe del percorso. 

Tappe e percorso 

  • Troia 

Troia, anche nota con il nome di Ilio, è una città dell’antica Asia Minore, situata nell’attuale provincia turca di Çanakkale. Troia è avvolta dall’aura mitica che accompagna la sua fondazione, ma soprattutto la sua distruzione da parte dei Greci. Nell’Iliade si narra, infatti, che gli Achei assediarono Troia per dieci anni, per riscattare la regina di Sparta, Elena, rapita dal principe troiano Paride. Dopo anni di battaglie, Troia fu conquistata con l’inganno del re acheo Ulisse, grazie al famoso cavallo di Troia. Oggi visitare il sito archeologico di Troia significa scoprire la vita di una città straordinaria attraverso ben oltre 4000 anni, diventata Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Patria di re ed eroi, Troia è un luogo in cui la storia e il mito si fondono. Secondo la tradizione letteraria, il principe troiano Enea riuscì a fuggire dalla città, incendiata dai Greci dopo dieci anni di assedio, dando inizio così al suo viaggio verso l’Italia. 

  • Antandros

I Troiani guidati da Enea, fuggiti da Troia in fiamme, arrivano ad Antandros, ai piedi del Monte Ida, e lì costruiscono le navi che li porteranno in Italia. Enea qui costruì la flotta di venti navi, utilizzando il legno del Monte Ida, sacro alla Grande Madre, la dea Cibele. Dell'antica città, oltre alla necropoli si conoscono solo le mura e una straordinaria villa tardo-antica affacciata sul mare, ma è molto suggestivo il luogo che domina il golfo circondato da boschi. L’antica Antandros è stata individuata nei pressi di Edremit, che oggi è un importante centro turistico balneare, noto per le sue acque termali e la produzione dell’olio di ottima qualità.

  • Eneade 

La città di Eneade, l’attuale Enez, si trova al confine tra la Grecia e la Turchia, in un’area costiera alla foce del fiume Ebro (il moderno Meriç). Una perla incastonata tra Oriente ed Occidente. Sebbene il riferimento nell’Iliade faccia intendere un’esistenza della città già prima dell’arrivo di Enea, la tradizione virgiliana attribuisce il merito della fondazione a Enea, che dopo il periodo trascorso ad Antandros, giunge sulla costa e fonda qui la sua prima città, Eneade. 

L’antico centro della Tracia ha rappresentato per secoli l’incontro di culture diverse. Visitare oggi Enez permette di viaggiare indietro nel tempo, ricomponendo passo dopo passo un mosaico complesso di cui molti popoli del Mediterraneo - dai Greci ai Persiani, fino ai Bizantini e agli Ottomani - hanno creato le numerose tessere. Oggi qui potrete visitare le necropoli e il tumulo di Çataltepe risalenti ai secoli tra il VI e il IV, la cappella dell’Haghia Triada, in una grotta originariamente dedicata al dio Pan, una ricca villa romana con decorazioni a mosaico, un castello fortificato e le chiese di S. Sofia e la chiesa dedicata alla Madonna del periodo bizantino, infine un complesso termale e la tomba di Has Yunus Bey, il conquistatore della città, testimonianza della dominazione turca. 

  • Delo 

L’isola sacra di Delo ha origini antichissime, fu infatti sede di un importante santuario oracolare dedicato ad Apollo. Perciò i Troiani, dopo la tappa in Tracia, giungono a Delo per consultare l’oracolo del dio e ricevere la rivelazione della terra in cui Enea avrebbe dovuto fondare una nuova città. Secondo la mitologia, Delo inoltre sarebbe il luogo di nascita di Apollo e Artemide, frutto dell’unione fra Zeus e Leto. 

