Idee di viaggio

Parco archeologico di Selinunte

Viaggio tra gli antichi templi della gloriosa colonia greca nella Sicilia occidentale

Parco Archeologico di Selinunte WEEKEND Shutterstock
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In epoca ellenica era conosciuta come Selinos ed era una delle città più ricche e potenti del mondo con oltre 100.000 abitanti e incantevoli templi. Oggi Selinunte, attraverso le rovine di quei leggendari templi, offre un viaggio nella gloriosa colonia greca della Sicilia occidentale, fondata nel 628 a.C. 

La città è situata in cima a un promontorio tra i fiumi Modione e Cottone, circondata da pianure ricoperte di prezzemolo selvatico (selinon in greco), per cui i primi coloni la chiamarono Selinunte. Le rovine degli antichi templi di Selinunte affacciati sul Mediterraneo costituiscono un luogo di particolare fascino da non perdere in un viaggio nella Sicilia occidentale. 

Parco archeologico di Selinunte

Selinunte, in provincia di Trapani, custodisce il parco archeologico più grande d’Europa, che si estende per circa 270 ettari e comprende ben 7 templi che hanno oltre 2500 anni di storia. 

È uno scrigno di tesori che raccontano l'ascesa ed il declino di una delle colonie greche d'Occidente più grandi di sempre. 

  • La storia in breve 

Selinunte fu fondata tra il 650 e il 628 a.C. dai coloni di Megara Hyblea (l'attuale Augusta) che cercavano nuovi sbocchi commerciali nella parte occidentale della Sicilia. Selinunte crebbe e si affermò come importante colonia di popolamento. Venne costruita l'acropoli, il santuario della Malophoros, venne fondata la subcolonia di Eraclea Minoa. 

Le mire espansionistiche di Selinunte la portarono poi ad entrare in conflitto con importanti compagini come quella di Segesta. La battaglia decisiva fu, però, quella che nel 409 a.C. vide la schiacciante vittoria del cartaginese Annibale Magone su Selinunte che venne distrutta e saccheggiata. La città tentò una ripresa ma il fallimento delle spedizioni portò ad un accordo di pace con cui Selinunte finì in mano ai cartaginesi. Selinunte venne ricostruita dai cartaginesi, ma solo nell'area dell'acropoli, lasciandosi così contaminare dalla civiltà punica. Nel corso della prima guerra punica Selinunte sperò invano di potersi liberare dal giogo cartaginese con l'aiuto dei Romani, ma in realtà non fu mai più ricostruita ed abitata. 

Cosa vedere al parco archeologico di Selinunte 

Visitare il parco archeologico di Selinunte vuol dire ripercorrere l’antica storia di una delle più gloriose colonie greche d’Occidente. L’area comprende 7 templi, alcuni dei quali conservati in ottimo stato. 

Sulla collina dell’acropoli oggi vedrete solo i resti dei templi A e O che erano praticamente identici, e soprattutto interessanti per i ritrovamenti nel pavimento del pronao del tempio A di figure simboliche puniche, come la Dea Fenicia Tanit. Il tempio C è il più antico fra quelli presenti nell'acropoli, che svolgeva probabilmente funzioni di archivio. Oggi sono visibili 14 colonne sulle 17 totali del lato nord. Il tempio D, anch'esso situato sull'acropoli, presenta all’esterno un grande altare, posto però non in asse col tempio, il che fa supporre che già precedentemente l'area fosse occupata da un altro luogo di culto. 

Il tempio E dedicato alla dea Hera o Afrodite è il meglio conservato fra quelli presenti sulla collina orientale, dove si tengono spesso manifestazioni teatrali e concerti. La sera, suggestivamente illuminato, è un vero spettacolo. Il tempio F, dedicato ad Atena o a Dioniso, è il più antico e il più piccolo del gruppo di templi sulla collina orientale, ma oggi vedrete solo delle rovine. La particolarità di questo tempio consiste nell’insolito ingresso rivolto ad est, probabilmente dovuto alla necessità di proteggere i doni votivi o impedire ai profani la visione di particolari riti come i misteri dionisiaci. 

Il tempio G, dedicato a Zeus, è il più grande del parco ma la sua costruzione rimase incompiuta, e oggi sono visibili solo rovine. Particolare la colonna rimasta in piedi, nota come "lu fusu di la vecchia", oggetto di racconti e leggende. Il tempio R, invece, è stato appena scoperto ed è ora oggetto di studio dell'Università di New York. 

