Idee di viaggio

I 10 treni panoramici più belli d'Italia

Osservare il mondo dal finestrino di un treno lungo le storiche linee ferroviarie d’Italia

Cinque terre Express TRENI Shutterstock
4.1/5

È un po’ come vedere un film, le cui immagini scorrono attraverso i finestrini sotto lo sguardo di un viaggiatore, che è al tempo stesso anche spettatore e regista. 

I viaggi in treno permettono di osservare il mondo comodamente seduti in poltrona. Alcuni treni poi attraversano spettacolari paesaggi d’Italia, lasciandoci ammirare dal finestrino l’incessante susseguirsi di maestose montagne, ampie vallate, colline sinuose, gole profonde, ponti vertiginosi e acque scintillanti. 

Sono storici treni che ripercorrono antichi tracciati già compiuti da illustri viaggiatori nel secolo scorso, e che oggi ci permettono di riscoprire la magia del viaggio lento in nome di un turismo slow ed ecosostenibile.

Mettersi in viaggio su carrozze rétro di trenini a scartamento ridotto quindi ha il fascino di un viaggio nel tempo. Lasciatevi conquistare dallo spettacolo del nostro Paese. 

Ecco i treni panoramici più belli d’Italia.

I 10 treni panoramici più belli d'Italia

  • Ferrovia delle Centovalli
  • Ferrovia Adriatica nelle Marche 
  • Ferrovia del Bernina 
  • Da Grosseto a Siena attraverso la Val d’Orcia
  • Cinque Terre Express
  • La Transiberiana d’Italia
  • I Trenini Verdi della Sardegna
  • Circumetnea
  • Trenino del Renon 
  • Ferrovia Genova Casella 

Foto: © Ferrovia Vigezzina Centovali 

Treni panoramici d'Italia

  • Ferrovia delle Centovalli

52 km di percorso, 2 nazioni, 83 ponti e 31 gallerie da scoprire in poco meno di due ore. La Ferrovia delle Centovalli, detta anche Vigezzina, collega il Piemonte alla Svizzera. Si parte quindi da Domodossola, città dall’antico fascino medievale, adagiata nel fondovalle del fiume Toce, all’imbocco di sette valli alpine, e si arriva a Locarno, città dai mille volti, affacciata sul Lago Maggiore e circondata da panorami mozzafiato. Un susseguirsi di gole profonde, montagne selvagge, fiumi e cascate si presenterà come uno spettacolo al vostro finestrino. Il treno bianco e blu attraversa questa natura prorompente, costellata dai caratteristi borghi disseminati tra le Centovalli e la Valle Vigezzo. 

Quest’ultima è anche conosciuta come Valle dei Pittori per gli spettacolari colori autunnali che caratterizzano i boschi, facendoli assomigliare a quadri impressionisti, tanto da far guadagnare al percorso il titolo di “Treno del Foliage”. Il biglietto include la possibilità di sostare in una delle cittadine lungo la ferrovia, incantevole non solo in autunno, e poi risalire a bordo. Inoltre, sul treno, sono disponibili audioguide gratuite.

  • Ferrovia Adriatica nelle Marche 

Correre lungo la costa a pochi metri dal mar Adriatico, sognando ad occhi aperti davanti al riverbero del sole sull’acqua, pur rimanendo comodamente seduti in treno. La Ferrovia Adriatica, nella tratta che collega Ancona a San Benedetto del Tronto, corre lungo la costa delle Marche per un viaggio di 40 minuti di incanto. Se si percorre il tragitto verso sud, in particolare la mattina presto, consigliamo di accomodarvi sui sedili posti sul lato sinistro del treno per godere appieno della vista spettacolare del sole che nasce all’orizzonte.

