Idee di viaggio

20 cose da fare in Toscana a primavera

Ville medicee, giardini profumati, vie della lana e della seta, trekking su antiche strade per innamorarsi della Toscana

San Filippo PRIMAVERA Shutterstock
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Dalle montagne dell’Appennino fino alle spiagge delle isole dell’Arcipelago Toscano, passando per uliveti, lagune e boschi, la Toscana offre meravigliosi paesaggi da scoprire o riscoprire in primavera. Residenze nobili, ville medicee ed eleganti giardini vi aspettano tra profumi, colori e storie d’altri tempi. 

Numerosi poi sono i sentieri, i tratturi e le leggendarie strade che vi riportano sulle tracce di pellegrini, santi e mercanti, ideali oggi per gli amanti del trekking. Infine, oltre Firenze e i suoi prestigiosi musei, i celebrati borghi medievali e le più affollate destinazioni turistiche, lasciatevi guidare in un’altra Toscana, fuori dai sentieri battuti, tra passeggiate a cavallo nella Maremma, antiche vie della lana e della seta, città del tufo. Ecco 20 esperienze da fare in Toscana in primavera. 

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20 cose da fare in Toscana a primavera 

  • Salire sulla cupola del Duomo di Firenze 
  • Degustare vino in una prestigiosa cantina 
  • Guidare lungo la costa toscana come Gassman e Trintignant
  • Partire per un viaggio onirico al Giardino dei Tarocchi 
  • Provare a estrarre la spada nella roccia all’Abbazia di San Galgano 
  • Trascorrere una giornata bucolica alla Fattoria e Villa di Maiano 
  • Rigenerarsi alle Terme San Filippo nel bosco del Monte Amiata 
  • Vivere una giornata come principi e principesse in un castello toscano
  • Camminare lungo la Via degli Abati dalla Toscana all’Emilia-Romagna
  • Fare un trekking letterario lungo il Cammino di Dante dalla Romagna alla Toscana
  • Percorrere il tratto toscano della Via Francigena 
  • Visitare Sorano, la città del tufo 
  • Esplorare il Parco Sculture del Chianti 
  • Scoprire ville e giardini della Lucchesia 
  • Passeggiata a cavallo con i butteri della Maremma 
  • Camminare lungo la Via della Lana e della Seta
  • Scoprire le Ville Medicee nei dintorni di Firenze 
  • Pedalare sulle colline del Chianti 
  • Giro in barca dell’Arcipelago Toscano

Toscana in primavera

  • Salire sulla cupola del Duomo di Firenze 

Dopo aver tanto camminato tra le strette vie medievali di Firenze prendete altezza per ammirare la città da una prospettiva inusuale. Salire sulla cupola del Duomo di Firenze è un’esperienza imperdibile. Costituita da due calotte di forma ogivale tra loro collegate, la cupola ottagonale è stata costruita senza impalcature dal 1418 al 1434 secondo il progetto di Filippo Brunelleschi, presentato ad un concorso nel 1418 ed accettato dopo molti contrasti nel 1420. La cupola del Duomo di Firenze era al momento della costruzione la cupola più grande del mondo e rimane tuttora la più grande cupola in muratura mai costruita. Un capolavoro capace di resistere ai fulmini, ai terremoti, al passare dei secoli, che oggi incanta qualunque visitatore. Preparatevi a salire 463 gradini che vi porteranno ad esplorare l'interno della cupola e a vedere da vicino i bellissimi affreschi di Giorgio Vasari. Infine la vista su tutta la città di Firenze e le colline che la circondano compenserà la fatica della salita. Per un altro panorama mozzafiato di Firenze, consigliamo la visita del Campanile di Giotto.

