Idee di viaggio

Trekking vista mare, i più belli da fare in Italia

I più bei sentieri panoramici d’Italia per camminare tra terra e cielo

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4.8/5

Scorci di blu immersi tra colori e profumi della macchia mediterranea. L’Italia è costellata di sentieri panoramici che vi faranno scoprire il mondo da un’altra prospettiva.

Fare trekking su antiche mulattiere e millenarie vie di comunicazione ancora poco battute e affacciate sul Mediterraneo può essere un altro modo per vivere il mare. A volte basta poco per allontanarsi dai luoghi affollati e scoprire inesplorati scrigni di pace e bellezza. 

In un’estate italiana all’insegna del distanziamento sociale, il trekking con vista mare può essere una buona idea per scoprire in modo insolito nuovi luoghi o riscoprire luoghi noti dall’alto di una costiera sul mare. 

Ecco i più bei sentieri d’Italia per un trekking vista mare

Trekking sul mare 

Il sentiero L’Infinito è uno scenografico percorso che collega Portovenere con Riomaggiore, il primo dei borghi delle Cinque Terre. È l’antico sentiero lungo 14 km che richiede dalle 3 alle 4 ore a seconda della propria andatura. La partenza è a Portovenere, in piazza Bastreri, quindi si inizia il primo tratto del percorso che, attraverso una scalinata in pietra, costeggia il castello Doria, offrendo panorami spettacolari sulle tre isole di Palmaria, Tino e Tinetto. Si imbocca poi il sentiero segnato in bianco e rosso dal Cai per arrivare alla prima tappa, Campiglia. Da Campiglia si prosegue verso Riomaggiore, ma prima si sale verso il Colle Telegrafo. Da lì in poi ogni spiazzo può regalarvi una sosta rigenerante e panoramica. La discesa attraversa i caratteristici paesaggi del Parco Nazionale delle Cinque Terre, tra terrazze coltivate, profumi e strade segnate dai tipici muretti a secco, le ciàn. L’ultima sosta prima del tratto conclusivo del sentiero è il Santuario di Nostra Madonna di Montenero, a poco più di 300 metri di altitudine. Così, attraversando l’ultimo tratto di sentiero che rientra nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, si arriva infine al colorato borgo di Riomaggiore. 

Se cercate un percorso più facile ma pur sempre escursionistico, il sentiero Azzurro è uno dei più spettacolari delle Cinque Terre. È il sentiero n. 2, segnalato da una striscia bianca e una azzurra, che si snoda lungomare collegando i cinque borghi tra loro. L'itinerario da Riomaggiore a Monterosso è lungo circa 12 km e la quota massima (200 mt.) si tocca a Prevo, piccola ma caratteristica frazione di Vernazza. Il percorso è composto per lo più da sentieri (8 km circa), mulattiere acciottolate e gradinate (2 km circa), dal lungomare della Via dell'Amore e da strade interne dei paesi. Insieme alla Via dell’Amore, che risale agli anni Trenta, il Sentiero Azzurro è un tragitto antico, molto conosciuto ai tempi della Repubblica di Genova, quando Vernazza era lo scalo e il punto commerciale principale della zona. Il sentiero ha un tempo di percorrenza di circa 5 ore e complessivamente si supera un dislivello di 500 m. Ma se volete prendervi il tempo di fare brevi visite ai borghi potreste percorrere il sentiero in più giorni, dividendolo in diverse tappe. 

Ricordiamo che il Sentiero Azzurro è stato danneggiato da frane quindi alcuni tratti potrebbero essere chiusi. Il sentiero è a pagamento e il costo dipende dai tratti del sentiero che si percorrono, altrimenti consigliamo di acquistare la Cinque Terre Card che include anche gli spostamenti in treno. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0187/762600 o scrivere alla mail info@parconazionale5terre.it.

