Idee di viaggio

I Trekking sul mare in Toscana più belli

Sentieri tra terra e acqua per scoprire dall’alto le meraviglie della Toscana

Trekking sul mare in Toscana A PIEDI Shutterstock
5/5

Camminare in montagna con il mare ai propri piedi vi darà la sensazione di volare tra terra e acqua. La Toscana offre numerosi sentieri da scoprire a piedi tra castelli, torri di avvistamento e antichi monasteri. 

Dalla Riserva Naturale di Calafuria al Parco Regionale della Maremma, si possono ripercorrere vie litoranee e antichi tracciati, immersi nella macchia mediterranea, che conducono in cima a monti e colline da cui ammirare il mar Tirreno, le isole dell’Arcipelago Toscano e la Corsica

Non dimenticate di portarvi il costume da bagno per un tuffo in una delle meravigliose calette che troverete lungo il cammino. Il bagno nelle acque cristalline di Cala Violina o dell’isola d’Elba val bene una sosta. Ecco 7 percorsi di trekking sul mare in Toscana.

7 Trekking sul mare in Toscana

  • Isola di Montecristo
  • Riserva Naturale di Calafuria
  • Promontorio di Piombino
  • Grande Traversata Elbana
  • Lo Stagnone della Capraia
  • Cala Violina e Cala Martina 
  • Le Torri

Trekking sul mare in Toscana

L’isola di Montecristo, famosa come ambientazione del celebre romanzo di Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo, è oggi il più grande parco marino del Mediterraneo. L’isola è stata riconosciuta riserva naturale per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano, perciò non è possibile esplorarla autonomamente ma è necessario prenotare un’escursione guidata. 

L’isola offre due percorsi di trekking che consentono di vedere i resti del convento a 340 metri sul mare, dedicato a San Mamiliano e costruito dai monaci benedettini nel VII secolo, e proseguire fino alla Grotta del Santo, luogo di meditazione con alcuni ex-voto. Il primo sentiero di difficoltà media è lungo 2 km e ha un tempo di percorrenza di circa 2 ore. Il secondo invece, di difficoltà elevata, è lungo 3 km e richiede circa 3 ore e mezzo. 

Lungo i percorsi, inoltre, si ha l'opportunità di scoprire l'affascinante natura dell'isola, dove crescono almeno 300 entità botaniche spontanee e circa 20 specie reintrodotte nel tempo e concentrate prevalentemente nei dintorni della Villa Reale, tra cui spiccano palme, agavi, oleandri, eucalipti, allori, magnolie, olivi, carrubi, viti, pini domestici e pini d'Aleppo. Per informazioni e prenotazioni scrivete alla mail info@parcoarcipelago.info o telefonate al numero 0565/908231. 

  • Riserva Naturale di Calafuria 

La Riserva Naturale Biogenetica di Calafuria è un’area protetta della Toscana e occupa la zona costiera di Calafuria, in particolare la parte occidentale dei Monti Livornesi. Si cammina tra rilievi collinari privi di abitazioni e colture agricole, ricoperti da bosco ceduo, che scendono dolcemente verso il mare, fino a raggiungere il poggio Montaccio, la parte più elevata della riserva a circa 300 metri sul mare. Si parte a piedi nei pressi della Torre del Boccale e si prosegue sulla strada sterrata che costeggia il fosso Maroccone, poi si comincia a salire verso la dorsale, attraversando una fitta macchia mediterranea. In poco tempo si raggiunge il semaforo del Montaccio, torretta antincendio e straordinario punto panoramico su tutta la Costa degli Etruschi, dove la vista spazia da Livorno a Piombino fino alle isole dell’Arcipelago Toscano. 

Si prosegue, uscendo per poco dalla riserva, fino ad Arpaderba e a Castellaccio, dove è possibile trovare dei punti di ristoro. L’itinerario prosegue ritornando, anche su percorsi diversi, verso il mare. La scogliera che va da Calafuria a Quercianella offre bellissime soste tra scogli e calette sabbiose, tra cui la cala del Leone sotto la Torre del Romito, dove fermarsi a prendere il sole e per fare il primo bagno di stagione. Camminando nella riserva naturale tra lecci, pini e piante aromatiche dove vivono passeri solitari ma anche volpi e cinghiali, vedrete inoltre le torri di avvistamento come quella del Boccale e di Calafuria, fatte costruire nel XVI secolo dai Medici per difendere la costa dai barbareschi. Questo percorso è lungo circa 9 km ed è adatto a chi è allenato alla camminata in ambiente collinare.

