Idee di viaggio

Il manicomio abbandonato di Volterra

Il rudere dell'ospedale psichiatrico di Volterra è un simbolo straziante custodito attraverso un codice misterioso

Volterra WEEKEND Shutterstock
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Il manicomio abbandonato di Volterra sembra uscito da un film dell'orrore. I suoi edifici consumati dal tempo che portano ancora impressi i segni della follia esistono davvero e sono stati la prigione di milioni di pazienti, prima che l'istituzione fu chiusa a causa dei trattamenti disumani che perpetrava. È uno dei posti da visitare nei dintorni di Pisa

Costruito nel 1887, l'Ospedale psichiatrico è stato attivo per oltre 70 anni prima di essere chiuso nel 1978 con l'approvazione della legge Basaglia che vietava i manicomi a favore delle strutture pubbliche di igiene mentale e di un trattamento più umano dei malati. Il manicomio aveva iniziato la sua attività, in realtà, con ottimi propositi. L'idea alla base del centro era quella di creare un grande villaggio (una città nella città considerando che poteva ospitare fino a 5000 pazienti) dove i malati potessero dedicarsi ad attività lavorative allo scopo di curare o stabilizzare i disturbi, a a tornare poi alla vita nella società.

L'Ospedale psichiatrico era concepito senza recinzioni e sbarre e con edifici diversificati e strade comunali in modo da garantire lo scambio continuo tra ambiente interno ed esterno. Nell'ospedale c'ernao una lavanderia, una piccola azienda agricola, un panificio ed altre attività commerciali in cui lavoravano i malati.

Agli inizi degli anni '60 l'istituzione si era però già trasformata in una sorta di carcere basato su gerarchia e potere dove i malati venivano internati contro la loro volontà e sottoposti a forme di coercizione. Fu così che l'osedale psichiatrico di Volterra fu conosciuto nel decennio precedente la sua chiusura come il luogo del non ritorno. Dopo la chiusura dei manicomi i pazienti furono trasferiti in strutture più piccole, soprattutto in case famiglia, e l'ospedale psichiatrico di Volterra fu lasciato in stato di totale abbandono.

Volterra Asylum

Una foto pubblicata da 💀 ☆ Lilly ☆ 💀 (@lizm73) in data: 20 Feb 2014 alle ore 13:00 PST

Oggi gli edifici stanno ancora in piedi, sfidando la legge del tempo mentre i segni della vita precedente sono ancora evidenti.

Tra i più affascinanti ci sono quelli lasciati da Oreste Ferdinand Nannetti, un paziente del manicomio che ha scavato nel muro indecifrabili combinazioni di rune e segni sconosciuti che sono testimonianza del suo stato allucinatorio oppure più fantasticamente un codice inquietante da decifrare.

Abandoned asylum, Volterra

Una foto pubblicata da Morten Søndergaard (@morten_sondergaard) in data: 13 Feb 2014 alle ore 01:24 PST

Le lettere che i pazienti scrivevano ai familiari durante la loro degenza in ospedale non venivano spedite, ma considerate parte della loro cartella clinica e per questo conservate. Nel 1978 vennero raccolte e pubblicate interamente nel libro “Corrispondenza negata”.

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