È il percorso panoramico con vista sul mare più bello della Costiera amalfitana. Il Sentiero degli Dei parte dalla chiesa di San Matteo a Bomerano, una frazione di Agerola a 650 metri sul livello del mare, poi attraversa Nocelle e prosegue attraverso l’antico tracciato dei coloni ellenici una volta dominato da templi. Infine, attraverso 1500 scalini si scende a Positano. Il sentiero, che consigliamo di affrontare dall’alto verso il basso, è indicato con segnaletica bianca e rossa numerata 02. È un sentiero turistico di 8 km e di lieve difficoltà, ma è sconsigliato a chi soffre di vertigini. Il tempo di percorrenza è di circa 4 ore e mezzo. Durante il tragitto immerso nella macchia mediterranea potrete godere degli splendidi panorami che abbracciano la costiera e il mare a perdita d’occhio. Il sentiero conserva ancora tutto il suo fascino che ha ispirato numerosi scrittori e poeti nel tempo. Tra questi Italo Calvino ha descritto il Sentiero degli Dei come “quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”.

  • Sentiero del Mediterraneo, Basilicata, Maratea 

Il Sentiero del Mediterraneo è un antico percorso attraversato nel tempo da pellegrini e mercanti che ricalca le vie di comunicazione medievali. È un incredibile sentiero che parte dall’Italia, precisamente a Maratea, attraversa la Francia e si conclude in Spagna, collegando così tre diversi Paesi europei lungo la costa settentrionale del Mediterraneo. La prima parte del Sentiero del Mediterraneo, il sentiero E12, dunque, si trova in Basilicata e inizia dal versante lucano della spiaggia di Castrocucco, al confine con la Calabria. Si percorre poi il costone dolomitico che porta all’insenatura di Capo La Secca, dove al tempo dei Romani si praticava l’itticoltura. Proseguendo lungo il sentiero sovrastato dal castello di Castrocucco si passa per la spiaggia dell’Orto e la scenografica Punta Caina bagnata da acque cristalline, giungendo, infine, a Marina di Maratea. È un percorso turistico, quindi adatto a tutti, lungo 3 km con un’ascensione massima di 100 metri. Il tempo di percorrenza è di circa 4 ore. 

  • Volo sulle falesie di Acquafredda, Basilicata, Maratea 

Un altro percorso dai panorami ancor più impressionanti è il cosiddetto sentiero di Fontana Spina che collega l’ultima frazione di Maratea, Acquafredda, con Sapri, primo comune campano. Il punto di partenza è il cimitero di Acquafredda da cui si inizia a salire per 4 km lungo un percorso che arriva fino a 250 metri sul mare, camminando così per circa 2 km lungo uno spettacolare crinale roccioso. Si attraversano dunque le falesie di Acquafredda a strapiombo sul mare, uno spettacolo davvero suggestivo che rende bene l’idea della costa rocciosa di Maratea, prima di arrivare a Sapri. 

Il percorso è turistico, lungo 10 km e richiede circa 5 ore di cammino. 

Per gli amanti del mare che non vogliono rinunciare a un tuffo nel blu di Maratea, è possibile percorrere lo stesso sentiero ma con l’aggiunta di un’escursione in barca al ritorno. Il percorso Trek and Boat, dunque, parte dal porto di Sapri, risale il crinale roccioso di Fontana Spina e termina alla spiaggia di Acquafredda dove un collegamento nautico riporta via mare al porto di Maratea. Il percorso è lungo 10 km via terra e 2 miglia via mare. Il tempo di percorrenza è di circa 10 ore, dunque riservate a questa escursione un’intera giornata.

  • Percorso del Redentore o della Redenzione, Basilicata, Maratea 

È l’antico nome del percorso che, attraverso gli storici borghi di Maratea, torna sulle tracce della tradizione religiosa lucana. Il sentiero inizia al porto di Maratea, prosegue attraversando il borgo di Fiumicello, il centro storico di Maratea e la località Castello, terminando alla statua del Cristo Redentore sul monte San Biagio, alta 21 metri e seconda solo a quella di Rio de Janeiro. È un percorso di 8 km in salita che comprende gradini, passaggi su strada e attraversamenti di terreni per un’ascensione massima di 400 metri. Calcolate un tempo di percorrenza di circa 6 ore. 

Questi tre sentieri sono percorribili tutto l’anno con guide esperte dell’associazione Herentas che mette a disposizione anche un servizio di logistica e alcuni punti ristoro lungo alcuni percorsi. Le escursioni si possono prenotare al numero 3297881807.