  • Degustare vino in una prestigiosa cantina 

Degustare un buon calice di vino in una cantina di design mentre il sole tramonta sulla campagna toscana è un’esperienza di grande fascino. Dal Chianti alla Maremma, la Toscana ospita rinomate cantine dove vivere esperienze sensoriali tra architettura, arte e sapori della tradizione. Tra le tante consigliamo la cantina Antinori nel Chianti Classico a San Casciano in Val di Pesa, un’opera architettonica innovativa, realizzata a basso impatto ambientale. Armoniosamente integrata nell’ambiente, la cantina si affaccia sulla campagna toscana e i vigneti. Vale la visita anche la Cantina Petra, una struttura avveniristica nel pieno rispetto della natura. Tre diversi percorsi a scelta vi faranno esplorare i vigneti e la cantina con vista sul Tirreno. Infine, la Fattoria Le Mortelle che deve il suo nome alle piante di mirto selvatico tipiche della Maremma. Nella cantina dalla particolare forma a cilindro, di proprietà della famiglia Antinori, si producono Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère. Cin cin!

  • Guidare lungo la costa toscana come Gassman e Trintignant

Avete visto Il sorpasso di Dino Risi? Nel celebre film Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant sfrecciano, a bordo di una Lancia Aurelia, lungo la bellissima strada panoramica sul mare che porta da Civitavecchia e Castiglioncello, fiancheggiata da oleandri bianchi e rossi. Ripercorrete quella mitica strada risalendo la costa toscana, in auto o in moto, per godervi l’inizio della bella stagione. Partendo da Castiglione della Pescaia, si prosegue lungo la costa per Piombino, costeggiando le antiche saline con il rudere della Torre del Sale, passando poi per il golfo di Baratti. Si prosegue per Montescudaio, da cui ammirare la Capraia, la Gorgona e l'Isola d'Elba. Si riparte poi in direzione di Riparbella arrivando fino a Castellina Marittima e Pomaia, quest'ultima  famosa per la sagra del baccello e un monastero buddista tibetano. Proseguendo lungo la costa degli Etruschi arriverete a Castiglioncello. Sicuramente non troverete Catherine Spaak che balla sulla spiaggia dello stabilimento Ausonia, ma una piacevole località di mare dove passeggiare sul lungomare Alberto Sordi tra ricordi, miti e leggende. Volendo poi si prosegue lungo la costa per Livorno, Viareggio, Forte dei Marmi e Marina di Carrara.

  • Partire per un viaggio onirico al Giardino dei Tarocchi 

Il Giardino dei Tarocchi è un giardino unico al mondo impreziosito dalle sculture di Niki de Saint Phalle che vi farà immergere in un mondo onirico dai mille colori e forme. Si trova nei pressi di Pescia Fiorentina, frazione comunale di Capalbio in Toscana, ed è un parco ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, popolato di statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi, dense quindi di significati esoterici. Il giardino è un vero e proprio museo a cielo aperto, perfettamente inserito nel paesaggio collinare della Maremma, e rappresenta uno degli esempi d'arte ambientale più importanti d'Italia.

  • Provare a estrarre la spada nella roccia all’Abbazia di San Galgano 

La leggendaria spada nella roccia, di solito associata alla leggenda di Re Artù, esiste e si trova in Toscana, precisamente a San Galgano, a 24 km da Siena. Immaginate una basilica con pianta a croce latina a tre navate, lunga 72 metri, larga 21, con le mura esterne ancora intatte, ma senza tetto. Costruita nel 1218, l’abbazia cistercense visse momenti di grande splendore finché non venne abbandonata. Perciò oggi la vedrete come un maestoso rudere senza soffitto. Ma prima dell’abbazia venne costruito l’Eremo di Montesiepi, tra il 1182 ed il 1185, sulla colline, dove, secondo la leggenda, San Galgano visse come eremita il suo ultimo anno di vita. All'interno dell'Eremo di Montesiepi è custodita una spada, conficcata fino all'impugnatura dentro una pietra. La spada nella roccia sembra che appartenesse a Galgano Guidotti, un cavaliere coraggioso e dissoluto, nato nel 1148 vicino Chiusdino, che colto da una conversione religiosa decise di ritirarsi da eremita vicino al suo paese natale. Una volta raggiunto il luogo conficcò la spada nella roccia come segno di rinuncia alla violenza e per creare una croce su cui pregare. Le numerose analogie tra San Galgano e Galvano, uno dei cavalieri di Re Artù, hanno fatto fantasticare molti. Quel che è certo è che nel corso degli anni centinaia di persone hanno cercato di estrarre e rubare la spada. La spada nella roccia fu considerata un falso per anni, sebbene recenti studi abbiano dimostrato che il materiale, così come stile e forgia, possono risalire ad un periodo che va dal 1100 ai primi del 1200. Ad ogni modo l’Abbazia di San Galgano rimane un luogo mistico.