  • Ferrovia del Bernina 

Conosciuto in tutto il mondo, il Trenino del Bernina collega il capolinea italiano, Tirano, in Lombardia, alla rinomata località svizzera dell’Engadina, St. Moritz. Il Trenino Rosso, così soprannominato dal colore fiammante dei suoi vagoni, è un gioiello che appartiene alla Ferrovia Retica, e dal 2008 è diventato Patrimonio mondiale Unesco. Da più di 100 anni lo storico trenino attraversa vasti pascoli erbosi d’estate che diventano grandi distese di neve d’inverno, poi ghiacciai e laghi alpini. Durante il tragitto di circa 2 ore e trenta un’audioguida in quattro lingue illustra le meraviglie del paesaggio. Il Bernina Express, inoltre, ha il primato di treno più alto d’Europa ma anche dell’espresso più lento d’Europa. Il trenino rosso, infatti, scala le Alpi senza l’uso della cremagliera, partendo da Tirano, in Valtellina, a 429 mslm, per raggiungere le alte quote dell’Ospizio Bernina a 2253 metri, punto più alto della ferrovia Retica, per riscendere infine nella vallata del fiume Inn, l’alta Engadina, fino a St. Moritz, culla del turismo invernale. Un viaggio consigliato in ogni stagione: se non vi accontentate delle carrozze di linea potreste riservare un posto a bordo delle carrozze cabrio d’estate o di quelle panoramiche con vetrate a cupola d’inverno per una visuale più ampia sul panorama. 

  • Da Grosseto a Siena attraverso la Val d’Orcia

Se non amate particolarmente il mare o la montagna, probabilmente vi piaceranno i paesaggi della rinomata campagna toscana che sfileranno oltre il finestrino nella tratta ferroviaria che collega Grosseto a Siena. Lungo il percorso di un’ora e 30 minuti, il treno si allontana dai centri abitati attraversando campi coltivati delimitati dai tipici cipressi, filari di viti lungo le sinuose colline e una natura dai colori vivaci costellata dai borghi storici della Val d’Orcia, Patrimonio mondiale dell'Umanità UNESCO. Il periodo tra la primavera e l’estate è sicuramente il migliore per ammirare l’incantevole paesaggio toscano, cosparso di girasoli nel pieno della fioritura che si estendono a perdita d’occhio sui pendii dei poggi della Val d’Orcia. 

Il Cinque Terre Express è un treno regionale che viaggia nel parco nazionale dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. La tratta che collega La Spezia a Genova in un’ora e un quarto, attraversa i cinque borghi di pescatori oggi conosciuti in tutto il mondo: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso. Il treno si ferma in ognuno di questi paesini arroccati sulla scogliera rocciosa a strapiombo sul mar Ligure. Le loro pittoresche casette colorate e i piccoli porti dove si riparano le barche dei pescatori continuano a richiamare viaggiatori da ogni dove. Con il Cinque Terre Express potrete fermarvi a visitare i borghi, distanti pochi minuti l’uno dall’altro, e risalire a bordo. 

La Ferrovia dei Parchi, soprannominata affettuosamente la “Transiberiana d’Italia”, attraversa due parchi nazionali e una riserva naturale nel cuore dell’Abruzzo e del Molise, tra montagne dell’Appennino, grandiosi altipiani carsici, ampie vallate e strette gole. La tratta, lunga 128,7 km, collega la città di Sulmona, in provincia dell’Aquila, con Isernia, in Molise, passando per la stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, situata a 1268,82 m.s.l.m. che ne fanno una delle stazioni italiane più alte in quota. 

È un tracciato spettacolare che porta inoltre alla scoperta di piccoli borghi dove la storia e le tradizioni locali sono custodite dalle comunità locali. Durante il viaggio sono presenti guide di bordo che descrivono la storia della ferrovia e la geografia del territorio attraversato. Il termine “Transiberiana d'Italia”, comparso per la prima volta sulla rivista Gente Viaggi del novembre 1980, è attribuito al giornalista Luciano Zeppegno che descrisse questa linea come "la piccola Transiberiana" a causa delle abbondanti nevicate che, soprattutto nel tratto degli altipiani maggiori d’Abruzzo, la fanno somigliare alla celebre Transiberiana che da Mosca raggiunge Vladivostok. 

Il Trenino Verde vi farà scoprire, in poche ore, la Sardegna più autentica. È la più lunga rete ferroviaria turistica d’Europa (438 km), che da 130 anni collega l’affascinante cuore dell’isola alla costa attraverso cinque diversi percorsi. La tratta Palau-Tempio è lunga 59 Km e collega il mare alla montagna, attraversando tutta la Gallura. Il viaggio, invece, che si svolge lungo la linea ferroviaria Macomer – Bosa, lunga 46 km, percorre l’Altopiano di Campeda e scende verso Tresnuraghes e il mare azzurro di Bosa. 