 

  • Sicilia, isole Eolie, Stromboli

Il vulcano di Stromboli è uno dei più attivi al mondo da più di 2500 anni. Le costanti eruzioni sono sempre accompagnate dall’emissione di lapilli che durante la notte danno vita a uno spettacolo davvero emozionante, soprattutto per chi ha la fortuna di giungere alla sua sommità. Diverse associazioni di San Vincenzo organizzano escursioni diurne o notturne sul vulcano e forniscono tutto il necessario per vivere l’esperienza in sicurezza. Due diversi sentieri partono da San Vincenzo e uno da Ginostra per raggiungere la cima del vulcano a 926 metri sul livello del mare. Il panorama è da brivido, uno dei più belli delle Eolie, e nelle giornate terse si riesce addirittura a scorgere l’Etna. Chiaramente non si può prevedere l’intensità delle esplosioni e la loro frequenza che ritmano l’ascesa fino al Pizzo, un anfiteatro unico al mondo da cui ammirare lo Stromboli in tutta la sua maestosità.

  • Sentiero da San Vincenzo a Pizzo sopra la Fossa, Stromboli

Questo percorso è tradizionalmente riconosciuto come la via più sicura per raggiungere la vetta del vulcano. Il sentiero che conduce ai crateri ha una larghezza media di un metro, è ben segnalato e facilmente percorribile, alternando fondi sabbiosi e rocciosi. Si inizia percorrendo il sentiero che da San Vincenzo porta a Punta Lambronzo, da qui si lascia a destra il sentiero naturalistico pianeggiante per immettersi a sinistra sul sentiero in salita verso la sommità del costone roccioso chiamata Cannestrà, a quota 500 m, e raggiungere infine il Pizzo sopra la fossa. Vi ritroverete in un paesaggio lunare faccia a faccia con i crateri fumanti. Il percorso non presenta un’elevata difficoltà ma è sempre bene prestare attenzione. Durante il periodo estivo, inoltre, la salita si può rivelare più faticosa, perciò consigliamo di fare l’escursione nel tardo pomeriggio. Calcolate che se volete trovarvi in cima per il tramonto bisogna partire circa tre ore prima. 

  • Sentiero da piazza San Vincenzo alla Sciara del Fuoco, Stromboli 

In alternativa potreste scegliere quest’altro sentiero, piuttosto facile, che porta alla Sciara del Fuoco. Il percorso inizia dalla chiesa di San Vincenzo, proseguendo poi per il cimitero vecchio dove è ben visibile lo Strombolicchio, un isolotto a nord-est di Stromboli. Così si attraversa un boschetto di lecci e si giunge al costone roccioso di Cannestrà, a strapiombo verso la zona occidentale. Il percorso procede lungo un fondo di lave scoriacee nere che raggiunge poi quota 250 m, per poi proseguire in direzione ovest verso il Vallonazzo, luogo in cui si può apprezzare la maestosità del burrone. L’attraversamento di questa parte avviene attraverso una discesa di 40 m e una risalita di 20 m sul versante opposto che collega alla mulattiera in pietra a quota 230 m. Il sentiero è stato progettato per far conoscere il vulcano riducendo al minimo i pericoli. 

  • Sentiero da Ginostra a Portella Ginostra, Stromboli 

Da Ginostra invece parte il sentiero che permette di raggiungere quota 800 metri percorrendo il bordo occidentale della Sciara del Fuoco fino a Pizzo. Si parte dalla chiesa di Ginostra proseguendo per una ripida mulattiera che attraversa un borgo dalla tipica architettura eoliana. Poi si prende il sentiero denominato Piano di Vigna che conduce a Punta Corvi dove si inizia a costeggiare la Sciara del Fuoco. Rimarrete colpiti dall’insolito rotolamento di massi che percorrono l’intera Sciara fino ad infrangersi tra le onde. Il sentiero si inerpica ripidamente attraversando muri a secco edificati per la coltivazioni dei capperi e cespugli di ginestre e cisto fino a Portella Ginostra, da cui si può ammirare l’attività eruttiva del cratere sud-ovest. È consigliabile giungere fino a Portella delle Croci dove un sentiero ben tracciato vi ricondurrà a Stromboli. 

