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Uffizi Diffusi, 100 sedi per il museo "esteso" su tutto il territorio toscano

Il progetto e le sedi degli Uffizi Diffusi

Uffizi Diffusi ARTE Shutterstock
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Si può rendere una restrizione necessaria e imposta dall’emergenza sanitaria un’opportunità di rivalutazione e riqualificazione del territorio? 

Secondo il direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, assolutamente si! Ed è ciò che lui, assieme a un pool di esperti, sta provando a fare per la regione Toscana. L’obiettivo è tentare di avvicinare l’arte ai singoli cittadini e riportare i cittadini verso l’arte grazie al progetto dei cosiddetti Uffizi Diffusi.

Come tutti ormai sappiamo, il comparto culturale, artistico e creativo sta risentendo molto delle chiusure dovute all’emergenza sanitaria. Gli stop agli ingressi nei musei e in generale nei luoghi di arte ha causato, oltre a ingenti perdite economiche, anche un allontanamento del pubblico dalla diffusione della cultura in tutte le sue forme. 

Gi spazi museali, le mostre temporanee e le esposizioni, ad esempio, sono sospese in tutta Italia – con brevi interruzioni delle sospensioni avvenute la scorsa estate o nelle zone gialle dei mesi scorsi – da circa un anno. Questo avviene perché questi luoghi sono considerati ad alto rischio a causa degli assembramenti che potrebbero crearsi nelle sale.

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Il problema in realtà non è solo il possibile affollamento all’interno dei singoli musei ma anche tutto ciò che c’è intorno: le file al botteghino, i percorsi spesso obbligati delle mostre che consentono un solo “senso di marcia” per comprendere a pieno il percorso artistico degli artisti esposti, le zone ristoro negli spazi espositivi. E anche la difficoltà nel sanificare gli ambienti che ospitano le opere visto l’obbligo di utilizzare igienizzanti e metodi che non danneggino i pezzi esposti.

Certo è che l’arte, in tutte le sue forme, ha bisogno di ripartire e gli Uffizi diffusi potrebbero essere l’apripista di un nuovo modo di intendere la diffusione culturale in epoca post-pandemica.

Uffuzi Diffusi: Il progetto

Ma di cosa si tratta? L’idea è molto semplice: l’obiettivo del progetto Uffizi diffusi è di “spalmare” le opere d’arte che oggi sono esposte alla Galleria degli Uffizi in diverse sedi all’interno del territorio toscano. Trasportare pezzi finora conservati a Firenze in altri palazzi e sale regionali. 

Secondo Eike Schmidt l’arte non può più vivere solo di grandi spazi e centri espositivi, occorre quindi avvicinarla ai cittadini e al territorio. Questo permetterebbe da una parte di diluire il pubblico, e dall’altra anche di dare giusta attenzione ai singoli pezzi esposti che non sarebbero più “oscurati” dalle collezioni più famose del maggiore museo fiorentino. Non solo: nell’iniziativa Uffizi diffusi saranno anche prese in considerazione tutte quelle opere che sono state finora conservate in depositi ma mai esposte. Grazie a questo progetto sarà quindi possibile scoprire opere che fino ad oggi non sono state visitabili da parte di nessuno. 

Tempi di realizzazione

Di Uffizi diffusi si è parlato per la prima volta nel dicembre del 2020, ma sin da subito Eike Schmidt e il comitato tecnico-scientifico che lo affianca si sono detti consapevoli della complessità del piano e della necessità di tempi lunghi per la realizzazione. Nell’idea iniziale, infatti, le sedi da selezionare sarebbero dovute essere almeno 60, ma il direttore della Galleria degli Uffizi è intenzionato ad arrivare a oltre 100 sedi sparse per tutta la Toscana. A febbraio 2021 il progetto ha ufficialmente preso forma con la possibilità di aprire le prime “succursali” della Galleria nei tre mesi successivi all’annuncio. Entro l’estate del 2021, quindi, gli Uffizi diffusi potrebbero partire.

Villa Medicea Ambrogiana e altre possibili sedi

Una delle prime location prese in considerazione per gli Uffizi diffusi è stata la Villa Medicea Ambrogiana a Montelupo Fiorentino, appartenuta in origine alla famiglia degli Ambrogi e poi a Ferdinando de’ Medici. L’edificio, affacciato sull’Arno, è uno dei più grandi e maestosi appartenuto alla famiglia Medici. In epoca recente, fino al 2017, la stessa ha ospitato un ospedale psichiatrico, oggi è invece vuota a disposizione del Agenzia del Demanio. 

La Villa è un luogo molto caro alla tradizione di Montelupo Fiorentino, infatti proprio nel 2017 – dopo essere tornata disponibile trai beni demaniali – è stata simbolicamente “abbracciata” dalla cittadinanza con una catena umana e riaperta al pubblico con una cerimonia del Sindaco. 

Nella villa Medicea Ambrogiana, secondo il piano di lavoro, saranno trasferite circa 100 opere d’arte. Si tratterà di un vero e proprio ritorno a casa perché le opere in questione erano ospitate proprio in quell’edificio in epoca seicentesca. Altre sedi possibili per il progetto Uffizi diffusi potrebbero essere la Rocca Ariostesca e la Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana: entrambi i luoghi sono da poco stati supervisionati personalmente da Schmidt.

Autore: Paola Toia

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