  • Trascorrere una giornata bucolica alla Fattoria e Villa di Maiano 

Se da Firenze prendete la strada per Fiesole fermatevi a Maiano. In un panorama mozzafiato di dolci colline con boschi di cipressi e distese di uliveti, a soli 5 km da Firenze, sorge la Fattoria di Maiano. È una fattoria didattica, ideale per i bambini, dove trascorrere una giornata nel verde a contatto con gli animali. Si possono vedere capre, cavalli, mucche, asini, e fare un picnic sul prato mentre oche, anatre e galline libere vi passano accanto. Si può, inoltre, assistere alla produzione dell’olio extra vergine di oliva del Frantoio di Maiano e partecipare a tour guidati del Botanic Garden dove scoprire i nomi di innumerevoli piante e fiori. Oppure si può esplorare autonomamente il meraviglioso parco che ospita le imponenti cave di Maiano, un tempo prezioso bacino minerario. La Fattoria di Maiano, inoltre, fu fonte di grande ispirazione nel corso della storia per scultori, pittori, ingegneri e architetti. Tra questi ci fu anche Sir John Temple Leader, figlio di industriali inglesi e colto umanista che acquistò il borgo e la Villa di Maiano nel 1844, oltre alle cave e ad altri insediamenti. L’attuale aspetto della Fattoria di Maiano deve molto alla sua opera di ristrutturazione neo-medievale. Inoltre potrete ammirare lo splendido Parco Romantico della Regina, inaugurato dalla regina Vittoria nel 1893, e specchiarvi nel Laghetto delle Colonne dal ponte dedicato alla moglie perduta, Maria Luisa de’ Leoni. Per una pausa fermatevi alla Casa del Tè e poi proseguite per una passeggiata tra i tanti sentieri del Botanic Garden. Infine, vicino alla Fattoria si trova la Villa di Maiano del XV secolo, visitabile su prenotazione, che è diventata famosa per essere stata set del celebre film Camera con vista di James Ivory del 1985. 

  • Rigenerarsi alle Terme San Filippo nel bosco del Monte Amiata 

Nel cuore della Val d’Orcia si trova il piccolo paese di Bagni San Filippo. Qui oltre ad una struttura termale a pagamento ci sono delle terme gratuite, nascoste tra i verdi boschi alle pendici del Monte Amiata. Queste terme ad accesso libero si possono raggiungere attraversando un piccolo sentiero nel bosco che conduce al Fosso Bianco, il torrente dove confluiscono le sorgenti d’acqua calda che nel tempo hanno creato uno scenario incantevole, fatto di montagne calcaree bianche da cui sgorga acqua bollente che confluisce in piccole piscine naturali. In questo punto, l'acqua calda delle sorgenti termali incontra quella fredda del fiume regalandole il colore azzurro-bianco in contrasto con il verde della vegetazione circostante. Rilassarsi in queste terme immerse nella natura è un’esperienza rigenerante. Se non ci siete mai stati, la prima volta consigliamo di raggiungerle con un’escursione organizzata. 

  • Vivere una giornata come principi e principesse in un castello toscano

Se ne avete abbastanza della frenesia delle città partite per i castelli immersi nella campagna toscana dove vivere un giorno da principi e principesse. Sono numerosi i castelli della Toscana oggi convertiti in lussuosi hotel. Tra i più belli c’è sicuramente il Castello di Velona Spa Resort & Winery, situato su una collina con vista sulla Val d'Orcia. Sulle colline di Montalcino si trova poi il castello di Porrona, appartenuto per cinque secoli a due delle più grandi famiglie della nobiltà senese, i Tolomei e i Piccolini. Oggi è un lussuoso hotel con 25 eleganti camere e suite situate all’interno dell’originale complesso medievale. Il castello, risalente al X secolo, è un elegante hotel con piscine di acqua termale e terrazze da cui ammirare uliveti e vigneti a perdita d’occhio. Nel cuore del Chianti, infine, si trova Como Castello del Nero, un castello del XII secolo con affreschi rinascimentali e dal design contemporaneo che ospita anche un ristorante stellato e un elegante centro benessere.

