Idee di viaggio

Alicudi, viaggio nella remota isola delle Eolie

La più occidentale, selvaggia e remota delle isole Eolie dove dimenticarsi del mondo

Alicudi: come arrivare, cosa vedere e spiagge più belle ISOLE Shutterstock
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La più occidentale, selvaggia e isolata dell’arcipelago delle isole Eolie, Alicudi è un paradiso terrestre. Dalla forma quasi perfettamente conica, incontaminata, aspra e solitaria, Alicudi offre scenari dalla tipica ambientazione mediterranea tra terrazzamenti con muretti a secco, splendidi scorci di blu e piccole barche di pescatori. 

L’isola ha una superficie di 5 km² e conta un centinaio di abitanti. Non vedrete macchine né motorini, qui ci si sposta a piedi o al massimo a dorso d’asino. Il piccolo porto è il maggior centro abitato e ospita solo qualche bottega di prima necessità e le poste. Prima di sbarcare ad Alicudi, quindi, ricordate di far rifornimento di tutto ciò che vi potrà servire sull’isola. 

Il fascino di Alicudi consiste proprio nel vivere dell’essenziale e in perfetta sintonia con la natura. Tra antiche mulattiere che portano in cima al vulcano spento, romantici tramonti e impervie rocce che si tuffano nel blu del mare, Alicudi vi conquisterà con la sua atmosfera magica e senza tempo. Quindi se siete stanchi degli ospiti chic di Panarea e del trambusto di Lipari, basta prendere un traghetto per Alicudi.

Cosa vedere e spiagge più belle di Alicudi

  • Spiaggia della Bazzina
  • Alicudi Porto
  • Borgo di Alicudi 
  • Casa del Tramonto
  • Chiesa del Carmine
  • Timpone delle Femmine
  • Folo dell'Arpa
  • Cappella di san Giuseppe
  • San Bartolo 

Il borgo di Alicudi 

Il borgo di Alicudi è composto da cinque piccole frazioni sparse sull’isola. Tra queste Alicudi Porto, la principale contrada dove si trovano gli unici due negozi di generi alimentari di tutta l’isola e l’ufficio postale. Ricordate di portare contanti, perché ad Alicudi non troverete bancomat, e tutto ciò che vi occorre. Le altre frazioni sono Contrada Tonna, San Bartolo con l’omonima chiesetta, Contrada Pianicello, che ospita una comunità tedesca, e Contrada Sgurbio, un piccolo agglomerato urbano composto solo da cinque case. 

Casa del Tramonto 

Una casetta abbandonata situata alla fine di un sentiero a mezza costa che comincia sopra Contrada Tonna, è il posto ideale per godersi il tramonto nell’isola più occidentale dell’arcipelago, che è già di per sé un belvedere per l’ora più romantica. Non aspettatevi nulla, qui troverete solo il rudere e i terrazzamenti delle antiche coltivazioni. Lo spettacolo è la sfera rossa nel cielo estivo che si tuffa nel mare. 

Alicudi a piedi 

Se volete esplorare l’isola a piedi potreste seguire questo itinerario di 4,5 km che richiede circa 5 ore. Si parte da Alicudi Porto e ci si inoltra in salita tra le case del borgo, lungo le ripide scalette che portano alla Chiesa del Carmine, con l’insolito campanile separato dall’edificio. Seguite il percorso segnalato in azzurro che offre bellissime viste sul mare e il borgo. In meno di 20 minuti si raggiunge, dunque, la chiesa di San Bartolo, costruita nel 1821 sui resti di un edificio settecentesco. Dal sagrato terrazzato si vedono Filicudi e Salina

Superate la cisterna alle spalle della chiesa e imboccate il sentiero sulla sinistra per salire fino alla Contrada Montagna, un tempo la più popolata dell’isola ma oggi completamente abbandonato. La contrada era importante non solo per la sua posizione da cui controllare l’arrivo di eventuali attacchi dal mare, ma anche per la sua vicinanza agli unici campi coltivabili dell’isola. Si prosegue lungo il sentiero delimitato da muretti a secco che attraversa la pianura costellata da mannare, costruzioni in pietra che ospitavano il bestiame e custodivano gli attrezzi. Si arriva poi al bordo di una falesia sulla costa occidentale dell’isola che offre una vista favolosa sullo scoglio Galera. 

Se volete poi raggiungere il punto più alto di Alicudi, bisogna tornare indietro fino al pianoro di Montagnole e così raggiungere la vetta. Lungo il cammino vedrete il Timpone delle Femmine, ovvero alcune fenditure nella roccia che servivano da rifugio alle donne durante le incursioni dei pirati. Arriverete quindi al Filo dell’Arpa, il punto più alto dell’isola, a 675 metri, che si raggiunge tramite ripidi scalini. È il cono di un vulcano ormai spento che si inabissa per oltre 1500 metri nelle profondità del mar Tirreno. 

La vetta prende il nome dalla poiana (arpa in dialetto siciliano). Infine si prosegue lungo il sentiero in discesa lungo il brullo versante sud-orientale dell’isola, per attraversare la Contrada Pianicello, passare accanto alla cappella di San Giuseppe e ritornare infine al porto di Alicudi. 