  • Promontorio di Piombino 

Il promontorio di Piombino ha una rete escursionistica che comprende in totale circa 25 km di sentieri. Si cammina sospesi tra cielo e mare nella fitta macchia mediterranea, con vista sulle isole dell’Arcipelago Toscano. 

Tra i tanti consigliamo la via dei Cavalleggeri (sentiero 300), un’antica via litoranea così chiamata per via dei cavalieri che sorvegliavano giorno e notte le coste da eventuali sbarchi di corsari, pirati e merci di contrabbando. Si può percorrere dunque un sentiero ad anello lungo la cresta del promontorio di Piombino e la sua costa quasi incontaminata, con partenza e ritorno a Baratti. Nei giorni di bel tempo la vista sull’isola di Capraia, l’Elba e anche la Corsica è assicurata. 

Si parte dal parcheggio subito dopo il porticciolo di Baratti e dopo aver percorso un breve tratto di strada asfaltata ci si immerge nella natura del promontorio di Piombino. Una piccola deviazione poi vi porterà a visitare i resti del Monastero di San Quirico, un complesso ecclesiastico benedettino situato alle pendici del Poggio Tondo. Poco distante si trova poi la Buca delle Fate, una scogliera di roccia a picco sul mare dove perdersi nel blu. Si riprende il cammino per Fosso delle Canne, dove fermarsi per una sosta. Questa è una piccola spiaggia di sassi raggiungibile solo a piedi lungo la costa rocciosa del promontorio, tra Piombino e Populonia. È una spiaggia selvaggia e intatta, allietata dalle sculture primordiali in legno di Enrico Salvadori che da 30 anni lotta solitario per la sua conservazione. Si arriva, dunque, al piccolo golfo di Calamoresca prima di ritornare al punto di partenza. In totale sono circa 18 km per cui contate 7 ore di cammino. 

La Grande Traversata Elbana è considerata una delle più belle traversate escursionistiche della Toscana. Si tratta di una dorsale che collega la maggior parte dei sentieri elbani, permettendo di osservare l’incredibile varietà geologica, vegetazionale e morfologica dell’isola. Si può percorrere in 4/5 giorni o anche a tappe singole, per arrivare in cima al monte Capanne, a oltre 1000 metri di altitudine, da cui ammirare l’intera isola a 360°. 

Camminando sul crinale della catena montuosa dell’Elba potrete godere di panorami spettacolari sui quattro versanti dell’isola, ma anche sulla Corsica e l’Arcipelago Toscano. La Grande Traversata Elbana  parte dal centro abitato di Cavo e, seguendo il crinale, si dirige ad ovest, a monte del paese di Porto Azzurro; prosegue nell’entroterra fino ad inerpicarsi sul Monte Perone. Successivamente, giunge nei pressi del Monte Capanne, dove si biforca in due rami. Di questi: uno raggiunge il paese di Pomonte seguendo il crinale che divide la valle omonima da Vallebuia, l’altro invece abbraccia il Monte Capanne tagliando in costa il versante settentrionale e termina sulla strada provinciale, in località Patresi Mortaio. 

Il primo tratto ha una lunghezza di circa 42 km, quindi conviene dividere l’escursione in 4 parti, con deviazioni verso Porto Azzurro, Procchio e Poggio, dove trascorrere la notte. Se invece desiderate percorrere l’altro ramo, giunti alla “biforcazione GTE”, si svolta a destra e si prosegue in quota sotto il massiccio del Capanne fino al bivio con il sentiero 110. Qui si prosegue in salita a sinistra fino in località la Tavola a circa 900 mslm; da questo momento inizia una dolce discesa fino alla Serraventosa, poi giù a destinazione in località Patresi Comune di Marciana. Per percorrere questo ramo sono necessarie circa 4 ore e 30 minuti. Per maggiori informazioni contattare il Club Alpino Italiano della Regione Toscana. 

  • Lo Stagnone della Capraia

L’anello dello Stagnone – Monte Le Penne è un susseguirsi di ambienti e di panorami che permette di conoscere le meraviglie naturalistiche e storiche dell’isola di Capraia. Lo Stagnone è l’unico lago naturale di tutto l’Arcipelago Toscano, incastonato tra il Monte Forcone e il Monte Rucitello lungo la dorsale insulare, un luogo di assoluta pace e tranquillità dove osservare la natura e i tanti uccelli migratori che qui vengono a svernare. 

