Idee di viaggio

Eolie a piedi, le più belle escursioni dell'arcipelago

Trekking tra antiche mulattiere e sentieri immersi nella macchia mediterranea con vista mare

Filicudi A PIEDI Shutterstock
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Coste frastagliate a strapiombo sul mare, calette solitarie, spiagge bianche di pietra pomice, rocce nere di pietra lavica, fiammeggianti bocche di fuoco e la verdeggiante macchia mediterranea. 

Se volete ammirare le isole Eolie da un’altra prospettiva basta prendere quota, camminando lungo gli antichi sentieri verso le cime delle isole. Dall’alto potrete ammirare le sette sorelle in tutta la loro magnificenza. Uno spettacolo della natura a cui l’uomo può solo assistere. 

Ecco gli itinerari di trekking più belli nelle isole Eolie da fare questa estate

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Trekking isole Eolie

Lipari

La più grande delle isole Eolie presenta un’incredibile varietà di paesaggi da esplorare a piedi. Dal bianco candido della pietra pomice si passa al nero lucente dell’ossidiana, fino alle mille sfumature del caolino, lungo una costa suggestiva che si tuffa nel blu del mare. 

  • Cave di Caolino - Terme di San Calogero e Punta Palmareto 

Questo è uno dei trekking più suggestivi di Lipari. Sulla costa occidentale dell’isola si trova l’antica cava di Caolino con i suoi colori cangianti, le fumarole ancora attive e la natura incontaminata. Da qui inizia la passeggiata che prosegue in un vallone selvaggio fino a un pianoro. Così attraverso un sentiero che si snoda tra canyon, falesie e antiche coltivazioni si raggiungono le antiche terme San Calogero. Costruite nel 1867 su un sito sulfureo di 3500 anni fa, furono costruite su blocchi sovrapposti di lava. L’attività termale si è fermata negli anni ‘70 ed ora le terme sono in vendita per una ristrutturazione che le riporti all’età d’oro.    

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In alternativa, c’è un altro percorso che parte sempre dalla cava di Caolino ma dopo il pianoro, una volta arrivati sulla stradina sterrata panoramica lungo la costa, si prosegue a destra per seguire il sentiero che scende verso il mare. Si arriva in un vero angolo di pace dove fermarsi ad ammirare il panorama. Così si prosegue fino a punta Palmareto, dove si riconoscono i resti di una torre di avvistamento. E se volete, approfittatene per un bagno rigenerante al mare.

  •  Pianoconte - Valle Muria

Un itinerario ideale per il tramonto è quello che conduce da Pianoconte al belvedere di Quattrocchi. Il panorama è uno dei più impressionanti delle Eolie e forse di tutta la Sicilia: di fronte si apre la scogliera di Sotto il Monte, punta Perciato e i faraglioni di Pietralunga e Pietraminarda, sovrastati dell’isola di Vulcano. 

  • Sulla via della Pomice 

Il sentiero della Pomice di Lipari, sul versante nord-est dell’isola, invece, ritorna sulle tracce degli antichi cavatori di pomice tra le frazioni di Acquacalda, Lami e Canneto. Il trekking vi porterà ad esplorare la natura vulcanica di Lipari e la storia dell’isola legata all’estrazione e al commercio della pietra pomice, bianca e porosa, e dell’ossidiana, nera e lucente. 

  • I duomi vulcanici 

Una passeggiata intorno al monte vi porterà alla scoperta dei più bei colori di Lipari. Partendo dal centro abitato si attraversano coltivi abbandonati nella macchia mediterranea con panorami incantevoli. Tra il giallo delle ginestre e il blu del mare si apre uno dei tratti più suggestivi dell’isola con la scogliera di Sotto il Monte, i faraglioni e l’isola di Vulcano sullo sfondo. 

Vulcano

Vulcano è l’isola di Efesto, il dio del fuoco, l’isola delle fumarole e dello zolfo. È un paesaggio che rievoca l’inferno dantesco ma che saprà regalarvi tante emozioni in queste terme a cielo aperto, tra il blu del mare e il nero della sabbia lavica. 