Questo piccolo lembo roccioso a poche miglia dalle coste occidentali di Mykonos, nell’arcipelago delle Cicladi è oggi un’isola disabitata, che custodisce un’antica storia. Fu uno dei centri religiosi e mercantili più importanti d’Occidente, dove nei secoli sono sbarcate numerose persone, merci, idee e divinità che hanno lasciato testimonianze ancora oggi conservate. Dal porto di Delos, una via sacra conduce al santuario di Apollo che ospita tre templi dedicati al dio, oltre a numerosi edifici di culto e monumenti ex-voto.

  • Creta: Pergamea 

Pergamea è una tappa del viaggio di Enea avvolta nella nebbia del mito. Secondo il racconto di Virgilio i Ttroiani, seguendo l’oracolo di Apollo, cercano “l’antica madre” e credono che la loro meta sia l’isola di Creta, patria del loro progenitore Teucro. Una volta arrivati, iniziano a costruire la loro nuova città, che chiamano Pergamea, dal nome della cittadella di Troia. Ma improvvisamente si diffonde una terribile peste, così Enea e i compagni sono costretti a riprendere il mare. La ricerca archeologica non ha ancora individuato con certezza la mitica città di Pergamea, tuttavia, alla fine del IV secolo Servio, tardo commentatore di Virgilio, conferma la fondazione da parte dei Troiani di una città presso Cydonia, situata sulla costa nord-occidentale, nell’area dell’attuale Chania. 

  • Nikopolis / Azio 

Una delle tappe più significative del lungo viaggio di Enea attraverso il Mediterraneo è la sosta presso il promontorio di Azio, nella Grecia occidentale. In questo luogo, all’imbocco del Golfo di Ambracia, fu condotta la battaglia navale che diede ufficialmente inizio all’Età Imperiale di Roma. Traccia concreta dello scontro armato è la città di Nikopolis (“la città della Vittoria”), fondata da Augusto e straordinariamente ben conservata in tutte le sue fasi di vita, dal I secolo a.C. fino all’XI secolo d.C. Il centro sorge in una lingua di terra compresa tra il mar Ionio e il golfo di Ambracia e fu completamente costruita da zero. Oggi l’intera città costituisce un enorme parco archeologico immerso nel verde, che conserva strutture antiche in ottimo stato di conservazione. 

  • Butrinto

Nell’Eneide Virgilio attribuisce la fondazione dell’antica Buthrotum a troiani fuggitivi. Enea sbarca a Butrinto, dove regna l’indovino e guerriero Eleno, che dopo aver interrogato Apollo gli offre un vaticinio favorevole per il suo viaggio verso l’Italia. La città di Butrinto è situata lungo la costa della moderna Albania, nella parte settentrionale dell’Epiro antico, conosciuta con il toponimo di Caonia, quasi al confine con la Grecia. 

Oggi i resti di Butrinto occupano l’area di un basso promontorio sulla riva occidentale di un lago salato costiero, il lago di Vivari, all’interno di un vasto Parco Nazionale. Oltre alle prime tracce di occupazione del X-VIII sec. a.C., nell’insieme essi offrono testimonianze stratificate dall’epoca illirica (IV sec. a.C.: mura e porte), a quella ellenistica (III sec. a.C.: teatro, santuario di Esculapio) e romana (terme, Foro, sacello di Apollo, ninfeo) fino al famoso battistero tardo-antico (IV-V sec. d.C.) e ad una grandiosa basilica paleocristiana (VI sec. d.C.). Il castello sull’acropoli del periodo veneziano (XIV-XVI secolo) custodisce i reperti rinvenuti nel sito archeologico, il primo dell’Albania ad essere stato inserito nel 1992 dall’Unesco nella lista dei beni Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Castro rappresenta il primo approdo in Italia dei Troiani, descritto nel libro III dell’Eneide. I recenti scavi archeologici hanno permesso di identificare a Castro il santuario di Athena Iliaca di cui parla Virgilio. Le straordinarie ricchezze artistiche, esposte nel locale Museo Archeologico, appaiono in stretta relazione con la colonia greca di Taranto. Oggi Castro che custodisce ancora testimonianze risalenti al Paleolitico, nelle grotte dette Romanelli e Zinzulusa, conserva tracce di diverse epoche, dalle mura messapiche al castello aragonese. 