Il santuario della Malophoros, posto sulla collina della Gàggera, è il più antico luogo di culto di Selinunte. Inizialmente i culti si svolgevano all'aperto, in seguito alla costruzione del tempio divenne santuario e probabilmente stazione dei cortei funebri. Nel grande altare sono stati rinvenuti resti di ossa di animali, ceneri e altri sacrifici. Intorno a Selinunte poi sono state individuate alcune aree adibite a necropoli come la necropoli Buffa a nord della collina orientale, Galera Bagliazzo a nord est della collina della Manuzza, Pipio Bresciana e Manicalunga Timpone Nero a ovest della collina della Gàggera. A nord dell'acropoli, invece, la collina della Manuzza era occupata dall'abitato selinuntino, dove sembra che si trovasse anche l'agorà. Gli scavi hanno rivelato che il luogo era abitato fin dalla fondazione di Selinunte ma che fu abbandonato definitivamente dopo la sua distruzione. 

A 13 km da Selinunte, infine, si trovano le cave di Cusa, le cave di pietra da cui veniva estratto il materiale di costruzione di Selinunte. Qui è possibile individuare tutte le fasi di lavorazione della pietra, dalle prime incisioni ai blocchi finiti e pronti per il trasporto. 

Tenete in considerazione che per visitare l’intero parco servono circa 4 ore e si può scegliere tra diversi itinerari, da quelli più brevi ai più completi. Se ci andate d’estate ricordate di portare con voi acqua, cappello e crema solare. Chi ha problemi di mobilità può noleggiare dei kart elettrici per visitare il parco. Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale di Selinunte

Le spiagge di Selinunte 

Non si può lasciare Selinunte senza aver fatto almeno una passeggiata lungo il tratto di spiaggia che si estende ai piedi delle rovine, da cui si gode una vista spettacolare dei templi in cima alle colline. Oggi l’unico modo per accedere alla spiaggia, dove troverete il lido Zabbara, è passare per Marinella di Selinunte, una località sulla costa. 

Altrimenti al lido La Pineta trovate un altro bello stabilimento balneare con un romantico ristorante affacciato sul mare. La spiaggia Acropoli offre un bellissimo panorama soprattutto al tramonto quando il sole cade alle spalle dei templi. La spiaggia Scalo di Bruca, invece, è il fulcro cittadino e principale centro della movida, frequentata dai più giovani. Per chi ama le spiagge più tranquille e isolate, invece, c’è la splendida riserva Asinello con meravigliose spiagge dorate e incontaminate. A poca distanza da Selinunte, infine, è da non perdere la riserva naturale Foce del fiume Belice, una zona protetta che tra le sue bellezze comprende anche una spiaggia formata da dune sabbiose, nota per il suo ponte di ferro. Si può inoltre passeggiare lungo il fiume tra fitti canneti, piante di papavero cornuto, erbe mediche marine, tamerici, capperi, asparagi e con un po’ di fortuna si potrebbe incontrare qualche tartaruga Caretta Caretta. Questa riserva, infatti, è uno dei pochi luoghi in Sicilia in cui le tartarughe depongono le uova.

Mangiare a Selinunte 

Oltre alle famose specialità gastronomiche siciliane come le arancine, la pasta alla norma e la caponata, a Selinunte potrete assaggiare le prelibatezze locali come le busiate, la tipica pasta fresca di origine trapanese, la Vastedda della Valle del Belice (formaggio di pecora), il pane nero di Castelvetrano, il cous cous alla trapanese, il tonno del trapanese, il gambero rosso di Mazara del Vallo, e infine i dolci con fichi secchi e pasta di mandorla, oltre ai classici cannoli e cassate. Terminate con un bicchiere di Marsala, il famoso vino liquoroso di Marsala appunto. Per un buon pranzo o una raffinata cena dirigetevi verso Marinella di Selinunte, dove troverete interessanti ristoranti di pesce sul lungomare, tra cui il ristorante del Lido Zabbara e La Pineta, o scegliete Da Vittorio a Porto Palo che si è guadagnato la reputazione di essere uno dei migliori ristoranti di pesce della Sicilia occidentale. 