  • Ascesa al Gran Cratere

Un sentiero ben segnalato porta alla base della bocca principale del vulcano ancora attivo. Calcolate circa un’ora per salire al Gran Cratere detto anche La Fossa (vetta a 300m), in una salita faticosa che fa affondare i piedi nella sabbia di cenere. Gradualmente abbandonerete il paesaggio di sabbia nere e ginestre per salire tra fiumi densi e biancastri di anidride solforosa in un paesaggio lunare che offre un meraviglioso panorama delle Eolie. Potrete così vedere da vicino alcune manifestazioni vulcaniche e capire meglio il funzionamento di un vulcano ancora attivo. È un trekking dalla difficoltà medio-facile che dura circa 3-4 ore, chiaramente come sempre meglio partire la mattina presto o al tramonto. 

  • Vulcanello e la Valle dei Mostri 

Se non vi è bastata l’ascesa al Gran Cratere potreste raggiungere Vulcanello, la piccola penisola-appendice dell’isola di Vulcano. Nata da un’antica eruzione lavica, Vulcanello era originariamente conosciuta come un’isola, poi collegata alla più grande Vulcano dalle colate laviche riversate in mare. Oggi una sottile striscia di terra collega quindi le due isole. Vulcanello è considerato un vulcano estinto ma l’attività vulcanica degli anni precedenti ha portato alla progressiva creazione di bizzarre forme rocciose, nate dalla lava sapientemente scolpita dai venti provenienti dal mare: è la Valle dei Mostri. Un sentiero asfaltato che costeggia il versante nord-est di Vulcanello vi condurrà alla valle dove suggestivi giochi di luci e ombre danno alle rocce forme misteriose. È un facile percorso della durata di circa 2 ore. 

Salina

Salina è l’isola ideale per fare passeggiate a piedi nella natura. L’antica Didyme, chiamata così dai Greci per la sua particolare morfologia, è l’isola verde ricoperta da fitti boschi ed estesi vigneti dedicati alla produzione della Malvasia, il nettare degli Dei. Tra fichi d’india, alberi di ulivo e filari di viti, si snodano sentieri che portano alle pendici della Fossa delle Felci (962 slm) e il monte Rivi (854 slm). Gli amanti del cinema, infine, ricorderanno Salina per la spiaggia di Pollara, dove è stato girato Il Postino di Michael Radford e Massimo Troisi. 

  • Valdichiesa - Monte Fossa delle Felci

Se tra le tante passeggiate panoramiche di Salina dovete sceglierne solo una, consigliamo l’ascesa al monte Fossa delle Felci, un antico vulcano spento da secoli, ricoperto da una folta macchia mediterranea. Una rete di sentieri percorre tutta la riserva fino a raggiungere la vetta del monte Fossa (962 m s.l.m.), il tetto dell’isola, partendo da diversi punti dell’isola. Noi consigliamo di partire dal santuario della Madonna del Terzito, a Valdichiesa, una fertile vallata che si trova al centro di Salina. Da lì il sentiero comincia a salire sul fianco della montagna offrendo incantevoli panorami sull’intero arcipelago delle Eolie, sui vigneti e sull’altra vetta dell’isola, il monte dei Porri. In un percorso di 3-4 ore dalla difficoltà medio- alta si guadagna la vetta. Se alzate lo sguardo avrete una vista mozzafiato sull’isola e sul mare, se lo abbassate vedrete il cratere del vulcano.

Per riscendere dal monte Fossa, è possibile tornare indietro percorrendo un sentiero sullo stesso versante dell’andata o dirigersi verso il mare raggiungendo il comune di Santa Marina, tra la rigogliosa vegetazione e i suggestivi valloni. Calcolate circa due ore per percorre il sentiero dalla difficoltà medio-alta.

Panarea

Panarea è l’isola più mondana dell’arcipelago delle Eolie, ma in realtà c’è un’altra isola da esplorare a piedi tra vegetazione lussureggiante, case bianche, fumarole e mare blu.  

  • San Pietro - Conca delle fumarole della Calcara

I più esperti potranno seguire il sentiero del Club Alpino Italiano che dal centro di San Pietro conduce alla cima dell’isola (un vulcano ancora in attività). Agli altri consigliamo di seguire il breve percorso che dalla chiesa dell’Assunta conduce alla Conca delle fumarole della  Calcara. Dopo aver fiancheggiato la chiesa si va a sinistra, direzione nord, verso la frazione di Iditella. Tra bougainville e gerani si arriva facilmente al punto panoramico sopra la conca delle fumarole della spiaggia di Calcara, dove il mare ribolle dei soffi vulcanici che salgono dalla profondità.