  • Etna e gli scogli dei Ciclopi

Partiti da Castrum Minervae i Troiani attraversano il golfo di Taranto, passano davanti al santuario di Hera Lacinia (oggi Capo Colonna in Calabria) e arrivano a Cariddi, dove riescono a sfuggire al pericoloso vortice. La sera, sbarcano sul lido dei Ciclopi, dominato dall’Etna. Nubi di fumo preannunciano che il vulcano è in eruzione, così Enea e i compagni si rifugiano in un bosco e assistono allo spettacolo. All’alba i Troiani incontrano un uomo terrorizzato, il greco Achemenide, lì dimenticato da Ulisse. L’uomo racconta la mostruosa crudeltà di Polifemo ed esorta i Troiani a fuggire. Il Ciclope appare con l’unica occhiaia vuota e sanguinante. Enea e i compagni si precipitano alle navi, portando con loro Achemenide, e prendono il largo. Sulla rotta di Enea oggi si può fare una sosta quindi alle isole dei Ciclopi, un piccolo arcipelago che si trova di fronte ad Acitrezza, composto da tre isolotti principali e alcuni scogli, che secondo la leggenda, sarebbero i massi scagliati da Polifemo, accecato, contro Ulisse e i suoi compagni. 

  • Trapani, Erice, Segesta

Dopo la fuga dalle isole dei Ciclopi, le navi di Enea costeggiando il litorale sud-occidentale della Sicilia arrivano al porto di Drepanon (Trapani), dove muore Anchise. L’anno successivo, dopo la lunga sosta a Cartagine, i Troiani approdano di nuovo a Drepanon, dove si celebrano i giochi in memoria di Anchise. 

Intanto alcune donne, stanche del lungo peregrinare, su istigazione di Giunone, incendiano alcune navi. Così Enea decide di lasciare in Sicilia chi non voleva proseguire il viaggio, e per loro fondò la città di Acesta e un tempio dedicato a Venere, Ericina, oltre a un luogo di culto per Anchise. L’antica Drepanon situata sul promontorio a forma di falce è l’odierna Trapani. Erice è invece il paesino che sorge in cima all’omonimo monte che domina Trapani, e dove oggi vedrete il Castello di Venere, di origine normanna, costruito sulle rovine di un tempio elimo-fenicio-romano. Acesta è invece l’odierna Segesta dove potrete ammirare un importante parco archeologico. 

  • Cartagine 

Dopo anni di peregrinazioni nel Mediterraneo, Enea e i suoi vengono sbattuti da una tempesta sulle coste dell’Africa, presso Cartagine e vengono accolti dai suoi abitanti. Qui Enea incontra la regina Didone che gli offre ospitalità e si innamora dell’eroe. Ma il fato vuole che Enea prosegua il suo viaggio, così i Troiani ripartono e Didone, folle d’amore e dolore, si uccide maledicendo Enea e la sua stirpe. 

Cartagine, la più importante delle colonie fondate dai Fenici in Occidente, situata all’incrocio delle principali rotte che univano il Nord-Africa all’Egitto, all’Oriente, alle penisole italica e iberica, è sempre stata un crocevia di popoli e culture del Mediterraneo. Metropoli punica prima e capitale della provincia romana dell'Africa poi, Cartagine oggi conserva l’antica storia nelle sue rovine. 