  • Camminare lungo la Via degli Abati dalla Toscana all’Emilia-Romagna

La Via degli Abati è un percorso di 190 km che collega la città di Bobbio sull’Appennino piacentino a Pontremoli, al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, dove si congiunge alla Via Francigena. Anche conosciuta con il nome di “Francigena di Montagna”, la Via degli Abati collega quindi Bobbio, in Emilia-Romagna, a Pontremoli, in Toscana, passando per Pavia, lungo la Val Trebbia e l’Appenino tosco-emiliano, attraverso luoghi di fede di straordinaria suggestione come l’Abbazia di San Colombano, borghi toscani caratteristici come Pontremoli, splendidi castelli come quello di Bardi e paesaggi incontaminati dell’Appennino Parmense. Legata alla storia di Bobbio e della sua abbazia, fondata nel VII secolo d.C. da San Colombano, un monaco irlandese, la Via degli Abati è più antica della Via Francigena. Ci sono prove, infatti, che questi sentieri erano già in uso tre secoli prima del 990 d.C., quando Sigerico percorse lo storico cammino da Roma a Canterbury.

  • Fare un trekking letterario lungo il Cammino di Dante dalla Romagna alla Toscana

Il Cammino di Dante è il primo itinerario attraverso i sentieri e le vie medievali, che univano la Romagna e la Toscana, percorsi dal Sommo Poeta ai tempi del suo esilio, periodo in cui scrisse la Divina Commedia. Il cammino riscopre le antiche vie che collegano Firenze e Ravenna, la città natale e quella in cui è morto il Poeta. Gli itinerari si snodano quindi attraverso quei luoghi del territorio tosco-romagnolo citati nella Divina Commedia, o direttamente vissuti dal Poeta durante i suoi anni di esilio. I sentieri che compongono gli itinerari, nella maggior parte dei casi, sono percorsi “in cresta” utilizzati dal Basso Medioevo fino allo sviluppo dell’attuale rete viaria risalente alla fine dell’800. A tratti questi sentieri medievali coincidono con antiche strade etrusco-romane, facilmente riconoscibili dai tipici selciati. Il percorso si sviluppa attraverso un anello di circa 400 km congiungendo la Romagna e il Casentino, per un totale di 20 tappe fisse, da percorrere in senso antiorario. Il punto di partenza, dunque, è la Tomba di Dante a Ravenna, e il punto di arrivo, il Museo Casa di Dante a Firenze. Il Cammino di Dante non è quindi solo un percorso di trekking, ma anche un percorso culturale, artistico, filosofico e spirituale. L’itinerario vi farà riscoprire i meravigliosi paesaggi della Romagna e del Casentino, rivivere i fasti dei Conti Guidi e dei loro castelli ricchi di storia e di misteri, immergervi nel limpido ruscello dell’Acquacheta, ammirare la maestosa bellezza delle Foreste Casentinesi e rigenerarvi nei suoi eremi. 