L’itinerario parte dal porto vecchio per poi raggiungere le cime più alte dell’isola di Capraia, come Monte Castello e Monte della Penna, da cui godere di un panorama strepitoso sulle isole toscane, la costa e la Corsica. Attraversando l’Ex Colonia Penale Agricola si possono ammirare le opere imponenti di ingegneria finalizzate alla produzione agricola e le diverse diramazioni carcerarie. Infine si arriva allo Stagnone della Capraia per poi far ritorno al porto vecchio. è un sentiero di 11 km che vi farà immergere nel cuore dell’isola, tra i suoi silenzi, le sue rocce, la sua storia. Per maggiori informazioni contattare il Club Alpino Italiano della Regione Toscana. 

  • Cala Violina e Cala Martina 

È un altro bellissimo itinerario di trekking che si svolge interamente nella fascia costiera della riserva naturale delle Bandite di Scarlino, zona percorribile solo a piedi, a cavallo o in bicicletta, che va dai resti di archeologia industriale di Terra Rossa, subito a sud della Marina di Scarlino, fino al lembo della spiaggia di Civinini. La prima parte del percorso prevede la salita al Poggio Carpineta (140 m). In questo tratto il sentiero si snoda tra la macchia mediterranea e rivela scorci mozzafiato sul mare verso l’isola d’Elba, Piombino e l’isolotto dello Sparviero, proprio davanti a Punta Ala. Dal Poggio Carpineta poi si scende verso il mare e, passando sopra Punta Le Canne, si arriva all’incantevole Cala Violina, un’incantevole baia sabbiosa conosciuta per il suono dei suoi granelli di sabbia. Ma Cala Violina è solo la prima di una serie di meravigliose cale dalle acque cristalline che si incontrano lungo il percorso, raggiungibili solo a piedi: tra queste Cala Martina, legata a Giuseppe Garibaldi, Cala Francese e Cala delle Donne, una spiaggia di ciottoli che si raggiunge attraverso un sentiero tra i lecci. Il percorso lungo 9 km, infine, farà ritorno al punto di partenza a Terra Rossa. Per maggiori informazioni contattare il Club Alpino Italiano della Regione Toscana. 

  • Le torri – Parco Regionale della Maremma 

È un itinerario di trekking che permette di scoprire le torri di avvistamento nel Parco Regionale della Maremma, sorte a partire dal XV secolo come difesa dalle invasioni saracene. Delle torri esistenti nel comprensorio del parco, dunque, la maggior parte furono costruite in funzione anticorsara e dislocate sui promontori che offrono una migliore visibilità sul mare. Nella seconda metà del '500 il duca Cosimo dei Medici pose mano ai lavori per le Torri di Castelmarino, Collelungo, Cala di Forno su opere già costruite dagli antichi, ma anche le altre torri fuori del territorio granducale furono riadattate o costruite ex novo, così da formare un circuito difensivo ininterrotto che si estendeva da nord a sud lungo tutta la costa della penisola. 

L’itinerario A2, quindi, parte dalla Casetta dei Pinottolai, raggiungibile con la propria auto. Una volta acquistato il biglietto, il centro visite fornisce un'autorizzazione da apporre sul cruscotto per poter lasciare l'auto nella località Pinottolai. Da questo punto il sentiero prosegue lungo la strada esistente nella pineta granducale, per una lunghezza di circa 1600 metri, fino a raggiungere il ponte in legno per il passaggio pedonale, dove un cartello segnala il percorso per l’itinerario A2. Ci si immerge in una fitta boscaglia per raggiungere la Torre di Castelmarino (XII sec.). In basso la pineta rigogliosa e la splendida spiaggia conducono al promontorio di Collelungo e all'omonima Torre del XVI secolo. Seguendo l'itinerario A2 si arriva prima alla torre di Castel Marino (XII sec.), dove si può contemplare un panorama mozzafiato sul mare e le isole dell'Arcipelago Toscano. Poi si scende in basso, si attraversa la pineta e si arriva ad una spiaggia deserta per poi a risalire fino alla Torre di Collelungo del XVI sec. È un itinerario di circa 7 km lungo il quale si può praticare anche nordic walking. Per maggiori informazioni contattare il Club Alpino Italiano della Regione Toscana.

Autore: Francesca Ferri

Scopri