Virgilio racconta che Palinuro, fedele timoniere di Enea, vinto dal sonno, cade in mare nella notte, nel tratto di costa tra il golfo di Policastro e l’insenatura di Pisciotta, davanti al promontorio che ancora oggi porta il suo nome. I compagni non se ne accorgono e Palinuro rimane per tre giorni in balia del mare. Giunto sulla spiaggia viene scambiato per un mostro marino, ucciso e abbandonato in mare. In onore del nocchiero di Enea venne poi realizzato un cenotafio che oggi si trova nella vicina Caprioli, nei pressi della Baia del Silenzio. Palinuro oggi è uno dei borghi più noti della costa del Cilento che custodisce importanti testimonianze come le colonie greche di Elea e Paestum, entrambe parte del Parco Archeologico di Paestum e Velia. 

  • Cuma

Enea arriva a Cuma per interrogare la Sibilla. La profetessa, pervasa dal dio Apollo, può predire il futuro e lo informa delle vicissitudini che dovrà affrontare, gli fa intravedere la futura grandezza di Roma e lo guida nell’Ade. Le porte dell’oltretomba si spalancano presso il lago d’Averno, dove Enea scende per rivedere il padre Anchise. All’episodio è consacrato l’intero libro VI dell’Eneide e numerosi sono gli accenni ai luoghi sacri della città di Cuma: il tempio di Apollo, il più alto dell’acropoli, costruito da Dedalo in fuga da Creta, circondato dal bosco sacro ad Artemide; l’antro della Sibilla, le porte dell’Ade. Oggi Cuma è un importante sito archeologico situato nell’area vulcanica dei Campi Flegrei, tra Bacoli e Pozzuoli.

Secondo Virgilio, Caieta avrebbe tratto il nome da quello della nutrice di Enea che fu sepolta in questo luogo. Il suo nome deriverebbe dalla voce dorica “kaiàdas” o “kaiètas”, che significava insenatura, approdo, già per i navigatori fenici e greci. In età romana Gaeta era un elegante sobborgo residenziale e porto del municipium della vicina Formiae. Lungo la via Flacca si susseguivano eleganti ville sul mare di esponenti dell’aristocrazia urbana, dei ceti dominanti locali e di membri della famiglia imperiale. Oggi Gaeta è una bella località balneare del Lazio, affacciata sul golfo che si estende dal promontorio del Circeo a Capo Miseno. 

  • Lavinium 

Secondo il racconto degli antichi autori Lavinium fu fondata da Enea, giunto infine sulle coste del Lazio dopo la sua fuga da Troia e le lunghe peregrinazioni nel Mediterraneo. L’area archeologica con il santuario dei Tredici Altari (VI-IV sec. a.C.), il grande tumulo che era probabilmente l’heroon di Enea, la tomba simbolica dell’eroe troiano divinizzato, e gli straordinari reperti oggi presentati nel Museo Archeologico Comunale, danno corpo al mito della fondazione della città da parte dell’eroe troiano. Ed è il mito che ha fatto di Lavinium anche il luogo d’origine del popolo romano, quando si affermò la leggenda secondo la quale Romolo, il fondatore di Roma, discendeva dalla stessa stirpe di Enea, in quanto erede dei re di Alba Longa, città fondata da Ascanio che di Enea era il figlio.

Virgilio racconta nell’Eneide che la fuga di Enea da Troia, distrutta dai Greci, non fu soltanto dettata da un desiderio di salvezza ma da un ordine divino. Enea doveva portare a compimento ciò a cui era destinato, la nascita di una città straordinaria che fosse la diretta discendente della grandezza di Troia. Perciò l’eroe giunge alla foce del Tevere e qui incontra il re degli Aborigeni, Latino, che gli concede in sposa sua figlia Lavinia, nonostante fosse già promessa al re dei Rutuli, Turno. 

Si scatenò così una guerra tra Rutuli e Troiani che si concluse con la vittoria di Enea e il suo matrimonio con Lavinia. Iniziò così una stirpe italica di origine troiana. La fondazione della città di Alba Longa da parte di Ascanio, figlio di Enea, crea la linea di discendenza che avrebbe portato alla nascita di Romolo e Remo e quindi alla nascita di Roma. 

Autore: Francesca Ferri

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