Nei dintorni di Selinunte 

Se volete dormire a Selinunte per poter dedicare l’intera giornata alla visita del parco archeologico potreste prenotare uno dei tanti hotel o b&b di Marinella di Selinunte. Altrimenti Selinunte è un’ottima meta da visitare in giornata partendo da Trapani o dalle altre cittadine della sua provincia. 

  • Castelvetrano e Partanna 

A una decina di chilometri da Selinunte si trova Castelvetrano, nata in seguito all'arrivo dei Normanni in Sicilia, che offre numerose attrattive ai suoi visitatori. La prima tappa è il piccolo Museo Civico Selinuntino di Castelvetrano che conserva alcune delle più importanti testimonianze della presenza greca di tutta la Sicilia, tra cui l'Efebo, una preziosa statua in bronzo del V secolo a.C., alta circa 85 cm. Vale la pena visitare poi il Duomo di Santa Maria Assunta per vedere come l’arte araba si sia integrata alla tradizione artistica e architettonica siciliana, e la chiesa di San Domenico in stile tardo gotico, ricca di decori e stucchi. Poco fuori Castelvetrano, a Partanna, si trova il castello Grifeo, uno dei castelli medievali meglio conservati di tutta la Sicilia occidentale. 

  • Mazara del Vallo 

Mazara del Vallo fu una delle più importanti città della Sicilia saracena dove l’influenza nordafricana si percepisce in modo particolare. Perdetevi nel dedalo di viuzze e vicoli che compongono la casbah, un tempo il cuore della città saracena. Notevole la chiesa di Sant’Ignazio dei primi del Settecento con un meraviglioso colonnato circolare di colonne gemelle, oggi priva del tetto. Alle spalle del lungomare si ergono le rovine del castello normanno del conte Ruggero che la sera si illuminano in modo suggestivo. 

  • Marsala e la riserva delle saline di Trapani 

A circa un’ora di auto da Selinunte potreste arrivare a Marsala e alla riserva delle saline di Trapani. La riserva dello Stagnone, di fronte l’isola di Mothia, è uno dei panorami più fotografati della Sicilia: una distesa di sale marino dal biancore accecante, costellata da mulini, che al tramonto si tinge di rosa. Se visitate Marsala fate un giro al Museo Archeologico Regionale Lilibeo dove vedere la nave da guerra cartaginese, affondata durante la prima guerra punica e parzialmente ricostruita, ma anche l’Insula romana, i resti di una villa romana del III secolo. Da non perdere anche il complesso monumentale di San Pietro, un convento quattrocentesco che ospita piccoli musei tra cui quello dedicato a Giuseppe Garibaldi che sbarcò con i suoi Mille a Marsala l’11 maggio 1860. Infine, fate una passeggiata nel centro storico di Trapani, caratterizzato dall’influenza del barocco spagnolo, visibile nella cattedrale di San Lorenzo o nella chiesa del Collegio dei Gesuiti. 

Un delizioso borgo medievale in cui il tempo sembra essersi fermato. Posta a 750 metri sull’omonimo monte che domina Trapani, Erice ha un affascinante castello e offre un panorama mozzafiato che spazia da Trapani e le Saline fino alle isole Egadi. Una veloce funivia collega Trapani ad Erice.

  • Segesta 

Se vi siete appassionati all’antica storia di Selinunte avrete voglia di vedere anche Segesta, sua acerrima nemica, le cui storie si sono intrecciate in sanguinose battaglie. Il parco archeologico di Segesta conserva un importante tempio dorico e il teatro scavato nella collina del Monte Bàrbaro.

  • San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro 

A circa un’ora e trenta minuti di auto da Selinunte, San Vito lo Capo vanta una delle spiagge più belle della Sicilia bagnata da acque trasparenti. Proseguendo lungo la costa poi si incontra la Riserva dello Zingaro, un magnifico sentiero costiero di 7 km, immerso nella macchia mediterranea, a picco sul mare, da esplorare via terra o da ammirare via mare. 

Quando andare a Selinunte 

Selinunte può essere un’ottima tappa culturale in un viaggio estivo alla scoperta della Sicilia occidentale dedicato al mare e al relax, oppure meta di una fuga primaverile nell’antica colonia greca. L’estate e la primavera sono i momenti migliori per assistere a uno dei tanti spettacoli o concerti che si tengono nel magico tempio di Afrodite, ma per chi soffre il caldo consigliamo la primavera per visitare l’area archeologica circondata da prati fioriti senza rischio di insolazioni. 

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

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