  • Percorrere il tratto toscano della Via Francigena 

Ritornare sulle tracce di Sigerico lungo l’antica via Francigena che passa anche dalla Toscana è un’esperienza ideale per la primavera. La Via Francigena è un’antica strada che al volgere del primo millennio i pellegrini percorrevano partendo dall'Europa occidentale, in particolare dalla Francia, per recarsi in preghiera alla tomba dell'apostolo Pietro a Roma, oppure per proseguire verso la Puglia, dove si trovavano i porti d’imbarco per la Terra Santa. Oggi la Via Francigena è diventata un percorso per amanti della natura, dell’attività sportiva e per chi vuole scoprire storia, tradizioni e folclore del territorio da attraversare lentamente, a piedi o in bicicletta. La Via Francigena attraversa quattro Stati, Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Italia. Ma non c’è bisogno di essere escursionisti esperti per camminare lungo l’antica strada, si può esplorare il lungo e variegato tratto toscano in un weekend, una tappa alla volta o solo alcuni pezzi. Dal Passo della Cisa, che separa l’Appennino ligure da quello tosco-emiliano, la via Francigena entra in Toscana attraversando l’intera regione, dal borgo di Pontremoli fino a quello di Acquapendente. Dalla Garfagnana al Chianti alle colline senesi, la via Francigena in Toscana attraversa 380 km e 38 comuni. Un’escursione da non perdere a piedi, ma anche in bicicletta, a cavallo o in auto. 

  • Salire sulle torri di San Gimignano

Le torri sono il simbolo di San Gimignano, spesso chiamata anche la New York nel Medioevo. Il suo skyline qualche secolo fa era, infatti, disegnato da numerose torri. Pare fossero 72 e svettavano austere verso il cielo. Oggi ne sono rimaste solo 13 ma San Gimignano rimane un borgo speciale, iscritto nella lista del Patrimonio dell'Umanità dall’Unesco. Situato nelle coline senesi della Val d'Elsa, tra i colli del Chianti e i colli della Val d’Orcia, San Gimignano sorse nel tardo Medioevo come stazione di sosta lungo la via Francigena. Girate a zonzo per il centro storico fino ad arrivare a piazza della Cisterna, che prende il nome dalla grande cisterna medievale risalente al 1200. La piazza, dal fascino rimasto pressoché intatto nei secoli, è circondata dalle case torri e dai palazzi nobiliari, tra cui Casa Salvestrini, Palazzo Tortoli e Palazzo dei Cortesi. Cercate poi la Torre Grossa, la più alta di San Gimignano su cui salire per ammirare il bellissimo panorama dei colli della Val d'Elsa e delle colline coltivate a Vernaccia. Continuate così a esplorare San Gimignano, visitando il Museo della Vernaccia, il Museo della Tortura, la Spezieria di Santa Fina e infine il Duomo. 

Sorano è un’antica citta etrusca fondata su una rocca e scavata direttamente nel tufo. Per questa sua conformazione è stata anche chiamata la Matera della Toscana. Appartenuto agli Aldobrandeschi, il borgo venne fortificato da imponenti bastioni che ancora oggi proteggono il paese. Il borgo è un affascinante intreccio di vicoli, sottopassaggi e gradinate che si adeguano alla morfologia del terreno. In questo labirinto di stradine si affacciano antiche case di origine medievale, addossate l’una all’altra. Passeggiate nel borgo dal tempo sospeso, camminate lungo le antiche mura, visitate la fortezza Orsini, il ghetto ebraico e la chiesa collegiata di San Nicola. Infine raggiungete il Masso Leopoldino, una struttura fortificata situata all’estremità nord-occidentale del borgo. Nella parte superiore si trova una terrazza panoramica che offre una vista a 360° su Sorano e il paesaggio circostante. 

Tra borghi e colline della provincia di Siena, si trova un museo a cielo aperto dove la natura accoglie opere d’arte contemporanea. Il Parco Sculture del Chianti si trova a Pievasciata, nel cuore del Chianti senese. Il progetto è nato per iniziativa dei coniugi Giadrossi che hanno inaugurato lo spazio nel maggio 2004. Lungo un percorso di un chilometro sono esposte le opere di 27 artisti di tutto il mondo. Ogni singola scultura è stata proposta dall'artista dopo aver visitato il bosco ed aver scelto il suo posto. Alcune sculture sono interattive, come il Labirinto dell’artista inglese Jeff Saward con il suo percorso di ben 80 metri. D’estate il parco accoglie numerosi concerti nell’anfiteatro. Non andate via senza aver fatto un giro al piccolo villaggio a due passi dal parco, Pievasciata, che si sta trasformando in Borgo d’Arte Contemporanea. 