Gli escursionisti più esperti possono esplorare gli altri itinerari tracciati, una quindicina in totale, indicati con cartelli di diverso colore. Scoprirete strette mulattiere lastricate e antichi sentieri che dal porto conducono alle altre contrade dell’isola e alla vallata dove un tempo colava la lava del vulcano prima di riversarsi in mare. 

Le spiagge di Alicudi 

Alicudi non ha grandi spiagge comode e attrezzate, perché le sue coste sono prevalentemente alte e costellate da grotte vulcaniche. Troverete solo due spiaggette libere, di cui una raggiungibile via terra. Qui si accede al mare tramite calette rocciose, aspri scogli e sentieri immersi tra fichi d’india, agavi e capperi. Il modo migliore per godersi il mare ad Alicudi quindi è noleggiare una barca oppure salpare su una di quelle che fanno il giro dell’isola. 

Da Simone e Da Bartolo organizzano gite in barca per fare il bagno nei punti più belli dell’isola. Bartolo organizza anche aperitivi al tramonto in barca, offre il servizio taxi fino alla spiaggia di Bazzina e il servizio di trasporto sull’isola a dorso d’asino.

Alicudi Porto 

L’unica spiaggia dell’isola che si può raggiungere facilmente a piedi è quella di Alicudi Porto. È una lunga distesa di sassi scuri che corre lungo l’abitato di Alicudi e si estende ai due lati del porto. La parte più lunga, ma anche la più stretta, è quella a sud, dove si trova lo scoglio della Palomba, un grande arco di roccia. 

Qui verso la fine della spiaggia altri scogli come il Perciato contribuiscono a creare un po’ di intimità. Ricordate di portarvi tutto ciò che vi occorre, perché non ci sono stabilimenti balneari né zone d’ombra. 

Bazzina 

Ai piedi della contrada di Bazzina si trova l’omonima spiaggia dai fondali bassi, acque cristalline e un paesaggio meraviglioso. Ma la spiaggia è raggiungibile solo via mare, quindi dovrete chiedere un passaggio a qualche pescatore o ai barcaioli del porto. I camminatori esperti invece potrebbero arrivarci tramite un sentiero a strapiombo sul mare alquanto impegnativo, e ancora di più al ritorno. In ogni caso portate acqua e cibo se volete trascorrere la giornata. 

Cosa mangiare ad Alicudi

Le isole Eolie rielaborano la cucina della tradizione siciliana con sapori e profumi dell’arcipelago. Ecco alcuni piatti tipici da assaggiare ad Alicudi: zuppa di scorfano all’eoliana (scorfano cucinato in brodo insieme al pomodoro, basilico e fettuccine), involtini di pesce spada, coniglio in agrodolce, polpette di pesce, pane cunzato (pane inzuppato di olio extra vergine d'oliva, condito con pomodori datterini, formaggio primo sale, basilico, capperi, olive, acciughe sott'olio e origano), melanzane ripiene (con formaggio, mollica di pane, mortadella, albume), insalata di arance, limoni e pesce spada affumicato al profumo di capperi, spaghetti al tonno fresco, totani ripieni. Chiaramente non perdete la granita al caffè con brioche per colazione, arancini, focaccia alla messinese e la ricotta al forno magari per un aperitivo. Per finire dolcetti di mandorle e i Gigi (dolce tipico del Carnevale). Fatevi consigliare un buon vino siciliano e concludete con un bicchiere di Malvasia, il vino dolce di Salina. 

Alicudi conta tre ristoranti dove cenare e trascorrere la serata, perché non esistono locali per dopo cena. Il ristorante dell’Hotel Ericusa, l’unico dell’isola, offre piatti a base di pesce locale. Il bar-ristorante L’Airone, con tavoli e sedie in plastica sul lungomare, è il posto dove fermarsi per un piatto semplice a base di pesce fresco o per rinfrescarsi con una granita il pomeriggio. In alternativa Il Club di Lea, frequentato da locali e turisti per la sua cucina tradizionale. 

Come arrivare e spostarsi ad Alicudi 

Si arriva ad Alicudi con un traghetto o aliscafo da Messina, Milazzo e Napoli, oltre che dalle altre isole Eolie. Sull’isola non troverete macchine né motorini, solo qualche asino. Ma Alicudi è talmente piccola che la si può girare tutta a piedi. 

Quando andare ad Alicudi

Le isole Eolie godono di un clima temperato, tipico delle zone del centro del Mediterraneo, con inverni miti e relativamente piovosi ed estati calde e soleggiate, ma temperate dalla brezza. Per una vacanza di mare chiaramente il periodo migliore è l’estate. 

Prima di prenotare sappiate che il 24 agosto si celebra la festa di San Bartolomeo, il santo protettore delle Eolie. Andare fuori stagione ad Alicudi, invece, può essere un’esperienza affascinante per vivere l’isola con i suoi pochi abitanti e il rumore del mare. 

Autore: Francesca Ferri

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