Il viaggio poi che parte da Mandas e termina a Laconi, attraverso gli incantevoli paesaggi del Sarcidano e della Barbagia di Belvì, era stato compiuto nel 1921 dallo scrittore inglese David Herbert Lawrence e raccontato nel libro “Mare e Sardegna”. Il percorso Mandas – Seui, lungo 72 km, è una lunga salita panoramica tra le selvagge montagne della Barbagia, un’area verde tra le più belle e inaccessibili della Sardegna. Infine, la linea ferroviaria Arbatax-Gairo collega la montagna dell’interno al mare. Un viaggio nel tempo alla scoperta di profumi e sensazioni di una volta. 

  • Circumetnea

In Sicilia si può partire alla scoperta dell’Etna anche rimanendo comodamente seduti in treno. La ferrovia Circumetnea percorre le floride pendici del vulcano più grande d’Europa, lungo 110 km di binari che si snodano attraverso coltivazioni di agrumi, ulivi e fichidindia, distese di nerissima lava e il blu del mar Mediterraneo. Si parte quindi da Catania, dove ha sede la stazione principale della Ferrovia Circumetnea denominata "Catania Borgo", all’ingresso della quale noterete la vecchia locomotiva a vapore n.14 che accompagnò anche Edmondo De Amicis nel suo viaggio all'inizio del secolo. La linea ferrata così taglia trasversalmente il centro urbano fino ad incontrare la prima evidente traccia della presenza dell'Etna: la colata del 1669, quella che raggiunse e distrusse Catania. Il treno passa poi per le stazioni di Bronte e Randazzo, si ferma nel mezzo della campagna per una sosta facoltativa, passa vicino al lago di Gurrida e tra le coltivazioni di pistacchio di Passo Zingaro, per far ritorno infine a Catania.  

  • Trenino del Renon 

Era il 13 agosto 1907 quando venne festosamente inaugurato il trenino del Renon, che conduceva da piazza Walther, nel centro di Bolzano, direttamente sull’Altipiano del Renon. Tra Bolzano e Maria Assunta, grazie alla trazione a cremagliera, il trenino superava un dislivello di poco meno di 1.000 metri di altitudine prima di proseguire su un percorso pianeggiante da Maria Assunta per Soprabolzano, Stella e Collalbo. 

Il trenino del Renon era un trenino di montagna sul modello svizzero in voga ai tempi della Belle Époque, quando si volle aprire l’accesso alle montagne ai turisti benestanti. Nel tempo il percorso a cremagliera fu abbandonato, ma oggi il trenino a scartamento ridotto rimane l’ultimo del suo genere in tutto l’Alto Adige. L’antica linea ferroviaria oggi collega solamente Soprabolzano a Collalbo e Maria Assunta con vagoni d’epoca e altri moderni. Salire sul Trenino del Renon è come fare un viaggio nel tempo, mentre davanti a voi sfilano panorami mozzafiato delle cime delle Dolomiti. 

  • Ferrovia Genova Casella 

Il trenino colorato sui toni del rosso, crema e azzurro sembra un giocattolo ma invece è la ferrovia storica, ancora funzionante, meglio conservata d’Italia. Il trenino di Casella parte dal centro di Genova e prosegue verso la montagna, per 25 km, attraverso le valli dei torrenti Bisagno, Polcevera e Scrivia. Se la giornata è limpida guardando fuori dal finestrino, dall’alto dei costoni rocciosi, vedrete, tra il blu del mare, il monte di Portofino e addirittura la Corsica. 

Inaugurato nel 1929, lo storico trenino che raggiunge i 458 metri di quota a una velocità massima di 30 km/h è ancora il mezzo migliore per una gita panoramica nei dintorni di Genova. A bordo, alcune carrozze che risalgono al 1929 conservano le originali sedute in legno e le rifiniture in bronzo ed ottone. La carrozza bar, color blu e crema, con l’antica macchina del caffè e gli abat-jour sui tavolini fa inevitabilmente vagheggiare di essere su un mini Orient-Express. 

Autore: Francesca Ferri

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