  • Scoprire ville e giardini della Lucchesia 

Quale miglior momento della primavera per immergersi in un giardino profumato? Nella Lucchesia si trovano meravigliose ville con giardini che vennero costruite da ricchi mercanti lucchesi dal XV secolo in poi e rappresentano un patrimonio importante della storia italiana. Circondati da colline, questi veri e propri palazzi di campagna sono la meta ideale per chi vuole trascorrere una giornata nel verde senza rinunciare alla storia. Tra le tante, Villa Reale di Marlia, che fu la residenza di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone e sovrana prima di Lucca e poi di tutta la Toscana. Qui vedrete il magnifico giardino del XVII secolo, con il Viale delle Camelie, il Giardino dei limoni e un Teatro d'Acqua che si estende intorno alla grande vasca semicircolare ornata da rocce, getti d'acqua, cascate e statue di divinità. Nel parco si trova anche il Teatro di Verzura, del 1652, dove suonò anche Niccolò Paganini. Poco distante, si trova Villa Mansi con un elegante giardino all’inglese. Il piano nobile è un susseguirsi di sale comunicanti affacciate sul salone centrale e affrescate dal lucchese Stefano Tofanelli. A San Pancrazio, vicino Lucca, si può visitare Villa Oliva Buonvisi, risalente al Cinquecento, con un enorme parco dove passeggiare tra giochi d'acqua e cascate, bassorilievi e statue. Sempre a San Pancrazio si trova Villa Grabau, costruita nel Cinquecento dalla famiglia di mercanti lucchesi Diodati, sulle rovine di un borgo medievale. La villa dagli originali caratteri gotici venne dunque ristrutturata secondo l’architettura neoclassica. Il parco circostante ospita un bellissimo giardino all'inglese e uno all'italiana, di forma ovale, con fontane e un centinaio di limonaie in terracotta con gli stemmi delle nobili famiglie. A Camigliano, vicino Capannori, infine, si può ammirare Villa Torrigiani, una lussuosa costruzione cinquecentesca in stile barocco toscano, ispirata a Versailles. Questa piccola reggia vi sorprenderà, inoltre, con il Giardino-Teatro di Flora, le cui grotte e gli spettacolari giochi d'acqua sono ancora funzionanti.

  • Passeggiata a cavallo con i butteri della Maremma 

La Maremma toscana è il posto ideale dove fare passeggiate a cavallo. Il Parco Naturale della Maremma copre una zona di oltre 8000 ettari di macchia mediterranea che vanno dai monti al mare. In questo immenso parco dalla natura incontaminata vivono i butteri, così chiamati i pastori a cavallo tipici della Maremma, il cui nome deriva dal greco bùtoros, che significa “chi pungola i buoi”. I butteri della Maremma cavalcano abitualmente il cavallo detto “maremmano”, e sono riconoscibili anche dal loro abbigliamento: calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto e cappello nero. Unitevi quindi ai butteri per una passeggiata a cavallo nei meravigliosi paesaggi della Maremma. 

  • Camminare lungo la Via della Lana e della Seta

Partire a piedi per un percorso di trekking lungo l’antica via del commercio. Si chiama la Via della Lana e della Seta, l’itinerario che collega Prato a Bologna attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano. È stato inaugurato da poco ma vanta una storia secolare questo percorso che un tempo era la principale via dei commerci tra due città accomunate da un’importante storia produttiva, quella della Seta di Bologna e quella della Lana di Prato. L’inizio della produzione della seta a Bologna si attesta, infatti, intorno al 500 d.C. grazie ai rapporti culturali che i vicini porti dell’Adriatico intrattenevano con l’Impero Bizantino e l’Oriente, ma anche alla riqualificazione da parte dei mercanti bolognesi dei filatoi a mano inventati nella città di Lucca. Invece a Prato la lavorazione della lana risale al 1100 d.C., quando si iniziò ad utilizzare il vasto sistema idraulico di canali e mulini che attorniavano la città, detto il Cavalciotto, per i filatoi. Ritornando così sulle tracce degli antichi mercanti che facevano la spola la Toscana e l’Emilia-Romagna, potreste percorrere questo itinerario lungo 130 km, di cui 60 toscani, e che attraversa parchi naturali, rilievi dal fascino selvaggio e suggestivi borghi. 