  • San Pietro – Pizzo del Corvo

Un’altra possibilità è quella di percorrere l’antico sentiero che dal centro abitato conduce verso la cima dell’isola, Pizzo del Corvo (400 m s.l.m.). Si cammina tra la folta macchia mediterranea composta da cisti, erica, lentisco e ginestre, per raggiungere la vetta da cui ammirare meravigliosi panorami sulla costa occidentale dell’isola. Quindi si comincia la discesa sull’altro versante in direzione dell’antico villaggio preistorico di Capo Milazzese e l’affascinante baia di Calajunco. 

Stromboli 

Il vulcano sempre attivo è uno spettacolo di suoni e scintille di fuoco. Per questo Stromboli offre degli emozionanti percorsi di trekking alla scoperta di “Iddu”, come gli stromboliani chiamano il vulcano. Si può raggiungere l’area dei crateri sommitali o assistere allo spettacolo offerto dal vulcano da una piazzola di sosta a quota 400 m s.l.m., dovete solo scegliere l’escursione che fa per voi. 

  • San Vincenzo - crateri sommitali

Per raggiungere i crateri sommitali del vulcano, a quota 926 m, è d’obbligo l’accompagnamento di una guida. A San Vincenzo ci sono diverse associazioni che organizzano escursioni diurne e notturne sul vulcano, fornendo tutto il necessario per vivere l’esperienza in sicurezza. Risalire i fianchi del vulcano e sentirlo brontolare, arrivando fino in cima, magari mentre il sole tramonta, è un’esperienza indimenticabile. Ma non è possibile prevedere l’intensità delle esplosioni e la loro frequenza, che scandiscono l’ascesa fino al Pizzo, un anfiteatro mozzafiato da cui ammirare le bocche di fuoco. Calcolate 5/6 ore per un percorso dalla difficoltà medio-alta lungo il quale le guide vi daranno informazioni sulla storia e la geologia del luogo. Nelle giornate terse, il panorama è davvero spettacolare, e si vede addirittura l’Etna. Pur affondando nella cenere lavica, la discesa è molto più semplice. 

  • San Vincenzo – Osservatorio

Da San Vincenzo, inoltre, parte un sentiero in direzione di Ficogrande e Piscità. Dopo circa 40 minuti di passeggiata nella macchia mediterranea con scorci sul mare si arriva all’Osservatorio, un grande spiazzo, dove si mangia e si beve in attesa del tramonto. Comodamente seduti a tavola, dopo aver tanto camminato, potrete godervi lo spettacolo dello Stromboli che vi saluta con le sue bocche di fuoco.

Alicudi 

È l’isola più lontana dalla terraferma e la più selvaggia che ha saputo conservare il carattere autentico delle piccole isole del Mediterraneo. Ad Alicudi vi ritroverete a camminare su antiche scalinate in pietra lavica, costruite dagli abitanti dell’isola di un tempo, ma che ancora oggi costituiscono le uniche vie di comunicazione. 

  • Porto – Filo dell’Arpa 

Se volete esplorare l’isola a piedi partite dal porto di Alicudi lungo il percorso che vi porta sulla vetta del monte Filo dell’Arpa (650 m s.l.m.), il massimo rilievo dell’isola. Lungo il sentiero che si inerpica tra abitazioni e vecchi terrazzamenti abbandonati, tra tratti lastricati e lunghe scalinate in pietra, fermatevi alla chiesa di S. Bartolo e girate tra le case del paesino di Alicudi. Vi ritroverete a camminare indietro nel tempo. 

Filicudi

Filicudi è una delle isole più antiche per quanto riguarda la sua formazione vulcanica. 

  • Porto - villaggio preistorico 

Dal porto parte un percorso facile che vi porta al villaggio preistorico, risalente all’età del Bronzo, arroccato sul promontorio di Capo Graziano a quota 100 m s.l.m., raggiungibile attraverso un’antica scalinata in pietra lavica. Dalla Montagnola di Capo Graziano avrete una magnifica vista sui due versanti dell’isola: il porto sulla destra, Pecorini mare e Alicudi sulla sinistra. 

  • Porto – villaggio di Zucco Grande

Parte sempre dal porto un percorso dalla difficoltà medio-alta che si snoda tra piccole strade e antiche mulattiere fino ad arrivare al villaggio abbandonato di Zucco Grande (250 m s.l.m.). Vi ritroverete tra case diroccate, circondate da terrazzamenti, immerse in un paesaggio affascinante che racconta di un’altra epoca. 

Autore: Francesca Ferri

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