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Visitare l'Etna: i migliori percorsi ed escursioni

Ecco perché vale la pena farlo almeno una volta nella vita

Visitare l'Etna A PIEDI Shutterstock
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Sul versante orientale della Sicilia si erge un gigante di oltre 3000 metri sul livello del mare capace con la sua sola presenza di dominare tutta l’isola: il Monte Etna o Mongibello come lo chiama affettuosamente la gente del posto. Senza dubbio uno dei simboli più eloquenti di Sicilia e una delle sue attrazioni naturali più affascinanti, caratteristiche che lo hanno imposto anche come un’imperdibile meta turistica, suggestiva e unica.

Amato e temuto come una divinità pagana, il Vulcano lascia sbalorditi al solo sguardo per la sua maestosa bellezza fatta di paesaggi lunari, rocce scure, colate laviche raffreddate e una bellezza selvaggia di grande impatto che gli sono valsi il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2013.

Etna, dove si trova e come arrivare

L'Etna non solo è uno dei vulcani più alti d'Europa e dei più attivi al mondo ma parte integrante della storia, del paesaggio e della cultura dell’isola siciliana incidendo anche come risorsa economica per la vita locale. Sulle sue pendici, rese fertili da una grande ricchezza di minerali, si coltivano prodotti di eccellenza come olive da cui si estrae uno squisito olio d’oliva extra vergine, agrumi carichi di sapore e uva da cui si ricava un vino dai sentori intensi.

Di grande rilievo sono anche le possibilità di esplorazione che i suoi paesaggi impressionanti offrono, generando un cospicuo flusso turistico in ogni stagione dell’anno.

Facilmente raggiungibile dalle città di Catania, Taormina o Messina, L’Etna può essere scoperto in tanti modi diversi, a piedi, in funivia, a bordo di una jeep, con visite guidate e pacchetti organizzati o in modo autonomo e indipendente. In ogni caso, data la particolarità e la vastità del luogo, è buona norma programmare bene la visita, considerando il tempo a disposizione, la stagione e il tipo di visita che si vuole fare. 

Come noto l'Etna è un vulcano ancora attivo e scalarlo senza guida escursionistica esperta è consentito solo in parte, salire oltre i  2.900 m sul livello del mare è possibile solo con guide vulcanologiche da prenotare direttamente sull'Etna o telefonicamente.

Numerose agenzie offrono attività sul vulcano, tour all inclusive e guide specializzate per ampliare la gamma di esperienza da provare sulle sue pendici tra crateri fumanti e vecchie e colate laviche che hanno aperto nuove vie. In generale per salire in cima all'Etna bisogna mettere in conto un totale di circa 7 ore tra andata e ritorno per avere il tempo di godere al massimo di un luogo magico.

I percorsi più battuti sono situati sul versante sud del monte, come quello sui crateri silvestri nei pressi del paese di Nicolosi o quelli più avventurosi che salgono fino al Rifugio Sapienza, vero punto di riferimento della montagna provvisto anche di un centro visite e parcheggio. Per arrivarci esistono tre diversi modi: in macchina, con il bus che parte dalla Stazione Centrale di Catania impiegando circa due ore per arrivare al Rifugio, o affidando l’organizzazione e il trasporto ad una visita guidata che vi preleverà dal vostro albergo.

Mentre un modo alternativo per esplorare l'Etna è in treno con la ferrovia Circumetnea, che non arriva in cima al vulcano ma collega fra loro i paesi ai piedi del Monte che regalano comunque panorami mozzafiato. 

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Sentieri, percorsi e rifugi 

Il Rifugio Sapienza si trova sul versante sud dell'Etna a circa 2000 metri sul livello del mare e rappresenta il punto di partenza ideale per esplorare i crateri sulla cima del Monte. Da qui il viaggio prosegue a tappe, prima approfittando della funivia che sale fino ai 2500 m.s.l., poi montanso su delle navette 4 × 4 che arrivano fino a 2.900 m dove si trova il piccolo fabbricato della Torre del Filosofo. In seguito si marcia con un'escursione guidata dal personale del Club Alpino Italiano fino al punto da cui ammirare due dei crateri estinti a forma di otto e interconnessi, toccare le rocce calde a causa dell'attività vulcanica e camminare intorno al bordo dei crateri dove i campi di lava essiccati hanno assunto diversi colori dalle varie esplosioni.