  • Scoprire le Ville Medicee nei dintorni di Firenze 

Le Ville Medicee sorsero a Firenze tra il XV e la prima metà del XVIII secolo, circondate da splendidi parchi e giardini. Oltre che luogo di riposo e svago, le ville rappresentavano la reggia estiva della famiglia dei Medici e il centro delle attività economiche e agricole dell’area in cui si trovavano. Oggi sono scrigni dal grande valore monumentale, artistico, storico e culturale. Tra le tante merita una visita la Villa Medicea di Poggio a Caiano che appartenne a Lorenzo il Magnifico e accolse illustri ospiti, tra cui Vittorio Emanuele II. Nei dintorni di Comeana si trova invece La Ferdinanda, nota anche come Villa di Artimino, commissionata da Ferdinando I de' Medici al Buontalenti verso la fine del XVI secolo. Poco distante sorge anche la Villa Medicea di Castello, una bella architettura rinascimentale, restaurata dal Vasari e circondata dal giardino progettato dal Tribolo. La villa è attualmente sede dell'Accademia della Crusca. La Villa Medicea della Petraia poi è considerata una delle più belle residenze nei dintorni di Firenze, situata in una posizione panoramica che domina la città. Non distante da Fiesole è la Villa Medici, nota anche come Belcanto o Palagio di Fiesole, voluta da Cosimo il Vecchio che la commissionò a Michelozzo (1458-1461). Nei dintorni di Firenze si trova anche la Villa Medicea di Careggi, acquisita dai Medici nella prima metà del XV secolo e tra le preferite di Cosimo, che vi morì nel 1464. Vicino Pisa si trova la villa Medicea di Coltano, che fu all’epoca una sorta di casino di caccia.

  • Pedalare sulle colline del Chianti 

Noleggiate una bicicletta o una ebike, se non ce l’avete, e partite alla scoperta degli incantevoli paesaggi toscani. Tra le tante zone, quella del Chianti si presta a una piacevole passeggiata in bici. Numerosi sono i percorsi da esplorare sulle colline tra le province di Firenze, Siena e Arezzo. Si pedala tra vigne a perdita d’occhio, dolci colline punteggiate da filari di cipressi e pittoresche stradine serpeggianti. La campagna toscana diventa un’immagine da cartolina. L’itinerario di 82 km vi porterà quindi alla scoperta di questa zona famosa per la produzione del rinomato vino rosso DOCG Chianti che potrete degustare in qualche sosta tra borghi e cantine. 

  • Giro in barca dell’Arcipelago Toscano

Prendere il largo tra le isole dell’Arcipelago Toscano è un’esperienza magica anche fuori stagione. L’ideale è una barca a vela per scoprire lentamente le isole che fanno parte del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, il più grande Parco marino d'Europa. Potreste partire dall’isola d’Elba, un'oasi verde e blu dalla natura rigogliosa, le spiagge dorate, le acque cristalline, i paesaggi lunari delle miniere. Così proseguite per Capraia, l’unica isola vulcanica dell’arcipelago e tra le più selvagge. Spostatevi a Gorgona, ultima isola-penitenziario d'Italia dove i detenuti vivono all’aperto lavorando la terra e curando gli animali. Riscendendo verso sud, puntate la prua verso l’isola di Pianosa, colonia carceraria di massima sicurezza fino al 1997, oggi area protetta all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Raggiungete poi l’isola di Montecristo, una delle isole più selvagge e inaccessibili dell’arcipelago, famosa per il romanzo di Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo. Ripartite poi per l’isola del Giglio e terminate infine il giro all’isola di Giannutri. In barca, inoltre, potreste esplorare anche alcuni isolotti minori e scogli come Palmaiola e Cerboli, nei pressi dell’Elba, le Formiche di Grosseto a Nord del Giglio, lo Scoglio d’Africa o Formiche di Montecristo, le Formiche di Capraia. 

Autore: Francesca Ferri

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