Anche la Sardegna offre un sentiero scenografico per un trekking vista mare di notevole interesse archeologico. Sulle rocce che costellano il sentiero, infatti, si possono osservare i reperti fossili delle prime forme di vita apparse sul pianeta. È un percorso riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, caratterizzato dai contrasti fra tratti di luce abbagliante e il buio delle antiche miniere di piombo e zinco, alternati tra scorci panoramici sul blu del mare. Il sentiero parte da Buggerru, località oggi frequentata da surfers di tutto il mondo ma che tra il 1800 e il 1900 brulicava di lavoratori e tecnici minerari provenienti da tutta Europa, in particolare dalla Francia. Qui si trova la Galleria Henry, una miniera che attraversa la roccia per circa un chilometro dentro cui passava perfino una locomotiva a vapore. Si entra quindi in questo anomalo labirinto, da cui si aprono squarci nelle roccia, vere e proprie finestre a strapiombo sul mare. Si prosegue poi per Planu Sartu, villaggio abbandonato dall’atmosfera surreale dove dal 1865 iniziarono gli scavi della Società Anonime des Mines de Malfidano. Dopo 1,5 km si cammina sulla provinciale 83 in vista di un grande campo ai piedi del monte La Palma. Si imbocca quindi un canale che scende tra i ginepri fino al mare, arrivando a Punta Cubedda. Si cammina su una strada panoramica per approdare al limite della falesia di Canal Grande. Si prosegue così per la torre di Cala Domestica, camminando su un’antica strada dei minatori che porta, infine, alla grande miniera di zinco di Masua di cui oggi sono visibili “Porto Flavia” e il “Museo delle macchine da miniera. Il sentiero, dunque, termina sulle spiagge dove concedersi un meritato tuffo nel blu. Il percorso è lungo 10 km e richiedere 7-8 ore di percorrenza, adatto ad escursionisti allenati. 

  • L’anello di Portonovo, Marche, Monte Conero 

Il sentiero 309 del Parco del Conero, chiamato Anello di Portonovo, esplora il meglio della baia marchigiana famosa per le sue spiagge bandiera blu ma anche per i percorsi naturalistici a pochi km da Ancona. È un percorso facile della durata di 1 ora e 30 minuti, da affrontare a piedi o in mountain bike. Si parte dalla piazzetta di Portonovo proseguendo per il Lago Grande, ideale per gli amanti del birdwatching. Si raggiunge il Fortino Napoleonico, costruzione risalente ai primi del 1800 che ora ospita un hotel, e poi l’imponente Torre di guardia, detta anche Torre Clementina o Torre De Bosis, costruita nel Settecento come costruzione di difesa dai pirati, e che nei secoli seguenti ospitò grandi letterati come Gabriele D’Annunzio. Si arriva così alla chiesa di Santa Maria di Portonovo, un gioiello di arte romanica a pochi passi dal mare, davanti alla stupenda spiaggia della Vela. La chiesa, perfino citata da Dante nella Divina Commedia, oggi è visitabile ma non è sempre aperta. Poco lontano dalla chiesa si trova l’altro laghetto salmastro, il Lago Profondo, situato proprio alle pendici del Monte Conero. Infine, riprendendo il sentiero 309 ritornerete alla piazzetta di partenza. 

  • Toscana, isola di Montecristo

L’isola di Montecristo, famosa come ambientazione del celebre romanzo di Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo, è oggi il più grande parco marino del Mediterraneo. L’isola è stata riconosciuta riserva naturale per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano, perciò non è possibile esplorarla autonomamente ma è necessario prenotare un’escursione guidata. L’isola offre due percorsi di trekking che consentono di vedere i resti del convento a 340 metri sul mare, dedicato a San Mamiliano e costruito dai monaci benedettini nel VII secolo, e proseguire fino alla Grotta del Santo, luogo di meditazione con alcuni ex-voto. Il primo sentiero di difficoltà media è lungo 2 km e ha un tempo di percorrenza di circa 2 ore. Il secondo invece, di difficoltà elevata, è lungo 3 km e richiede circa 3 ore e mezzo. Per informazioni e prenotazioni scrivete alla mail info@parcoarcipelago.info o telefonate al numero 0565/908231. 

Autore: Francesca Ferri

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