Questi ultimi 400 metri di salita sull'Etna che portano fino a quota 3.300 m sono i più duri dell’intera spedizione ma anche i più istruttivi e soddisfacenti. Per questo è essenziale la presenza di guide e vulcanologi esperti che saranno in grado di fornire tutte le informazioni sul terreno, i sentieri sicuri e valutare al meglio le condizioni meteorologiche, il fumo, le ceneri, il vento molto forte e tutti gli elementi che renderebbero pericolosa l'escursione tenendo conto anche del livello medio di preparazione fisica del gruppo in esplorazione.

Dal Rifugio Sapienza se non si vuole proseguire via jeep si può optare per il sentiero sul Monte Zoccolaro di circa 1 km di media difficoltà, o per un'escursione guidata nell'area vulcanica, conosciuta come Valle del Bove per camminare su sabbia vulcanica lungo circa 10 km in un percorso a ferro di cavallo con 900 metri di dislivello e numerosi tunnel di lava essiccata.

Oltre al versante meridionale è possibile accedere al Monte anche da quello settentrionale. Sul lato nord tuttavia non si ha la possibilità di arrivare fino in cima, i tour si fermano a quota 1800 m dove si trova una piattaforma turistica con punti ristoro, campi di lava creati dalle precedenti esplosioni e percorsi escursionistici di facile accesso come quello di circa 4 km dei crateri estinti detti monti Sartorius. 

Per chi al rosso fuoco della lava preferisce quello più rassicurante del tramonto esistono anche numerose offerte che mettono insieme la visita a punti panoramici di grande impatto a squisite degustazioni di vino, olio e miele nelle fattorie biologiche, cantine, ristoranti e oliveti sulle fertili pendici del Monte.

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Quando è il momento migliore per visitare l'Etna

Visitare l'Etna è un’esperienza indimenticabile in ogni momento dell’anno, va però tenuto presente che tra ottobre e maggio sul vulcano può nevicare e fare molto freddo con condizioni meteo più instabili tali da rendere inaccessibile la vetta. 

Dedicarsi all’escursionismo tra i crateri è sicuramente più agevole da giugno a settembre quando le temperature sono più piacevoli e i paesaggi innevati lasciano spazio a campi colorati da fiori selvatici.

L'abbigliamento consigliato per visitare l'Etna

Per l’altitudine e la natura selvaggia a cui si è esposti sul Monte Etna è fondamentale indossare abiti appropriati all’esplorazione, anche in considerazione della stagione in corso. Nei mesi invernali la temperatura può scendere anche sotto lo zero mentre in estate il sole può picchiare duro senza zone ombrose sotto cui trovare riparo, ma non è raro trovare la neve in cima anche nel mese di giugno.

Delle buone scarpe da trekking sono essenziali se si vuole arrivare in cima al vulcano, il percorso è principalmente su rocce laviche simili a ghiaia e la neve che resta attaccata al suolo può essere un’insidia.

Una giacca a vento tecnica è altrettanto indispensabile in ogni stagione, sia per proteggersi dalle basse temperature sia per ripararsi dalle raffiche di vento molto forte, da coordinare con guanti, cappelli e sciarpa.

Gli occhiali da sole sono molto importanti per attenuare il riflesso della luce sulla neve così come la protezione solare è fondamentale contro la forza dei raggi solari in altitudine. Per tutti queste ragioni nelle stazioni della funivia o inclusi nei pacchetti organizzati vengono noleggiate attrezzature e vestiario più adatto a questo tipo di escursione.

Dormire sul monte Etna

Gli amanti della montagna possono scegliere di pernottare sull'Etna, che durante l'inverno è anche una delle due stazioni sciistiche siciliane insieme a Piano Battaglia. Ci sono rifugi pubblici a cui si può accedere tramite l’ente del Parco dell'Etna. Per alcune sistemazioni è richiesta una piccola quota ma altre possono essere utilizzate gratuitamente. Inoltre ci sono rifugi in cui riservare alloggio e colazione come il Rifugio Sapienza, sul versante sud, presso Nicolosi o il Rifugio Ariel presso Ragalna.

Autore: Giorgio Calabresi

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